Nadia Visintainer (musicista - produttrice)     Roma 14.5.2009

                                  Intervista di Gianfranco Gramola

Dalla Val di Non a Roma, grazie al suo amore per lo spettacolo

Ha uno spazio su www.myspace.com  per contattarla l'e.mail è nadiavisintainer@libero.it

E’ nata nel Trentino, esattamente a Cles, il 30 giugno del 1963 (sotto il segno del cancro) da mamma Anna e da papà Lidio. Ha iniziato come modella per poi finire a cantare a Domenica In, a Castrocaro, a fare fotoromanzi, passando per Colpo Grosso  a fare la ragazza Cin Cin (e che ragazza, ndr.). “Ho una curriculum da urlo – spiega Nadia - e ho lavorato con tutti i più grandi della musica, ho fatto concerti in tutto il mondo, sono laureata in medicina, ho avuto fidanzati ricchi ed importanti ma quando le persone scoprono che ero una “Cin Cin” di Colpo Grosso....beh, apriti o cielo!! Tutto il resto non conta, ma proprio zero!! Le domande sono sempre le stesse... e perlopiù idiote.....mi parlano e guardano come se fossi catapultata in questo mondo direttamente da un mondo perverso e immaginario, mi chiamano in tv per chiedermi cose del tipo:”Ma lei non era in imbarazzo a slacciare il corpetto? Quanti soldi guadagnava? Si sentiva un icona del sesso?”. Ma dai su, non diciamo idiozie!! al mare è pieno di donne che prendono il sole in topless, tranne me. Un’icona del sesso, io…ma se di sesso non ho capito nulla fino alle età di trentacinque anni! Comunque credo che scriverò un libro chiarificatore e lo potrei intitolare "Tutto quello che avreste voluto sapere su Colpo Grosso e che mi continuate a chiedere". Chissà, potrei avere più fortuna come ex cin cin che come musicista”.

Conosciamo meglio l’artista trentina:

- Situazione sentimentale: Single.

- E’ in cerca di: Amici in rete.

- Orientamento politico: proprio a destra ma con un’occhiata dall’altra parte.

- Musica preferita: la sua.

- Programmi TV preferiti: quelli intelligenti, praticamente molto pochi.

- Film preferiti: quasi tutti.

- Libri preferiti: quelli di storia e medicina.

- Corporatura: corporatura atletica, alta m. 1.72

- Vizi: non fuma e non beve (bravissima, ndr.).

- Umore: a volte creativo e a volte cavalleresco.

- Citazioni preferite: meglio morire in piedi che vivere in ginocchio. 

Ha detto:

- Mi piacerebbe ritrovare amici o colleghi di lavoro persi per la via.

- Non cerco fidanzati o avventure varie...ho già dato. Però se ci fosse qualcuno bello ricco, intelligente, affascinante, simpatico… chiedo troppo eh?

- Ex fotomodella, ex bassista, ex moglie, ex ballerina, ex ragazza cin cin...insomma ex di tutto!!! scherzo, per il momento ancora zompetto su tutti i palchi nelle più svariate tournèe come corista, ma giuro che prima o poi smetto.

Curiosità

- Il suo motto è: Chi vale vola, chi non vale non vola, chi vale e non vola è un vile.

- Sposata con un calciatore (ora separata), ha una figlia.

- Ha un fratello, Willy che fa l’ispettore croupier in un dei più noti casinò di Londra.

- Ha uno spazio tutto suo su www.myspace.com , con profilo, bellissime foto, ecc…

- Ha fondato l’Associazione culturale Piazza 77, insieme a Sebastiano Rizzo, Lisa Girelli e Francesco Montingelli. L’associazione mira a promuovere la conoscenza e la fruizione diretta dell’arte nelle sue forme più classiche: cinema, teatro, musica, danza e recitazione. Ciò ha determinato la realizzazione di spettacoli ed eventi destinati ad un vasto pubblico, con particolare attenzione al mondo della disabilità.

