Pupo (cantante e conduttore)      Ponticino (Arezzo)  8.1.1999

                             Intervista di Gianfranco Gramola

Ha perso il pelo e anche il vizio

 

Biografia dal sito ufficiale www.pupo.tv   

Pupo, nome d’arte di Enzo Ghinazzi, è nato a Ponticino l’11 settembre del 1955. Sono oltre 30 anni che scrive, compone e interpreta canzoni, entrando di diritto tra i più grandi cantautori italiani. Dal 1975, anno d'esordio con Ti scriverò, al 1982, è stato un crescendo ininterrotto di successi. I suoi brani (Su di noi, Ciao, Lo devo solo a te, Forse, Firenze S. Maria Novella, Un amore grande, Gelato al Cioccolato tra gli altri) hanno girato il mondo e sono stati tradotti in inglese, tedesco, francese e spagnolo. Oltre ai venti milioni di dischi venduti nel corso della carriera artistica, Pupo ha ottenuto 11 dischi d'oro e, con l'album Più di Prima, la vittoria della Gondola d'oro nel 1981. Le partecipazioni a quattro Festival di Sanremo (1980-83-84 e 1992) l'hanno visto sempre fra i protagonisti, e alcune sue canzoni hanno contribuito al lancio di molti colleghi. Sua per esempio Sarà perché ti amo che con la performance dei Ricchi e Poveri ha venduto milioni di dischi. La voce di Enzo Ghinazzi è risuonata nei teatri più importanti del mondo: dal Madison Square Garden e Broadway a New York, al Maple Leaf Garden di Toronto, dalla Royal Albert Hall di Londra, all'Entertainment Center di Sydney, nonché all'Olympia di Parigi, e non ultimi i teatri o i palasport di Tallin, Leningrado, Mosca e UlanBator.
Oltre al Pupo cantautore il 1989 segna l’esordio del personaggio televisivo con la conduzione di "Domenica In". Tra le tantissime apparizioni televisive, da ricordare Discoring, Superclassifica Show, Va ora in onda, Torno Sabato, Porta a Porta, Milano-Roma, Maurizio Costanzo Show, Scherzi a Parte, Quelli che il Calcio, Domenica In e il Gran Galà della Pubblicità. Nel 2001 è l'inviato di 30 ore per la vita, nel 2002 conduce insieme a Valerio Staffelli il programma in prima serata su Italia 1 I Gemelli e a febbraio del 2004 conduce insieme a Lorella Cuccarini sempre 30 ore per la vita. Da ricordare, durante la trasmissione abbinata alla Lotteria 2003 condotta da Morandi, il picco di ascolto durante la partecipazione di Pupo con il 48% di share. Nel 2004 Pupo è ospite con uno spazio ideato e gestito da lui stesso nella trasmissione Buona Domenica di Canale5 e nel 2005 è il conduttore-inviato dal Brasile per La Fattoria, il reality-show di Canale5 prodotto da Endemol. L’estate del 2005 segna il debutto di Pupo nel quiz-show Il Malloppo in onda nell’access prime time di Rai1. Il boom di ascolti è inaspettato: “Pupo nuovo re dell’audience” titola il Corriere della Sera mentre per l’Unità è l’uomo che “nell’ottica della mitologia televisiva ha sbaragliato sul campo i pezzi da novanta grazie alla sua grande umanità”. Arriva così a condurre Affari Tuoi di Rai1 in onda dal 19 settembre ed è subito, inaspettatamente, un successo. Per Aldo Grasso, critico televisivo del Corriere della Sera “compie il più formidabile comeback degli ultimi anni ...il suo sciagurato curriculum rischia di diventare un percorso d’artista”. Il 2006 continua nel segno della conduzione di Affari Tuoi e nell’esordio teatrale con Il Grande Croupier che riscuote, dopo le prime date al Casinò di Venezia, al Teatro Filodrammatici di Milano e al Teatro Italia a Roma, successi di critica e pubblico. Nell’estate del 2006 sperimenta sempre su Rai1 il game-show “Tutto per tutto” ed a ottobre debutta come doppiatore nel film della Dreamworks “La gang del bosco”, che raggiunge subito la vetta del box office. A novembre esce “Live in The Supermarket”, il primo dvd di Pupo con un concerto da guinness dei primati girato all’interno di un ipermercato Coop. A Gennaio del 2007 ha condotto “La Notte del Poker”, il primo campionato italiano di poker in televisione su Sky Sport.

