Rosalina Dallago  (sciuscià)      Roma 25.5.2009

                         Intervista di Gianfranco Gramola

Dalla Val di Non a Roma per fare le “sole” agli onorevoli

Contatti: info@sciusciachic.com 

Figlia della stilista Anna Marini, Rosalina, che è nata a Roma il 16 marzo 1964, frequenta un’accademia di moda, sfila nelle prime edizioni di “Donne sotto le stelle”. Interrotta la carriera per sposare un uomo di origine libanese che le dà due figli (Nicholas e Marika), si separa dopo tre anni (colpa della gelosia di lui, ndr.). Si ricicla come organizzatrice di convegni per baroni della medicina, finché Tangentopoli non la mette in mezzo a una strada. Una strada su cui affaccia un ristorante: vi entra così e ne esce direttore. Mentre si sta facendo lustrare le scarpe, sua grande passione, insieme a un amico fotografo, nasce l’idea di aprire un locale di “Sciuscià”. Attrezza un’ex ricevitoria del lotto alle spalle di via Veneto e, grazie alla naturale eleganza, alla comunicativa e alla professionalità, si guadagna presto una clientela raffinata, abbiente, amante del cuoio lucidato sapientemente a mano: aristocratici, giornalisti, imprenditori, attori, cantanti, politici, sottosegretari, addirittura agenti segreti.

Chi siamo ( breve presentazione tratta dal sito ufficiale www.sciusciachic.com)

E’ lontano il tempo in cui, per le strade, tanti ragazzi facevano i lustrascarpe, per rimediare qualche soldo. Lontano come il mestiere dello sciuscià, quello che De Sica, nel suo film, ha consegnato per sempre alla nostra memoria. Un mestiere umile, forse, ma che nasconde in se, arte e poesia. Oggi nella Roma del XXI secolo, vicino alla storica Via Veneto, questa passione e nelle mie mani, ed ogni giorno nelle mia bottega, con orgoglio, faccio la lustrascarpe. Ho scelto ciò che appartiene al passato, volendo raccontare una pagina delle nostra storia. In fondo il mestiere è quello, ma alla “Sciuscià” dei nostri giorni, ho aggiunto uno “Chic” per l’insegna del mio negozio. L’amore per le scarpe, mi hanno spinta a comprarne sempre di nuove e a dedicare ad esse una grande cura. E allora “perché non farlo anche per gli altri?” e così è stato. “Un idea brillante!”, che nel corso degli anni, mi ha fatto acquisire una numerosa clientela, gente comune e personaggi: turisti, curiosi, chi per lavoro è di passaggio a Roma, e tra i nomi che posso elencare, quelli di tanti Vip. Un salotto accogliente, dove ti assale l’odore forte del lucido e delle creme che preparo. Dove, fra spazzole, scaffali di scarpe, foto d’epoca e vecchi strumenti del mestiere, ci si rilassa e inevitabilmente si scambiano piccole confidenze. La vetrina è tappezzate da giornali, articoli che parlano di me e della mia attività. Una cosa ho capito, anche in questo campo ci sono differenze fra uomini e donne: non ho dubbi “gli uomini, le scarpe, le curano. Le donne no, non sono di buon esempio: le rompono e le buttano via. L’uomo, invece, ha il piacere di avere una scarpa vissuta ma curata, anche perché, si sa, è la scarpa che fa il vestito e non viceversa”. Sono soddisfatta della mia attività, e se posso dirlo… “Sta prendendo piede!!!”…

Cosa facciamo

Lucidatura sul posto: lucidatura delle scarpe al momento presso le nostre sedi:
Sciuscià Chic, via in Lucina 16 - Roma
Sciuscià Chic, all’interno dell’esclusivo club Canottieri Aniene - Roma

Ritiro e consegna: possibilità per i signori clienti di ricevere un servizio di ritiro e consegna presso la propria abitazione.

Lucidatura a domicilio: per i signori clienti che lo preferiscono, e previsto un servizio di lucidatura delle calzature presso la propria abitazione: minimo 8 paia di scarpe.

