Sara Varone (soubrette - stilista)    Roma 30.11.2008

                           Intervista di Gianfranco Gramola

Una psicologa con la passione per l'Alta Moda

 

Sara Varone è nata a Roma nel 1972. Ha un corpo statuario e un seno procace che rievocano la bellezza della siciliana Maria Grazia Cucinotta o Sofia Loren. Lei è una showgirl sensuale e solare, il cui sex appeal si caratterizza per un evidente sguardo da cerbiatta misto ad una interessante aria da intellettuale. E’ balzata agli onori della popolarità per la sua relazione sentimentale con Andrea Perone. Personaggio spesso citato dalle cronache rosa, Sara Varone si mette in luce partecipando ad alcune puntate di "Uomini e Donne". Laureata in psicologia, avrebbe voluto iscriversi al corso di specializzazione in sessuologia sino a quando dopo l'inizio della sua relazione con l'ex marito di Sabrina Ferilli, acquista tanta popolarità da divenire regina dei rotocalchi. Nel settembre 2006 la troviamo nel cast di Buona Domenica, dove con Elisabetta Gregoraci cura una divertente rubrica sul gossip. Attualmente si occupa di Alta Moda.

Ha detto:

- Mi avevano proposto di fare La Talpa, ma ero impegnata con la mia nuova linea d’abbigliamento e ho dovuto rinunciare. Se decido di fare un reality lo devo fare bene. Spero di tornare in tv con qualcosa di bello. Sogno un programma tutto mio: visto che sono laureata in Psicologia mi piacerebbe una trasmissione sociale, non pesante, con la presenza di un esperto, che tratti tematiche importanti.

- Il posto più strano dove ho fatto l’amore è stato all’interno di una grotta marina. A Ponza. Fantastico. Indimenticabile.

- L’invidia viene soprattutto dalle donne. Odio il pettegolezzo che mira a rovinare la reputazione di una persona, le falsità dette apposta per far del male. Anche per questo ho pochissime, selezionate amiche.

- Mi piace il calcio, lo seguo e sono tifosa della Lazio. Non sono una fans sfegatata, ma davanti alle richieste di molte mie amiche di diventare della Roma, mi accanisco anche di più nel dire “Forza Lazio”.

Curiosità

- Ha realizzato e presentato le creazioni della prima collezione di “Sara V.”, la sua linea di abbigliamento e costumi.

- Ha posato per 12 piccanti scatti senza veli per la rivista “For Men”.  Il bollente servizio fotografico è stato realizzato nel verde di un’azienda agricola del comune di Orbetello. 

Intervista

Da poco sei entrata nel mondo dello spettacolo. Delusa o soddisfatta?

No! Delusa, no. Bell’ambiente, anzi più che un bell’ambiente è un bellissimo lavoro. Da una parte è un lavoro come tutti gli altri, perché io l’ho affrontato come un lavoro normale, come qualsiasi lavoro che ho fatto nella mia vita. Da un’altra parte è un lavoro interessante, un lavoro dinamico, dove ti trovi a contatto sempre con persone differenti ed è un lavoro che non ti annoia e quindi è un bel lavoro. Da tante soddisfazioni, anche perché ti rapporti con la gente, che alla fine è il tuo specchio.

Chissà quanti complimenti che ti hanno fatto, giusto Sara?

Di complimenti belli ne ho ricevuto tantissimi e anche adesso, che è uscito il mio calendario, la gente mi ferma per strada e anche dove vado a promuovere il calendario mi fanno festa. Il calendario è andato talmente bene che anche in edicola è esaurito.

Difatti mio figlio voleva acquistarlo è non l’ha trovato.

Vedrò di fartene avere uno con dedica. C’è da dire che per quello che ho fatto in televisione, non è uscita fuori la mia vera personalità, cioè il mio essere simpatica, alla mano, carina con tutti, insomma che non sono una che se la tira. Ovviamente io non sono nessuno, sia chiaro. Io dico sempre che i divi non esistono o al massimo ce ne sono due o tre. Come riferimenti per me, i divi sono quelli americani, anche se qui in Italia abbiamo dei grandissimi artisti. Io che non sono nessuno a volte mi meraviglio del fatto che la gente ti porta veramente sul palmo di una mano, come se fossi chissà chi. La gente è carina, è bella e mi piace quando mi dice:"Sara, ma come sei semplice, sei simpatica, in Tv non sembravi o non si vedeva che eri così alla mano".

