Diego Verdegiglio  (attore e scrittore)   Roma 28.5.2010

                      Intervista di Gianfranco Gramola

Un personaggio simpatico, bonario, generoso e garbato… un amico

L'attore con la collega Sabrina Ferilli 

Per contattare Diego Verdegiglio, la sua e – mail è  dv52@libero.it

Diego Verdegiglio è nato il 16-6-52 a Pesaro. Ha la Laurea in Lingue e Letterature Neolatine.

Formazione professionale:

Dizione e Recitazione con Gianni Diotaiuti della Scuola “Fersen” e Mimo con Marco Romizi. Corso ETI-AGIS-Min. Spettacolo per Amministratori Organizzatori Teatrali, con F. Fo (1981). Borsa di Studio del Min. Affari Esteri per il Festival Nazionale del Cinema Ungherese di Eger.      

Teatro:

-“Poesia e verità”, 1978, di Ruggero Jacobbi, Coop. Il Gruppo-Roma, con Rosa Ferraiolo e Carlo Greco. “Fa male il teatro”, 1980, Teatro Quirino, con Vittorio Gassman, ripresa TV per Rai2 di Carlo Tuzii. “L’ippocampo” di Vittorio Pugliese, regia di Mario Foglietti, 1980 (come aiuto regista). “Quasi una vita” da Corrado Alvaro, regia di Silvano Spadaccino, 1986. Ruolo: l’Anarchico. “Il mondo nel pallone”, di F. Valitutti, recital con Piera Degli Esposti, Simona Ercolani (Modena, 2002).  “Nerone, il mostro”, 2004, di e con Giacomo Ricci, Teatro L’Alternativa, Roma. Ruolo: Lui. “Don Giovanni”, 2005-6, con C. Lionello, regia e con Lando Buzzanca. Ruolo: Messer La Domenica. “Il viaggio”, (2007 a Lanciano, 2010 a Ortona), regìa: Walter Manfrè. Tu.Cu.R. Teatro -Chieti. Ruolo: il Padre.

Cinema

1978-1988, ruoli vari in film di Pasquale Squitieri (“Claretta”), Giorgio Capitani, Carlo Vanzina (“I miei primi 40 anni”), Leandro Castellani, Giovanni Soldati (“L’attenzione”), Ruggero Deodato, Umberto Lenzi, Fernando Di Leo, Pier Giuseppe Murgia, Giancarlo Planta. “Bagnomaria”, 1998, di e con Giorgio Panariello, Prod. Cecchi Gori. Ruolo: Onorevole Occhipinti . “La vita per un’altra volta”, 1997, Prod. Sacha, con Jo Champa. Regia: D.Astuti.Ruolo: Padre Samantha. “Hotel Dajti”, 1999, regia di Carmine Fornari, con Flavio Bucci, Piera Degli Esposti. Ruolo: Viktor. “Febbre da cavallo-La mandrakata”, 2001, regia: Carlo Vanzina, con G. Proietti. Ruolo: Nicola Miccolis - “A.A.A. Achille”, 2002, regia: Giovanni Albanese, con Sergio Rubini, Prod. C. Gori, Ruolo: zio Ciro. “L’amore è eterno… finché dura”, 2003, regia di Carlo Verdone, Prod. Cecchi Gori. “Al momento giusto”, 2004, regia G. Panariello, con Luisa Corna,Pr. C. Gori. Ruolo: Auger De Calboli.  “L’ora di punta”, 2007, regia di Vincenzo Marra. Ruolo: Sassi. “Grande, grosso e… Verdone”, 2008, di e con Carlo Verdone. Prod. Filmauro. Ruolo: Medico Madre. “Gli amici del bar Margherita”, 2008, DueA, con Luigi LoCascio. Regìa:Pupi Avati. Ruolo: Padre Manuelo. “La voce”, 2008, con Rocco Papaleo, regìa di Augusto Zucchi. Ruolo. Onorevole Mongelli. “Aspettando Godard”, 2008, con M. Scattini, R. Papaleo. Regìa di Alessandro Aronadìo. Ruolo: comandante.