Discografia

Album:  Come sei bella - Gelato al cioccolato - Più di prima - Lo devo solo a te - Cieli azzurri - Malattia d'amore - Change generation - La vita è molto di più - Quello che sono - Canada's Wonderland - Enzo Ghinazzi 1 - All the best - Pupo 1996 - Pupo "Tornerò" - Sei caduto anche tu - L'equilibrista .

Singoli:  Ti scriverò - Come sei bella - Io solo senza te – Ciao – Forse - Su di noi - Cosa farai - Lo devo solo a te – Nashville - Ancora io - E va bene così - Cieli azzurri - Un amore grande - Change generation - La vita è molto di più - Amore italiano - Dove sarai - Bambina - La mia preghiera - Senza fortuna - La notte - In eternità - Non è un addio - È Fiorentina - Sei caduto anche tu.

Ha detto

- A volte mi metto a riflettere su qualche momento difficile, ma poi lascio esplodere un’altra parte di me, quella più scanzonata.

- Ad un uomo non si possono togliere le passioni: gioco con moderazione. Il giorno che non amerò più il gioco o le donne, vorrà dire che sono morto.

- Sono abituato a scommettere, anche se non sempre mi è andata bene. Anzi: ho avuto dei lunghi periodi di “ pollologia ”, nel senso che mi hanno spennato come un pollo.

- Ho detto molti "no", anche quando ero economicamente a pezzi. Mi hanno offerto tutti i reality show possibili, da l'Isola dei famosi a La Fattoria e ogni volta ho rifiutato.

Curiosità

- Abita a Ponticino, frazione di Laterina. È sposato da 30 anni con Anna Erli ed ha una relazione da 20 con la sua manager Patricia Abati. Ha tre figlie: Valentina, Ilaria e Clara.

- E’ impegnato anche nel sociale ed è uno dei fondatori della Nazionale italiana cantanti.

- E’ celiaco e nella vita, oltre al cantante, a fatto il rappresentante per la Baby Records, che poi divenne la sua prima casa discografica.

- Nella sua carriera ha venduto  circa 25 milioni di dischi.

Intervista

Ho contattato quel simpaticone di Enzo Ghinazzi grazie alla sua donna e manager Patricia Abati.

Com’è il tuo rapporto con Roma, Enzo?

Il mio rapporto con Roma è ottimo, nonostante i disagi che bene o male Roma crea a chi ci viene spesso, parlo dei mali comuni come il traffico, l’inquinamento, il problema dei parcheggi e quelli di vivibilità. Io ho abitato a Roma, sai Gianfranco? E’ una città che io tanti anni fa ho scelto come mia seconda patria. Quindi sono molto legato e affezionato alla Città Eterna. Devi sapere che per un toscano, scegliere una città dove vivere non è facile, perché é abituato a vivere nella sua regione che ha delle zone molto belle. Quindi ti ripeto che Roma è una città dove anche un toscano abituato a vivere in mezzo alle meraviglie della natura, dell’arte e della storia, ci può venire a vivere in alternativa.

In quale occasione, sei venuto a Roma la prima volta?

La prima volta ero un ragazzino. Sono venuto a Roma nel 1968/69 e avevo circa 13 o 14 anni. Ci sono venuto con il treno e ricordo che l’impatto fu meraviglioso e per un ragazzino di paese fu come vivere un sogno. Infatti rimasi intontito per una settimana. Quando tornai a casa e mi stendevo sul letto, avevo sempre davanti agli occhi le immagini di Roma, di quel bellissimo viaggio romano. Una cosa che mi ha colpito sono state tutte quelle macchine in giro per Roma. Ero stordito…

E il tuo rapporto con la cucina romana?

Mi piacciono solo alcune cose della cucina romana. A Roma andavo spesso a mangiare la matriciana, che non è proprio un piatto romano al 100 per 100. C’è da dire che la cucina romana è un po’ pesante. Poi quando si mangia veramente alla romanesca, mi tiro un po’ indietro perché è troppo ipocalorica e quindi il colesterolo aumenta. Non amo la cucina troppo grassa. Mi piacciono molti i primi, dalla matriciana alla carbonara. Ti confido un segreto… quando vengo a Roma mi faccio una scorpacciata di carciofi alla giudia.