Hai mai pensato ad un nome d’arte?

Noooo! (risata). Che scherzi?

Ma i tuoi genitori che futuro sognavano per te?

I miei genitori mi hanno sempre detto che lo studio è al primo posto. Io vengo dalle scuole normali, poi ho fatto il Liceo Classico, poi mi sono iscritta all’Università, comunque mi sono laureata. Loro ci tenevano tanto affinché proseguissi con gli studi. Può capitare che magari lavori, hai due soldi in tasca, in famiglia stai bene, ed è facile pensare a chi me lo fa fare di lavorare di giorno, studiare la notte.

Cosa conta per avere successo?

Tu sai benissimo Gianfranco che, tanti non lo dicono, ma la bellezza è un grande biglietto da visita in tante cose.  Sai, ci sono delle piccole fortune in più, uno deve essere onesto nel dirlo, però devi sempre saper dimostrare chi sei e che cosa fai, quello che sai, le tue potenzialità e la tua testa. Poi ci sono tante cose che devi fare uscire fuori e quindi non è che bisogna solo essere carini, come in televisione, devi fare vedere altro. Io sono sempre tenuta allo studio, non ho mai deluso i miei genitori, quindi mi è sempre andata bene, poi lo studio non l’ho mai abbandonato, nel senso che io continuo sempre a leggere dei libri nel mio settore e mai dire mai nella vita che magari io domani non possa fare qualche cosa inerente agli studi. Sai in televisione ci sono tante cose interessanti, anche per quanto riguarda cose vicine alla psicologia, alla criminologia, come quello che ha fatto Lucarelli con la trasmissione “Blu notte”, anche su Italia 1 c’è una trasmissione molto carina sulla ricostruzione di fatti di cronaca. Un mio sogno sarebbe quello di fare cose carine, sul benessere legato alla psicologia, non so se ti ricordi quando Irene Pivetti ha fatto “Bisturi”. Insomma mai dire mai, no?

Senti, ma la cosa più cattiva che hanno detto o scritto di te che ti ha dato fastidio?

Guarda io rispetto molto i giornalisti, l’importante è che non superino certi limiti e ti devo dire che non li hanno mai superati. Forse all’inizio, ma proprio all’inizio, quando sono apparsa su tutti i giornali. Magari a volte esageravano un pochino con certi termini, comunque è tutto superato ecco.

Leggevo l’altro giorno Aldo De Luca che ti hanno soprannominato “Lady Tetta”. Ti ha dato fastidio?

No! No, questo non mi interessa, sono cose stupide. Sono cose che quando le leggo, rido, anche se non ci trovo niente di intelligente. Ognuno dice le cose che vuole, l’importante ripeto è non andare mai oltre. Bisogna essere molto autoironici, non bisogna prendersi sul serio, rimanerci male non vale la pena, è meglio non prendersi sul serio. Quindi dove è il problema? Nel momento in cui uno si espone, sai perfettamente che mettendoti in gioco a 360 gradi è normale che le persone ti vedono e facciano delle battute e della satira. Ma questo lo fanno su tutti, lo fanno  anche con i numero uno. Tu guarda Berlusconi, il nostro Presidente, lo massacrano dalla mattina alla sera e io dico sempre che poi i giornali alla fine, il giorno dopo, io li trovo al mercato che ci incartano la merce, le cose. I giornalisti fanno il loro lavoro ed è inutile prendersela. A volte tanti articoli sono scritti da persone che sono un po’ invidiosi ma non di me, in generale delle persone, che magari hanno quel momento di successo e godono nel massacrarli con le critiche. Il medico salva tante vite umane, guadagna bene, ma secondo me dovrebbero guadagnare di più per quello che fanno. Nell’ambiente dello spettacolo anche facendo delle piccole cose, il guadagno è elevato, è consistente. Anche quando guadagni poco, è consistente. C’è gente che per guadagnare queste cifre, deve lavorare mesi interi. Quindi è un ambiente molto invidiato. Anche quelli che dicono. “ Non mi piacerebbe”, però se gli capita l’occasione, si tuffano al volo e vanno a fare il provino e questo lo dimostra i vari “Grande fratello”, “La Talpa”, ecc... C’è tanta gente che si taglierebbe le vene pur di entrare nel cast di questi reality.  Tornando alle critiche io so bene da dove vengono, il perché e il per come, è ovvio.

