Anna Ferzetti (attrice)                       Roma 4.3.2019

                           Intervista di Gianfranco Gramola

“Domani è un altro giorno”, un film drammatico ed emozionante, con un pizzico di humour romano.

“Giuliano (Marco Giallini), è un attore di successo che si ammala e Tommaso (Valerio Mastandrea), che vive in Canada, torna a trovarlo e passano questi 4 giorni insieme. Io sono Paola, la cugina di Giuliano, una donna molto forte e nello stesso tempo molto indipendente ed ironica. Arrivo in mezzo a loro in varie situazioni e cerco di convincere mio cugino a continuare la sua vita, a cercare di curarsi”

Foto di Alessandro Pizzi

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Anna Foglietta è figlia del grande attore romano Gabriele (17 marzo 1925 – 2 dicembre 2015), che ha lavorato con registi del calibro di Sergio Leone, Antonioni e Soldati. Anna Ferzetti, ha da subito scelto la strada dello spettacolo. Dopo aver studiato musical, danza e cinema a Vienna, lavora molto in teatro e parallelamente in tv, dove esordisce con Stiamo bene insieme di Sindoni, fino ad avere dei piccoli ruoli ne Il maresciallo rocca 4, Il commissario Rex di Costantini,  Pane e libertà di Negrin, Ultimo di Soavi e Il tredicesimo apostolo di Alexis Sweet. Al cinema, invece, Anna lavora a delle piccole parti per Benigni in La tigre e la neve, Ozpetek in Un giorno perfetto, Due vite per caso di Aronadio e Sul mare di Alessandro D'Alatri.  Il successo di pubblico arriva, comunque, con Una mamma imperfetta, serie tv e webserie scritta e diretta da Ivan Cotroneo, andata in onda sulla Rai, nel 2013, per due stagioni. Qui, Anna interpeta una delle "mamme imperfette" amiche di Chiara (Lucia Mascino), protagonista alle prese con il difficile ruolo di donna che deve conciliare famiglia e lavoro. Nel cast, anche Alessia Barela e Vanessa Compagnucci. Il successo della serie di Cotroneo è tale che è stata girata una puntata speciale di novanta minuti Il Natale della mamma imperfetta, evento al cinema solo il 17 dicembre 2013. Da 15 anni è è la compagna dell’attore romano Pierfrancesco Favino, con il quale ha avuto due figlie, Greta e Lea.

Intervista

E’ uscito il film “Domani è un altro giorno”. Mi racconti la trama e mi parli del tuo personaggio?

E’ difficile raccontarti in modo sintetico la storia, ci provo. E’ la storia di due amici storici che si incontrano per 4 giorni. Uno di loro, Giuliano, interpretato da Marco Giallini, è un attore di successo che si ammala, mentre l’altro, Tommaso, interpretato da Valerio Mastandrea, che vive in Canada per motivi di lavoro, torna a trovarlo e passano questi 4 giorni insieme. E’ un film che racconta una forte amicizia e racconta in qualche modo un ipotetico viaggio, perché Giuliano sta male e Tommaso cerca di non lasciarlo andare e nello stesso tempo di accompagnarlo. Ci sono tante cose messe insieme. Io faccio la parte della cugina di Giuliano e mi chiamo Paola, una donna molto forte e nello stesso tempo molto indipendente ed ironica, che rappresenta per Giuliano la famiglia, e nello stesso tempo lui è il punto di riferimento per Paola. Questa donna arriva in mezzo a loro in varie situazioni e cerca di convincere il cugino a continuare la sua vita, a cercare di curarsi. E’ l’unica persona che riesce ad essere lucida in questa situazione, l’unica che verbalizza e che avrà una reazione forte alle decisioni che prenderà Giuliano.

Com’è stato lavorare con due mostri sacri del cinema italiano come Valerio e Marco? Che clima si respirava?

C’era un clima bellissimo. Loro si conoscono da tantissimo tempo, sono amici da una vita e hanno una loro sintonia precisa. A volte basta uno sguardo per capirsi. All’inizio la mia paura è stata il fatto di dover entrare in questa coppia. La fortuna sicuramente è stata quella che noi ci conosciamo e il conoscersi al di fuori dal set mi ha aiutata molto. Poi io sono una donna di polso, sono tosta e mi devo far sentire ed è il ruolo  che poi lo richiedeva. Comunque abbiamo riso molto e a volte era difficile rimanere seri, perché loro due sono molto istintivi e le cose belle si creavano lì per lì, durante le scene. Era un piacere ascoltarli e lavorare insieme a loro. Ci sono state delle situazioni dove siamo riusciti anche a cambiare un po’ le cose, proprio perché venivano al momento.

Quali sono i tuoi prossimi impegni artistici?

Dovrei riprendere uno spettacolo in teatro, poi sto aspettando che esca un programma su Rai1, con la regia di Enzo Monteleone, con Daniele Liotti. Inoltre ci sono altre cose che non dico per scaramanzia (risata).

Quali sono le tue ambizioni, Anna?

