Simona Tagli (showgirl e conduttrice televisiva)             Milano 6.5.2020

                              Intervista di Gianfranco Gramola

“La complicità dove si combatte sul fronte dell’immagine, non ci può essere. Né al maschile, né al femminile”

Per contatti Massmedia Comunicazione di Sante Cossentino  (redazione massmediavip1@gmail.com)

Simona Tagli, milanese, dopo aver studiato danza classica e moderna jazz, inizia la sua carriera televisiva come comparsa nella trasmissione Popcorn, a Canale 5. Nel 1991 diviene valletta a Domenica in, nell'edizione condotta dai Ricchi e Poveri e Gigi Sabani per la regia di Gianni Boncompagni. Nel programma, tra le altre cose, partecipa al gioco del cruciverbone. Nel 1992 è nel cast di Piacere Raiuno, insieme a Gigi Sabani, Danila Bonito e Demo Mura, un programma itinerante che veniva trasmesso da diversi teatri in giro per l'Italia. Nello stesso anno, con Gigi Sabani  presenta il festival Voci e volti nuovi di Castrocaro, in onda in prima serata su Rai 1. La sua presenza alla conduzione viene confermata anche l'anno successivo, al fianco di Claudio Cecchetto, Brigitta Boccoli e Jo Squillo. Nel 1993 affianca Sabani e la Squillo alla conduzione di Il grande gioco dell'oca - Stasera mi butto 1993, su Rai 2 e nel 1995 conduce Giochi senza frontiere insieme ad Ettore Andenna. Nel 1996 passa a TMC, dove conduce Il grande gioco del mercante in fiera, insieme a Jocelyn, Sabrina Salerno, Anna Valle e Angela Melillo. Sempre per TMC condurrà le trasmissioni legate al Campionato italiano superturismo, invece nel biennio 97-98 sulla Rai, insieme a Gianfranco De Laurentiis, ha condotto Pole Position. Nel dicembre 1998 è tra i conduttori della 48 ore dell'edizione di Telethon. A questo punto della carriera Simona Tagli abbandona temporaneamente gli schermi televisivi, per laurearsi in architettura all'Università di Milano. Nel settembre 2003 presenta il festival di musica leggera Trofeo Gondola d'oro insieme al comico Marco Milano a Venezia. Nell'autunno 2005 prova a partecipare alla seconda edizione del reality show La talpa e nel 2006 partecipa come riserva alla quarta edizione del reality show L'isola dei famosi, dovendosi però ritirare quasi subito per problemi di salute. Negli anni successivi alterna ospitate televisive alla conduzione ed organizzazione di serate ed eventi. Nel 2011 ha aperto un salone di bellezza per mamme e bambini.

Intervista

Com’è nata la passione per lo spettacolo, Simona?

La passione per il mondo dello spettacolo è nata quando ero piccolissima. Avevo 3 anni e seguivo le trasmissioni di Macario, di Raffaella Carrà, con le paillettes e  Canzonissima. Nella vita mi sarebbe piaciuto fare la Raffaella Carrà e la Carla Fracci, quindi se andava male una cosa, avrei fatto l’altra. Però poi a 9 anni sono entrata alla Scala di Milano, ma non sono stata selezionata per via del mio fisico che evidentemente non era sicuramente tipico della danzatrice di classica. Quindi ho continuato a ballare per conto mio e ho studiato danza moderna e ho studiato anche recitazione e tutto quello che serviva, perché volevo fare televisione. E così ho fatto. Nel corso degli anni ho fatto alcune trasmissioni nell’hinterland milanese e ho conosciuto Gianni Boncompagni, che mi ha fatto fare le ultime 8 puntate di Domenica In, che sono andate benissimo. Da lì, altre trasmissioni. Però è stato carino questo sogno di bambina che si è poi realizzato conoscendo Boncompagni. Per cui, come vedi, è la legge dell’attrazione che mi ha portato a fare esattamente quello che mi sarebbe piaciuto fare da bambina. Forse non ho saputo conseguire degli obiettivi più alti, rispetto al sogno, perché quello era il sogno che io avrei realizzato. Ecco perché bisogna sempre sognare in grande. Oggi, col senno di poi, nella mia parte adolescenziale, il mio modello è la Maria De Filippi, che adoro. 

I tuoi genitori che futuro pensavano per te?

