Paolo Belli (musicista)         Roma  8.9.2006

                                Intervista di Gianfranco Gramola  

Un campione di ballo e di simpatia

 

Paolo Belli è nato a Formigine, il 21 marzo del 1962, sotto il segno dell’ariete. Alla fine dell’84 incontra alcuni ragazzi della zona e fonda un gruppo. L’amore per il neorealismo e per il cinema di Totò, Sordi e De Sica lo porta a chiamarlo “Ladri di biciclette”. Nel 1988 arriva finalmente il primo contratto discografico e nel febbraio 1989, con il brano “Ladri Di Biciclette”, partecipano al festival di Sanremo. Nonostante l’incredibile eliminazione, ottengono un grande successo di critica e trionfano nelle classifiche di vendita. Nell’estate 1989 aprono tutti i concerti nel tour di Vasco Rossi presentando anche il nuovo singolo “ Dr. Jazz & Mr. Funk”. Vincono il Festivalbar ed in autunno vengono premiati con il Telegatto come gruppo rivelazione dell’anno. In settembre esce il loro primo album,”Ladri di Biciclette”, che vende più di 150.000 copie. Dalla collaborazione con Francesco Baccini nasce la colonna sonora dell’estate 1990 “ Sotto Questo Sole ”, canzone vincitrice del Festivalbar. Alla fine del 1991, Paolo decide di proseguire la sua carriera artistica e lascia la band. Nel 1993 esce il suo primo lavoro da solista, “Paolo Belli & Rhythm Machine”. Il desiderio di fare nel campo musicale sempre nuove esperienze porta Paolo a collaborare con molti artisti, tra i quali Sam Moore, Billy Preston, Jon Hendricks, Jimmy Whiterspoon, Piero Chiambretti, Enzo Jannacci, Fabio Fazio, Litfiba, Red Ronnie, Paolo Rossi, Gialappa’s Band. Scrive canzoni con Vasco Rossi, Avion Travel e P.F.M. e viene scelto da Mogol e Mario Lavezzi per interpretare uno dei brani inclusi nell’album “Voci 2”. Nel 1994 esce “Solo” e l’intensa attività discografica è affiancata da una tournèe senza fine che porta l’artista ad esibirsi in più di 90 concerti ogni anno, permettendo al pubblico di conoscere la sua grande carica e di incoronarlo “Re Del Funky”.  Il 27 Settembre 1996 Paolo partecipa con grande successo al “Clio Rds Live 2” che si svolge a Palermo, davanti a 400.000 persone. Nel maggio ’97 esce il suo nuovo singolo “Uomini o Caporali” e a giugno esce il nuovo album “Negro” che viene presentato con un live tour che impegnerà Paolo ed i suoi 5 musicisti per tutta l’estate. Per Paolo, il 3 maggio ’98 diventa il coronamento di un sogno. Dan Aykroyd, l’ultimo Blues Brothers, si trova in Italia per promuovere il suo nuovo film "Blues Brothers 2000", e nel pomeriggio si reca al Big Mama di Roma per suonare con Paolo. Ad aprile ’99 esce il nuovo album, dal titolo "A me mi piace…lo swing", e nel gennaio 2000, Paolo fa parte, con la sua band dello staff artistico del programma televisivo "Torno sabato", dove duetta con nomi del calibro di: Wilson Pickett's, Giorgia, Al Jarreau, Kid Creole, nonché con Giorgio Panariello, conduttore del programma. Nel giugno 2000, partecipa come ospite fisso al Sanremo Estate 2000, programma condotto da Carlo Conti. Nel giugno 2000 esce il suo nuovo singolo "Hey, signorina mambo" che anticipa l'uscita di "Belli dentro" suo nuovo album dove inserito si trova il brano "Stai con me" cantato in coppia con Giorgio Panariello. Nel novembre 2000, ha composto la colonna sonora del film di Giorgio Panariello " Al momento giusto". La collaborazione con Panariello continua l’anno dopo con la trionfale tournée teatrale di "Panariello...chi?".  Paolo chiude il 2001 ed apre il 2002 con il grande successo di "Torno sabato: la Lotteria", lo spettacolo di RaiUno abbinato alla Lotteria Italia condotto da Giorgio Panariello. Il 1° Maggio 2002 partecipa al Concerto del Primo Maggio, in Piazza S. Giovanni di Roma. Più avanti esce "I più Belli di Paolo” , una nuova raccolta di greatest hits. Tra un concerto e l’altro, scrive e registra con tutta la Big Band un nuovo album di inediti, dal titolo "Sorridi e va avanti", che esce in concomitanza con il ritorno in tv a fianco di Giorgio Panariello nell'appuntamento d'obbligo del sabato sera televisivo. In “Torno sabato...e tre”, Paolo e la Big Band di 21 elementi, diretta da Maestro Federico Malaman, si confermano garanzia di qualità artistica e trascinante carica comunicativa. Nel gennaio 2005 affianca Milly Carlucci in “Ballando con le stelle” e la collaborazione con la Carlucci prosegue anche l’anno dopo e quello dopo ancora. Paolo è sposato da molti anni con Deanna e da alcuni anni ha adottato a distanza un ragazzo di Chernobyl: Vladik. Il cantante emiliano vive a Carpi, in una ex fabbrica di bulloni, trasformata in una originale abitazione, dove insieme a lui e alla moglie, vive il cane Buska, e i suoi tre gatti: Acciuga, Mambo e Briciola.