C’è un angolo di Roma a cui sei particolarmente affezionato?

Io quando abitavo a Roma, stavo sulla Cassia, alla tomba di Nerone, cioé prima del raccordo anulare. Non è una zona periferica, anche se è abbastanza fuori Roma. Non sono molto legato a quella zona, anche se lì avevo comprato casa. Mi ricordo che alla fine non mi piaceva più di tanto. Forse  sarà un po’ troppo banale, ma io quando vengo a Roma, faccio il mio bel giretto nel centro storico, soprattutto in via dei Fori Imperiali. Quando porto i miei amici in visita a Roma, cerco sempre di girare in macchina, anche per colpa della pigrizia e gli faccio vedere quell’angolo di Roma che è appunto piazza Venezia, via dei Fori Imperiali e il Colosseo. .Questa è una zona a cui sono molto affezionato e che con i miei amici mi fa fare una bella figura.

Come giudichi i romani, Enzo?

E come si fa? Si andrebbe a cadere nel già detto, perché i romani si dice che sono un po’ poltroni, molto mangioni, menefreghisti, hanno il famoso detto “ Ma chi me lo fa fa?” e poi tutti quei “Lassa perde”. Io credo che qualcosa, negli ultimi tempi, sia cambiato, perché Roma è una città piena di vita e di gente che lavora sodo. Il romano poi, quello pittoresco, lasciamolo a chi fa cabaret, a chi fa satira. Io non me la sento di criticare troppo i romani.  Ieri ero a Roma, ero a cena, ad una festa in un’antica casa romana, ospite della signora Carraro, la moglie di Franco, l’ex sindaco di Roma e attuale Presidente del Coni. Lì, ad esempio, c’era quel tipo di romani che rappresentano un po’ la città, che sono persone che onorano il nome di Roma, in tutti i sensi.  Io per questi ho stima e rispetto.

Cosa provi nel tornare a Roma dopo una lunga assenza?

Una gran voglia di tornarci, di venirci. Ho proprio la voglia, il desiderio, il bisogno comunque, anche se non ho niente da fare a Roma. Dopo un po’ che sono via, devo trovare il modo o la scusa per tornarci.

Frequenti la Roma by night?

No! Assolutamente! Non frequento la vita by night. Vado ogni tanto a delle feste, dove però a mezzanotte ognuno se ne va a letto. Io sono uno che dopo la mezzanotte, mezzanotte e un quarto, se non quando faccio concerti, mi ritiro e vado a letto.

Un consiglio a Rutelli per migliorare Roma?

Beh… mi verrebbe una cattiveria, ma non mi va di dirla. La frecciatina è di dimettersi…. Nel senso perché effettivamente mi sembra che Roma ora ha un sacco di problemi e non è facile avere una mano, essere a capo di una città così grande! Una città nata e rimasta quasi come 2500 anni fa, che deve affrontare i problemi di abbellimento e preparazione per il Giubileo. Per Rutelli, il consiglio che posso dare, offerto in maniera toscana e dissacrante, nel senso buono, è quello di dimettersi. Dimettendosi lui eviterebbe un sacco di grane.

Com’è avvenuto il tuo accostamento alla canzone?

In maniera naturale. Io già a 5 anni venivo portato in giro alle battiture, perché in toscana quando si batteva il grano, i miei genitori mi portavano con loro e io canticchiavo le canzoni di Celentano e dopo finito il lavoro ci preparavamo le pappardelle col sugo di lepre, che mangiavamo, appunto, dopo aver lavorato. Da lì, la mia famiglia, ho sempre coltivato molto il mio hobby per la musica. Quindi mi sono trovato dentro, ma la propensione non era nei programmi. A me fanno ridere quelli che dicono: “Io volevo fare l’attore, già a otto anni!”.  Uno per dire, o per ridere questo lo può dire, ma la convinzione veramente non c’è mai. Io non sapevo che avrei fatto sto mestiere, poi pian piano mi ci sono trovato dentro perché appunto c’erano le basi minime, quelle della famiglia, che era predisposta a quel tipo di ambiente. Ma poi chiaramente da quello ad averlo fatto seriamente come mestiere per la vita è stata poi una coincidenza.

Un tuo sogno nel cassetto?

