Franca Valeri (attrice)           Roma 25.11. 2007

                      Intervista di Gianfranco Gramola  

La mitica signora snob

 

(Breve biografia tratta da Internet)

Franca Maria Norsa è nata a Milano il 31 Luglio 1920. 
È approdata in teatro quasi per caso, dopo aver rivelato le sue doti satiriche nei salotti mondani e intellettuali milanesi, dove dava vita a personaggi causticamente ispirati al costume contemporaneo, fatto di frivolezze e ipocrisie, fedeli specchi di un ambiente borghese. Il nome d’arte Valeri fu scelto negli anni ’50, dopo aver letto un libro dello scrittore francese Paul Valery. Romana d’adozione, vanta una carriera eccezionale come attrice, sceneggiatrice, regista e autrice. È cresciuta nella trasmissione radiofonica “Il rosso e il nero”, della quale tra l’altro nasce una generazione di attori della”commedia all’italiana ". È qui che Franca Valeri fa conoscere per la prima volta il personaggio della “Signorina Cesira”, che passando successivamente dalla radio alla televisione, diventa la “Signorina Snob”. Il suo esordio teatrale risale al 1951, quando il Teatro dei Gobbi (che ha fondato con Alberto Bonucci e Vittorio Caprioli, diventato poi suo marito), recita negli spettacoli “Carnet de notesn.1” e “ Carnet de notes n. 2 “, che proponevano senza ausilio di scene e costumi, una serie di sketch satirici sulla società contemporanea. Nello stesso anno recita nel suo primo film Luci del varietà”, di Alberto Lattuada e Federico Fellini (qui al suo esordio come regista). A questo ne sono seguiti molti altri, tra i quali “Il segno di Venere” (1955), “Il bigamo” (1955),
Il vedovo” (1959), “Parigi o cara” (1962) e “ Io, io, io… e gli altri” (1965). Sempre con il Teatro dei Gobbi, nel 1954 debutta in televisione, dove si consacrò il personaggio della”signorina snob”e più tardi della”signora Cecioni”(nel programma “La regina ed io”, 1960), popolana romana perennemente al telefono con”mammà”e fasciata da bigodini giganti, che riscosse un enorme successo. Ha partecipato a numerose serate di “Studio Uno” (1966) e ai varietà “Le divine” (1959), “Sabato sera” (1967), “Le donne balorde” (1970), “Sì, vendetta” (1974), “ Vino, whisky e chewing-gum” (1974), “A modo mio” (1976), “Studio 80” (1980), ”Giochiamo al varietè” (1980), “Cipria” (1982), nevrotica signora milanese, ritratto delle ipocrisie della borghesia contemporanea. Legata visceralmente alla Scala, dove ha maturato la sua passione per l’opera lirica, si è anche cimentata come regista di melodrammi. Nel 1993, dopo una lunga assenza dai teleschermi, ha partecipato alla trasmissione Magazine 3su Raitre. Nel ’95 è stata co-protagonista con Gino Bramieri della sit-com di Canale 5 “Norma e Felice” e l’anno dopo con la fiction “Caro maestro”. Nel 2000 è stata protagonista accanto a Nino Manfredi di “Linda, il brigadiere e…”, fiction di Raiuno, e del film tv “Come quando fuori piove”, diretto da Mario Monicelli. È autrice di commedie di grande successo, come: “Lina e il cavaliere”, “Meno storie”, “Tosca e le altre due” e “Le Catacombe”. Quello che caratterizza in modo inequivocabile il suo stile, è un uso intelligente e raffinato dell’ironia: i suoi personaggi fanno riflettere su quelli che sono i vizi e le virtù della società.

Ha detto:

- E’ molto più difficile interrompere una carriera, specialmente se lunga come la mia, piuttosto che continuarla.

- Le Veline? Stare lì a ballare mezze nude è più semplice che impiegarsi in banca. Ma mi fanno pena e mi si stringe il cuore. E poi, la cattiveria di farle parlare!

- I governi, ormai da anni, fanno regali a loro stessi. Dovrebbero rivalutare e incentivare le professioni antiche, quelle che permettono di stare a contatto diretto con la natura, di proteggerla.

- Le mie angosce personali sono nate da privazioni, mai da delusioni. Non ho mai fatto cose non adatte a me: trovo disturbante la mancanza di dignità.

- Nel teatro conta il gusto delle pause, l’espressione, il seguire l’altro che parla e la fonetica. Tanta comicità è legata all’intonazione e all’intuito.

Curiosità

- Nell’ambito del “Premio Virginia Reiter”, ha ricevuto un premio alla carriera e recentemente ha conquistato anche il “Premio Eleonora Duse” per il suo talento eclettico.

- Ha scritto tre libri:”Questa qui, quello là” -  “Animali e altri attori” e “ Tragedie da ridere”, ed è stata soprannominata  “Nostra signora delle belle maniere nella brutta società”.

- Con lei a Roma vivono i suoi tre gatti: Arturo, Lola e Roro, mentre a Trevignano, nella sua villa, ci sono i suoi due cani Carlotto e Norina. (Tutti nomi scelti dal repertorio di Giuseppe Verdi).

- Agli inizi della sua carriera è stata bocciata al concorso di ammissione dell’Accademia.