Ha detto:

- Sono affezionato a “Ballando”, perché è uno show pulito, dove i concorrenti si mettono alla prova senza sentirsi rivali tra loro. E poi c’è Milly, che io considero come una sorella maggiore.

- Scrivo le canzoni, le suono, le canto, dirigo la band, faccio gli arrangiamenti. “Bandautore” quasi quasi lo metto sul mio biglietto da visita.

Curiosità

- A 6 anni prendeva lezioni di pianoforte, a tredici, dopo essersi iscritto al conservatorio di Reggio Emilia, ha iniziato a comporre le sue prime canzoni, ispirate dal Rhythm & Blues.

- Spesso, anche se in forma anonima e non pubblicizzata, Paolo dedica il suo tempo a persone meno fortunate, attraverso l’associazione “Rock no war”, e la “Nazionale Italiana Cantanti”.

- Nel maggio 2005, ha scritto “E’ un gran bel giro”, la nuova sigla per l’88° Giro Ciclistico d’Italia Professionisti.

- Agli inizi degli anni ’80, lavorava come commesso a Carpi, nel negozio di strumenti musicali dell’amico Wainer Tagliazucchi, per  150.000 lire al mese.

- A 15 anni è stato campione regionale di balli standard e latino americani.

Intervista

Paolo Belli sta facendo le prove per lo spettacolo del sabato sera “Ballando con le stelle”, che debutta fra pochi giorni, esattamente il 16 settembre.

Paolo, ti posso disturbare dieci minuti? Ho da farti qualche domanda per il mio Sito.

Ciao Gianfranco. Va bene, chiedimi quello che ti pare.

Com’è il tuo rapporto con Roma?

Con Roma ho un rapporto contrastante, perché la amo da morire, mi piace viverci però essendo uno che viene da un paesino di campagna, dopo qualche giorno ho bisogno proprio di tornarmene a casa perché non riesco a capire come facciano i romani a vivere a Roma, con tutto questo traffico e questo smog. Sta di fatto però che come sono a casa, a Carpi, sento il bisogno di tornare qui a Roma perché mi manca da morire. E’ una delle città più belle del mondo.

Hai abitato a Roma, vero?

Si! Sai con il lavoro che faccio. Negli ultimi tempi ho passato più tempo a Roma che a casa mia. Abito alla Balduina.

Sicuramente ami la cucina romana…

Questo è un latro guaio, caro Gianfranco. Colesterolo a parte io sono una buona forchetta e abitando a Roma ho avuto modo di conoscere un sacco di ristorantini che sono niente male. Quindi matricina a go go, carciofi alla romana e alla giudia, ecc…

C’è un angolo romano che ami particolarmente?

A me piace tantissimo Trastevere e poi mi piace molto via Condotti e le stradine vicine, anche se questa è una zona molto turistica. Mi piace anche Trinità dei Monti, con la sua scalinata piena di gente e di una bellezza immensa.

Lavorando a Roma sei sempre in mezzo ai romani. Come li trovi?