Intervista

Ho “scovato” Nadia Visintainer grazie all’ufficio stampa della redazione di “Ricominciare”, il programma condotto da Alda D’Eusanio (Rai 2), dove la bella artista trentina era ospite insieme alle sue ex colleghe Cin Cin ai tempi di Colpo Grosso. Nadia ha appena terminato uno spettacolo al teatro Brancaccio di Roma e fra un po’ dovrebbe iniziare un lavoro a Genova.

Com’è iniziata la tua avventura nel mondo dello spettacolo, Nadia?

Ho iniziato a “Domenica In”, con un gruppo che si chiamava “Le Streghe”. Allora il mio manager era un certo Guglielmi di Trento. Io avevo fatto danza, canto e avevo studiato musica, però prima di suonare facevo le sfilate di moda in giro per il Trentino. Poi c’è stata l’esperienza straordinaria ed emozionante del Festival di Castrocaro, nel 1987, dove sono arrivata seconda e per un pelo non sono andata a Sanremo. Poi ho fatto anche la ragazza Cin Cin nello spettacolo Colpo Grosso, condotto da Umberto Smaila e poi ho fatto tante altre cose.

Hai mai pensato ad un nome d’arte?

No! Anche se so che il mio nome è un po’ difficile, però una volta che uno l’ha imparato se lo ricorda per sempre, soprattutto fuori dal Trentino.

So che hai una società di produzioni. Attualmente cosa stai facendo?

Si! La mia società di produzioni si chiama “Piazza 77” ed è anche un’associazione culturale, però credo che cambierò il nome e ci metterò il mio. Adesso produciamo spettacoli teatrali per persone che hanno problemi di udito, dove desideriamo restituire agli audiolesi il piacere di assistere ad uno spettacolo teatrale. Ho appena finito uno spettacolo al Brancaccio di Roma ( teatro diretto da Maurizio Costanzo, ndr. ), dal titolo “Il Paradiso può attendere” e devo dire che ha ottenuto un grandissimo successo. In giugno porteremo questo musical al politeama di Genova. In questo spettacolo oltre a recitare, ho curato il coordinato musicale, inoltre ho scritto il brano che chiude lo show. Adesso ho un sacco di progetti che vorrei realizzare. Sono un vulcano di idee, sai?

Ho letto che hai lavorato insieme a tantissimi artisti…

Si! Gianfranco. Ho iniziato alla grande con Julio Iglesias. E’ stata una bellissima esperienza stare a fianco di una star mondiale. Poi ho lavorato con la maggior parte degli artisti italiani dagli anni ’60 in su, quindi i New Trolls, Little Tony, Sandro Giacobbe, Edoardo Vianello, Bobby Solo, Scialpi, Baldan Bembo, ecc… la lista è lunghissima Gianfranco, se hai tempo vado avanti (risata).

Frequenti qualche collega con cui hai lavorato?

Sono rimasta in ottimi rapporti con tutti e ogni tanto ci sentiamo.

Cos’hai sacrificato per arrivare al successo?

Assolutamente niente (risata). Anche perché il mio è un mestiere come un altro. Per me è un lavoro che faccio con grande passione. Magari faccio orari diversi, rispetto ad altri lavori, ma è pur sempre un lavoro. C’è chi inizia alle 8 di mattina e torna a casa alle sette di sera, io invece inizio alle la sera e finisco alle due di notte. E’ un lavoro come un altro.

Quando non lavori, cosa ami fare?

Quando non lavoro, non faccio niente (risata). Diciamo che amo buttarmi sul divano e dormire, come ho fatto prima che tu mi telefonassi. Qui a Roma fanno 27 gradi di caldo e appena mangiato si usa fare una breve pennichella. Ovviamente quando ho tempo non amo solo dormire, ma anche andare in palestra per tenermi in forma smagliante, oppure amo girare per Roma in cerca di una mostra, di una manifestazione, di una rappresentazione. A Roma c’è sempre qualcosa, da vedere, da visitare, è difficile che uno si annoi. Amo anche andare al parco di Villa Borghese a camminare e a correre in mezzo al verde, in mezzo alla natura.