Pulitura calzature in camoscio: possibilità di ricevere il lavaggio delle scarpe in camoscio e nabuk.  

Tintura calzature: possibilità di cambiare definitivamente la tinta delle proprie calzature.

Servizio di riparazione: le calzature potranno ricevere una manutenzione completa della riparazione dei soprattacchi, delle suole in cuoio, cuciture tomaia, forma ecc...

Pulitura interni in pelle auto o divani: Un nostro collaboratore è specializzato per la pulitura degli interni in pelle delle automobili nonché dei divani, poltrone, sedie, ecc...

Pulitura capospalla: cappotti, giacche, abiti in pelle e pellicce potranno ricevere un servizio di pulitura o tintura definitiva.

Pulitura e riparazione di borse donna, 24 ore uomo, valigie, cinture e portafogli.

Ha detto

- Questo mestiere nasconde sicuramente molta arte e poesia.

- Soltanto attraverso una cura scrupolosa è possibile conservare a lungo la morbidezza, l’elasticità e il giusto grado di brillantezza della scarpa.

- Gli amici mi prendono in giro dicendomi:”Dai Rosalina, che hai trovato il sistema per fare le sole a tutti”.

- C'è un mio cliente arabo che conserva le sue seicento scarpe in un armadio climatizzato e noi ogni settimana le lucidiamo a rotazione.

- La scarpa piace a destra e a sinistra (nel senso politico, ndr.). Meno alle donne: ma conquisterò anche loro, con pazienza.

- Un tour operator americano ha messo la mia bottega tra le tappe nella città eterna. E da turisti giapponesi che mi scattavano foto mentre ero al lavoro, ho saputo che sono stata perfino inserita in un libro pubblicato in Giappone, sui personaggi tipici italiani. Le donne giapponesi, pare, mi considerano un’eroina.

Curiosità

- Per contattarci – dice Rosalina nel suo sito -  il nostro numero è 06.68892302

- Prima di aprire il locale vicino al Parlamento, l’ex modella e indossatrice della Val di Non, aveva altri due locali: uno vicino a via Veneto e l’altro dentro l’aeroporto Leonardo da Vinci di Roma.

- Per incartare le scarpe che ripara usa fogli di giornale (come una volta), ma dentro mette sempre un bigliettino in carta riciclata con su scritto “Grazie” a penna.

- Prima di intraprendere la carriera di Sciuscià, la bella Rosalina ha aperto un ristorante a Roma, insieme alla sorella.

- Sul genere della tessera “Mille miglia” Alitalia, ha creato “Mille paia”. Ai clienti verrà fornita una card dove verranno segnate tutte le lucidature effettuate. Dalla sesta in poi potranno cominciare a ritirare il primo di una serie di regali e gadget.

Intervista

Al momento dell’intervista è nel suo locale. La bella trentina, dal fisico longilineo ( da ex modella ), è simpaticissima. Dalla chiacchiera non sembra che abbia origini trentine. E’ una ragazza con cui non ti stancheresti mai di parlare, perché è talmente garbata, ironica, divertente, brillante e bella. Adesso capisco la gelosia dell'ex marito...

Tu sei originaria trentina, vero?

Si! Esattamente di Vigo di Ton, un piccolo paese all’inizio della Val di Non.

Com’è iniziata la tua avventura verso il mondo della moda.

Alla moda mi sono avvicinata quando ero molto giovane, anche perché ho una mamma che faceva la stilista. Avevo 17/18 anni quando ho iniziato. Ho fatto l’Accademia della Moda e l’Accademia di Portamento e ho cominciato a sfilare. Poi successivamente mi sono sposata, ho avuto due figli e ho lasciato il mondo della moda per dedicarmi alla famiglia. Il periodo delle sfilate è una cosa che risale a tanti anni fa, io adesso ho 45 anni, però ho un bel ricordo del periodo che ho passato sulle passerelle.

L’idea di fare la “sciuscià” e quindi di aprire un negozio, com’è nata?