Televisione

1977- 1987, ruoli in vari sceneggiati e produzioni Rai e Mediaset per le regie di Bruno Corbucci (“Le volpi della notte”), Alberto Negrin (“Io e il Duce”), Giorgio Capitani (“Vanità”), Mario Foglietti, Giancarlo Nicotra (“Drive In”), Romolo Siena (“Signori si parte”), Eros Macchi, Silverio Blasi, Franco Rossi, Vittorio Sindoni, Giovanni Soldati, Sergio Sollima, Anton Giulio Majano, Luigi Perelli, Massimo Spano, Vittorio De Sisti, Paolo Gazzara, Klaus Brand (“Urlaub Urlaub!”), Leandro Castellani (“Don Bosco” con Ben Gazzara). “Golden Boy” in “Roosevelt”, 1985, Regia: D.B. Partesano, Rai3, Ruolo (protagonista): Joe Bonaparte. “Doris Duranti”, 1990, regia Alfredo Giannetti, con E. M. Salerno, Prod. Solaris, Ruolo: Rossati. “Prima che il gallo canti”, 1993, Rai1, regia: Mario Foglietti, con G. Pambieri. Ruolo: Don Giannino. “Mio figlio ha 70 anni”, 1999, regia G. Capitani, con P. Noiret, M. Dapporto.Ruolo: Alberto Ronaldicini. “Sei forte maestro!”, 2000, regia Ugo Fabrizio Giordani, Can.5-Terni Studios. Ruolo: Prof. Putto. “Indagini al microscopio”, 2000, regia di Francesco Lazzotti, con Claudia Koll. Ruolo: Grassetti. “Squadra Scomparsi”, 2000, regia di Claudio Bonivento, con Claudio Amendola. Ruolo: Avv. Sandri. “Un posto al sole4”, 2001, Rai3-Grundy, Napoli, protagonista di puntata. Ruolo: Prof. Folco Brandi. “L’attentatùni”, 2001, regia di Claudio Bonivento, Prod. Immagine e Cinema, Ruolo: Santoro. “Commesse”, 2001, regia Josè Maria Sanchez, con V. Pivetti. Prod. Immagine & Cin. Ruolo: Direttore. “Diritto di difesa”, 2002, regia Francesco Lazzotti, con Martina Colombari. Ruolo: Commissario Fossa. “La tassista”, 2002, regia: Josè Maria Sanchez, con S. Sandrelli. Ruolo: Cliente Antipatico Staz.Termini. “Un medico in famiglia”, 2002, Publispei. “Soldati di pace”, 2002, regia Claudio Bonivento, con Tony Sperandeo, G. Pasotti. Ruolo: Don Mori. “Orgoglio”, prima serie, 2003, regia: Vittorio De Sisti, Giorgio Serafini, Titanus. Ruolo: Egisto Salviati. “Vento di ponente2”, 2003, regia Ugo Fabrizio Giordani, con Anna Kanakis. Ruolo: Commissario Gavi. “La stagione dei delitti”, 2004, regia C. Bonivento, Good Time Pr., nel cast fisso. Ruolo: Dr. Venturini. “Carabinieri”, seconda serie, 2003, Ruolo: proprietario Clinica Terme Benessere. “Il veterinario”, 2004, regia: J. M. Sanchez, con G. Proietti, Solaris Film. Ruolo: Gestore con scimmia. “Distretto di Polizia n. 5”, 2005, regia: Lucio Gaudino, Nova Films, Ruolo: Professor Zapponi. “La notte breve”, 2005, regia: C.Costanzo, A. Cremonini, It. Dream Fact.,con G.De Sio, Ruolo: Cortini. “Il mio amico Babbo Natale”, 2005, regia:F. Amurri, con Gerry Scotti, L. Banfi, Nova. Ruolo: Alberto. “Un ciclone in famiglia2”, 2005, regìa: Carlo Vanzina, con Massimo Boldi, Video80.Ruolo: Mèccoli. “La squadra”, 2005, Prod. Grundy. Ruolo: Dottor Carbone. “La stagione dei delitti 2”, 2006, Rai2, regia:D. Costantini, D. Maiorca.Cast fisso (Ruolo:Dr. Venturini). “I Cesaroni”, 2006, con Antonello Fàssari, regìa: Francesco Pavolini. “Raccontami”, 2006, con Massimo Ghini, regìa: Riccardo Donna.Ruolo: direttore banca Ettore Romani. “Medicina generale”, 2007, regia di Luca Ribuòli, con Roberto Citràn, Fabrizia Sacch. Ruolo: Bardi. “Aldo Moro”, 2007, con Michele Placido, regia: G. Tavarelli, Prod.Tao2. Ruolo: Francesco Cossiga. “Distretto di polizia 7”, 2007, Tao-Nova Film, regia: Lucio Gaudino. Ruolo: Anselmo Stucchi.  “Crimini bianchi”, con Ricky Memphis, 2008, regia Alberto Ferrario. Prod Tao2-Nova.Ruolo:Schepis. “V.I.P.”, 2008, regìa di Carlo Vanzina, Prod. Video80, con Maria.Grazia Cucinotta. Ruolo:l’Avvocato. “Salto vitale”, 2008, regìa di Bernd Fischerauer (per la TV tedesca). Ruolo: Maresciallo di Muro. “Piper”, 2008, regìa di Francesco Vicario e Ugo Fabrizio Giordani. Ruolo: Piero. “Intelligence”, Tao2, 2009, regia Alexis Sweet. Ruolo: Ambasciatore Russo. “I delitti del cuoco” con Bud Spencer, Can. 5, regia: Alessandro Capone. Ruolo: Nereo Foti. “R.I.S. 6”, Tao2, regia: Cristian De Mattheis. Ruolo: Padre Lorenzo.  “Liceali”, 2010, Tao2, regìa: Massiliano Papi. Ruolo: Riccardo Zacchini. “Un posto al sole”, con Nina Soldano, Francesca Perini.Ruolo: Luciano Liberati (in onda 4,5 e 13 maggio 2010). “Anna e i cinque”, 2010, con Sabrina Ferilli, Pierre Cosso. Regia: Franco Amurri. Ruolo: Preside.

