Licia Colò  (giornalista - presentatrice)    Roma  10.12.2002

                                  Intervista di Gianfranco Gramola

Una ragazza che viaggia e sogna per conoscere

Dal 1989 ad adesso ha condotto numerosi programmi televisivi sulla natura (Geo e Geo – King Kong, un pianeta da salvare – Alle falde del Kilimangiaro – Il pianeta delle meraviglie) ottenendo grandi ascolti e soddisfazioni personali a non finire.
Licia è nata a Bussolengo (Verona) il 7 luglio del '62. Diplomata in grafica pubblicitaria e in erboristeria ha lavorato come giornalista pubblicista.

Ha detto:

- Sono un'emotiva e nel lavoro se mi trovo con le persone giuste do molto, altrimenti mi immusonisco, rendo poco e si vede.

- Io non sono una laureata in biologia o cose del genere. Mi sono avvicinata al mondo degli animali con grande semplicità.

- Il mio limite è quello di essere una persona normale. Nello spettacolo, invece, quasi tutti sono esagerati perché vogliono far parlare di sé.

- Ho realizzato un sogno: ho aperto un portale di informazione sul mondo animale, all'indirizzo www.animalieanimali.it 

Curiosità

- Figlia unica, è sposata con il pittore Alessandro Antonino e ha una figlia di nome Liala.

- Ha scritto un libro per raccontare il suo grande amore per Pupina, la gatta che ha vissuto al suo fianco per 13 anni. Il libro si chiama "Cuore di gatta. Una storia d'amore" (ediz. Mondadori).

- Suo papà Giancarlo era pilota dell'Alitalia e sua madre Marta una sportiva. Sono separati ma sono rimasti sempre amici e in buoni rapporti.

- Vive tra Roma e Sarnonico (Trentino), in val di Non, zona famosa per le mele. A sciare  va in Paganella, sempre nel Trentino.

- Alcuni miei consigli sono quelli di non comperare indumenti arricchiti con pellicce di qualsiasi specie, scegliere prodotti biologici e preferire cosmetici non sperimentati su animali, leggere un buon libro: "Naturalista a quattro zampe" di Gerald Durrel e se volete guardare un bel film: "La vita è bella" di Roberto Benigni.

Intervista

Licia Colò è molto disponibile per un’intervista, che mi rilascia via e-mail, dati i molti impegni di lavoro. 

Il tuo accostamento verso il mondo della televisione è avvenuto per puro caso, mi dicevi...

Si! Ero all’Università quando un amico dei miei genitori mi ha chiesto se fossi interessato a fare una pubblicità. Mi sono trasferita a Milano e dopo poco mi hanno chiamato per fare un provino per sostituire una annunciatrice di Antenna 9. Mi hanno scelta e da lì è iniziata la mia carriera.

Ma quando sei venuta ad abitare a Roma?

Mi sono trasferita a Roma, da Verona, che avevo 7 anni, a seguito della mia famiglia, perché mio padre per lavoro si è dovuto trasferire nella Capitale. L’impatto è stato ottimo perché data l’età giocavo tutto il giorno con i miei amici all’aria aperta, perché venivo da una casa in campagna e i miei genitori hanno scelto Casal Palocco proprio perché allora consisteva in poche villette immerse nel verde. Ho abitato sempre in questa zona.

Ma c’è una zona a cui sei particolarmente legata?

Si! La zona della pineta di Castel Fusano, perché una volta, quando non era frequentata come ora da personaggi strani,era meta delle mie passeggiate con la mia famiglia ed i miei amici.

Ami la cucina romana?

Ho un buon rapporto. Amo molto la pasta quindi non ho che l’imbarazzo della scelta.

Con Roma hai un buon rapporto?

In città vado sempre meno perché il traffico è troppo e mi stanca molto. Se avessi la bacchetta magica eliminerei il traffico.

Cosa provi nel tornare a Roma dopo una lunga assenza e cosa ti manca quando sei via?