Io ho sempre avuto la passione per le mie scarpe e devo dire che anche mio padre, che era trentino, della Val di Non, aveva questa passione. Ne ho sempre comprate tante, mi piace averne e mi piace anche curarle e tenerle bene. Forse per le donne è ancora più importante curare bene le proprie scarpe, mentre per un uomo con una scarpa sporca mi dà l’idea di uno trasandato, una donna con la scarpa sporca mi dà l’idea di volgarità. Questi tacchi che battono con il ferro, oppure quei tacchi tutti mozzicati dietro, sono veramente una cosa brutta, stanno male. Quindi amando curare le mie scarpe, ho voluto imparare e chiaramente ho frequentato i posti dove aggiustano e curano le scarpe. A Roma una volta c’erano più calzolai, adesso stanno scomparendo uno alla volta. Nel passato non esistevano negozi come quelli che ho creato io. Adesso entrando nel mio negozio di via in Lucina, hai l’idea di entrare in un salotto, dove c’è la possibilità di accomodarsi. Poi, specialmente qui, al Parlamento, capita che i signori parlamentari s’incontrano con delle vecchie amicizie. Vabbè che Roma è grande, però il giro è di un certo livello ed è abbastanza ristretto, per cui capita abbastanza spesso che gente, per motivi di lavoro o per altri motivi, non si vedono più da anni e si incontrano qui. Perché poi sono signori eleganti, signori che amano vestirsi bene e curare le proprie scarpe e quindi sentirsi a posto dalla testa ai piedi. Diciamo che il mio “Siuscià Chic” è un punto d’incontro, che incontra gli interessi di chi ha lo stesso interesse per la scarpa, per l’eleganza, per la pulizia e per lo stare a posto e quindi sentirsi a posto.

Quanti negozi hai in questo momento?

Attualmente ho questo, in piazza del Parlamento (via in Lucina 16) e ho un angolino al Circolo Canottieri Aniene. Quello vicino a via Veneto e dell’aeroporto li ho chiusi per seguire meglio quei due che ho adesso.

Al Circolo Aniene ho un amico: Enrico Vanzina.

Come no! Lo conosco. E’ un nostro cliente.

Ho letto che hai dei clienti molto famosi.

Ho lustrato le scarpe a giornalisti come Carlo Rossella, Luca Giurato e Daniela Vergara, del Tg2. A personaggi come Renato Zero, Giorgio Bracardi, Albano, Leo Gullotta, al compianto Albero Sordi e ad Enrico e Carlo Vanzina. Ma la lista è lunga… ci sono anche molti nobili, aristocratici, politici, sottosegretari e manager di rilievo.

Chi è il più esigente?

Devo dire che più esigenti nella lucidatura, direi super esigenti, esagerati, che poi ovviamente varia a seconda del tipo di scarpa e del tipo di pellame. Ci sono a volte dei signori che vengono da me ed hanno le scarpe non dico lucidate a pennello, ma quasi e questa io la calcolo una forma non dico maniacale, ma un attenzione un pochino eccessiva. Ci sono molte persone esigenti, ho addirittura un cliente onorevole che è super esigente. Non mi chiedere il nome, perché non te lo dico.

E il più simpatico?

Il discorso è questo, caro Gianfranco. In questo posto si crea uno spirito di cordialità, di conversazione, ci si confessa e si fanno anche delle confidenze. Si diventa un po’ goliardi e devo dire che questa è una cosa che scatta abbastanza spesso, per cui è anche una parentesi di piacere, oltre alla cura della scarpa. E quindi si ha proprio la voglia di venire qui, di rilassarsi, di staccare la spina per un po’, fare una battuta, sentire le ultime novità. Poi essendo io una donna, non mi sono mai trovata in difficoltà nel senso che i miei clienti sono sempre state delle persone molto attente e ovviamente anche a non cadere nel cattivo gusto. Però io a volte divento anche un camerata, nel senso che riescono a scherzare con me come se fossi un uomo (risata). Quindi diciamo che di clienti simpatici ne ho tanti, direi quasi tutti, anche perché l’ambiente stesso mette allegria, fa venire il buon umore e crea una situazione piacevole. Poi, come dicevo prima, capita che qui le persone si incontrano spesso fra di loro, per cui diventa anche un momento di gioia, di ritrovo…

Quali sono adesso i tuoi progetti, Rosalina?

