Anna Kanakis (attrice)             Roma 21.06.99

                           Intervista di Gianfranco Gramola

Una gheisa solo per amore

Anna è siciliana, di Messina, nata il primo di febbraio del 1962, da papà Andrea (greco) e da Concettina Costanzo (siciliana). Miss Italia a soli 15 anni, debutta nel cinema con un film di Gigi Magni " 'O re ". Le sue doti sono grinta, bellezza e bravura e con queste arriva piano piano il successo, interpretando film (l’Avaro, con Sordi), sceneggiati (Maresciallo Rocca, Casa Ricordi) e recitando in teatro. Nel '99 è stata nominata esperta nel settore cultura e spettacolo per l’UDR di Francesco Cossiga. Anna Kanakis è molto disponibile e attraverso l’intervista ci fa capire la sua passione per la città eterna.

Ha detto:

- Non sono sempre una pantera, a volte sono anche Bambi.

- Sono siciliana, complessata e faccio fatica ad accendermi. Mi chiamano Anna la temporeggiatrice.

- Al ritorno dalle Mauritius con la mia abbronzatura dorata, all'aeroporto di Roma mi sentivo una marziana in mezzo ai visi pallidi.

- I paparazzi? Li frequento in dosi omeopatiche. Esco poco perché sono pigrissima e quindi frequento il mondo dal mio letto: Tv, giornali e libri.

- Ho molte collezioni in casa: scarpe, gufetti, orologi e anche gioielli.

- Roma è unica, indolente e indisciplinata. E' come stare dentro un suk.

Curiosità

- Dopo il matrimonio con il musicista Claudio Simonetti (ex componente del gruppo dei Goblin), si  è sposata con Marco Merati Foscarini, discendente del terz'ultimo Doge di Venezia e Presidente della Banca Svizzera Italiana.

- E' laureata in Legge e se non avesse fatto l'attrice sicuramente avrebbe fatto il Magistrato. 

- Conosce a memoria scene e battute del film Mata Hari e Greta Garbo è una delle sue attrici preferite.

- Il primo provino l'ha fatto con il regista Tinto Brass.

- E' contraria a fare calendari.

Intervista

E' nella sua casa in via del Corso, a due passi da piazza del Popolo.

Tu sei siciliana. Perché e quando ti sei stabilita a Roma e come ricordi l’impatto con la città eterna?

Mi sono stabilita a Roma perché nell’82 mi sono sposata con Claudio Simonetti, musicista. Mi sono trasferita sull’onda dell’innamoramento, del matrimonio, quindi ero molto positiva. Ovviamente l’immensità, la difficoltà di vivere i rapporti e le amicizie con le persone è stata la cosa che mi ha maggiormente colpito. Perché venendo da una città di provincia , ovviamente i rapporti erano molto più semplici, era facile anche curarli. Quindi l’impatto è stato di una città immensa e anche una città abbastanza dura.

Dove hai abitato a Roma?

Ho vissuto per i primi anni da sposata ed anche da separata in un residence e poi mi sono stabilita in via del Corso dove vivo da un bel po’ di tempo.

Come ti trovi a Roma?

Ho un rapporto molto positivo. Devo dire che ho cominciato ad apprezzarla col tempo, vivendoci, soprattutto girando, andando all’estero, visitando altri posti, altri luoghi. Anche l’Italia stessa, altri luoghi della nostra penisola, come la tanto decantata Milano per la sua efficienza. Ho vissuto a Milano qualche anno fa e devo dire che pensavo spessissimo a Roma per la facilità dei rapporti, il non provincialismo, per il fatto di una persona che fa il lavoro come il mio, a Roma circola tranquillamente senza che a nessuno importi nulla di ciò che fa. Mentre il provincialismo di molte città, al contrario, rende la vita a un personaggio pubblico, che lavora nello spettacolo, piuttosto complicata. Ecco, Roma in tutto questo, ti consente una libertà maggiore di spaziare, di muoverti.

Ami la cucina romana?

Mi piace molto. Io poi sono una “pastara”, per cui la carbonara e l’amatriciana sono i piatti che prediligo. Frequento una trattoria che io definisco la mia seconda casa… è una trattoria antica, rustica che si trova in via di Ripetta che si chiama “Er Pollarolo”. Siccome a casa non mangio quasi mai perché sono sempre fuori per lavoro, quando mi trovo in casa e aprendo il frigo ci trovo qualche cadaverino (alimentare), allora non mi resta che scendere e recarmi in questa trattoria dove fanno delle penne all’arrabbiata da favola.

A quale angolo di Roma ti senti legata?

Ce ne sono tanti. Io amo molto Roma e non potrei viverci se non nel centro storico. Mi sento molto europea in questo, perché io amo tutto ciò che parla di antico e quindi vado spesso a curiosare dagli antiquari, guardo continuamente il colore ocra dei palazzi romani, il tramonto. Sono una persona che si lascia ancora sedurre dalla Roma del crepuscolo… me ne accorgo da quella luce che non passa indifferente. Rimango colpita da Roma sul Tevere e poi da quel colore che la distingue.



Come giudichi i romani?

Inizialmente, venendo da una tradizione siciliana impostata sulla forma e quindi il “lei”,l’uomo che ti apre lo sportello, l’uomo che ti fa passare per prima, quando vai al bar c’è la corsa a chi paga il caffè, ecc…sono rimasta un po’ delusa.Io ho notato che a Roma c’è assoluta mancanza di forma da parte del romano che non ha questo tipo di cultura, mentre la Sicilia è infarcita di questo e alle volte è abbastanza soffocante tutto questo perché è tutto un rito continuo. All’inizio io la scambiavo per maleducazione, come il “tu”. Adesso si dà del “tu” subito. Poi ho capito che non è maleducazione ma è un modo diverso di porsi e in fondo anche segno di genuinità. Il romano è più manifesto, mentre chi è più curato, nasconde sotto sotto un’intenzione più ipocrita.Il romano, in questo senso, è più verace. Questo mi ha colpito maggiormente del romano.

Se tu avessi la bacchetta magica, cosa faresti per Roma?

Non so, perché Roma è talmente bella…Forse aiuterei una categoria che conosco molto da vicino e che frequento spesso, vivendo nel centro storico. Riempirei Roma di corsie preferenziali per i poveri tassisti che non hanno assolutamente possibilità di svolgere il proprio lavoro di servizio pubblico perché sono poco considerati. A causa del troppo traffico sono costretti a incolonnarsi e a non usufruire, come in molte città europee, di corsie preferenziali, affinché il loro lavoro sia più rapido e più efficiente. Sicuramente quello farei.

C’è un consiglio che vorresti dare ai turisti che vengono a Roma?

I turisti che “sbarcano” a Roma se la spasseranno alla grande, ne sono sicura perché è talmente bella. Il mio consiglio è di abbandonarsi completamente alla città, farsi cullare senza cercare tante pignolerie. Mollare l’efficienza, mollare gli orari,ecco… abbandonarsi alle bellezze di Roma e oziare, passeggiando per le strade sotto il sole.

Anna, un tuo sogno nel cassetto?

Innamorarmi (risata).