Lavorando prevalentemente in Rai ho trovato delle persone veramente straordinarie, gente dalla professionalità incredibile e checchè se ne dica molto rispettosi per gli orari. Mi trovo molto bene con loro e non ho mai avuto un problema. Un difetto ce l’hanno. Siccome tifano una squadra diversa dalla mia sono sempre bersagliato. Io sono juventino e tra romanisti e laziali puoi immaginare cosa succede. Gli sfottò a mio carico sono infiniti, sono quotidiani. Però sono simpaticissimi.

Qual è il fascino di Roma secondo te?

E’ la bellezza della città e delle donne.

Come vivi la Roma by night?

Non sono un grande nottambulo. Calcola che io finisco di solito di lavorare molto tardi, cioè verso l’una di notte, perché i nostri orari sono quelli lì e quindi di solito si va al ristorante a mangiare e poi vado dritto a letto. In più anche perché io non sono uno molto mondano. Difficilmente mi vedi sui giornali di gossip in giro per locali sul tardi. Sono uno che ama stare in compagnia di amici in casa a chiacchierare o in un barattino più comodo a casa mia. Sono un po’ distante da quella che è la dolce vita. Infatti sono un po’ criticato per questo perché mi dicono che dovrei fare più mondanità, perché serve come immagine, però mi piace di più stare con i miei amici a casa mia.  

Ma Roma per un’artista cosa rappresenta?

Tu calcola che fin da bambino io sognavo di venire a lavorare qui. Il cinema, la musica, la televisione è Roma.Tu parli di Roma è parli di queste cose che io fin da bambino sognavo. Quindi per me essere qui a Roma è l’aver realizzato il sogno di quando ero bambino.

Ho letto che tu hai fatto tanti lavori, dal benzinaio all’elettricista, ecc … Com’è nata la passione per la musica?

Da bambino, come tutti i bambini, ero attratto da tutte le novità e vicino a casa mia c’era un ragazzo che suonava il pianoforte. Hai presente quando i bambini chiedono alla mamma di portarli a nuoto o portarli a tennis? Io ho chiesto a mia mamma di portarmi a suonare il pianoforte. Ed è stata la cosa che mi veniva alla meno peggio, cioè quando facevo il barista, il benzinaio, l’elettricista mi veniva tutto malissimo, ero un disastro. Fondamentalmente dentro di me, nel Dna c’era che io dovevo fare quello che sto facendo, capito? E’ stato più un lavorare, tra virgolette, in maniera normale, era una necessità, perché devi mangiare e devi vivere. Però mi serviva per mantenermi e per continuare a fare quello che io volevo fare, cioè quello che sto facendo.

Ma i tuoi genitori sognavano un futuro diverso per te?

Chiaro (risata). Loro volevano che continuassi a studiare, di fare un lavoro serio, tanto è vero che mia nonna fino0 ai miei primi anni di successo artistico, mi continuava a dire: "Ma a parte il cantante, che mestiere fai?" (risata). Non aveva ancora capito che quella era la mia professione.

Avrai avuto tante soddisfazioni nella tua carriera…

Beh, guarda, è successo proprio a Roma. Io ho avuto tantissime soddisfazioni, ma grosse. La più grossa è avvenuta a Roma, il tre maggio di qualche anno fa, al Big Mama, quando ho cantato con Dan Aykroyd, cioè l’ultimo dei Blues Brothers. Io sono malato di Blues Brothers, sono malato di John Belushi e cantare insieme a Dan Aykroyd, facendo la parte di John Belushi per me è stata una cosa straordinaria, incredibile.

Delusione?

Non ce n’è, perché è troppo che ho desiderato quello che sto facendo. Ci sono moltissimi rovesci della medaglia ma per quanto mi riguarda ne vale la pena. Era dura andare a lavorare, adesso è un piacere, capito?

Il complimento più bello che hai ricevuto?

Il complimento più bello è quello che mi fanno quotidianamente le persone che vengono a vedermi al concerto e che mi dicono sempre: "Ah! Non pensavo che fossi così". Mi piace, perché se vengono è perché sono incuriositi e gli piaci, e se vengono per la prima volta e mi dicono così è perché rimangono folgorati o non si aspettavano un Paolo Belli semplice e alla mano come sono. Per me questo è un orgoglio. Io sono uno che bada anche alle critiche, alle cose cattive, perché ci bado molto e ci rimango male quando sento una critica ingiusta, però alla fine se una critica è giusta ci sto molto attento perché può essere costruttiva e ne prendo atto. Se invece sono solo cattiverie e invidie le cancello dalla memoria.