Quando non lavori, quali sono i tuoi hobby?

Quando non lavoro, amo andare al cinema e quando non posso andarci, guardo Sky oppure acquisto un Dvd e me lo guardo a casa. Poi, a differenza di tante persone che dicono che non guardano la televisione, io la guardo, perché mi piace vedere come conduce magari una persona che mi piace, una presentatrice, mi piace vedere come si muove, come parla e quindi seguo molti programmi televisivi, diciamo un po’ di tutto, perché in questo lavoro devi essere sempre aggiornata, devi anche seguire e quindi devi sapere cosa succede. Non puoi permetterti di cadere dalle nuvole. Devi sapere le cose che vanno e quelle che non vanno e poi anche solamente guardando, puoi imparare molto.

Qual'è il tuo punto debole?

Sono molto sensibile, ma non è proprio un punto debole, direi più un punto di forza, per me, perché mi permette di elevarmi un pochino da tante cose che non mi piacciono quando mi guardo attorno.

Che rapporto hai con la Fede?

Con la Fede ho un rapporto tutto mio particolare. Non sono una che la domenica va in chiesa. Io quando sento il bisogno, la necessità, entro in chiesa a pregare e ho un rapporto particolare con Dio. E poi una cosa molto bella e che fa parte della mia sensibilità, come disse un mio amico, è che c’è una parte di me che è molto profonda e che sicuramente devo ancora conoscere. Io mi emoziono molto ad esempio quando vedo il Papa. Mi accadeva che mi venivano le lacrime, come quando sento della musica molto particolare, molto spirituale io mi emoziono e quindi è una cosa che ancora non ho capito da che cosa deriva, da cosa provenga. Adesso fra i miei progetti, mi piacerebbe tantissimo fare un bel viaggio come dire un po’ spirituale, tipo santuario. Sai quelle cose che senti ma che non è ben definito.

Hai un sogno nel cassetto?

Beh! Professionalmente io ho diversi progetti: prima cosa, c’è una cosa che voglio fare in televisione e ci sto lavorando,sto lavorando per fare passi in avanti, no? Nel senso va bene quello che ho fatto, serve tutto bisogna fare gavetta perché uno deve avere l’umiltà di come una laurea non è che arrivi direttamente alla laurea, devi studiare devi fare gli esami, i corsi, insomma queste cose te le devi anche guadagnare, sudare e così anche in televisione è la stessa cosa, devi fare una cosa carina, una cosa che mi appaghi, una cosa che mi faccia andare oltre insomma e quindi vorrei imparare tanto, vorrei imparare altro. Mi piacerebbe tanto stare in un gruppo di lavoro che mi insegna altre cose quindi speriamo che possa essere così. Poi io sto lavorando come una matta con la mia linea di abbigliamento che si chiama Sara V. Sto lavorando tantissimo è da più di un anno che insomma ci stiamo lavorando sopra, non so se tu sei informato ma abbiamo già fatto la sfilata per quanto riguarda la collezione  del 2009. Prima dell’estate del 2009 nella settimana della moda a Roma, di alta moda, e stiamo liberando la collezione quella autunno-inverno. I momenti non sono facili perché c’è tanta crisi, perché tante aziende, tante industrie purtroppo alcune hanno chiuso, hanno fallito, è un momento molto delicato questo qui. Dopo a 360 gradi tutta l’Italia sta attraversando un momento, in tutto il mondo abbastanza critico quindi bisogna muoversi bene a piccoli passi. Comunque noi stiamo lavorando sempre tantissimo quindi sto cercando di trovare un punto a Roma per fare il mio negozio, al centro, quindi sto lavorando su questo. Poi sto lavorando ad un altro progetto lavorativo, che non ha niente a che vedere con la televisione ma che ha a che fare con il benessere. Insomma mi muovo su diversi fronti, mi do da fare, è fondamentale anche perché quando uno è giovane così, deve lavorare tanto, devi produrre e quindi è giusto che sia così. E poi per quanto riguarda la vita privata ovviamente il mio sogno nel cassetto è quello di avere un giorno un bambino, io dico sempre che ne vorrei avere uno e ne vorrei adottare uno, averne uno mio e adottarne uno.