La mia è una famiglia di antiquari. Io ho fatto architettura e loro avrebbero voluto per me una professione più tranquilla, più serena, magari l’architetto, però poi sono sempre stata una persona che quando si mette in testa una cosa, cerca di farla. Si è vero, loro magari volevano questo per me, però devo dire che mi hanno lasciata libera di scegliere. Io mi ero posta un tempo, perché parlando con mio papà ho detto: “Se da qui a 2 anni non ottengo quello che voglio, cambio strada e faccio un altro lavoro”. Alla fine è andata come volevo.

Tra colleghe hai trovato più rivalità o complicità?

La complicità dove si combatte sul fronte dell’immagine non ci può essere. Né al maschile, né al femminile. Come non esiste la cavalleria, non esiste la complicità. La televisione oltretutto è maschile, per cui ecco che non c’è cavalleria per questo, appunto perché è maschile. A parte alcuni esempi di donne che conducono meglio di un uomo, vedi Mara Venier, Maria De Filippi e Barbara D’Urso, il resto è fatto di uomini, con un contorno di donne più o meno vestite, più o meno appariscenti, però la conduzione è maschile.  

Hai lavorato con molto personaggi. Come ricordi Gigi Sabani?

Gigi Sabani era un mattatore, la persona con la quale io ho avuto successo. Avevamo instaurato questo bel rapporto scenico, tipo Fred Astaire e Ginger Rogers. Lui era un grande professionista e ho un bellissimo ricordo di Gigi anche perché ho appunto tanti bei ricordi professionali insieme a lui.

Come ricordi i tuoi inizi a Domenica In?

Io ho avuto il successo a Domenica In e per me approdare in Rai, a Domenica In, con il mio sogno di bambina, era veramente inondarmi di “polvere di stelle”. Ho sempre affrontato il mio lavoro nello spettacolo non con  caparbietà, con rivalità, ma guidata dal sogno di bambina, anche un po’ osservatrice. Ed ecco forse per questo non sono riuscita a conseguire degli obiettivi che mi consacrassero come personaggio televisivo, ma mai dire mai. Di me è rimasto un bel ricordo, legato al fisico, anche alla capacità di avere un sex appeal della ragazza della porta accanto, molto giocato, molto naturale. Ho co-condotto delle trasmissioni molto belle, però non ho avuto la mia trasmissione da condurre.

Hai mai avuto dei fan un po’ troppo invadenti?

No, li ho sempre tenuti a bada molto bene.

La critica che ti ha fatto più male?

Io penso che al successo arrivi non tanto quando qualcuno parla bene di te, ma quando la critica è feroce, perché è sulla critica negativa che poi costruisci il successo. Non c’è buonismo vicino al successo, per cui tutto quello che è contrastante, tutto quello che è alternativo, tutto quello che è provocante, fa successo. Ed io sono sempre stata una persona tra le righe. Quindi ho collezionato un sacco di critiche positive, ma forse se ne avessi avute alcune anche di negative, forse era meglio.

Cosa ti manca della tv?

Non mi manca niente, perché alla fine ancora adesso la faccio come ospite. E’ cambiata la televisione di adesso rispetto a quella di una volta. Allora la televisione dava anche molto più spazio, adesso la televisione non ha tantissime trasmissioni, si muove sul discorso dei reality e altri palinsesti, rispetto ad una volta. Però sono presente.  Si, mi piacerebbe dire cosa mi piacerebbe fare, cioè mi piacerebbe avere una trasmissione tutta mia. Ma non mi manca niente perché di fatto io non ho lasciato nulla. Ho aperto a Milano un salone di bellezza per mamme e bambini, che si chiama “La Vispa Teresa”, che non considero un piano B. Non è che ho detto. “Mi è andata male con la televisione o non faccio più la televisione e allora apro un’attività”. No, nella mia testa faccio ancora tutto, faccio la televisione e ho anche un salone di bellezza. E’ una evoluzione del mio essere,  mi piace tagliare i capelli e fare i colori, ma se anche dovessi condurre una trasmissione o dovessi fare la televisione, io aprirei il negozio su appuntamento, anche perché mi piace molto.

Tu hai partecipato a due reality. Con il senno di poi, li rifaresti?