Provo il piacere di tornare a casa che non è legato alla mia città, dico mia perché mi dichiaro orgogliosamente romana da oltre trent’anni, ma alla mia casa, al mio giardino, alle mie cose. Cosa mi manca di Roma ?… Sai, io sono spesso non fuori città ma fuori dalla mia nazione e poiché quando sono fuori ho il piacere della conoscenza e della scoperta non ho tempo di pensare, ho solo nostalgia della mia casa, del mio giardino.

Hai fatto la giornalista, la conduttrice, ecc… Ma i tuoi genitori che futuro sognavano per te?

I miei genitori mi hanno sempre detto che l’importante era fare ciò in cui credevo, quindi il loro sogno era che io potessi realizzare le mie aspirazioni, qualsiasi esse fossero.



Quali erano i tuoi miti da ragazzina?

I miei miti erano i campioni dello sci, perché lo sci, che praticavo fin da piccolissima, è sempre stato una mia grande passione e il mio più gran divertimento era guardare in TV “Happy Days”.

Hobby?

Giardinaggio…

Qual è stata la tua più gran soddisfazione nel tuo lavoro?

Il giorno di tanti anni fa in cui, dopo una grande lotta, mi hanno permesso, ascoltandomi, di provare a condurre un programma sugli animali e poi, di recente, l’apertura del sito Internet
www.animalieanimali.it  di cui sono la direttrice editoriale e che si occupa di dare voce a chi non ha voce ovvero gli animali ed ai problemi legati alla natura e all’ambiente.

Delusioni?

Le delusioni servono semplicemente a trovare nuova forza per riprovare con nuove strade, quindi non c’è nessuna delusione che rimane ma è sempre un punto di partenza.

Un tuo sogno nel cassetto?

E’ quello che devo ancora sognare.

La cosa più cattiva che hanno detto o scritto su di te?

Non si può pretendere che la gente parli solo bene di noi quindi ad ognuno le sue opinioni. Quando qualcuno scrive qualcosa che mi dà particolarmente fastidio gli rispondo di persona.

                                  

                                            INTERVISTA

Licia Colo’                         Sarnonico (Trento)  14 ott. 09

              Intervista per Trentino Mese di Gianfranco Gramola

Quando sei venuta in Trentino la prima volta? In quale occasione e come ricordi l’impatto?

In Trentino ho iniziato a sciare all'età di 4 anni, precisamente al monte Bondone, dove i miei genitori avevano una casa. Certamente però, in questi territori, sono venuta molto prima ma come si può bene immaginare di quei ricordi non ho ricordo!

So che d’inverno, oltre al Bondone, frequenti anche la Paganella. Quali di queste due zone sciistiche ti piacciono di più? 

In Bondone ho smesso di andare da tanti anni e questo con grande dispiacere in seguito al fatto che, dal mio punto di vista, la località è stata molto abbandonata. Del Bondone, infatti, ho ricordi di un luogo frequentato da tanti sportivi dove si gareggiava anche per il "Trofeo Topolino" e la sera offriva varie opportunità di svago. Paradossalmente c'erano molte più piste aperte un tempo di oggi, come la famosa val Deva o il Palon sud che oggi sono solo un lontano ricordo. Per questo ho scelto altre mete. Quando mi è possibile, d'inverno vengo ancora in Trentino a sciare ma per poco tempo in quanto la mia diretta domenicale mi rende impossibile spostamenti a lungo termine. In questo caso sono stata spesso a sciare alla Paganella partendo da Andalo, una località deliziosa interessante anche sotto il profilo turistico.

So che hai casa a Sarnonico. Chi ti ha fatto conoscere questi posti?

Il mio secondo papà è di Rovereto e da sempre ama questi territori ed è lui che me li ha fatti conoscere soprattutto durante l'estate e da ormai venti anni la val di Non è diventata un appuntamento fisso delle mie vacanze estive.

Cosa ti ha colpito di questo piccolo paesino della val di Non?

Non mi ha colpito in particolare il paesino ma l'ampiezza dell'intera valle, molto aperta e soleggiata.  

Come ti sembra la gente del posto? Hai fatto subito delle amicizia o hai avuto problemi con la scontrosità tipica del popolo trentino?