Io ne ho due e sono uno splendore. Certo che creano problemi, però se non ci fossero loro, l’esistenza avrebbe meno significato, no?

Ma che stai scherzando? Nella vita va bene il lavoro, va bene lo studio, però poi deve essere secondo me quello che va a coronare il concetto di due persone, è comunque un bambino. Tante coppie che si sposano, i bambini non gli fanno. Io non capisco il motivo di sposarsi se poi alla fine un bambino non lo fai. O persone che fanno i bambini ma che non li seguono. Penso che quando sei arrivata ad un punto che hai fatto delle cose, quindi ti sei portata avanti anche un lavoro, ti senti pronta perché sai che ti puoi fermare un attimino o comunque puoi continuare da tutte due le parti. Quello è il momento di fare i bambini e poi adottarne uno. Tante persone dicono “ vorrei avere 10 figli ” e allora io dico sempre che dipende quando inizi, perché se aspetti di diventare più grande devi sperare di averne uno e che vada tutto bene, che sia sano, bello e poi adottarne uno perché tanti bambini non sono fortunati e desiderano l’adozione ed è una cosa meravigliosa insomma prendere un bambino piccolo e dargli tanto.

A chi vorresti dire grazie?

A chi vorrei dire grazie… Beh! Diciamo che, senza fare nomi, ci sono diverse persone a cui comunque un grazie lo devo, perché sai io comunque ho iniziato a far televisione grazie ad alcune persone e poi anche tuttora oggi ci sono delle persone che mi stanno seguendo tantissimo, per far si che io riesca a fare un qualcosa come dire di un pochino più elevato di livello, e solo grazie a loro. Se ci riusciremo ben venga, se no grazie comunque a queste persone, ma va bene così insomma. Io lo dico sempre non muoio, sto bene e quel che viene viene. Basta che sia di qualità, se no le proposte le ho avute ma non si addicevano a me.

In quale zona di Roma hai passato la tua infanzia, come te la ricordi?

Guarda io calcola che sono di Roma nord, Salario Parioli. Quindi io tutta la mia infanzia, l’ho passata qui, poi calcola che il liceo classico l’ho fatto al Giulio Cesare, ai tempi che Venditti cantava “Sara”. Io vivevo lì con gli amici, a prendersi il tè e il sabato pomeriggio al mitico “Piper”.  Quando ero piccolina poi, la sera era tassativamente vietato uscire. Ma il resto è cambiato tutto, io uscivo tre ore il pomeriggio e il sabato pomeriggio. Tutta la settimana pensavamo a quelle due ore e mezza il pomeriggio al “Piper”, che per noi era un momento di ritrovo, un momento in cui eravamo tranquilli. Poi all’epoca eravamo carini, non si beveva, non c’era niente e c’era il divertimento puro, quello vero e c’era anche lo stare insieme e fare le cose di nascosto, che erano quelle di accorciarsi magari la gonna o mettersi il lucidalabbra. Ecco, queste erano per noi le cose più trasgressive. I miei erano una bella generazione, quindi tutta la mia vita insomma è stata lì, l’ho vissuta in quei posti. Poi facevo sport e tutti i momenti erano legati sempre alle stesse zone, lo sport, la compagnia del pomeriggio, con la quale passare un’ora magari dopo aver studiato, a scuola al Giulio Cesare. Era quella la mia vita. E comunque le zone di Roma sono quelle, e poi c’è il centro di Roma che è meraviglioso e che io adoro perché noi abbiamo il centro dello spettacolo: piazza di Spagna, via Condotti, via del Babbuino e tutti i negozi famosi, ecc… le varie vie, i negozi, le passeggiate, magari non di sabato perché di solito sono stracolme di gente. Amo andare la mattina, tipo inizio settimana, a mangiare al centro. Ci sono dei posticini che per noi sono dei punti di ritrovo. E’ stupendo e io adoro il centro di Roma.

Ma che cosa ti manca di Roma quando sei via per lavoro?

Quando sono via, io sono anche stata via per lunghi periodi non lo so.