Lavori radiofonici Rai

Vari (anche protagonista e co-conduttore di rubriche) in diverse sedi RAI italiane e Radio Vaticana (2008, “S. Francesco di Paola”, regia di Virginia Barret)

Doppiaggio

Vari turni come doppiatore libero con i maggiori direttori di doppiaggio dal 1977 al 2007

Pubblicità

Durban's H12 (protagonista),Visa Card (protagon.), FIAT (protagon., regìa: Enrico Sannia), Canone RAI 1992, Canon, 1990, McCann-Erickson Italiana Spa-Milano, Pandoro Melegatti, Icar (protagon.), Florderma, Memodata (protagon., campagna foto), Caffè Lavazza, il “cameriere” di Nino Manfredi, Caffè Segafredo, Prod. Filmaster, con Renzo Arbore (regìa: Alessandro D'Alatri), Salumi Beretta-Prod. Videco-Milano (co-protagon., regìa: Francesca Archibugi), Carni Italiane (protagon. maschile, ADN Kronos), Panettoni Màina (protagon. di un episodio, regia:Leone Pompucci, Prod. Central-Milano), De Agostini-Nuove Dive Profumi (protag. maschile, regia: A. Cappelletti, Prod. Arte Film Srl-Torino), Pneumatici Lassa (co-protagon., prod. RSG,Turchia, regia: A. Toledo), Formaggi Merlo (protagon., regia: M. Cesena), ISMEA Bioagricoltura, Prod. Cineteam (regìa: A. Cappelletti), Boing Channel Cartoon (2005), Vini DOC, regia Alessandro Cappelletti, National Geographic (Cineteam Production), Comune di Roma-Aria pulita, regia di Leone Pompucci (2004), SNAI Card, Prod. Videocam Srl (2005), Telepass (2006), Mastercard (2007), Lottomatica (2007-2008), Latte Delta (Grecia, 2009)