- Ha donato la sua villa di Trevignano, sul lago di Bracciano, al WWF. “Sono sola, non ho figli – dice la Valeri – e quando non ci sarò più io, questa casa potrà servire per ospitare giovani che vengono a studiare, oppure come ricovero per piccoli animali”.

- Franca Valeri fu la prima in Italia ad inaugurare un genere di comicità al femminile che si potrebbe paragonare, su altri piani di rappresentazione, a quello di Woody Allen.

Intervista

E’ al teatro Nino Manfredi di Roma, con lo spettacolo "mal di ma(d)re", una commedia tenera e commovente, che affronta il tema della solitudine senza mai cadere nel facile patetismo. Suo compagno di palcoscenico, l’attore Urbano Barberini.

Buongiorno, signora Franca. Ho bisogno di farle qualche domanda per il mio sito. Posso?

Come no! Ma lei non ha una parlata romana, mi sembra piuttosto veneta…

No! Sono trentino.

Mi sembrava. Mi faccia pure le domande che vuole.

Com’è il suo rapporto con Roma, signora Franca?

Con Roma ho un ottimo rapporto. Pensi che ci vivo da quasi 50 anni e non sono ancora ripartita e quindi vuol dire che mi trovo molto bene in questa città definita “Caput Mundi”. Ricordo il mio primo impatto con Roma, appunto 50 anni fa. Era ancora più bella, perché non c’era tutto questo traffico, tutte queste macchine, c’erano meno palazzine e si poteva girare tranquillamente senza il pericolo di essere derubati. Ho trovato i romani delle persone molto simpatiche, delle persone cortesi, sempre allegre e con pochi difetti. Io ho trovato spunto proprio dall’anima storica dei romani,  per inventarmi un personaggio, la mitica Sora Cecioni, che ha il cinismo e l’ironia proprio del romano de Roma. Il personaggio della Sora Cecioni piaceva molto ad Aldo Fabrizi che mi diceva sempre che sembravo più romana di lui (risata). Oggi Roma è una città sporca, bistrattata, piena di confusione, con mille problemi. Però Roma ha un suo fascino, nonostante tutto.

Quando è in tournée, le manca Roma?

Ma niente, perché mi piace viaggiare e quindi anche andare in tournée e girare altre città, scoprire posti diversi e soddisfare anche la mia curiosità, tanto poi ci torno a Roma. Più che Roma mi manca la mia casa di campagna, a Trevignano, sul lago di Bracciano, perché lì ho i miei gatti, i miei cani e ho molti bei ricordi. Una volta ho avuto anche un asino (risata).  

Qual'è stata la sua più grande soddisfazione teatrale?

Il fatto stesso di recitare e di portare i miei spettacoli in giro per l’Italia, in posti nuovi.

Il compagno di lavoro che ricorda molto volentieri?

Ma io mi trovo bene con tutti, però una cosa è certa, cioè che non lavoro con qualcuno che non mi piace. Ho lavorato con tanti grandi artisti, come Gino Bramieri, Alberto Sordi, Vittorio Gassman, Sofia Loren, Vittorio De Sica, Valter Chiari e tanti altri…. Cosa voglio di più dalla vita?

Chissà quanti complimenti nella sua lunga carriera ha ricevuto…

Ne ho ricevuti tantissimi da colleghi, ma anche da persone comuni che sono venute a vedermi nei miei spettacoli teatrali o che mi conoscevano per via della televisione. I complimenti mi fanno sempre piacere e gli applausi pure.

Hanno scritto anche cose cattive su di lei?

Certamente! Anche se non me le ricordo, ma sicuramente ne hanno scritte di cose cattive o delle critiche per qualche mia esibizione che non è piaciuta. Devo dire che le cose cattive me le dimentico facilmente (risata).

Com’è il suo rapporto con la Fede?

Ottimo, signor Gianfranco. Ho un ottimo rapporto con la Fede. Sono credente ma poco praticante, anzi direi “speranzosa”.

E il suo rapporto con il denaro?

Il denaro mi piace, e a lei?

Come diceva quel tale:"I soldi non danno la felicità, figuriamoci la miseria".

Bella questa frase. Ne cito io una:"Chi si accontenta, gode". Quando ho i soldi che mi servono, sono contenta. Non capisco quelli che ne hanno sempre bisogno e ne ammucchiano tanti e sono insaziabili. Basta averne un po’ per vivere bene ed essere felici, tanto alla fine non te li porti nell’aldilà.

Con una carriera esagerata come la sua, c’è qualcuno a cui deve dire “Grazie”?

No! Non mi viene in mente chi posso ringraziare. Forse i miei genitori.

Quando non lavora, quali sono le sue passioni?

Ho la passione per gli animali e poi io scrivo, come lei saprà. La maggior parte delle cose che faccio, le scrivo.

I suoi genitori che futuro sognavano per lei?

Mia mamma, che faceva la casalinga e mio padre, che era di origini ebraiche ed era un industriale, non sognavano sicuramente che facessi teatro, però poi sono stati molto contenti delle mie scelte.

Un’ultima cortesia, signora Franca. E’ possibile avere una su foto con dedica?

Volentieri. Gliela faccio avere dalla mia segretaria. Arrivederci.