I miei progetti adesso sono i franchising, nel senso che non voglio entrare personalmente diciamo nell’attività. Questo lavoro non si può clonare, perché è molto difficile che le persone riescano a rendere come rendo io, ma non per presunzione, ma proprio perché la mia è una passione. Un lavoro artigianale se non sei appassionata rende poco e non ti da soddisfazioni. A parte che è un lavoro fisicamente abbastanza stancante e poi bisogna fare attenzione, perché non è facile trattare un paio di scarpe. I pellami sono diversi, le conce sono diverse per cui c’è anche una ricerca dei materiali e dei prodotti da usare. Quindi è una responsabilità che non voglio più dare, perché ho avuto delle difficoltà e poi diciamo che purtroppo che non sono stata fortunata con i dipendenti. Io penso che in un occasione come questa, qualsiasi persona poi avrebbe preso il sopravvento, esattamente come è successo a me. Per cui ho deciso di non delegare più una mia attività. Se però c’è qualcuno che vuole farlo in proprio, che vuole imparare, che vuole crearsi questa piccola bottega nella propria città, io sono disponibile. Organizziamo il corso e riusciamo a fare la stessa cosa, altrove, ovviamente non a Roma, altrimenti mi creo della concorrenza (risata).  L’unica cosa è che io non voglio entrarci in prima persona. In franchising io posso usare il mio marchio che è registrato e devono usare gli stessi prodotti che usiamo noi. Poi diventeranno famosi e saranno citati negli articoli. Questa mia attività è abbastanza al centro dell’attenzione dei media e succede spesso che scrivano articoli e che venga citata. Io garantisco anche una pubblicità, come informazione riguardo a questi altri posti. Questo lavoro non si può delegare e neanche clonare. A livello imprenditoriale non si può fare.

Tu hai iniziato come modella. Hai mai pensato al cinema o alla Tv?

Ma Gianfranco, adesso ho 45 anni (risata).

Intendevo ai tempi in cui sfilavi sulle passerelle, cioè quando avevi 18 anni.

Allora non era così immediato l’approccio con il cinema, con la televisione. Era tutto più difficile. Secondo me e secondo quello che era l’informazione, diciamo che era un giro un po’ più chiuso. Chi si avvicinava al mondo dello spettacolo doveva per forza avere delle doti, saper recitare, saper cantare, ecc… non era così facile come lo è adesso. Se adesso avessi 20 anni, molto probabilmente potrei pensare a fare qualcosa, magari sviluppando all’interno dell’azienda stessa poi delle capacità. Magari al Parlamento pure io, che ne so? (risata) Al limite potevo presentarmi alle elezioni europee.

Il Trentino ti manca un pochino?

Io fino ai 19 anni ho praticamente passato le mie vacanze su in Val di Non, anche perché avevo tutti i parenti, avevamo tutti i terreni coltivati a mele, per cui si andava a raccogliere mele. In Val di Non questa è una pratica molto diffusa. Poi andavo anche a raccogliere l’uva per i parenti. Era una grande gioia per me l’idea di scorazzare per le strade, senza il problema del traffico o comunque riuscire a fare una vita diversa di quella che si fa a Roma che anche 35 anni fa aveva i suoi bei problemi, le sue difficoltà, il traffico, la droga, la delinquenza, ecc… Io arrivavo  in Trentino e mi sembrava un mondo diverso, proprio allo stato brado, le porte delle case non si chiudevano a chiave, la sera si stava fuori in piazza fino alle 11 di sera, a Roma alle sette si sta barricati in casa. Mi manca sicuramente il Trentino, a parte i posti splendidi sia d’estate che d’inverno pieni di neve. Adesso abbiamo ancora una casa a Vigo di Ton e i mie figli hanno percepito la mia stessa passione per la montagna, per cui anche loro fino a 18/19 anni hanno frequentato il Trentino. Poi sicuramente le esigenze cambiano, uno cresce, fa le sue amicizie e poi veniamo da una città che offre 10 mila occasioni per divertirsi, poi c’è il mare vicino. Ma sono un paio di mesi che dico che voglio passare su e fare un weekend lungo. Su ho anche la tomba di mio padre e ho qualche parente. Il fatto è che purtroppo il vero lusso è il tempo, inoltre la distanza è tanta, sono 700 km e non c’è un collegamento immediato che può essere un aereo, che sarebbe il massimo. E’ solo questione di tempo che mi capita di venire o no su in Trentino.

