Lucia Lavia (attrice)                  Roma 15.4.2020

                           Intervista di Gianfranco Gramola

"Dai miei genitori ho ereditato l’insegnamento riguardo questo mestiere, cioè di approcciarmi a questo lavoro con grande dedizione, con grande  impegno"

Per contatti c/o  Maria Lavia info@karascioconsulenzeartistiche.com

Lucia Lavia nasce a Roma il 18 Febbraio 1992. Figlia degli attori Gabriele Lavia e Monica Guerritore decide di seguirne le orme fin da piccola e a soli 13 anni debutta in teatro al Festival di Anagni e a 16 in tv nella serie televisiva per Rai 1 Rossella, diretta da Gianni Lepre. Dopo aver conseguito il diploma di maturità classica, nel 2010 prende parte alla sua prima tournée con il Malato Immaginario per la regia di Gabriele Lavia, per il quale è stata candidata al Premio “Le maschere del Teatro” nella sezione “Miglior Attore/Attrice Emergente”. Nella stagione 2011/2012 veste i panni di Desdemona nell’ Otello di Nanni Garella. Nel 2012 è in Ifigenia In Aulide con la regia di Giampiero Borgia per il Napoli Teatro Festival. Nella stagione 2012/2013 prende parte allo spettacolo Tutto per bene per la regia di Gabriele Lavia.
È durante questa tournée che avviene l’incontro con Luca Ronconi che le affiderà il ruolo di Arèusa nel suo spettacolo Celestina,laggiù vicino alle concerie in riva al fiume per la stagione successiva ( 2014).  Ma con Ronconi inizia già a lavorare nell’estate del 2013 con uno studio sul testo Cuore Infranto di John Ford al Centro Teatrale di perfezionamento attori Santa Cristina. Nella stagione 2014/2015 è la Figliastra in Sei personaggi in cerca d’autore con la regia di Gabriele Lavia. Nel 2015 è Ifigenia in Ifigenia in Aulide con la Regia di Federico Tiezzi al Teatro Greco di Siracusa e per la sua interpretazione vince il premio della Stampa “Siracusa stampa teatro” come Miglior Attrice. Sempre nel 2015 prende parte allo spettacolo Vita di Galileo con la regia di Gabriele Lavia. Nel 2016 Andrea Baracco le affida il ruolo di Emma Bovary nell’adattamento  teatrale a cura Letizia Russo di Madame Bovary di Gustave Flaubert: lo spettacolo debutta al Piccolo Eliseo, dove rimane per due settimane riscuotendo un grandissimo successo di pubblico e critica, tanto da essere SOLD OUT per le ultime sei repliche. Per il Festival Shakespeariano di Verona  del 2016 è Giulietta nel Romeo e Giulietta per la regia di Andrea Baracco. Nella stagione 2016/2017 è in tournée sia con Madame Bovary che con Romeo e Giulietta. Nell’estate del 2017, dopo 8 anni di Teatro Classico Lucia sente il bisogno di una svolta artistica, di affinare “corde attoriali” diverse e di mettersi alla prova avvicinandosi al teatro contemporaneo. È in quel momento che avviene un incontro che per lei si rivelerà importante: quello con il Regista Gianluca Merolli che le affida il Ruolo di Pam in SAVED di Edward Bond. Nel 2018, affrontando sempre il contemporaneo, prende parte allo spettacolo scritto dalla drammaturga Arianna Mattioli Ti porto con me regia di Lorenzo Lavia per la Rassegna EliseoOFF. Nel 2019 Lucia affiancherà Umberto Orsini nel Costruttore Solness di Ibsen per la regia di Alessandro Serra.

Intervista

Quella di recitare per te è stata una passione, una vocazione o la consideri un’eredità dei tuoi genitori?

Forse è stata una commistione di varie cose. Sicuramente i miei genitori mi hanno trasmesso una grande passione, perché io sono cresciuta in teatro, sono cresciuta sul palcoscenico vedendo recitare i miei genitori insieme ad altri artisti. Però sicuramente è stata una passione, un desiderio nato indipendentemente dai miei genitori, perché sentivo proprio la necessità da quando ero bambina di esprimermi attraverso la recitazione. Come dicevo prima questo penso sia stata una commistione di cose.

Temi di più la critica del pubblico o quella dei tuoi genitori?

Io non temo assolutamente la critica dei miei genitori, perché sono genitori che sono dalla mia parte e se mi fanno delle critiche sono solamente costruttive. Non ho timore di una critica, io cerco di portare al pubblico un personaggio, raccontare una storia.

Hai mai pensato di cimentarti in un ruolo brillante, in una commedia divertente?

Si, a questo c’ho pensato, perché io amo molto la commedia. Mi piacerebbe molto recitare in una commedia. Per ora non mi è mai capitata l’occasione, ma magari in futuro, chissà.

Quali sono i testi classici che ti affascinano di più?

Ce ne sono diversi. Amo molto la commedia greca, così come amo molto il teatro shakespeariano. Amo molto anche Siller. Ci sono tantissimi testi che apprezzo molto.

Se tu non avessi fatto l’attrice, che altro lavoro ti sarebbe piaciuto fare?