La matriciana (risata)?

No! No, io sono romana ma non sono romana per il cibo, nel senso che amo la cucina, però non amo la cucina romana.

Perché è pesante?

No, perché non mi piace la matriciana, la carbonara, l’ossobuco, no queste cose non mi piacciono. Io adoro il pesce non crudo ma cotto.

Ti piacciono le verdure? I carciofi alla giudia.

Si, si, tutto quello che è verdura mi piace il pesce mi piace tutto, la pasta mi piace, adoro la polenta io.

Quella trentina!

Si! Bravissimo, io adoro la polenta anche semplice sia con il pecorino che con il parmigiano, con le spuntature. C’è mia mamma che la fa buonissima, però non deve essere troppo pesante, ad esempio con le salsicce mi piace. Quindi devo dire che non sono romana per il cibo però adoro la cucina mediterranea. Noi abbiamo una cucina pazzesca in Italia, siamo fortunati, no? La migliore al mondo e ne sento la mancanza quando sto all’estero. Quando sono stata in America, esattamente a New York (ci sono stata tantissime volte) mi è mancata tanto la cucina. Ho mangiato bene, nei posti migliori, però purtroppo anche se dicevo “Mi raccomando, una cosa semplice, senza burro e senza niente “, sentivo ugualmente il burro, sentivo qualcosa, un olio particolare. Quindi in ogni posto che vai all’estero, ti manca sempre e comunque la cucina a cui sei abituato. Poi comunque noi abbiamo il clima più bello che c’è. Io sono di Roma, e solo quando vado all’estero, mi rendo conto che noi a Roma abbiamo un clima perfetto. La gente si lamenta ma noi non abbiamo né freddo né caldo, abbiamo sempre quella via di mezzo che ci fa stare bene. Voi su nel Trentino state con i pelliccioni, io i pelliccioni non me li metto. A Roma ci sono persone che lo usano solo tre volte all’anno.

Come trovi i romani, Sara?

I romani sono molto espansivi, passionali, simpatici, hanno la battuta sempre pronta…

Sono anche un po’ caciaroni, non trovi?

Ma caciaroni è una parola che non amo, diciamo che hanno voglia di divertirsi. I romani non sono persone fredde, sono solari. Quando vado in Spagna, trovo il popolo spagnolo molto simile a quello romano. Comunque i romani sono molto alla buona e molto positivi. E soprattutto di cuore ed ha tante qualità positive. Prima dicevi “caciaroni”. Bisogna ammettere che quando i romani vanno in un posto, si fanno sentire, si fanno riconoscere.

In quali zone di Roma hai abitato?

Ho sempre abitato e vissuto in zona Roma nord.

Come vivi la Roma by night?

Io non sono molto nottambula, perché quando ero più piccolina, nei weekend andavo a lavorare e non mi interessava il venerdì e il sabato sera la discoteca o la Roma notturna. Sono stata molto poco nei locali, devo dirti la verità. Adesso magari per la promozione del calendario ci sono andata a fare le serate, ma è diverso, perché è per lavoro. Però posso andarci una volta ogni tanto perché mi piace la compagnia. Io, da buona forchetta, sono più per una buona cena con gli amici. Ogni tanto mi concedo una serata a teatro, amo i musical, anche se sono abituata a vederli all’estero e mi piacerebbe che Roma diventasse alla pari di città come Londra, Parigi, New York a livello di musical. Quando vado in una città, all’estero, programma subito delle serate di musical. Mi piacerebbe tanto vedere quelli stessi musical, portati a Roma. Sarebbe bellissimo, perché non ci sono a quel livello, purtroppo. Mi piace molto anche il cabaret, i comici mi divertono molto, però amo molto anche stare a casa tranquilla. Non sono di quelle che devono uscire per forza. Mi metto un bel Dvd, mi vedo un film, mi mangio qualcosa a casa e via. Altrimenti mi piace molto viaggiare, andare alle Terme, i centri benessere, amo andare i montagna…

Ti piace anche sciare?

Non sono un’accanita sciatrice, sono andata direttamente con lo snowboard. Però mi piace la situazione della montagna, mi piace lo chalet un po’ rustico, il caminetto, mi piace fare quelle belle mangiate di polenta. Da piccola venivo sempre nel tuo Trentino, caro Gianfranco. Ti dice niente il monte Bondone?