Parliamo un po’ di Roma?

Io sono nata a Roma e la trovo fantastica. L’idea di questo museo a cielo aperto è veramente unica. Poi siamo fortunati perché abbiamo un clima veramente ottimo. Quest’anno abbiamo sofferto un po’, perché il tempo ha fatto i capricci e noi non siamo abituati all’acqua, alla pioggia e al freddo come quelli del nord, del Trentino per stare in tema (risata). Certo c’è molto traffico, poi è una città abbastanza trascurata. Adesso stanno cercando di recuperare dal punto di vista sia della sicurezza che della pulizia. Però offre tante occasioni, eventi, musei, mostre, concerti, ecc… A Roma sono molto affezionata.

C’è un angolo a cui sei molto legata?

Da ragazza ho vissuto in periferia, ma sono ormai 30 anni che vivo in centro e ovviamente qui dove sono adesso, che è proprio il vero centro storico, è il luogo a cui sono molto legata. C’è da dire che Roma fa 6 milioni di abitanti, adesso forse un po’ di più, e il posto in cui abiti diventa come un paesino. Parli 5 minuti con una persona e poi ti accorgi che è legato a qualcuno che conosci. Diciamo che le persone che vivono e lavorano in centro sono un giro abbastanza ristretto. Sarà ma io con questo mio lavoro un po’ particolare, conosco talmente tanta gente che veramente mi sembra di stare in un paesino.

Come vivi la Roma by night?

Adesso la vivo molto poco. Ma una volta la frequentavo molto. Io ho veramente ballato tantissimo fino ai miei 35 anni. La sera era sempre discoteca. C’è da dire che la vera Roma by night, quella bella, era verso la fine degli anni ’80 a metà anni ’90 e poi è stata la fine. Dopo Roma è cambiata. Certe volte i miei figli mi chiedono, mi dicono che loro vanno qua, vanno là, però non ha nulla a che vedere con la Roma by night dei miei tempi. Sara una frase stupida, sarà retorica, ma è vero. Noi uscivamo la sera a cena e poi si facevano 3 - 4 - 5 locali, uno dietro l’altro e incontravi sempre le stesse persone…

Come nelle feste campestri.

Bravo! E quindi era bello, perché si passavano delle serate in allegria. Adesso la sera si passa in casa, con gli amici. Poi a 45 anni diciamo che i piaceri diventano altri, tipo la cucina oppure ci cerca di passare un weekend piuttosto che passare una serata in casa di qualcuno che magari c’ha la casa un po’ più scomoda. D’estate invece si fanno dei weekend, si sta in spiaggia oppure si esce in barca.

I romani come li trovi?

Io sono romana, però ti devo dire la verità, cioè che all’estero mi dissocio, perché il romano tende ad essere eccessivo, cioè è caciarone e vuole a tutti i costi farsi notare. Fa vedere e capire che c’è, anzi fa sentire più che altro. Presi a piccole dosi va anche bene, quando si aggregano diventano pericolosissimi (risata). E poi trascendono questo dialetto che io trovo veramente comico. Io sono romana e sicuramente nel mio intercalare c’è l’accento romano, però devo dire la verità che sto molto attenta nel parlarlo, preferisco parlare italiano. Con i miei figli ho fatto la stessa cosa. Ammettiamo però che i romani sono molto simpatici e soprattutto hanno delle battute uniche e immediate. In questo non li batte nessuno.