Annalisa Arena (attrice)          Livorno 25.7.2020

              Intervista di Gianfranco Gramola

“Lavorare con Paolo Virzì è stata un’esperienza bellissima e molto costruttiva. Paolo è un perfezionista, porta l'attore a dare il meglio di sé”

Per info e collaborazioni: info@cdastudiodinardo.it  

Livornese, nata a Pisa, classe 1995 , si è formata in recitazione presso la Scuola di Arti Sceniche Enzina Conte, e successivamente ha frequentato corsi e seminari per affinare il suo percorso artistico, ultimi tra questi con la coach Aurin Proietti.

Ha recitato nel ruolo di Valeria in Romanzo Famigliare , diretto da Francesca Archibugi, con Giancarlo Giannini, Vittoria Puccini, Guido Caprino, Andrea Bosca, nel ruolo di Katia in Notti Magiche di Paolo Virzí, con Giancarlo Giannini, Roberto Herlitzka, Paolo Bonacelli, Ornella Muti, Giulio Scarpati, Emma in Molto prima di Domani diretto da Umberto Marino, insieme ad Andrea Pannofino. Ed ora sono in ballo nuovi bei progetti.

Intervista

Com’è nata la passione per la recitazione, per il cinema?

Avevo sette anni e vidi mio fratello Gianluca fare uno spettacolo a teatro. Da lì ho insistito con i miei genitori per fare teatro. Loro avrebbero voluto farmi iniziare a 14 anni come mio fratello e invece a 10 anni sono riuscita a fare il primo corso di recitazione e dopo non ho più smesso. La passione per il cinema mi è venuta a 14 anni, quando sono stata scelta da Carlo mazza curati per un piccolo ruolo nel film “La passione”.

Che lavoro fanno i tuoi genitori?

Mio padre non c’è più. Era un bravo venditore di automobili. Mia mamma fa la ragioniera.

Hai mai pensato ad un nome d’arte?

Il mio nome Annalisa Arena trovo che suoni bene. Però quando ero molto piccola, avrei voluto fare la pop star e come nome d’arte avevo scelto Anna Rena.

Chi erano i tuoi miti, i tuoi idoli da ragazzina?

Quando ero adolescente mi piaceva Tom Cruise, Meryl Streep e le star internazionali. Poi pian piano, andando a perfezionarmi e ad essere più raffinata, ho cominciato ad avere come miti Alba Rohrwacher, Luca Marinelli, Micaela Ramazzotti e molti altri artisti italiani che sono bravissimi. Noi italiani siamo molto bravi nelle arti e non solo nelle arti.

Con i colleghi hai trovato più rivalità o complicità?

Assolutamente più complicità. Se c'è una leggera competizione è quando veniamo provinate per lo stesso ruolo, ma è vissuta in maniera molto sportiva, siamo anche capaci di andarci a prendere un caffè dopo il provino per allentare le tensioni. Si sa che le scelte registiche non sanciscono il nostro valore, e più siamo uniti e collaborativi, più si lavora bene.

Un collega e un regista con cui vorresti lavorare?

Un collega che stimo ed è più grande di me è Pierfrancesco Favino. Come regista mi piace Sorrentino, ma più che il regista è il film che mi interessa. I registi mi piacciono un po’ tutti, purché il film sia bello. La lista dei registi con cui vorrei lavorare è lunga, a partire da quelli più famosi a quelli emergenti e mi dispiace4rebbe dimenticarmene qualcuno.  

Hai fatto cinema e tanto teatro. In quali di questi ambienti pensi di dare il meglio?

Penso di dare il meglio nel cinema. Il teatro l’ho fatto per moltissimo tempo e mentre facevo teatro studiavo cinema. Diciamo che nel cinema sento di rendere meglio anche se ovviamente a teatro devo saper fare tutto. Però nel cinema sento che più che io a rendere meglio è il cinema che però fa rendere meglio me.

Le tue ambizioni?

Diventare una grande attrice, fare una grande carriera e lavorare tanto e bene. Queste sono le ambizioni più grandi che si possano avere. Far si che il pubblico sia contento di quello che fo’ (risata) e che si fidi di quello che scelgo.

