Veronica De Laurentiis (scrittrice e attrice)   Los Angeles  12.10. 2010

                                           Intervista di Gianfranco Gramola

Una donna disperata e afflitta che, grazie alla Fede e ad un “Angelo”, è riuscita a riprendersi la vita e che ora, attraverso le sue esperienze, vuole aiutare chi ha subito abusi, dando consigli, forza e coraggio e con la sua fondazione (Associazione Veronica De Laurentiis) aiutare, educare e dare una seconda chance a tutte le vittime di violenze.

   

Per contattare la signora Veronica, l’e-mail è v@veronicadelaurentiis.com

Veronica De Laurentiis nasce il 13 gennaio (Capricorno) del 1950 a Roma, dove vive con la sua famiglia prima di trasferirsi definitivamente negli Stati Uniti. Figlia di Silvana Mangano e Dino De Laurentiis, la coppia reale del cinema Italiano, Veronica scopre la sua passione per il cinema dopo aver recitato nel film Waterloo con Rod Stiger e Christopher Plummer. Ma non volendo andar contro il volere dei genitori Veronica abbandona la recitazione e si dedica alla sua nuova famiglia. Dopo la nascita del terzo figlio segue I genitori negli Stati Uniti. Vive in Florida, a New York e poi si trasferisce definitivamente a Los Angeles. Dopo il divorzio, per mantenere i quattro figli, Veronica apre e gestisce con successo VDL studio.  Disegna e produce vestiti da donna per più di dodici anni. Ma il mondo della moda non la soddisfa completamente. Dopo un secondo matrimonio decide di chiudere lo studio per seguire il suo sogno. Si iscrive a un corso biennale di recitazione e inizia a scrivere. Il suo primo libro, Rivoglio La Mia Vita, pubblicato dalle  Edizioni E/O, nell’ Ottobre del 2006 é un’autobiografia avvincente, una dura e bellissima battaglia per la verità. “La verita`e` come la luce in una stanza buia..”  dice Veronica… “E’ stata la verità a darmi la guarigione e ad offrirmi una seconda chance…” Oggi Veronica parla apertamente di violenza e rinascita, di guarigione e trasformazione. E’ la voce delle donne che non hanno voce. Infondere speranza ed aiutare gli altri é diventata la missione di Veronica.  L’Associazione Veronica De Laurentiis  che aprirà le sue porte al più presto per aiutare, educare, ed offrire una seconda chance a donne e bambini, sarà uno degli strumenti fondamentali nella sua lotta contro la violenza. Veronica é in trattative per un documentario, ed una piece teatrale tratta dal suo libro. “Televisione, cinema, e teatro sono veicoli fondamentali per iniziare un dialogo, abbattere vecchie mentalità e stereotipi di genere, e andare oltre…”. Veronica ha debuttato a teatro a marzo del 2008 nel ruolo della Mater dolorosa in “D’Ambra Grigia e Canfora”, suggestioni tra Oriente e Occidente”, uno spettacolo di Raffaele Curi per la Fondazione Alda Fendi.  A Luglio dello stesso anno, Veronica ha girato il film di Lucio Fiorentino “Pandemia”, il primo film da quando é tornata in Italia. L'attrice e scrittrice Veronica De Laurentiis vive tra Roma e Los Angeles con suo marito Ivan Kavalsky.

Ha detto

- Non mi vergogno di essere stata violentata, non mi vergogno di essere madre di figli che hanno subito abusi a loro volta. La mia esperienza oggi è sotto gli occhi di tutti ed è a disposizione di tutti: sono riuscita a “riprendermi” la mia vita, anche gli altri dovrebbero poterlo fare.

- Il mondo del cinema sembra un mondo perfetto, non lo è. Lo dico soprattutto ai ragazzi, che si lasciano affascinare dalla sfavillante apparenza del jet-set.

- Quando ho dei dubbi, mi leggo Luise Hay. Grazie a lei, ho imparato a seguire il mio cuore, senza farmi paralizzare dalla mente. Ho i miei riscontri infallibili: quando faccio una cosa giusta, mi viene la pelle d’oca.

- Il modo con cui scelgo i libri da leggere? Sono i libri che scelgono me, non viceversa.

- Credo nell’amore. Con marito e figli ho un costante colloquio d’amore: ritengo sia un pregio. Per il resto, sono stata cieca in merito ad alcune situazioni e questo è un difetto. Ho avuto paura della verità, ora non ne ho più.

