Natasha Ottavi (web creator)                    Roma 1.9.2025

                           Intervista di Gianfranco Gramola

“Ho avuto una educazione comunista da mio nonno. La sinistra, se mai volesse contare qualcosa, dovrebbe parlare del diritto del non lavoro e quindi rivendicare il diritto alla pigrizia”

Natasha Ottavi è una creator erotica e provocatrice culturale romana, che ha saputo costruire un’identità unica nel panorama italiano dell’intrattenimento per adulti. Con uno stile che mescola erotismo postsovietico, ironia dissacrante e attitudine militante, Natasha si è imposta su OnlyFans come figura iconica per chi cerca contenuti audaci, espliciti e fuori dagli schemi. Il suo profilo, aggiornato quotidianamente, è un concentrato di pornografia autentica, linguaggio diretto e performance senza filtri, dove nudo, giochi di ruolo, masturbazione e scene di coppia diventano strumenti espressivi di una sessualità senza compromessi. Oltre al successo ottenuto sulla piattaforma, Natasha è nota per le sue apparizioni radiofoniche a “La Zanzara”, dove ha conquistato ascoltatori con la sua voce graffiante e la sua intelligenza corrosiva. Bionda, prosperosa, con occhi azzurri e un corpo prorompente, si definisce “musa brutale” e “agitatrice politica” anche sui social, dove non manca di lanciare provocazioni e rivendicare la sua libertà sessuale come atto di autodeterminazione. Natasha Ottavi non è solo una sex worker: è un manifesto vivente di potere femminile, desiderio e ironia.

Intervista

Ciao Natasha, hai tempo ora per l’intervista?

Sto cucinando. Me faccio una pasta integrale con un po’ di ceci. Proprio una cosa triste…

Tu sei romana de Roma?

Io so’ burina, de Monterotondo, che ai tempi era chiamata la piccola Parigi e che fu colonizzata da questi burini de “cigolani”, “co’ la zappa in mano e la fame che je coreva dietro” (risata). Oggi ci pensavo perché sto scrivendo un racconto che fra alcune settimane verrà pubblicato. E’ un po’ la storia un po’ a scacchi, non proprio lineare a livello di tempo. Io sono molto invischiata con quello che riguarda il tempo e le dimensioni. Tutti e due i miei nonni erano muratori e pensavo a mio nonno materno, quello comunista, perché appunto sto scrivendo un pezzo su come so’ guarita dall’educazione bolscevica e il nonno comunista, dicevo a Monterotondo lavorava alla fornace. Alla fornace gli davano i mattoni e lui e anche l’altro nonno, con questi mattoni si sono costruiti casa.

Una volta c’era voglia di avere una casa propria.

No, c’era proprio l’esigenza di costruirla Gianfranco, non la voglia. Era una necessità proprio. Come dice il proverbio: “Fare di necessità, virtù”.

In che zona di Roma vivi?

Sto a San Giovanni.

Mi racconti com’è nata l’idea di creare un profilo su onlyfans?

A dire la verità è quasi un anno che non pubblico niente su onlyfans. L’idea è stata probabilmente per un fatto economico, ma io pensavo anche a poter costituire un patto sociale con questi uomini eroticamente presi da queste mie tettone e dai discorsi a volte anche insurrezionalisti. Mi svegliavo la mattina dicendo: “Riprendiamoci la Dalmazia” (risata). I mie follower su instagram li avevo chiamati “Il battaglione dell’amore” e avevo un patto sociale con questi uomini. Su un’idea non mia ma di un’artista futurista Valentine De Saint Point che diceva che la liberazione dei desideri e della sessualità era fondamentale per la crescita della donna, permettendole di agire come una super donna. Io avevo costituito una sorta di “pugnetta di cittadinanza” e per 12 euro al mese, sponsorizzavo “erotismo ereazionario” e un porno socialismo, come diceva la mia amica  Rosanna D'Andrea, una grande artista che è venuta a mancare da poco, con mio grandissimo dolore. Invece sono stata tradita perché tanti dei miei video sono stati trafugati e messi on line a mia insaputa. Ad un certo punto mi sono sentita tradita e questo ti può sembrare un po’ naif, ma le persone che c’ho vicino mi dicono: “Ma come potevi crederci tu che non sarebbe successo?”. Io ho 42 anni e al di là di Cicciolina e Moana Pozzi, in realtà la donna che si mostra è ‘na mignotta, non ha morale e quindi anche tutto il discorso spesso viene screditato. Perché il corpo delle donne è un corpo comune, condiviso, perché noi produciamo prole. C’è sempre questo chiacchiericcio intorno al sesso per quanto riguarda le donne e forse è anche giusto, perché riflettendo, se è sempre stato così, sarà sempre così. Di base per la paura “de cresce er fijo der lattaro” come dico sempre. Perché quella è la grande paura del maschio, la  paura “de cresce er fijo der lattaro”. Comunque è un anno che non pubblico niente su onlyfans. Avevo dei modi particolari di pubblicare su onlyfans insieme alla mia amica Rosanna D’Andrea. Adesso il 7 settembre finisce la mostra di “Frigidaire”, la rivista che Rosanna dirigeva e parleranno anche di lei. Avevo fatto con lei della satira erotica rispetto a Ilaria Salis e Ursula Von Der Leyen. Nei nostri video diciamo che era un modo giocoso anche di erotismo, con atti osceni qua e là, con una propensione mia di mostrare queste tettone. Quindi era un gioco che era poi un intellettualismo erotico quasi mio, perché i contenuti erano altamente erotici, anche pornografici, però s’era capito che era una roba mia o che potevano vedere quelle poche persone, però diluito in questo mare di tette e culo che ogni giorno danno il buongiorno a quest’uomo italico.  E’ tutto un rincoglionimento del sesso che probabilmente non da la possibilità di distinguere le differenze.  