Hai un sogno artistico, un punto d’arrivo?

Il mio punto d’arrivo spero di averlo a 75 anni, quando dichiarerò di finire la carriera e comincerò a insegnare recitazione (risata). A parte gli scherzi, ora mi piacerebbe fare una serie tv in cui si vede la parte di una ragazza forte.

Oltre a recitare, hai delle passioni nella vita?

Si, mi piace moltissimo la psicologia e la sociologia e poi mi piace molto cantare. Un domani mi aprirò da quel punto di vista, però mi vergogno un po’ di cantare in pubblico.

Che tipo di musica ti piace?

Sono affezionata alla "old school" anni 2000, Justin Timberlake, Rihanna, Beyoncè, ma ascolto molte colonne sonore, specie quelle di Hanz Zimmer. Naturalmente nel petto colpisce Lucio Dalla. Quando canto però divento un po' rock.

Ti piacerebbe partecipare ad un reality?

Chi lo sa? Dipende dal reality, però non chiudo quella porta. Non sono contraria ai reality. Mi piace molto come trasmissione televisiva“Tale e Quale Show”, condotto da Carlo Conti, anche se non è propriamente un reality. Mi piacerebbe partecipare a quel programma. 

Il mondo dello spettacolo, visto da fuori, sembra tutto rose e fiori. Hai qualche sassolino da levarti dalle scarpe?

Non ho sassolini. Per me è stato il contrario, nel senso che quando ero adolescente mi hanno avvertita molto di questo mondo, invece io poi l’ho scoperto all’interno, come in tutti i settori,  ci sono le lacune e i punti un po’ oscuri, però in realtà io ho trovato veramente delle belle persone e per i lavori che ho fatto fino adesso, mi sono travata molto bene. Questo mondo non mi ha deluso, anzi.

Hai lavorato con Paolo Virzì. Come ricordi quella esperienza e come ti sei trovata con i compagni di set?

Esperienza bellissima e molto costruttiva. Paolo è un sensibile perfezionista, porta l'attore a dare il meglio di sé. Con i compagni benissimo, siamo diventati buoni amici, con alcuni di loro ci sentiamo quotidianamente.

A proposito di TV, a quale trasmissione televisiva non rinunci?

Tale e quale Show.

Quale ruolo ti piacerebbe avere in Tv? Presentatore, opinionista o cosa?

Come mestiere alternativo trovo mi piacerebbe molto presentare, professionalità, capacità di improvvisazione e  intrattenimento, ed una buona dose di humor, oggi ci vuole molto, mi piace far bene alla gente.

Hai fatto cinema, tv, teatro.... a quando un programma in radio?

Magari, sarebbe divertente.

Hai una trasmissione radiofonica che ti piace molto?

Ho un caro amico che lavora ne "La Banda di Radio 101". Ovviamente, oltre all'energia che trasmettono, non posso non dire che la ascolto anche con affetto.

In teatro hai mai fatto delle gaffe? Ne puoi raccontare una spiritosa?

Una volta, avevo circa 16 anni, non ho saputo trattenere le risate in piena scena. Il pubblico disse di non averci fatto caso, ne dubito molto.

Un rito scaramantico prima di entrare in scena? (un portafortuna)

Sicuro se casca il copione lo sbatto 3 volte in terra, e poi mi ripeto delle cose nella testa ma è meglio che non le dica.

Su un’isola deserta chi e cosa porteresti?

In un’isola deserta porterei una persona molto pratica ed abile nella sopravvivenza, un arco, un coltello e qualcosa per accendere il fuoco, per il resto mi godrei il mare.

Qual è il tuo tallone d’Achille?

Sono una persona altamente sensibile, riesco a percepire molte più cose di quante non appaiono, ma a volte è una lama a doppio taglio e si tramuta in ipersensibilità, a volte le scottature bruciano come ustioni. 

Che rapporto hai con la Fede?