- Il rimpianto in sé è sempre una cosa negativa. Tutto nella vita succede per una ragione e anche le cose non belle vanno apprezzate. L’amore, per esempio, è più forte della morte e la morte non rappresenta la fine, ma solo l’inizio di qualcosa di diverso.

- Avrei tanto desiderato vedere sui giornali la foto di mia madre che mi abbraccia… ma lei era una donna chiusa.

Curiosità

- La figlia Giada de Laurentiis, ha portato al successo la cucina italiana nelle televisioni USA. Difatti è una delle più famose e gettonate star della food tv americana.

- I suoi libri preferiti (e anche i suoi autori preferiti) di sempre  sono “Siddharta” di Hermann Hesse e “L’alchimista” di Paolo Coelho, il poeta che adora è W. H. Auden e il libro che avrebbe voluto scrivere è Siddharta di Hermann Hesse.

- Se glielo avessero permesso avrebbe voluto fare l’attrice: sua madre, però, disprezzava quel mestiere e disse di no, nonostante il padre, che l’aveva fatta debuttare nel kolossal «Waterloo» di Bondarciuk, avesse programmato per lei una fortunata carriera.

- Ad aiutarla a divorziare dall'uomo che la teneva in scacco, poi condannato a 14 anni e espulso dagli Stati Uniti, è stata la The Rape Foundation, un'organizzazione che aiuta le vittime di abusi e che, nel centro "Stuart House" di Santa Monica, in California, l'ha riportata alla vita.

- E' stata fondatrice e designer di una azienda di abbigliamento (che ora non ha più), attrice, sceneggiatrice e autrice di opere teatrali.

Intervista

Perché hai deciso di raccontare la tua storia attraverso i libri?

Ho scritto per non morire…per capire le dinamiche e le ragioni delle mie scelte…per capire perché non ho visto quello che ora è cosi chiaro…per trasformare la mia tragedia in un veicolo di bene…per trovare la mia voce ed aiutare le donne a fare lo stesso.

Nei tuoi libri lanci dei messaggi d’aiuto a chi ha subito violenze. Puoi farlo anche qui (consigli a chi ha subito minacce e abusi)?

Ogni donna che si è trovata in una relazione violenta sa quanto sia difficile uscirne… il mio consiglio è di parlare, chiedere aiuto e denunciare. Ma sopratutto ascoltare la piccola voce che ci dice sempre la verità. Leggere, informarsi, educarsi e capire le dinamiche che ci hanno portato a fare le nostre scelte sono passi difficili da fare ma possibili con l’aiuto di una persona di fiducia. La maggior parte delle donne rimane nel silenzio perché si sente in colpa e si vergogna.  Anche io, dopo essere stata violentata da un uomo molto più grande di me, non sono riuscita a parlare o chiedere aiuto, ma ho cercato di dimenticare, di reprimere questo dolore pensando che da sola sarei riuscita a superarlo. Invece da quel momento, senza rendermene conto, ho fatto tutte scelte sbagliate che mi hanno fatto del male ed hanno cambiato il corso della mia vita. Pian piano ho perso il senso di me stessa ma quando vent’anni dopo, con l’aiuto della terapia, ho cominciato a ricordare e a parlare di quella notte terribile sono riuscita a ritrovare quella parte di me. Oggi la mia missione è dire alle donne di parlare, chiedere aiuto, denunciare e uscire dal silenzio. Solo così possono iniziare un percorso di guarigione e riprendersi la vita. Nel mio secondo libro “Riprenditi la tua vita. Le otto chiavi di Veronica.” racconto passo passo la mia trasformazione, guarigione e la mia rinascita e dico sempre alle donne che se ci sono riuscita io lo possono fare anche loro.  Il libro è un piccolo manuale di consigli tratto dalle mie esperienze personali in cui elenco le 8 chiavi necessarie per scoprire, raggiungere e ottenere il massimo potenziale – la vita che abbiamo sempre sognato di vivere.

Hai fatto molte presentazioni dei tuoi libri e quindi hai sentito molte storie di violenza sulle donne. C’è stata una storia che ti ha colpito molto?

Le donne che ho incontrato e le donne che mi scrivono tutti i giorni sono la mia ispirazione…ognuna di loro ha un pezzettino del mio cuore. Ma tra le tante donne c’è una giovane ragazza che ho conosciuto ad una presentazione l’anno scorso che mi ha colpito profondamente. Questa giovane ragazza mi ha scritto via mail, qualche giorno dopo il nostro incontro, raccontandomi di una violenza subita anni prima…ho pianto mentre leggevo la sua storia ma quello che mi ha colpito di più è stato che non pensava di aver subito una violenza. Adesso lo sa.