Come sei arrivata “La zanzara” da Cruciani e Parenzo?

I miei followers erano per lo più fan de “La zanzara” e avevano scritto più volte segnalandomi a Giuseppe Cruciani. Poi ci siamo sentiti e mi ha invitato in trasmissione. Io sono andata nel programma di Cruciani prima di creare il profilo su onlyfans e ha incuriosito Cruciani la mia questione dell’antifemminismo, perché facevo il video un po’ discinta e sceglievo il commento più divertente ma anche volgare e gli dedicavo una poesia, proprio contro queste politiche femministe che fanno del commento una molestia, mentre a me il commento in strada è solo una persona maleducata. Cioè quelli non sanno dire una poesia e allora gli esce fuori dalla bocca “che bel culo”. Io penso che il compito del poeta è sempre quello di vedere la poesia là dove non la vede nessuno.

E’ vero che rivendichi il diritto alla pigrizia?

Certo! Ho avuto una educazione comunista da mio nonno. La sinistra, se mai volesse contare qualcosa, dovrebbe parlare del diritto del non lavoro. L’operaio non lo vuole fare più nessuno. Questa ossessione del lavoro è semplicemente qualcosa che socialmente il più delle volte porta ad una destrutturazione dell’essere umano. Io sono una che sa fare, sa cucinare, so fare un piatto di pasta so usare le mani e quindi c’ho delle competenze. Allora cerco di utilizzare queste competenze per lavorare in un modo che sia giusto rispetto alla mia vita, quindi bisogna lavorare il minimo indispensabile, con i propri strumenti, con le proprie competenze.

Le richieste più strane che hai avuto su onlyfans?

Devo dire che sono una creator molto particolare. Ricordo un uomo sulla cinquantina che mi ha chiesto: “Se ti mando una mia foto vestito da donna, mi dici come sto?”. Io ho risposto: “Fai schifo”. Io dico di chiedere le cose basiche, ecco perché lo chiamo erotismo ereazionario. Quindi sono una donna che fa vedere un bel culo, delle belle tettone e non fa vedere cose strane.

Hai mai avuto proposte indecenti?

Nella vita praticamente tutti i giorni. Perché poi io sono una donna bona e molto simpatica. Non penso di essere bella, ma una donna bona.

Stalker?

Quelli si, ma io sono molto spaventosa, molto (risata). Non mi ha paura lo stalker, perché so’ essere anche molto violenta e non ho nessun problema ad affrontare a muso duro un uomo. Di stalker ne ho avuti ma ad un certo punto si sono più spaventati loro di me, capito?  

Quali sono le tue ambizioni?

Per fortuna non ho questa brutta malattia dell’ambizione e questa è una mia grandissima fortuna. Adesso sta uscendo questo racconto che è anche un po’ la chiusura di un percorso che è questo che ho fatto qui come “sergentette” e “onlyfans”. Dopo di che ci sono altre cose però con uno pseudonimo non con il nome mio, perché molti amici miei mi hanno detto: “Ma che, come i caciottari, hai messo il tuo nome e cognome per fare onlyfans?”.

Tornando indietro rifaresti tutto o cambieresti qualcosa del tuo percorso?

No, non cambierei niente. Ho avuto questa educazione comunista dove si parla soprattutto del popolo come una identità, di una bontà. No, se vogliamo dirla tutta il popolo è quello che ha voluto la crocefissione di Gesù Cristo. Comunque non cambierei nulla di quello che ho fatto.

Da uno a dieci quanto sei esibizionista?

Io non sono esibizionista e su onlyfans tendo all’atto osceno, che è un reato perché irrompe nella quiete pubblica. Io da operatrice politica ho utilizzato l’atto osceno. Ho sempre agevolato le persone che volevano avere un’altra visione di me.

Hai coniato il nome “donne secca uccello”. Cosa intendevi dire?

No, donne femministe secca uccello. Tutti sanno questo galateo sul sesso e il comportamento del maschio e frenano il maschio e seccano l’uccello in quello che è stato il dialogo erotico che c’è sempre stato dai tempi del neanderthal ad oggi. Ormai non si può più dire nulla, non si possono dire delle cose esplicite, non si può fischiare dietro ad una bella ragazza che ti accusano di sessismo e di molestie. Io trovo che sia folle e da psicopatici chiedere sei mesi di prigione per un commento, perché le parole “nun so’ serci (pietre)”.