Paola Lucignano (sosia e truccatrice)      Roma 15.2.1996

                              Intervista di Gianfranco Gramola  

Una bella ragazza con il mito di Marilyn Monroe

 

Paola Lucignano, sosia perfetta di Marilyn Monroe

E’ romana fino al midollo ed è del segno dei Gemelli ed è una bellissima ragazza. Il papà Pio fa il rappresentante della Plasmon e la mamma Serenella, fa la parrucchiera nel suo esercizio, nel quartiere Trionfale. Truccatrice nel negozio di mamma, Paola ha partecipato al concorso “Cercasi nuova Marilyn” ed ha vinto alla grande, perché l’assomiglianza con la bionda Monroe è impressionante. “La gente mi ferma per la strada – dice Paola – e mi fa i complimenti per la straordinaria somiglianza con la diva americana”. Una sosia perfetta, insomma. Vive con il fidanzato, Alessandro, un siciliano che fa l’indossatore, in via Battistini 9. Dopo la vittoria al concorso, per Paola non è stato tutto rose e fiori, perché le promesse fatte dagli organizzatori non sono state mantenute. Non ha visto un solo centesimo e non ha mai fatto quel mitico viaggio a Hollywood, che spettava alla vincitrice. Ora la bella Paola, ha fatto partire la denuncia contro l’agenzia del concorso, ossia la Pool 4 e l’Arco Comunicazioni di Tiziana Rocca.

Ha detto:

- Sono molto buona, ma però nella vita questo non è un vantaggio. Inoltre sono sensibile e spesso malinconica.

- Leggo libri di psicologia. Vado alla ricerca di me stessa. Però siccome sono molto pigra, leggo solo la prima pagina, poi salto a quelle centrali e subito avanti per arrivare alla fine.

- Il concorso l’ho fatto solo per il viaggio. A chi vinceva c’era un premio dieci giorni a Hollywood per due persone, un sogno.

- Non trovo l’uomo giusto per me, l’uomo dei miei sogni. L’attuale fidanzato fa l’indossatore, sto con lui da due anni, ma è una storia che vivo alla giornata, senza futuro.

Curiosità

- Ha tre sorelle: Monica, Barbara e Elisabetta.

- Ha un diploma di accompagnatrice turistica.

- Ha fatto la truccatrice dei Vip per la Rai e nel salone di bellezza di sua madre.

- Fa la rappresentante di apparecchi sanitari nelle cliniche private.

Intervista

Sei romana de Roma, nata il?

Si! Ci sono nata il 23 maggio del 1965. In un mese che profuma di Primavera, in cui sbocciano le rose, il mese che corrisponde al segno zodiacale dei gemelli. Ecco come vengono fuori delle inguaribili sognatrici come me.

Hobby?

Dipingo da quando ero bambina e da qualche anno mi piace dedicarmi anche alla fotografia. Quando ho tempo, adoro rilassarmi in un angolo di verde, dove posso leggere o scrivere in tranquillità, ascoltando la natura.

Squadra del cuore?

Sai, Gianfranco, in casa siamo quattro donne, più la mamma, allora per mio padre che non ha avuto il maschietto da portare allo stadio… “Forza Lazio”.

Progetti per il futuro?

E chi può dirlo cosa accadrà. Ho sognato così tanto nella mia vita che forse è arrivato il momento di mettere un po’ i piedi per terra e seminare, seminare, sperando che un giorno spuntino mille, un milione di fiori, oppure, chissà, anche una piccola stellina.

Parliamo di Roma. In quale via dei nata?

Sono nata in via Patetta, non molto distante a San Pietro, una via ancora immersa nel verde. Gli angolini che amo di più sono racchiusi nel centro storico, dove si vivono ancora degli attimi ricchi di tenerezza e di romanticismo.

Com’è il tuo rapporto con la Città Eterna?

Roma per me è la culla della civiltà antica e quindi ne sento il calore delle tradizioni, per le strade, nelle piazze. Tutto sembra aver il carattere di un tempo.

Per te cosa vuol dire “essere romana”?

Significa apprezzare ancora di più le bellezze di questa città, ma anche avvertire un profondo senso di impotenza per tutto ciò che non è funzionale.

Ami la cucina romana?

Adoro cucinare e mangiare in uguale misura, propri per questo non sempre riesco a controllare le mie “curve”, ma ritengo che il ritrovarmi a tavola sia uno dei più bei sapori della vita. La cucina è il calore, il cuore di un nucleo famigliare. Dove ci sono due guance rosse e tonde, c’è una mamma che nutre con amore e allora si è sani e felici. Personalmente odio le diete e spero che la smettano di torturarci con queste mode da taglia 40. Vuoi sapere qual è la mia trattoria preferita? Spesso vado  a trovare il mio amico Tony, al Picchio Rosso, dove si respira un clima tipicamente romano.

Nel tempo libero, in quale zona ami rifugiarti?

Quando posso, c’è un posto dove sono solita andare nelle sere d’inizio primavera, ed è il Giardino degli Aranci, all’Aventino. Un posto che ricrea in me, con i suoi profumi, momenti magici e rilassanti. Adoro anche Trastevere, nelle sere d’estate e la domenica mattina spesso mi ritrovo con gli amici, per la colazione, al Pantheon.

In quale Roma del passato ti sarebbe piaciuto vivere?

Magari nella Roma Imperiale, nelle vesti di Agrippina, o forse Poppea, donne di strategia oppure nella Roma dei Papi come una bella popolana dalle ampie e sdrucite sottane!

Bruttezze e bellezze di Roma?

Le bellezze sono racchiuse tutte negli innumerevoli monumenti che tutti conosciamo, mentre ciò che non va, oltre ad essere molto caotica e spesso non troppo pulita, è la tristezza nel vedere tante persone che per letto hanno solo una panchina, oppure un gradino di una scala, quando in molte strutture si potrebbero creare dei centri in più dove accoglierle.

Oltre al traffico che cosa ti da più fastidio di Roma?

La gente spesso poco gentile, travolta dalla frenetica corsa del tempo, e i locali che chiudono troppo presto la notte. Ci vorrebbe qualcosa in più, si, qualche attrattiva che sia davvero da “sballo”, degne di una “Capitale”.

Se il governo avesse sede in un'altra città, Roma sarebbe più amata?

Non credo, dato che il mio amore per Roma è incondizionato.

Di chi è la colpa del degrado di Roma?

Di noi tutti e di chi la governa.

Roma è o era la città più bella del mondo?

Beh, sarebbe presuntuoso anteporla alle altre. Tuttavia il contributo di noi tutti, sarebbe determinante.

Tre suggerimenti per migliorare Roma?

Uno al sindaco: e se girassimo in carrozza? Uno ai romani: mettersi d’accordo, volete farmi chiamare “romani”, o “romanacci”? Uno ai turisti: la ricetta segreta del romano sopraffino? “Aglio, olio e peperoncino!”