In questi casi, la Fede aiuta (ti sei mai aggrappata alla Fede oppure ad un’amica)?

La fede è stata essenziale per la mia guarigione e la mia rinascita…senza la fede non sarei mai riuscita ad essere la donna che sono oggi. La meditazione è fondamentale per connettermi con me stessa..

Che differenza vedi tra l’America e l’Italia sul tema “stalking”, attraverso i mass media, le leggi, i giornali, ecc…?

L’Italia è vent’anni indietro rispetto agli Stati Uniti. C’è bisogno di una maggiore educazione a riguardo, un maggior supporto politico ed un maggior rispetto delle leggi. Per queste ragioni ho fondato L’Associazione Veronica De Laurentiis ONLUS che comincerà ad operare presto. La nostra missione è combattere la violenza – aiutare, educare e dare una seconda chance a tutte le vittime di violenza, maltrattamento, abuso e stalking. Il nostro scopo è aprire Centri ascolto “Silvana Mangano” nei paesi Italiani senza risorse, dove le vecchie mentalità e gli steriotipi di genere controllano ancora le vittime di violenza. Questi centri aiuteranno le vittime ad uscire dal silenzio ed iniziare un percorso di guarigione che darà loro la possibilità di riprendersi la vita. I nostri progetti futuri sono di aprire Case rifugio “Silvana Mangano”. Il primo centro aprirà a Formia. 

Michelle Hunziker, insieme al suo avvocato, ha aperto la fondazione “Doppia difesa” che si occupa appunto di violenze e abusi. In America con quali “armi” affrontano questo problema?

Ammiro molto Michelle Hunziker ed il suo avvocato per aver fondato Doppia Difesa. Penso che queste fondazioni siano essenziali per cambiare le vecchie mentalità ed aiutare le donne. Qui, come in Italia, ci sono molte associazioni che aiutano le donne ad affrontare questi problemi. L’America è molto più aperta rispetto a questi argomenti perché le leggi contro le violenze sulle donne sono cambiate molti anni prima rispetto all’Italia. Se non fosse stato per Stuart House, l’associazione che mi ha aiutato quando ho scoperto gli abusi, non sarei riuscita a superare la crisi e ottenere giustizia.

Pensi che le leggi in vigore siano efficaci nel prevenire e punire lo stalking o si potrebbe fare di più?

Secondo me si potrebbe fare di più. Dobbiamo cambiare le vecchie mentalità  riguardo la violenza e dare la colpa a chi compie l’atto di violenza e non alla vittima come purtroppo accade ancora in molti paesi. Inoltre penso che in Italia le donne non siano abbastanza protette dalle leggi in vigore – per esempio molte donne subiscono la discriminazione dopo aver denunciato. Cambiare queste vecchie mentalità tramandate da generazioni è difficile; ci vuole tempo e pazienza.

Tutte le violenze fanno male, ma è più terribile quella sessuale o quella psicologica?

Non mi piace comparare i dolori. Le violenze sono tutte terribili ma penso che la violenza psicologica è più insidiosa, subdola e difficile da riconoscere e da identificare. Anche questo tipo di abuso crea grandi problemi psicologici. Uno dei grandi problemi è che spesso questa violenza viene accettata come un comportamento normale. A mio avviso bisognerebbe iniziare un programma di educazione nelle scuole.

Hai mai pensato a metterti in politica e coprire un ruolo a difesa di chi subisce abusi?

Si! Ci sto pensando…

Conosciamo meglio Veronica De Laurentiis

Hai fatto l'attrice, la manager, ecc... Di cosa ti occupi attualmente?

Non ho mai fatto la manager. La mia passione è sempre stata di recitare, ma purtroppo ho abbandonato il mio sogno a 19 anni per paura di andare contro il volere di mia madre che non voleva.  Ma vent’anni dopo ho avuto il coraggio di riprendere il mio sogno. Mi sono iscritta a due anni di recitazione, ho trovato un agente e ho cominciato a lavorare. Ho lavorato sia negli US che in Italia ma è stato il primo film Italiano, che ho girato due anni fa, a darmi la più grande soddisfazione… Sto scrivendo il mio terzo libro e ho vari progetti in sviluppo per l’Italia.

Qual è stato l’incontro che ti ha cambiato la vita?

L’incontro con un angelo che si chiama Ivan; mio marito. E’ stato lui ad insegnarmi cos’é l’amore.