L’esperienza con Panariello ti ha arricchito in qualche modo?

Mi ha insegnato che uno arriva solo se ha delle doti artistiche importanti. Non arrivi per caso, arrivi se hai le delle doti, però mi ha insegnato anche il fatto che non bastano, perché bisogna avere anche molta serietà, molta dedizione che vuol dire arrivare per primo e andare via per ultimo. Lavorare e impegnarsi molto ed essere anche molto pignoli.

Quali sono gli artisti da cui hai “rubato” un po’ della loro esperienza?

Tutti quelli con cui ho lavorato, perché da tutti c’è da imparare, però soprattutto da Panariello e da Milly Carlucci.

Che rapporto hai con la Fede?

Eh! (risata) E’ un’altra bella domanda , nel senso che io e Lui ci parliamo tutti i giorni e tutti i giorni siamo anche in contrasto. Ma devo dire che per me è piacevole, anche se non so se questa è Fede. Mi piace molto questo modo di comunicare e comunque ci credo anche se gli parlo è perché credo che Lui c’è.

Come vedi il tuo futuro artistico?

Io mi auguro, fino a che sono su questa terra, di continuare a fare quello che sto facendo perché mi piace proprio tanto. Sai, io quando mi esibisco è il momento in cui sono veramente sereno. Calcola che tutte le cose che faccio sono sempre con grandissimi dubbi e ho sempre un’insicurezza incredibile. Come sono sul palco, non so com’è, vedo tutto bianco, tutto sereno, tutto bello. Mi auguro che sia così fino alla fine dei miei giorni. Dopo che sarò morto mi auguro che la gente continui ad avere  quel rapporto che ha con le mie canzoni, cioè che la gente continui a sorridere e a vivere quei tre minuti sereni come succede adesso quando sentono le mie canzoni.

Veniamo allo spettacolo che debutterà fra pochi giorni su Rai Uno:” Ballando con le stelle”? Qual è il tuo ruolo?

Qui è un grande impegno, perché oltre che a dedicarmi alla presentazione delle coppie, che quest’anno sono straordinarie, e a fare da tramite alla Lotteria, ho un grandissimo lavoro musicale e tutti insieme dobbiamo far si che i ballerini possano ballare in maniera tranquilla, ma nello stesso tempo quello che io e i miei ragazzi stiamo cercando di fare è di portare anche delle canzoni che di solito non si sentono su Rai Uno di sabato sera. Quindi portare gli U 2 piuttosto che Sting, piuttosto che i Pink Floyd, in maniera innanzitutto ballabile e poi  perché sia adatta al sabato sera, ci porta a fare una ricerca incredibile, però è stimolante, divertente e questo è anche un modo per imparare un’altra maniera di fare musica. E’ una bellissima esperienza e sono felice che mi abbiano riconfermato anche quest’anno e mi auguro che sia sempre così perché è un nuovo modo di esprimersi che ti porta ad una crescita incredibile.  

Hai un sogno nel cassetto?

Si! Ne ho tantissimo, come tutti e non te lo vengo a dire proprio a te (risata). Ma solo per il fatto che sono molto superstizioso, come tanti artisti, mi risulta. Dopo il programma con la Carlucci ho molti progetti e per il fatto che ti ho appena detto non te li dico (risata).

A chi vorresti dire grazie?

A quel signore che sta lassù. A quello che abbiamo parlato prima.

Tu sei sposato. Come hai conquistato tua moglie?

L’ho conquistata con la simpatia tipica dei modenesi. Praticamente l’ho fatta ridere per un’ora e poi ho preso in mano la chitarra e ho cominciato a cantare. Poi non so se lei per compassione o per sfinimento (risata) mi ha detto di si. Il fatto è che dopo 23 anni siamo ancora insieme, il che vuol dire che forse il ridere e la musica sono un ottima alchimia per lei.

Ho letto che hai un bambino…

Io e mia moglie abbiamo un affido. Il bambino vive proprio a casa mia da dieci anni.

A chi è venuta la voglia e l’idea dei due e chi è il più sensibile fra voi?

L’idea è venuta a tutti e due e come sensibilità siamo uguali.