Pubblicazioni

Saggi storici (“Talièn de la pèire de Garròc”, Ed. Dall’Orso, Alessandria, 1993; “Ecco chi ha ucciso John Kennedy”, Mancosu, Roma, 1998; “Alla conquista dello Spazio”, con Francesco Valitutti, Newton Compton, 1999; “La TV di Mussolini”, Castelvecchi, Roma, 2003); narrativa (co-autore di “Ho sedotto il potere” di Olga Bisera, Gremese Editore, 2009) e articoli su varie testate.

L'attore con il Senatore Giulio Andreotti

Intervista a Diego Verdegiglio

Com’è il tuo rapporto con Roma?

Come quello con una donna volubile, capricciosa, ma molto maliarda. A volte vorresti staccartene, ma resti irretito dal suo fascino. Si fa perdonare e alla fine non puoi più lasciarla

Quali sono state le tue abitazioni romane e attualmente in che zona di Roma vivi?

Da quando sono venuto a Roma vivo in zona Mazzini-Prati. All’inizio sono stato per un brevissimo periodo dietro la Rai di Viale Mazzini, a via Monte Zebio. Dal 1979 abito poco lontano, a piazzale Clodio. Non riuscirei a staccarmi da questo quartiere. E’ l’ideale per chi lavora in TV ed è anche tranquillo.

Com’è il tuo rapporto con la cucina romana? Cosa ti piace? Trattoria preferita?

Se mi lasciassi andare alla cucina romana (e mi piacerebbe, non lo nascondo) peserei il doppio di quello che peso ora. E’ una cucina popolana, dai sapori forti, pastorali. Amo purtroppo molto i condimenti della pasta (pajàta, vaccinara, carbonara, cacio e pepe, amatriciana), ma cerco di stare attento. Mi piacciono le trattorie romane a conduzione familiare, dove s’instaura un rapporto personale col gestore, con i cuochi, con i camerieri. Molto tipici, e ormai storici nella mia zona, sono “Da Edmondo” in Circonvallazione Clodia e “Candido” in Via Marziale, da non confondere col ristorante “Da Candido” in Viale Angelico.

Un angolo che ami particolarmente?

La zona della Piramide, lo storico cimitero a-cattolico con le tombe dei grandi personaggi del passato immerse nella quiete del verde, il Testaccio.

Cosa provi nel tornare a Roma dopo una lunga assenza?

“Finalmente sono da mamma!”. Una madre brontolona, nevrotica, un po’ sfacciata e leggera, ma pur sempre mia madre e perciò bellissima e insostituibile

Cosa ti manca di Roma quando sei lontana per lavoro?

A parte l’ottimo clima, l’arguzia e il cinismo a volte corrosivo dei romani, il loro stile ironico e canzonatorio che nei secoli ha livellato molto umanamente ricchi e potenti con una battuta sferzante. Per un romano non è importante cosa sei o rappresenti, ma chi sei a livello personale. Meriti rispetto e stima non per i soldi o perché comandi, ma solo se sai rapportarti con semplicità agli umili, ai popolani, ai semplici. Ho visto gente piena di boria e di sussiego letteralmente distrutta da una definizione o da un nomignolo dato da un tassista, da un bottegaio, da un artigiano, da un barista. A Roma non puoi darti arie, vieni subito “mazzolato”.

Come trovi  i  romani (pregi e difetti)?