Con la Fede ho un bellissimo rapporto, anche se è una Fede tutta mia. Ma credo anche in ciò che non vedo, se lo sento. Credo in più cose e per me tutte quelle sono "Fede".

Che rapporto hai con i soldi? (Quanto contano i soldi nella vita?)

Sono una risparmiatrice, non ho interesse nei vizi, trovo che i soldi contino molto, sono una sicurezza, mi piace spenderli per cose sensate.

Hai dei complessi?

Ne avevo moltissimi, adesso sono andati via tutti, mi manca essere un po' più inconsapevole di me stessa, ma direi sia molto meglio così. Per raccontarvi un aneddoto divertente, un po' di tempo fa avevo qualche mania di persecuzione ed una volta, in casa, mi appiattii spaventatissima al muro perché credevo che mi stessero mirando con un fucile di precisione (chi avrebbe dovuto farlo?) ed invece era mio fratello nascosto con il laserino nuovo. Potete immaginare le risate.

La dichiarazione d’amore (o lettera) più stramba e divertente che hai ricevuto?

Magari avessi mai ricevuto dichiarazioni di amore strambe. L'ultima dichiarazione esplicita fu alle elementari: a 8 anni voleva portarmi in Spagna, ma già il termine "portare" mi suonava stretto. Sicuro io ne ho fatte tante dichiarazioni di amore, inevitabilmente molto strambe.

A chi vorresti dire grazie?

A mio padre.

A chi vorresti dire scusa?

A mio padre.

La cosa più folle che hai fatto?

Non sono una spericolata, ma di cose folli ne faccio costantemente dal momento che ho scelto di fare questo lavoro.

Un mestiere che non faresti mai?

La macellaia.

Ci sono degli oggetti dai quali non ti separi mai?

I miei gioielli con i significati e le chiavi di casa.

Cosa ti fa arrabbiare?

La superficialità, la cattiveria, le ingiustizie e l'illogicità.

L'ultima volta che hai pianto e perché?

Poco fa, per una grave mancanza.

Sei venuta a Roma per fare cinema e teatro. Come ricordi l’impatto con la capitale?

L’impatto è stato bellissimo, perché con Roma c’è stato il classico colpo di fulmine, nonostante che tutti mi dicessero che è una città caotica e sporca. Però quel colpo di fulmine iniziale e il fatto di vivere nella città dove c’è il Colosseo, per me vale tantissimo. Anche se il Colosseo non lo vedo tutti i giorni.

Le tue abitazioni romane?

All’inizio vivevo in un hotel, perché lavoravo nelle produzioni cinematografiche e avevo gli hotel pagati. Adesso sono in affitto e mi sto preparando per un trasloco. Ora sto a Furio Camillo e non so dove andrò a vivere. Mi piacerebbe andare ad abitare in zona Re di Roma, vicino alla metro A, un posto abbastanza tranquillo. Al momento cerco una vita da giovane, quindi nuove esperienze, nuove occasioni e una Roma più viva, una Roma più godereccia e confusionaria.

La cucina romana ti ha conquistata?

Si, mi ha conquistata. La cucina romana non è dietetica, però è soddisfacente. Ho una trattoria preferita che sta a Trastevere e si chiama “Ai spaghettari (p.zza San Cosimato 58, ndr) e sta vicino al teatro Argot. Lì si mangia molto bene e molto genuino.

Come ti trovi in mezzo ai romani?

Bene, perché io sono toscana e ho fatto caso che quando accentuo il mio accento, ai romani piace, perché crea simpatia. Probabilmente per una questione storica tra romani e etruschi.

Un luogo di Roma a cui sei molto affezionata?

Sono tanti i posti che amo di Roma. Trastevere, il parco degli acquedotti, il parco della Caffarella e poi amo molto il Colosseo. Amo soprattutto il cinema e il bello di Roma è che ci sono molti cinema.

Cosa ti da più fastidio di Roma?

Di Roma mi da fastidio il fatto che sia molto trascurata e che non sia valorizzata al massimo, perché è una delle città più belle del mondo. Vorrei che fosse tenuta meglio, che fosse rispettata e soprattutto più amata, perché lo merita.