Non ho conosciuto quella che tu definisci la "scontrosità tipica del popolo trentino". Ho pochi amici ma di grande valore e simpatia con i quali mi piace intrattenermi nel corso delle serate.

Quando sei a Sarnonico, come vivi la quotidianità. Come programmi la giornata, a parte staccare il telefono e il computer?

Sto con la mia famiglia, vado a fare passeggiate in montagna o giri in bicicletta con la mia bambina.  

Parlando di val di Non vengono in mente le sue meravigliose mele e dove ci sono mele purtroppo ci sono anche i veleni che vengono usati per i meli. Questo anche per colpa del consumatore che vuole la mela perfetta. Che idea ti sei fatta su questo problema?

Penso che non si debba seguire per forza le richieste del consumatore, personalmente preferisco i prodotti biologici e per quanto riguarda le mele in specifico, so che al momento c'è una battaglia per aumentare le coltivazioni anche nell'alta val di Non. Spero che la cosa non vada in porto perché dal mio punto di vista si creerebbe un grave danno sotto il profilo turistico, una fonte economica che negli ultimi anni sta prendendo sempre più piede.  

Secondo te, i Trentini sono sensibili ai problemi della propria regione o ti sembra che la trascurino?

Non ho abbastanza conoscenza per dare giudizi al riguardo.

Ti piace la cucina trentina?

Mi piace in genere la buona cucina, la cosa che preferisco del Trentino sono i tortelli con la marmellata insieme ad altri buoni piatti come i gnocchetti di formaggio e spinaci. Quello che non mangio è la cacciagione che spesso viene proposta nei ristoranti.

Hai un locale preferito?

Il mio locale preferito è l'hotel Rosa a Cavareno di proprietà della famiglia Petel dove trovo innanzitutto degli amici e un ambiente estremamente accogliente e curato.

In un’intervista hai detto che a Sarnonico ci vorrebbe un po’ più di vita, di intrattenimento serale. Se tu facessi parte dell’APT, quali sarebbero le tue idee in merito?

Se dovessi fare una scelta, farei a meno delle feste dove si mangia e si beve e proporrei più feste dedicate all'intrattenimento, musica o cabaret.

Cosa ti manca del Trentino quando sei a Roma?

Quando sono a Roma sono talmente impegnata che non ho tempo di pensare a quello che mi manca di nessun luogo del mondo.

E viceversa?

Niente perché mi godo a pieno la mia vacanza

So che sei la fondatrice di “La Casa di Pupina”. Ne vuoi parlare? (quand’è nata, lo scopo, dove si trova, ecc…)

La "casa di Pupina" è stata un progetto di cui ero sostanzialmente solo la madrina. Un progetto nato in val di Non e ne ho anche parlato ampiamente all'interno del mio ultimo libro "L'ottava vita" descrivendo la mia delusione nel vedere fallito un progetto che a mio avviso era molto bello. Quindi "La casa di Pupina" ha avuto vita breve e non esiste più da tanto tempo.

Chi ti ha trasmesso l’amore per gli animali?

La mia famiglia, in particolare mia mamma che fin da piccolina mi insegnava il rispetto per tutti gli esseri viventi.

Negli ultimi tempi c’è la polemica per le pene troppo severe (però giuste) nei confronti di chi abbandona gli animali e troppo poco severe (e ingiuste) nei confronti di automobilisti che uccidono dei pedoni. Cosa ne pensi in merito?

Penso in primis che non siano paragoni fattibili, dopodiché a prescindere dalla pena il problema che esiste nel nostro paese sia fare rispettare le pene, cosa che non capita né per chi fa violenza sugli animali, nonostante ci siano leggi, né per chi investe dei poveri cittadini perché alla fine sono subito messi in libertà per una ragione o per l'altra. 

Tradiresti Roma per venire a vivere per sempre a Sarnonico?

No, perché amo tanti posti del mondo ma al momento in questo periodo della mia vita la mia famiglia ha un suo equilibrio a Roma.