A dispetto delle pretese leghiste, Roma è l’unica vera metropoli cosmopolita d’Italia. A parte le dimensioni di città più grande e popolata d’Italia, è proprio la presenza del mondo (ONU, Vaticano, SMOM, due ambasciate per ogni Paese, registi e attori internazionali ecc).a fare di Roma la metropoli universale che è. Milano ha certamente soldi, editoria, moda, tecnologia moderna, università, ma vive cercando provincialmente di imitare (senza riuscirci) Londra, New York, Berlino. Roma non ha bisogno di imitare nessuno perché brilla di luce propria. Roma E’, e questo basta. Le ricche “sciùre” milanesi mi fanno ridere con la loro falsa modestia e il loro non mostrare. A Roma le donne si mostrano. Eccome!

Qual'è il fascino di Roma, secondo te?

Il fascino della non ipocrisia. Roma è da millenni un gran lupanare, un calderone di tutto. Lo sa benissimo e non cerca di mascherarsi. Vuole essere accettata perché è vera, non si scandalizza, vive e lascia vivere, sa bene come va il mondo e non lo nasconde né a se stessa né agli altri. Conosce meglio di chiunque altro le debolezze umane ed è indulgente. A volte troppo. Milano ha sempre paura dello scandalo, della caduta di stile e di immagine (anche se sotto sotto fa di peggio: Tangentopoli, Parmalat, appalti Expo 2015 ecc). Roma non ha di queste preoccupazioni. La città meneghina, che è senz’altro la Capitale economica del Paese, si è autoproclamata “Capitale morale”: come a dire “Si, vabbè, Roma ha il titolo, ma noi abbiamo i danè e perciò comandiamo noi”. Un atteggiamento molto provinciale che a Roma non troveresti mai. A Milano faccio ogni tanto TV e pubblicità, ma non ci abiterei, perché non vivo per i soldi e per il lavoro, che sono gli unici motivi - molto stressanti - per trasferirsi nel capoluogo lumbàrd.     

Cosa ti dà fastidio di Roma - o meglio - esiste una Roma da buttare?

Certamente. La Roma da buttare è quella dell’eccessiva inefficienza, dei muri scritti dai maledetti writers anche sui monumenti, delle strade sporche, della metropolitana insufficiente, delle scorte dei politici a sirena spiegata nel traffico caotico, delle strade piene di buche, dei barboni e dei clandestini accampati ovunque. Ho conosciuto Roma tra il 1958 e il 1962: al confronto di oggi era un bellissimo paradiso!

In quale Roma del passato ti sarebbe piaciuto vivere e nelle vesti di chi?

Certamente nel Rinascimento: a Roma avrei incontrato Leonardo da Vinci, Michelangelo, Raffaello. I grandi artisti, i grandi scienziati. Avrei voluto essere un illuminato intellettuale, un mecenate pieno di risorse economiche da mettere a frutto per salvare biblioteche, codici, reperti archeologici. Ma anche per fare beneficenza per i più deboli e i più poveri.

L'attore con Maria Grazia Cucinotta

Come vivi la Roma by Night?

Appena giunto a Roma, i primi anni la sera ero sempre in giro: ristoranti, night, piano bar, feste private. Ora esco raramente, e soprattutto mai il sabato. Tutto il Centro Sud Italia affolla i locali di Roma nel weekend. Trastevere ormai è quasi solo per i turisti. I quartieri ancora abbastanza autenticamente romani sono il Testaccio, la Garbatella, San Saba.

Nei momenti liberi in quale zona di Roma ami rifugiarti?

Mi piace d’estate sedermi a prendere una granita di caffè allo “Zodiaco”, il bar sul cocuzzolo di Monte Mario, proprio sotto l’Osservatorio Astronomico. Si gode dall’alto un panorama mozzafiato del Tevere e della Capitale.

Per un’artista, Roma, cosa rappresenta?

Assolutamente il massimo. Per il cinema poi non ha rivali. Ogni città deve avere e rispettare le sue vocazioni e Roma è la capitale nazionale dello spettacolo. Nessuna città italiana possiede tanti produttori, registi, attori e tecnici quanto Roma.

