Angela Tuccia (attrice e modella)      Roma 7.11.2011

                               Intervista di Gianfranco Gramola

Una ragazza dolce e tenera che ama recitare, leggere e fare sport e che adora Sean Penn e Richard Gere. 

 

Angela è rappresentata dall'agenzia The Exnovo (info@theexnovo.it

Angela Tuccia è nata il 05 maggio 1980 ad Arbon (Svizzera). E’ residente ad Avellino, però vive a Roma. E’ appassionata  di lettura. Studi: Chimica e Tecnologia farmaceutica presso l'Università di Napoli. Ha un sogno: diventare attrice.

Formazione professionale:

- Corso di portamento,video acting, dizione posa fotografica presso “Elite Model
Management John Casablancas “di Milano
- Corso di Teatro e dizione presso Compagnia Teatrale “Clan H”di Avellino
- Corso di recitazione con l’insegnante-attrice L. Eritrei

Cinema:

2007 “Italia 2061” regia di C. Vanzina

Televisione:

2009
- Partecipazione al programma televisivo “I migliori anni” in prima serata su RaiUno
2007-2008-2009
- Partecipazione al programma televisivo “L’eredità” RaiUno
2005
- Partecipazione al programma televisivo “Paperissima” Canale 5
- Partecipazione al programma televisivo “Markette”, La7
2004
- Conduzione programma “Bike Show 87° Giro d’Italia”

Pubblicità:

2010/2011: Campagna occhiali da sole Police

2008: Testimonial campagna pubblicitaria lingerie "Viziate"

2008: Testimonial campagna pubblicitaria profumi Emporio Armani  “Get Together”

2008: Campagna stampa mondiale per divani “Natuzzi”

2008: Spot televisivo con Alessia Marcuzzi per "Activia"

2007: Campagna stampa “Clink Jeans London”

2007: Campagna stampa “Naj Oleari”

2006: Campagna pubblicitaria “Antica Erboristeria”.

2006: Pubblicità televisiva “Eminflex”

Moda:

- Sfilate (Aldo Coppola,Gioielli Seedorf,Byblos)
- Servizi fotografici (Tutto Musica,Maxim,Fox)



Intervista

Mi puoi raccontare brevemente il tuo percorso artistico?

Ti racconto solo le esperienze più importanti. Io nasco come modella, quindi ho lavorato moltissimo a Milano appunto come modella, ho fatto tanti servizi fotografici e tutt’ora lavoro molto. Poi ho iniziato con la televisione, però il mio grande sogno è il cinema. I programmi televisivi più importanti sono stati i tre anni in “L’Eredità” con Carlo Conti, due anni in “I migliori anni” e nel 2010, una tournée teatrale con il magistrato Giuseppe Ayala, nella rappresentazione: “Chi ha paura muore ogni giorno” (I miei anni con Falcone e Borsellino). Adesso sto partendo con un’altra esperienza teatrale per, con una commedia brillante. Poi ho fatto qualche piccola partecipazione in televisione in alcune fiction.

Qual'è stato l’incontro che ti ha cambiato la vita?

Sicuramente quello con Carlo Conti.

Qual'è stata la tua più gran soddisfazione nel campo artistico?

Sono due. La prima è la mia prima esperienza teatrale, quindi una grande emozione, e poi la mia prima diretta che è stata in “I migliori anni”.

Delusioni?

Di quelle ce ne sono state tante, Gianfranco. Ce ne sono state di piccole e di grande, che però mi hanno fortificato e mi hanno andare avanti. Forse una è stata la mancata riconferma a “I migliori anni”, ma non me la sono presa più di tanto.  

Ma i tuoi genitori che futuro sognavano per te?

Loro non mi hanno mai imposto nulla. Mi hanno sempre assecondato nelle mie scelte. Quando  ero più piccola ho cominciato a frequentare chimica e tecnologie farmaceutiche e loro sognavamo per me un futuro da ricercatrice. Poi ho lasciato e ho cominciato con gli studi di recitazione, mentre lavoravo. Quest’anno ho avuto la brillante idea di riprendere l’Università, qui a Roma, in Cattolica, in una laurea aziendale, per cui il lavoro di ricercatrice è sempre aperto. 

Che lavoro fanno i tuoi genitori?

Mio padre è morto 13 anni fa e questo mi ha fatto crescere in fretta e quindi affrontare le situazioni della vita con un atteggiamento differente. Mia mamma fa la sarta. Ho ereditato un po’ da lei la passione per la moda. 

Avevi degli idoli  da ragazzo ossia quali sono i tuoi modelli?

Il mio idolo da ragazzina era un calciatore: Beppe Signori. Ero innamorata pazza di lui. Poi crescendo mi piaceva il cinema ed ero affascinata da Richard Gere. Ora i gusti sono un po’ cambiati e uno dei miei attori preferiti è Sean Penn.

Quali sono i tuoi hobby quando non lavori?

