Gabriele Biancardi (conduttore radiofonico e musicista)  Trento 12.3.2011

                          Intervista di Gianfranco Gramola

Un simpatico e ironico pacioccone, diviso fra la passione per gli orologi e quello per la musica.

 

Per contattare Gabriele, la sua e-mail è g.biancardi@radiodolomiti.com

Gabriele Biancardi fa il conduttore radiofonico, lo speaker di serie A1 volley maschile e B1 volley femminile ed è anche un ottimo musicista. “Suono la batteria, strumento che tratto più o meno come una figlia”. E’ nato il 25 settembre del ’65 (è della Bilancia) in quel di Verona. Nella presentazione sul sito della Radio dove lavora, dice che è permaloso, odia la maleducazione, ama leggere qualsiasi cosa, dall’esoterico al romanzo puro, dallo storico a Dylan Dog e che “Just the two of us” di Grover Washington Jr è la sua canzone preferita. 

Intervista

Ho incontrato Gabriele nella sua "tana" a Radio Dolomiti, a Trento, in zona Muralta. L'ho trovato molto simpatico, disponibile e allegramente ironico.   

Quando è nata la tua passione per “fare” radio?

A 8 anni, vedendo un documentario sulle radio “private” inglesi che trasmettevano al di fuori delle acque territoriali.

Come sei arrivato a Radio Dolomiti?

Sono arrivato a Radio Dolomiti nel modo più semplice, chiedendo di fare una prova voce. Era il lontano 1980. Amo molto questo posto, qui ho passato l’adolescenza e l’età della cosiddetta maturazione.

Come ricordi la vigilia del debutto?

La mia prima diretta radio è stato “martedi grasso 1980” e prima del debutto ricordo lo stomaco chiuso, una sudorazione intensa ma molta felicità.

In famiglia hai qualcuno che lavora nel settore della radio?

Figurati! Mio padre era un piastrellista e mia madre casalinga. Loro speravano per me un futuro nel turismo.

Sei sposato, hai figli?

Non sono sposato e non ho figli, che io sappia...

Tu fai solo lo speaker radiofonico o hai altri ruoli all’interno di Radio Dolomiti?

Mi occupo anche dei rapporti con le case discografiche, interviste, ma la diretta rimane naturalmente la parte più importante.

Un collega che stimi molto?

Filippo Solibello e Massimo Cirri, i conduttori di caterpillar, la trasmissione radiofonica più bella d'Italia.

Quali sono le doti che deve avere uno speaker radiofonico?

Sapere ed essere informato un po’ su tutto, dal gossip, alla novità scientifica, alla politica.Una buona preparazione è molto importante per saper dialogare.  

Una tua grande soddisfazione professionale?

Ogni qualvolta mi rendo conto di aver fatto compagnia a qualcuno che non sta bene.

Hai mai fatto delle scelte di cui ti sei pentito?

Si! Certo, ma ho più rimorsi che rimpianti.

Dopo una diretta temi più il giudizio dei famigliari o degli addetti ai lavori?

Beh! Per mia madre vado sempre bene! Gli addetti ai lavori sono i miei ascoltatori. Il loro giudizio è importantissimo.

Come vedi la situazione delle radio in Trentino?

Con gli anni sono scomparse tante realtà, questo è sicuramente triste, ma quelle che sono presenti danno un buon prodotto.

Sei una colonna storica di Radio Dolomiti. La popolarità che effetto ti fa?

Non la chiamerei popolarità... In ogni caso quando qualcuno per strada mi riconosce, mi fa piacere. Spesso mi chiedono:”Com'è Francesca?” (Bertoletti, ndr.)

Tanti d.j. hanno dei nomignoli. Qual è il tuo nome d’arte?

Non ne ho mai avuto. Non sono un appassionato di soprannomi, anche se da piccolo io ero “Carioca”.

Hai mai avuto momenti difficili nella tua carriera in cui hai pensato di mollare tutto?

Momenti difficili come tutti, soprattutto nella vita, ma la radio è sempre stata una sicurezza..una casa, credimi.

Una volta mi hai detto che ti piacerebbe mettere in scena il tuo spettacolo "Avete mai provato ad essere donne". Si è realizzato questo sogno?

Certo! Lo spettacolo è già andato in scena almeno una decina di volte in vari teatri, ultimo in luglio nei giardini del centro servizi Santa Chiara di Trento. Peraltro ho scoperto, grazie ai pagamenti Siae, che lo spettacolo che ho scritto è stato fatto anche a Napoli e in provincia di Bologna. Devo dire che questa cosa mi ha davvero molto colpito.

Hai delle nuove idee da portare in Radio?

Ovviamente si, ma non le dirò ora, anche per scaramanzia.

Quali sono i tuoi progetti per settembre?

Fare radio è in assoluto la mia priorità da 30 anni, quindi diciamo che rimane quello a cui tengo di più, poi c'è il campionato dell’Itas da seguire come speaker, questo sarà il decimo anno...e poi suonare con il mio gruppo, che mi sta davvero dando tante soddisfazioni!