Un consiglio al sindaco di Roma?

Alemanno era partito con tanti buoni propositi. Aveva vinto rimproverando a Veltroni le operazioni d’immagine e i grandi eventi, invece di pensare ai problemi insoluti della gente. Ora non abbiamo risolto  i grandi problemi della gente e non abbiamo più nemmeno l’immagine e i grandi eventi. Grande colpa ha la Lega Nord, che appena può bastona Roma tagliandole i fondi. I primi tempi pensavo che Bossi odiasse Roma come centro del potere (come se la Capitale trasportata per ipotesi a Milano risolvesse di colpo tutti i problemi di inefficienza, di ruberie e di corruzione di ministeri, deputati e senatori). Ora credo che sia una sua paranoia di tipo razziale verso il Centro Sud, pur avendo lui sposato una siciliana. Appena sente “Roma”, invece di considerarla la casa di tutti gli Italiani, il povero leghista si mette sulla difensiva. Tuttavia ogni mese - puntuali - ministri, deputati e senatori leghisti passano alla cassa di “Roma ladrona” a riscuotere stipendi e indennità che i loro elettori possono solo sognare!

Uno ai romani e uno ai turisti.

Ai romani consiglierei più efficienza, più onestà, più senso civico, più rispetto di sé e degli altri. Ai turisti di non considerare Roma un bivacco dove sdraiarsi a bere e a mangiare dappertutto, magari mettendo le gambe accaldate nelle fontane.

Sei sposato? Hai figli?

No, ho una compagna che non lavora nello spettacolo. Non abbiamo avuto figli

Com’è nata la passione per lo spettacolo?

A 18 anni volevo fare il pilota militare (la passione del volo mi è rimasta), ma un amico mi coinvolse in uno spettacolino amatoriale. Ne fui stregato.

Ricordi il tuo debutto?

Luglio 1970, scogliera di Copanello, in Calabria. Uno spettacolo estivo di storia locale vera: due innamorati dell’800 di due famiglie nobili rivali. Lui fu ucciso dai fratelli di lei e lei finì i suoi giorni in convento.

Quali sono stati i tuoi maestri?

Agli inizi, citerei senz’altro Lillo Zingaropoli, Franco Grande, Umberto Nisticò, Wanda Pagliusi. Poi Gianni Diotaiuti - grandissimo maestro di dizione - Marco Romizi per la mimica e poi il regista TV Mario Foglietti, a cui devo l’inizio della mia carriera televisiva.

Qual'è stato l’incontro che ti ha cambiato la vita?

Un amico di famiglia, il dottor Antonino Mazzocca di Catanzaro. Grandissimo medico e grandissimo musicista, oltre che persona umanamente eccezionale. Scomparso trent’anni fa e dimenticato dal mondo.

Qual'è stata la tua più gran soddisfazione nel campo artistico?

I complimenti del presidente Cossiga pubblicati dal quotidiano “Il Messaggero” dopo averlo interpretato nella fiction Tv “Aldo Moro il Presidente” accanto a Michele Placido.

E delusione?

Antonio Ricci, che non mi perdonò mai nel 1984 un mio atteggiamento sbagliato nei confronti della produzione mentre lavoravo con lui e Gianfranco D’Angelo a “Drive In”, dove facevo lo sketch “Salve! Sono il figlio di Cesare Ragazzi!”. Ero giovane, inesperto, non sapevo come muovermi, non avevo nessuno che mi consigliasse. Cercai di fargli capire che mi dispiaceva, che ero pentito, che sarei tornato volentieri sui miei passi per ricominciare a lavorare. Niente da fare. Porte chiuse. Condanna a vita.

L'attore Diego Verdegiglio con Ted Kennedy

Hai dei rimpianti?