Non ho delle ambizioni in particolare. Io amo tantissimo il mio lavoro, mi piacerebbe moltissimo interpretare dei ruoli che ancora non ho fatto, mettermi alla prova e cercare di dare vita a dei personaggi che non mi appartengono. Faccio un lavoro che amo e oggi come oggi, farlo è già una fortuna.

Sei la compagna di Pierfrancesco Favino, un bravissimo attore. Vi scambiate mai delle opinioni o dei consigli sui vostri lavori?

Ogni tanto si. Però cerchiamo di parlare il meno possibile di lavoro per non annoiarci, nel senso che il nostro è un lavoro totalizzante, quindi prende veramente tanto tempo, e a casa cerchiamo di godercelo con le nostre figlie e magari facendo anche dell’altro. Però si, è naturale scambiarci delle opinioni sui nostri lavori.

Un regista italiano con cui vorresti lavorare?

Ce ne sono tanti, Gianfranco. Mi piacerebbe lavorare con Paolo Virzì e poi ci sono un sacco di giovani registi che sono molto bravi e molto curiosi. Mi piacerebbe lavorare con un regista che ha voglia di lavorare con gli attori, nel senso che ha voglia di plasmarli, cioè di cambiarli, di fare un lavoro in quel senso. Ci sono tanti nuovi registi, nuovi talenti. Ad esempio i fratelli Fabio e Damiano D’Innocenzo sono molto bravi, c’è Claudio Giovannesi e tanti altri.

Fra colleghe hai trovato più rivalità e complicità?

Tutte e due, come è normale che sia. Io amo molto lavorare con le donne, con delle colleghe. Sicuramente quando c’è alchimia insomma, perché lavorare con le donne in generale è difficile. Noi donne siamo complesse, siamo molto più emotive. Voi uomini in qualche modo siete più semplici. Attualmente lavoro molto bene con le mie  colleghe, anzi mi piace molto lavorare con loro. La rivalità se è costruttiva ci può  stare. Se una mia collega prende il ruolo e non lo prendo io, lì per lì ci resto male, ma sono felice per lei. Ci sono tantissime colleghe che stimo e sono contenta quando lavorano, anzi finalmente. Ne abbiamo tante di attrici donne molto brave, ma che devono ancora trovare il loro percorso.

Hai mai lavorato per solidarietà, per beneficenza?

Lavorato, no. Io faccio parte della onlus “Every Child is my child” e credo in varie altre realtà.

Hai dei rimpianti?

Non me ne vengono in mente.

Agli inizi hai mai pensato ad un nome d’arte?

Agli inizi si. Da piccola sono stata varie volte dietro le quinte con mio padre Gabriele e con Anna Proclemer e ricordo che non riuscivo  a dire il suo nome e la chiamavo Anna Comene. E mio padre disse: “ Bello questo nome, perché non usi questo come nome d’arte?”. Li per lì mi chiesi perché dovessi usare un nome d’arte, mi piaceva tanto il mio nome Anna Ferzetti e ci tenevo tanto al mio cognome. Comunque agli inizi ho usato il nome Anna Comene, ma solo per un breve periodo (risata).

Anna Ferzetti sul set del film "Domani è un altro giorno"

Due parole su Roma, Anna. Che ricordi hai della tua gioventù romana?

Più che a Roma ho vissuto in campagna, quindi la mia gioventù la ricordo molto verde (risata). Ho più ricordi adesso che sono adulta, perché vivo in una zona molto bella di Roma, zona sud.

All’Eur?

No, io sto dalle parti di Testaccio, cioè nella Roma vera, quella autentica. In questo momento sono al mercato di Testaccio, questo per farti capire che mi piace molto vivere in questo posto. Roma è una bellissima città e adesso speriamo in un grandissimo cambiamento. Te lo dico da romana e spero che i romani riescano a svegliare e ad aiutare questa città.

Cosa ti manca di Roma quando sei via per lavoro?

Mi manca la luce di Roma, perché anche quando è brutto tempo ha una luce tutta particolare. Mi mancano le persone, la simpatia, il casino, il caos e poi di Roma mi manca la bellezza. Ci sono degli spazi a Roma che sono pazzeschi, dei palazzi antichi, delle strade e dei vicoletti di una bellezza struggente.

Come vivi la Roma by night?

Poco, anche per via della famiglia. Mi piace tanto stare a casa con le mie figlie. Diciamo che la Roma by night la vivo quando capita. Mi piace andare in un locale a bere una cosa con gli amici, mi piace ogni tanto mangiare fuori, al ristorante. Adoro mangiare la cucina tipica, tipo una bella carbonara o una cacio e pepe. Quindi le poche volte che esco, la vivo benissimo.

Tradiresti Roma per vivere in un’altra città?

Attualmente si, purtroppo. Proprio perché Roma sta vivendo un periodo non proprio positivo, sta diventando sempre più caotica ed è difficile lavorarci bene ed è difficile viverci. E’ diventata molto sporca e non ho problemi a dirlo da romana, perché è la mia città, la mia casa e in qualche modo la mia famiglia. E’ una città che va cambiata e va aiutata, anche se è molto difficile da gestire.