Non lo so, perché io ho sempre desiderato recitare, ho sempre sognato di fare teatro e non ho mai avuto un altro desiderio. Fin da bambina ho voluto fare l’attrice per cui non so immaginarmi in un altro mestiere per adesso e spero mai.

Oltre al talento, quando conta la fortuna nel tuo lavoro?

La fortuna conta, magari per un incontro, però conta anche il destino. Conta trovarsi al momento giusto nel posto giusto, quello sicuramente. Poi io credo anche che ogni persona ha un suo percorso e quindi se le cose capitano, è perché è destino.

Facendo tournée hai girato l’Italia. Qual è il pubblico più gratificante e quello più freddo, più distante?

Ogni pubblico è a se e non si può dire di un pubblico che è più caloroso o meno caloroso. Per esempio c’è un pubblico un po’ più attento e magari uno che può sembrare più freddo, ma in realtà è  semplicemente più concentrato. La cosa interessante e bella del nostro mestiere è che quando sei in scena senti subito le persone che hai di fronte, senti subito l’energia. Però diciamo che in generale il pubblico italiano è un pubblico gratificante.

Prima di entrare in scena hai un rito scaramantico?

Non ho riti scaramantici. Ci facciamo un in bocca al lupo e basta.

Quali sono i pregi artistici che hai ereditato dai tuoi genitori?

Questa è una domanda a cui non ti so rispondere. Sicuramente ho ereditato l’insegnamento riguardo questo mestiere, cioè di approcciarmi a questo lavoro con grande dedizione, con grande serietà e impegno.

Hai mai fatto delle gaffe in teatro?

Si, come tutti. Sicuramente ho preso qualche strafalcione, più volte …

Fra colleghi hai trovato più complicità o rivalità?

Ho sempre trovato complicità, senza dubbio, perché  mi sono sempre posta in maniera di grande apertura con i miei colleghi. Però ho sempre trovato colleghi molto carini.

Sei mai stata tentata dal cinema e dalla televisione?

Si, ho un agente e quindi faccio provini. Sicuramente prima o poi capiterà l’occasione. Sono però più concentrata sul teatro che è la mia passione, che è la mia strada già avviata. Comunque se arriva l’occasione di lavorare in Tv o nel cinema, ben venga.

Se ti chiamassero per un reality, ci andresti?

No! Assolutamente no.

Quando non lavori, curi delle passioni nella vita?

Si, mi piace molto camminare, leggere e sono appassionata di vini.  Quando non lavoro mi piace una quotidianità normale, perché quando siamo al lavoro abbiamo una vita abbastanza caotica. Quindi mi piace stare tranquilla e rilassarmi.

Quali sono le tue ambizioni?

La mia ambizione è quella di fare teatro, farlo bene, con grande serietà e farlo per tutta la vita. Voglio costruirmi una bella carriera e che sia duratura.

Hai mai pensato di fare l’autrice teatrale e portare in scena i tuoi testi?

Non lo so. Per adesso non ho ancora scritto per il teatro, però magari fra qualche anno, chissà. Al momenti ho bisogno di essere diretta.

Progetti per dopo la quarantena?

Ci sono diversi progetti, però adesso non ne parlo, perché non si sa che cosa succederà.

A chi vorresti dire  grazie?

A tutti i registi con cui ho lavorato, a tutte le esperienze lavorative che ho fatto, perché ogni esperienza, sia bella che brutta, sia dolorosa che felice, mi ha forgiato ad una crescita.

Alcune domande sulla tua città. Com’è il tuo rapporto con Roma?

Io ho un rapporto molto felice con la mia città. Amo tantissimo Roma, è la mia casa e starne lontano per me è un grande dolore, anche se ho scelto di fare questo lavoro che mi porta spesso fuori. Però ho un continuo legame con la mia terra. Ho sempre bisogno di tornarci e quando ho la giornata di risposo torno sempre a Roma, anche se solo per poche ore. Roma è una città che ti da grande energia, ti toglie il fiato e nonostante io sia nata qui, a volte passando davanti a San Pietro, a castel Sant’Angelo o al Colosseo rimango a bocca aperta, vedendo tutta questa bellezza. Sono molto legata a questa città.

In quale zone di Roma hai abitato?

Ho sempre abitato in zona nord e in centro. 

Quando sei in tournée cosa ti manca di Roma?

Mi manca la romanità di Roma, mi mancano i romani (risata).

Perché i romani sono così simpatici, divertenti, cinematografici?

Non lo so, forse perché hanno una spontaneità bellissima, hanno un’apertura verso l’altro, un’ironia molto sottile che mi piace molto. Forse perché io sono romana e questi diciamo sono i miei simili, i miei concittadini.

C’è un angolo di Roma in cui ami rifugiarti?

Un luogo che amo molto è Testaccio, amo questo quartiere che trovo molto verace e folcloristico.

Un paio di consigli alla sindaca di Roma Virginia Raggi?

Non mi sento di dare consigli in questo momento, perché la situazione è talmente complessa che non mi sento di lamentarmi. Molte persone le hanno dato dei consigli e spero che ne segua qualcuno.