Forse si, ma non servono a niente. La vita è come un tritacarne: entri che sei un bel pezzo di manzo tutto intero e ne esci macinato, trasformato, a pezzi. Se solo la vita fosse come uno di quei nastri di registratore che si possono riavvolgere…

Hai avuto momenti difficili nella carriera in cui volevi mollare tutto e chi ti è stato più vicino?

Si, tanti. Anche adesso. Questo è un lavoro impossibile, una sorta di “gratta e vinci”. Puoi avere un bel ruolo, un buon regista, un buon produttore, un buon cachet, ma se il film va male non c’è pietà. Contano moltissimo (anzi, sono indispensabili) amicizie e “protezioni”. Nei momenti di sconforto mi sono stati vicini i miei familiari e la mia compagna.

Qual'è stata una gioia inaspettata nella tua vita professionale?

Il fatto di aver ritrovato dopo trent’anni un rapporto umano e professionale con un bravissimo regista teatrale a livello internazionale, Walter Manfrè, che stimo moltissimo e col quale andrei a recitare in capo al mondo.

Cos’hai sacrificato per arrivare al successo?

Credo di aver sbagliato tempi e modi di ingresso nella professione. Ho sacrificato spesso a vuoto tempo ed energie. Avrei dovuto disperdermi meno e concentrare i miei sforzi. Ma sono un Gemelli e quindi ho mille interessi diversi, fra cui la scrittura di saggi storici.

Ma i tuoi genitori che futuro sognavano per te?

Con un padre tenore e una madre soprano, figlia e nipote di musicisti, credo immaginassero per me senz’altro un futuro artistico.

Che lavoro fanno i tuoi genitori? Hai fratelli e sorelle?

Mio padre è scomparso 25 anni fa. Mia madre ora ha 88 anni. Ho un fratello biologo di cinque anni più grande e una sorella più piccola di tre anni, impiegata.

Avevi degli idoli da ragazzo?

John e Bob Kennedy. Vidi il presidente Kennedy a Napoli nel 1963, pochi mesi prima che lo assassinassero. Per me fu uno shock. Gli ho dedicato un mio libro nel 1998, “Ecco chi ha ucciso John Kennedy”. Successivamente, ho conosciuto suo fratello, il senatore Ted, morto l’anno scorso, e sua sorella Jean.

Quali sono i tuoi hobby i tuoi passatempi preferiti, quando non lavori?

Viaggi, mostre, musei, libri, mare, vita a contatto con la natura.

Collezioni? Manie?

Tantissime: oggetti di modernariato, antichi elenchi telefonici, riviste anni ’50 e ’60, articoli, foto, video, elmetti militari. La mia compagna dice che dovremmo avere una casa elastica per farci stare tutto.

Fai beneficenza o volontariato?

Beneficenza.

Qual'è il tuo punto debole?

Sono purtroppo molto impulsivo. Faccio cose di getto, d’istinto, senza prendermi le canoniche 24 ore per decidere e dare una risposta. Qualche volta ho dovuto pentirmene amaramente.

C’è un collega che stimi molto?

Ho conosciuto grandissimi attori del passato che, facendo prevalentemente teatro, restano sconosciuti al grande pubblico, come Renzo Giovampietro. Di quelli con cui ho lavorato, desidero ricordare Alberto Lionello, Riccardo Cucciolla, Pino Locchi, Oreste Lionello, Emilio Cigoli. Tutti grandi glorie scomparse.

Con quale attore o attrice vorresti lavorare?

Oggi mi piacerebbe lavorare accanto a Toni Servillo e a Lina Sastri. 

La cosa più cattiva che hanno detto o scritto su di te?

Fino ad ora, come attore, grazie a Dio, nessuna. Una sola critica sul mio libro “La TV di Mussolini”, anche se è stato benissimo recensito da altri (Giordano Bruno Guerri, Marcello Veneziani).

Il complimento più bello che hai ricevuto?

“Stasera ci hai emozionati: ci hai fatto ridere e piangere”

Che rapporto hai con la Fede?