Come no, Sara. Sta a due passi da Trento.

Ci venivo in colonia da piccola e di quei posti ho dei ricordi bellissimi. Ho avuto la fortuna di avere dei genitori che fin da piccolina mi mandavano in quei bei posti per un mese. All’inizio dovevano essere 15 giorni e poi diventavano invece 30. Insieme a me c’era anche mio fratello e in colonia ho girato quasi tutte le regioni d’Italia, tranne che il sud, perché non c’era neve.  Mi mandavano sempre in questi posti di montagna dal Terminillo in su. Poi a 14 anni hanno cominciato a mandarmi nelle vacanze studio all’estero, quindi Francia, Inghilterra, ecc… Ho avuto due genitori che a me e a mio fratello hanno dato veramente tanto, facendo anche dei grandi sacrifici.

Che lavoro fanno i tuoi genitori, Sara?

Mio papà è libero professionista e mia mamma lavora pure lei, sempre libera professionista. Siamo una famiglia molto unita. Io e mio fratello in vacanza sempre insieme, perché i miei genitori lavorando, ci mandavano in vacanza insieme. Andavamo un po’ qua e un po’ la, un po’ dai nonni, poi in Sardegna e quindi ci hanno fatto crescere molto bene, anche responsabilizzandoci. Ci hanno fatto crescere con la testa sulle spalle.

In quale Roma del passato ti sarebbe piaciuto vivere?

Io quando vedo “Il Gladiatore” penso che mi sarebbe piaciuto vivere a quei tempi. Poi mi sarebbe piaciuto, sempre guardando il film, vivere ai tempi di “Elisa di Rivombrosa”, perché mi piace molto anche il contorno, quel modo di vestire, quei bustini, quei corpetti, quelle gonnelle lunghissime.

Per un’artista Roma cosa rappresenta?

Roma ti fa respirare proprio l’arte, è una città artistica a 360 gradi. Non a caso è chiamata anche “Città eterna”. Noi che siamo di Roma, purtroppo, a volte ce la perdiamo un pochino, perché non abbiamo mai tempo di guardarla bene e quando viene qualcuno da fuori e lo portiamo in giro per Roma, vediamo dei posti o delle meraviglie che non abbiamo mai visto, perché siamo sempre di corsa. Questo capita spesso a noi. La nostra città ce la godiamo solo girando di notte, in macchina, quando non c’è traffico e quando Roma è tutta illuminata. E’ meravigliosa. A parte le buche. Però quando stai a Roma, respiri un’aria magica, tipo quando vai a piazza Navona, sotto Natale, anche se noi ormai siamo grandi. Da piccolina morivo dalla voglia di andare in questa piazza, durante le feste di Natale, e ricordo che in un angolo c’era un negozio di giocattoli pazzesco, con degli animali di peluche enormi, giganteschi. E’ bello e rimani imbambolato. Roma è magica, come sono magici i vicoletti di Trastevere che sembrano delle cartoline. Poi a Roma, in ogni angolo trovi uno scorcio bello, uno scorcio che ti fa sognare. Io poi ho questo lato un po’ spirituale che quando vado a San Pietro rimango estasiata per la bellezza, per l’immensità per quello che mi trovo davanti. Tu arrivi lì e man mano che ti avvicini hai questa cosa gigantesca che ti avvolge, ti abbraccia. Poi il panorama che hai davanti quando sei sul Gianicolo è unico, come è unica la visione di Roma da qualche terrazza romana. Questa sensazione l’ho provata solo a New York. Questa città americana mi ha emozionata tanto ed è l’unico posto, dopo Roma, che mi ha fatto scendere le lacrime.

Sei innamorata di New York?

Mi sono innamorata di New York attraverso i film, tipo “Innamorarsi” con Robert De Niro e altri film che parlano di questa città enorme e meravigliosa e quando sono andata New York, sono andata a visitare i posti che avevo visto nei film e mi sono detta "Sono in un film". E’ stato fantastico. E mi sono emozionata alla vista di tanti bei posti, guardando la gente, Babbo Natale, la cordialità dei cittadini, ecc… Lì mi sono sentita a casa.