La lettura, poi il cinema sicuramente. Io guardo tanti film. Poi adoro il teatro però riesco ad andarci poco e amo molto fare sport.

Qual'è il tuo motto?

Non arrendersi mai.

Il complimento più bello che hai ricevuto?

Quando all’ultimo provino mi hanno detto “Brava, finalmente sei riuscita a fare questo ruolo in maniera naturale”. Quando si arriva a saper recitare, la semplicità e naturalezza sono il punto di arrivo.  

La dichiarazione d’amore più stramba, più divertente che hai ricevuto?

Te ne racconto una recente. Da tanto tempo non mi capitava di trovare dei bigliettini sul parabrezza della macchina. E questo ragazzo mi ha fatto trovare dei palloncini con delle scritte colorate, con delle lettere adesive sulla macchina. E’ stata una cosa  divertentissima che mi ha fatto sorridere. Oramai non si corteggia più, sembra tutto scontato. Quindi trovare questi palloncini e queste scritte colorate, attaccati con delle calamite, vicino alla macchina, mi hanno strappato un sorriso.

Sei fidanzata?

Al momento no.

Che rapporto hai con la Fede?

Io sono molto credente, ma non bigotta. Credo molto nella religione e uno dei miei più cari amici è un sacerdote.

Quali sono le tue ambizioni?

Il cinema. Il mio sogno più grande è fare l’attrice di cinema. E’ la cosa che più desidero al mondo.

Chi porteresti con te su un’isola deserta?

Mia madre.

Tatuaggi e piercing?

Nessuno dei due.

Hai un sogno nel cassetto?

Recitare un film con il regista danese Lars von Trier.  Lui fa un cinema sperimentale nuovo e tutti i suoi personaggi li adoro e mi piacerebbe recitare per lui un ruolo al limite della società, cioè un ruolo che non mi rappresenta.

Parliamo dei tuoi progetti. So che stai preparando una commedia teatrale, vero?

E’ una commedia dei ricordi, perché è ispirata ai “Noi chi?” che sono nati dalla trasmissione di Carlo Conti a cui ho partecipato e che si chiamava “I migliori anni”. Da qui l’idea di farne un libro di “Noi chi?” che raccoglie i pensieri della gente comune che manda i messaggi che ricordano quelli che erano i loro tempi. Questa commedia è una storia che è articolata tutta intorno ai ricordi della vita, su quella che è stato e quello che non è più, perché noi non ci rendiamo conto, ma il mondo è cambiato in maniera velocissima negli ultimi anni. Quindi è bello ogni tanto ricordare i tempi passati e in questa commedia ci saranno anche degli ospiti musicali ed è una commedia, divertente, leggera e brillante.  

Parliamo di Roma. Tu sei residente ad Avellino, però vivi a Roma. Quando sei arrivata nella Capitale e come ricordi l’impatto?

Prima di venire a Roma ho vissuto tre anni a Milano. Quindi tutto preciso, tutto regolare, tutto perfetto. Arrivo a Roma ed è una giungla (risata). Mi sembrava di essere tornata a quando studiavo a Napoli. Per cui quando sono venuta a Roma ho detto:”Ecco, sono tornata a casa”.

In quali zone hai abitato?

Ho sempre abitato a Roma nord, zona Talenti e ora colle Salario.

Com’è il tuo rapporto con la cucina romana?

Ottimo. Amo molto la cucina e mi piace. Mangio di tutto e ogni tanto mi devo trattenere (risata). A Roma frequento molti ristoranti e ce ne sono tantissimi che fanno una cucina ottima.

C’è un angolino romano che ami particolarmente?

C’è uno scorcio del lungotevere, dove c’è una chiesetta meravigliosa stile gotico, piccolissima e bianca, che ha delle guglie, che si trova dalle parti di castel Sant’Angelo e vedendola dalla macchina, mi ricorda un po’ Parigi.

Qual'è il fascino di Roma, secondo te?

Il fascino della storia. A Roma ogni pietra, ogni parete, ogni monumento racconta qualcosa. Sembra che si sentano ancora le voci di persone che hanno vissuto qui, che hanno in qualche modo fatto parte di questa città, che hanno costruito questa metropoli.

Con i romani come ti trovi?

Devo dire che mi trovo molto bene. Sono simpatici e hanno la battuta sempre pronta. Ogni tanto prendo in giro i miei amici romani, parlando in romanesco e loro non è che si arrabbiano. Con loro non ti annoi.

Per un’artista, Roma, cosa rappresenta?

Per me Roma è un’ispirazione e un punto di partenza. A Roma, una pietra, un albero spezzato, il lungotevere può far nascere l’ispirazione. Questo vale per un pittore, per un poeta, per uno scrittore, per uno sceneggiatore, ecc… Roma è proprio una città che ispira l’arte e la fantasia.

A parte il traffico, cosa ti da fastidio di Roma?

Ecco, quello (risata). Quando giro in macchina sono disperata. A Roma a volte ho notato una grande arroganza e presunzione.