Domandina un po’ troppo privata. Sorvoliamo. Diciamo che sono contro tutti gli integralismi religiosi. Chi è integralista vuole imporre agli altri il suo modo di vedere le cose. Sono molto preoccupato dal fanatismo wahabita islamico.  

 

E il tuo rapporto con il denaro?

Pessimo. Ho le mani bucate.

La più trasgressione delle tue trasgressioni?

Un vasetto di Nutella da 350 grammi in una sera, a cucchiaiate, in un momento di depressione. Imperdonabile.

Hai mai fatto delle scelte in cui dopo ti sei pentito?

Tantissime. Un po’ meno, ma ne faccio ancora oggi. “Gli esami non finiscono mai”, diceva il grande Eduardo.

Hai un sassolino nella scarpa che vorresti toglierti?

Ho un’intera pietraia nella scarpa. Ma molti sassi resteranno lì. Non me la sento di rischiare il tribunale o la galera.

Con il successo sono cambiate le tue amicizie? Chi frequenti in particolare? Gente dello spettacolo?

Frequento una cerchia molto ristretta di amici fidati, come il mio ultra quarantennale amico ingegnere Enzo Italia, o amici nel campo dello spettacolo, come l’autore televisivo Francesco Valitutti, che ha scritto i testi per un recente programma di successo di Antonella Clerici, “Ti lascio una canzone”, su RaiUno.

A chi volesse intraprendere la carriera d’attore che consigli vorresti dare?

Grande preparazione e autodisciplina certamente, ma non basta. Fare l’attore è anche una questione di carattere. Ci sono attori mediocri che sanno vendersi benissimo, sanno rendersi simpatici, non invadenti, mai sopra le righe, e ottengono tanto. Altri - bravissimi - hanno un pessimo carattere e vengono evitati. In teatro o sul set non puoi permetterti stravaganze o eccessi, meno ti fai notare meglio è. Devi essere pronto al momento giusto e fare bene ciò che ti si chiede, senza strafare. La riservatezza e i modi urbani sono molto apprezzati. L’attore eccentrico o strampalato non ha lunga vita. A meno che non sia un genio alla Carmelo Bene.

Un tuo vizio e una tua virtù?

Mi riconoscono come vizio l’eccessiva maniacalità: mi butto nelle imprese con tutto me stesso, non esiste altro finché non ho raggiunto l’obiettivo. Trascuro tutti e tutto. Come virtù mi vengono riconosciute la generosità e la disponibilità. Bontà loro…

Chi porteresti con te su un’isola deserta?

La mia compagna attuale! Ci mancherebbe! Mica voglio rischiare il linciaggio dicendo Angelina Jolie!

Sei severo con te stesso?

Molto. Anche troppo. Non mi perdono né mi assolvo facilmente.

Hai fatto delle gaffes? Ne puoi raccontare una spiritosa?

Ne ho fatte tante, ma ora non me ne viene in mente nessuna in particolare. Normalmente riesco a farmi perdonare. Detesto essere detestato e che si parli male di me. Purtroppo è successo.

Ti ritieni fortunato?

Mediamente, senza eccessi

Di cosa hai paura?

Della malattia, della sofferenza fisica, degli incidenti che ti provocano una minorazione fisica o psichica e non ti permettono più di lavorare, di vivere una vita piena. Siamo davvero appesi ad un filo sottilissimo. Basta un niente e tutto cambia. La morte improvvisa non mi spaventa, la decadenza della vecchiaia si.

Hai un sogno nel cassetto?

Si: inventarmi una vita nuova come giornalista, come inviato speciale. Ma è, appunto, un sogno.

A chi vorresti dire grazie?

A tutti coloro che mi sopportano quando ho i miei paurosi “momenti neri”. Non mi sopporto neanche io!

Progetti?

Il mio prossimo libro sugli Italiani nella guerra del Vietnam. Mi sta assorbendo totalmente da due anni.