Hai mai fatto delle gaffe?

Certo. Tanti anni fa aprii il microfono per una diretta... mi dimenticai di abbassarlo e mi chiamò la mia fidanzata di allora e dicemmo alcune frasi, anche “un filino spinte”. Tutte andate in onda.

Il complimento più bello che hai ricevuto?

Essere la colonna sonora di una vita. Una mia coetanea che è cresciuta ascoltandomi, si è sposata, ha avuto figli e mi ringraziava di esserci sempre stato.

Hai scritto un libro con Sandra Bosisio. Chi è Sandra e perché questo libro?

A maggio è uscito il mio libro dal titolo “Anime vive”(contatti con l’aldilà). Il perché è presto detto. Sandra è una che “vede e parla” con i trapassati. Quando sono entrato in contatto con Sandra e aver vissuto con lei certe esperienze, mi sono chiesto perché non condividere la cosa con più persone, proprio per il messaggio di speranza che si può leggere tra le righe. Tutti i proventi di questo lavoro andranno a Ciro Pintaudi che lavora all'Istituto Nazionale dei Tumori a Milano, in via Venezia 1. Ciro Pintaudi valuterà caso per caso, aiutando i parenti dei malati a trovare una sistemazione per tutto il tempo della terapia.

Ho letto che hai una band dove suoni la batteria. Mi parli di questa tua passione?

Suonare è sempre stata una grande passione che coltivo fin da giovane. Il mio gruppo si chiama “Punto G” ed è nato circa 3 anni fa. E’ composto da Laura Novembre (voce), Paolo Cristofolini (pianoforte), Alberto Masella (contrabbasso), Luca Robertelli (sax) e io alla batteria. Facciamo locali dove soprattutto si suona jazz e swing. Per le prove abbiamo una sala tutta nostra. Con gli anni sono cambiati i gusti, facevo pop rock e ora invece standard jazz e swing.

Jovanotti parlando di musica ha detto “E’ una esplorazione di un mondo sconosciuto, una cosa erotica, emozionale, fatta di riscatto, goduria e voglia di seduzione”. Per te cos'è la musica?

La musica è stata la mia più grande alleata in tutti i momenti emozionali della mia vita. Nei momenti bui, in quelli perfetti... l’unica cosa, non ho mai associato una canzone ad un amore, perché se poi questo amore fosse finito, magari non avrei voluto più riascoltare quel dato brano. La musica è la compagna perfetta, perché ognuno di noi al mondo può trovare quella che fa per se.

Altra tua passione sono gli orologi.

Penso che sia una passione derivata dal fatto che in radio noi ragioniamo con i secondi. Mi piacciono soprattutto gli orologi sportivi, non classici.

Il pezzo più pregiato?

E’ un Rolex regalatomi dal mio migliore amico per il compleanno.

Ho letto che sei un ammiratore di Fabio Concato. Cosa ti ha colpito di lui?

La facilità con cui i suoi testi arrivano al cuore.

Sicuramente lavorando in radio avrai conosciuto parecchi artisti. Il personaggio più curioso?

Il personaggio più curioso sicuramente Max Gazzè.

Quello più simpatico e quello più antipatico?

Il più simpatico Paolo Belli, quello antipatico non si dice per eleganza.

Quello più umile?

Il più umile Biagio Antonacci.

(Gabriele Biancardi in versione 007)

Ricevi molte lettere dai fans?

Molte non direi, qualcuna, soprattutto e-mail, ma sono tutte molto carine e mi parlano di vita vera.

Il tuo motto?

“Ragiona con il cuore e agisci con il cervello”. Bella, no?

Chi porteresti con te su un’isola deserta?

Il pallavolista e giocatore di beach volley Riccardo Fenili.

Quali sono le tue paure?

Di perdere le persone a me care.

Hai dei complessi?

Si! Qualche migliaio.

Quanti tatuaggi hai?

Sulla ventina. Ma ho anche molto spazio per farli...

A chi vorresti dire grazie?

Alla mia nonna.

So che sei nato a Verona. Quando ti sei trasferito a Trento?

Avevo pochi mesi, Gianfranco, quindi mi ritengo trentino a tutti gli effetti. Vivo in pieno centro storico.

In quale angolino del Trentino ami rifugiarti nei momenti di relax?

Ce ne sono tanti e quindi non c’è che l’imbarazzo della scelta, perché la nostra provincia è bellissima. Ma se devo pensarci, direi a Lagolo.

Come giudichi i trentini (pregi e difetti)?

Siamo generosi, ma non vogliamo farlo sapere.

Frequenti la Trento by night? Hai un locale che ti piace?

Non sono un grande amante dei locali “incasinati”. Mi piacerebbe un locale dove si possa ascoltare della musica, ma potendo anche parlare con chi hai vicino.

Cosa ti manca di Trento quando sei via per lavoro?

Passeggiare e vedere i mille angoli che spesso passano inosservati.

Qual è la domanda che ti piacerebbe che ti facessero ma non ti hanno fatto mai?

Questa!