Si. Oggi ci sono i reality, quindi se non hai uno spazio televisivo, partecipi ad un reality, perché le trasmissioni che fanno ascolti adesso sono queste. Mi è piaciuto molto il Grande Fratello e mi sarebbe piaciuto farlo. Quest’anno è andato molto bene, Signorini l’ha condotto egregiamente. Sarà stata la quarantena e l’esposizione molto spettacolarizzata, ma io sono rimasta incollata alla televisione per guardare il Grande Fratello. Cosa che magari prima non mi era mai capitata.

Ti hanno mai contattata per “Ballando con le stelle”?

No, perché io nasco come ballerina e loro vogliono personaggi che non sappiano ballare. Non mi hanno mai chiamata e non sarei capace di insegnare danza, anche perché non sono una insegnante di ballo.

Sei apparsa sulla copertina di Playboy. Questo per vanità, soldi o una forma di esibizionismo?

No, sono apparsa su Playboy con un servizio fotografico non di nudo, ma con il tema delle piume, che era quello che mi apparteneva a Domenica In, quando facevo i balletti con questi boa di struzzo. Ho fatto la copertina di Playboy semplicemente perché era una copertina ambita, una copertina dedicata a molte donne, però era una bella copertina.

Tornando indietro, rifaresti tutto quello che hai fatto o cambieresti qualcosa?

Assolutamente si, anzi farei qualcosa di più, perché ho detto tanti no. Ho detto tanti no anche a situazioni lavorative, perché a quei tempi  selezionavo molto. Non è che ho fatto la copertina di Playboy così, ma seguivo una mia idea artistica, mi sembrava che in quel momento andasse bene fare la copertina di Playboy, perché era una cosa carina, simpatica. Ho detto no ad un film con De Laurentiis e ho detto tanti no che poi in realtà sarebbe stato meglio non dire.

Se ti dico Roma, cosa mi rispondi?

Amor, perché è il contrario di Roma. Mi piace Roma, mi piace in tutti i suoi aspetti. Ho detto amor anche perché nel periodo che abitavo a Roma, tifavo Roma, quindi giallo rosso, che sono due colori che mi piacciono molto, perché sono molto forti ed energetici. Mi piace Roma, perché è un’opera artistica vivente, costellata di monumenti e di bellezza e di opere d’arte. Poi a Roma si sta bene e c’è il ponentino, c’è questo venticello piacevole, c’è il mare. Ora la città è stata un po’ rovinata, un po’ trascurata, però Roma è sempre Roma. Io adoro Roma e c’ho abitato per 7 anni.

In che zona hai abitato?

Ho abitato sempre in via Cortina d’Ampezzo, a Roma nord.

La cucina romana ti ha conquistata?

Hai voglia, la cucina romana mi ha conquistata, si. Uscivo poco a cena quando stavo a Roma. Avevo un bel terrazzo e la mia vita romana era molto casalinga. La prima cosa che mi ha detto Gianni Boncompagni arrivando a Roma è stata: “Guarda Simona, Roma brucia, dal punto di vista artistico, per cui ti inviteranno a tante feste, tu avrai l’accortezza di rimanere a casa a leggere un libro o a guardare la tv”. E in effetti ho seguito il suo consiglio e devo dire che Boncompagni con me è stato molto protettivo e mi ha detto una cosa che con il senno di poi, posso confermare. Roma è una città come New York, come Los Angeles, se vogliamo fare il paragone. A Roma si fa cinema, si fa la bella vita, ci si incontra, si esce di casa e ci sono tanti punti di ritrovo, tipo piazza di Spagna, piazza Navona, ponte Milvio, i centri estetici …

Centri estetici?

La medicina estetica è romana. Perché alle donne romane, piace apparire.

Tradiresti Milano per vivere a Roma?

Milano è la mia città e “Milan l’è un gran Milan”. Io guardo bene la differenza tra Milano e Roma e trovo che Milano è una città protettiva, ti protegge, ti avvolge. Roma è una città un po’ più dispersiva, basta pensare alla sua grandezza. Per spostarsi a Roma da una parte all’altra si impiega molto tempo. Io sono appassionata del rione, del quartiere e mi piacerebbe vivere in un paese, dove tutti si conoscono, tutti si salutano. Questa cosa della pandemia, mi ha fatto riscoprire una Milano dove si canta dai balconi, una roba bellissima, da pelle d’oca. Per come sono oggi, nella mia evoluzione, non cambierei la mia Milano per andare a vivere a Roma.