Io sogni nel cassetto ne avrei tanti. Il sogno mio è un sogno molto personale non è legato alla musica, bensì alla famiglia. La risposta onesta a questa domanda è difficile da dare, io potrei dirti 1000 cose, non so, vincere al super enalotto oppure arrivare primo in classifica. Non mi piace dare questo tipo di risposte, perché poi non ci credo nemmeno io. Il mio vero sogno nel cassetto è quello di non vivere più dei miei figli. Questo è il mio vero sogno, la pura verità. Io ho questo unico desiderio, vero, forte, genuino, sincero, il resto me lo devo guadagnare.

Progetti?

Adesso parto il 15 gennaio, per due concerti molto importanti a Berlino per la televisione tedesca e poi continuerò altri concerti, poi a fine marzo farò una tournee in Italia dal vivo e nel frattempo continuo con “Quelli che il calcio” cioè quando la Fiorentina gioca in casa.

Tu hai scritto una bellissima canzone su Firenze (Firenze S. Maria Novella). A quando una su Roma, sulla capitale?

Non posso. Con questo accento toscano. No! C’è Venditti che è bravo ed è più adatto di me.

Qual è stato la tua più grande soddisfazione nel campo artistico?

Sicuramente è stato l’aver acquisito tantissimi dischi d’oro per la vendita dei miei dischi in tutto il mondo.

E la tua più grande delusione?

Sicuramente quando nel ’92, fui eliminato al Festival di Sanremo, nella prima serata.

Con quale cantante ti piacerebbe lavorare?

Mi piacerebbe fare qualcosa insieme a Eros Ramazzotti.

A chi vuole intraprendere la carriera di cantante, che consiglio vorresti dare?

Di avere molta tenacia e di ricominciare ogni volta che sembra tutto perduto, ed è questo che fa la differenza tra l’uno e l’altro.

Che rapporto hai con i tuoi fan?

Ora io ho un sito internet molto visitato, che si chiama www.pupo-EnzoGhinazzi.com  e arrivano molte e.mail e molti contatti e poi c’è un fan club ufficiale che si occupa di tutto quanto, anche quello ha un sito che si chiama www.pupofansclub.it ed ha sede a Foligno. Il Presidente è un ragazzo in gambissima che si chiama Antonio Capodanno e che vanta più di 200 iscritti.

Sei superstizioso?

Dipende. Non molto comunque.

La tua famiglia ha contato molto per la tua carriera?

Si! Moltissimo. Mi sono sempre stati molto vicino.

Tu sei stato un buon figlio, un buon padre o un buon marito?

Un buon marito no di sicuro, un buon padre per l’ultima mia figlia, si, per la prima un po’ meno e figlio come tutti gli altri. E adesso sono un buon nonno.

Com’è il tuo rapporto con la Fede?

Con la Fede ho un rapporto così, così, sono in viaggio per capire qualcosa. Io sto cercando Dio, ma ancora non l’ho trovato.

Vediamo come te la cavi con i peccati capitali: La superbia?

E’ sicuramente uno degli atteggiamenti che io metto alla gogna più degli altri.

L’avarizia?

Penso che il mondo moderno, l’attaccamento al denaro, dove sta portando la televisione, sta società che dice che i soldi sono troppo importanti quando la gente diventa avida e avara. Comunque è un peccato meno importante per me. Io non sono avaro per niente.

La lussuria?

E’ uno dei peccati nei quali sono caduto di più nella mia vita.

L’ira?

Mi sono arrabbiato spessissimo. Diciamo che un tempo ero molto irascibile, però negli anni mi sono molto calmato. L’ira, comunque bisogna imparare a gestirla. E’ chiaro, comunque, che si parla di un ira fine a se stessa.

La gola?

Peccati di gola ne ho fatti parecchi, la buona cucina, sai com’è.

L’invidia?

Ho un rapporto molto conflittuale con l’invidia. Io credo di non essere invidioso, però a volte mi ritrovo a far paragoni e a desiderare delle cose che mi portano a invidiare, tipo, mi piacerebbe essere al posto di un altro, mi è capitato. Tendenzialmente non sono invidioso, però a volte devo fare i conti con questi momenti di debolezza.

L’accidia (pigrizia)?

E’ uno dei peccati che mi coinvolge meno perché io sono un attivo, sempre in movimento.