Hai un sassolino nelle scarpe che vorresti toglierti?

Più che un sassolino avrei uno sfogo. Mi dà fastidio che si pensa che chi fa questo mestiere deve per forza scendere a compromessi e quindi andare a letto con il potente di turno. Io dico sempre che chi scende a compromessi è quello che non sa far niente, che non ha talento, perché chi la talento e sa fare veramente il suo lavoro, non ha bisogno di spintarelle a base di compromessi. Chissà quante ragazze negli uffici o nei supermercati, pur di salire di gradino, scendono a compromessi con il direttore. Comunque mi dà un po’ fastidio questo modo di pensare che ha la gente riguardo al mondo dello spettacolo.

Hai un sogno nel cassetto?

A dire la verità, caro Gianfranco, agli inizi avevo due sogni artistici. Uno era quello di condurre un programma e l’ho realizzato, a fianco del compianto Gianfranco Funari, un grande artista che mi ha insegnato tanto. L’altro sogno nel cassetto era quello di fare teatro e ho realizzato anche quello. Adesso l’unico sogno che ho è quello di continuare a suonare, scrivere musica, cantare, recitare e a fare questo lavoro, perché mi piace da morire.

Senti ogni tanto un po’ di nostalgia di Cles, il tuo paese in Val di Non?

Se mi parli di amicizie, ti dico subito di no, perché non ho mai avuto tanti amici a Cles, ne ho di più in Val di Sole. Da bambina ero una ragazzina un po’ strana, volevo fare danza classica e desideravo fare l’attrice e legavo poco con i miei coetanei. Più di Cles mi manca la Val di Non in generale, mi manca la natura, il verde delle sue campagne stracolme di meli. Ogni tanto amo tornare alle mie radici e magari farmi una mangiata di polenta e crauti, canederli, carne salada e fasoi e gli altri piatti tipici trentini. In generale ci vengo un paio di volte all’anno e quando sono a Cles, amo andare in bicicletta o andare a prendere il sole sotto ad un albero e godermi la quiete e il silenzio che trovo solo in montagna. Mi manca tanto la natura del mio Trentino e chiaramente anche la mia famiglia.

Adesso quando ci viene a Cles?

La settimana prossima, perché incontro mio fratello Willy che viene a Cles per qualche giorno. Lui vive e lavora in Inghilterra e quando viene in Italia vediamo di incontrarci per passare qualche giorno insieme. Poi faccio una scappatina anche a Trento, dove vive mio papà.

Tua figlia Renè cosa ha deciso di fare da grande? Seguirà le orme della mamma?

Mia figlia fa il Liceo e studia canto, chitarra e musica. Per fortuna non ha in mente di fare la Velina, anche se i numeri non le mancano. Diciamo che è indecisa su due professioni. La prima è quella di lavorare nel mondo dello spettacolo, come me e la seconda è che vorrebbe fare il soldato, come mio papà Lidio. Adesso sta pensando di entrare in Accademia nel caso volesse intraprendere la carriera militare.

Parliamo un po’ di Roma, Nadia. Come ricordi l’impatto con Roma la prima volta che ci sei venuta?

Io sono venuta a Roma che avevo 18 anni, perché avevo vinto un concorso e avevo avuto un contratto per i fotoromanzi per “Grand Hotel” e per “Ragazza In”, che erano della stessa casa editrice. Per cui venni a Roma per lavorare nei fotoromanzi e conobbi Massimo Ciavarro (l’ex marito di Eleonora Giorgi, ndr.). Anche lui aveva cominciato da poco nei fotoromanzi e quando poteva, mi portava in macchina a vedere la Città Eterna. Una sera mi disse:” Chiudi gli occhi” e mi portò in una zona di Roma. Dopo un po’ mi disse:”Adesso aprili” e davanti a me vidi i Fori Imperiali e il Colosseo tutto illuminato. Lì scattò il classico colpo di fulmine con Roma e con la sua bellezza che trovo unica al mondo. Dopo dieci anni mi sono sposata con un romano che faceva il calciatore e non ho più lasciato Roma.

In quali zone della Capitale hai abitato, Nadia?

Ho vissuto prima al mare di Roma, a Fregene e adesso sto a piazzale Clodio, a due passi dalla mitica Rai di via Teulada. C’è stato un periodo, quando lavoravo a Milano, che abitavo in un appartamento esattamente a Mostacciano, dalle parti dell’Eur. Praticamente quando finivo di lavorare a Milano, invece di salire a Cles, scendevo a Roma, nel mio rifugio di Mostacciano. Questo per dirti quanto mi piaceva vivere a Roma.

Come ti sei trovata con i romani?

Io sono una trentina innamorata di Roma e del popolo romano, delle donne romane in particolare, perché sono troppo simpatiche. I romani hanno quello che a noi trentini manca, cioè la solarità, la parlantina, la bonarietà e quel fare caciarone, da amicone. C’è chi pensa che il romano non lavora, parla tanto e rende poco e questo non è vero. Il romano lavora come tutti gli altri. Inoltre ha una filosofia di vita unica, perché al romano piace vivere e godersi la vita, mangiare, bere, divertirsi e come tutti i popoli che abitano vicino al mare, quando hanno una mezza giornata libera, scappano per farsi il bagno e prendere il sole, anche se sanno che al ritorno trovano una fila pazzesca di macchine e strade intasate.

C’è qualcosa che ti dà fastidio di Roma o meglio esiste una Roma da buttare?

Si! C’è una Roma da buttare, quella della maleducazione e della sporcizia. C’è da dire che Roma è bellissima se abiti in centro, nelle periferie invece il degrado è pazzesco, anche perché non esiste vita sociale. Roma in questo è divisa in due e te ne accorgi solamente quando dal centro ti sposti in periferia. Poi c’è il traffico di Roma che è pazzesco e lo smog che ti intasa i polmoni. Le buche di Roma sono famose e quando fanno degli scavi ci mettono un’eternità per finire i lavori, perché trovano sempre qualche reperto archeologico e allora si blocca tutto. Tutti questi extracomunitari stanno creando dei problemi e poi c’è troppa delinquenza. Una nota positiva è che questo nuovo sindaco si da molto da fare per la città anche se c’è chi si lamenta con lui. Roma è grande metropoli e lui non è capace di fare miracoli. 

Come vivi la Roma by night?

Io la vivo benissimo la Roma notturna, specie quando faccio le serate d’estate e quindi rientro a casa verso le due di notte. A quell’ora a Roma è come essere in centro all’ora di pranzo. C’è un clima bellissimo e sulla strada di casa mi fermo spesso in quei chioschi dove vendono le angurie e me ne mangio un paio di fette, belle fresche e mi godo il ponentino romano, quella brezza che viene dal mare e che ti fa stare bene. Oppure vado a trovare una mia amica, che è proprietaria di uno dei più bei locali all’aperto di Roma. La Roma by night estiva la amo tantissimo, perché è sempre piena di gente, piena di vita ed è molto difficile che uno non trovi occasione per divertirsi. A volte prendo la moto e sfreccio per Roma alla ricerca di posti che non ho mai visto, quei posti che ti fanno restare a bocca aperta.

Ami le motociclette?

Come no! Quando stavo in Trentino avevo una moto da Trial ed ero molto brava anche se un po’ spericolata. Ero la disperazione di mia madre. Ho fatto anche karate e sono cintura nera, inoltre sparo abbastanza bene e quando posso vado ad allenarmi al poligono.