Ma i tuoi genitori che futuro sognavano per te?

Non me lo hanno mai detto…

Oltre a Francesca, hai altri fratelli o sorelle?

Ho due sorelle e un fratello che è morto a 24 anni. Mio padre si è risposato ed ha avuto altre due figlie…siamo cinque sorelle.

Cosa hai sacrificato per arrivare al successo?

Ho lavorato giorno e notte ma non è stato un sacrificio ma una necessita… mi piace lavorare.  Ho rischiato di essere giudicata dalle persone che non la pensavano come me e mi sono convinta che ognuno di noi deve seguire la propria strada…a tutti i costi…

La cosa più cattiva che hanno detto o scritto su di te?

Cerco di concentrarmi sulle cose positive e non pensare alle cattiverie che vengono dette…

Il complimento più bello che hai ricevuto?

Ti trascrivo la scena da “Rivoglio la mia vita” (Edizioni e/o) Un pomeriggio d’estate, guidando dall’ufficio verso casa, mi trovai dietro la macchina di Ivan. Appena il semaforo diventò rosso, Ivan spalancò la portiera e corse da me. “Cosa…?” feci  allarmata. Lui introdusse la testa nel mio finestrino e sorrise. “Mi mancavi. Avevo il bisogno urgente di darti un bacio.” E lo fece. “Non è solo che ti amo” mi diceva in continuazione. “Mi piaci. Mi piacciono la tua intelligenza, la tua gentilezza, il tuo calore, la tua sensibilità, il tuo totale senso di responsabilità. Mi piace come apprezzi anche le cose più insignificanti”. Memorizzai quelle parole.

Qual'è la tua ossessione?

Per tanto tempo è stata mia madre. Amarla, capirla, perdonarla e riuscire ad avere con lei un rapporto di verità. Adesso è riuscire a portare il mio messaggio a tutte le donne che hanno subito violenze, e portare avanti i progetti che mi permettono di farlo.…quando decido di fare una cosa, non mi arrendo…

Quali sono i tuoi tabù?

I miei tabù sono le cose che non sopporto; la violenza, l’ingiustizia, le bugie e il tradimento…

L’ultima cosa che fai prima di dormire?

Leggo.

L’ultima volta che hai pianto e perché?

Ieri perché non ero contenta del provino…Piango spesso…soprattutto da quando ho perso mio figlio 5 anni fa… le lacrime puliscono l’anima…

La persona che invidi di più?

Non invidio nessuno. Ma quando sento la gelosia fare capolino cerco sempre di usare questa emozione per spronarmi ad ottenere l’oggetto della mia gelosia e a convincermi che anche io posso ottenere gli stessi risultati. La persona che ammiro di più è Oprah. E’una donna meravigliosa che aiuta milioni di donne a vivere una vita migliore con un talk show ed una rivista.  Mi dicono sempre che sarò la Oprah italiana…

Qual è il tuo motto?

Vivere la mia verità. Come dice Mahatma Gandhi: “ Devi essere il cambiamento che desideri vedere nel mondo”.

Cosa non sopporti?

La violenza, l’ingiustizia, le bugie e il tradimento…

Quando hai avuto la prima cotta? E l’ultima?

A 12 anni mi batteva il cuore ogni volta che Luciano Vincenzoni veniva a casa nostra…era bellissimo! E l’ultima volta è stata dopo aver incontrato il mio angelo…

Pensi spesso all’aldilà?

Sempre…credo nella reincarnazione e parlo tutti i giorni con mio figlio e con mia madre durante la mia meditazione.

Com’è il tuo rapporto con il denaro?

E’ stato difficile per molto tempo ma sono riuscita a capire le mie dinamiche e quindi cambiare tutte le mie credenze negative..

Un tuo pregio e un tuo difetto?

Sono molto leale e forse alle volte non ho abbastanza senso dell’umorismo…

Chi porteresti con te su un’isola deserta (a parte i libri)?

Il mio angelo….tanti libri perché leggo moltissimo e se potessi musica, fiori, una piantina di menta, un alberello di limoni ed una macchina da presa…

Cosa ne pensi della battaglia contro il fumo?

Penso che sia una battaglia da combattere, ora che sappiamo che il fumo uccide. Comunque rispetto chi fuma ma vorrei che i fumatori rispettassero i non fumatori e questo è difficile in Italia.

Un ricordo spiritoso che riguarda la tua gioventù?

Avevo appena compiuto 18 anni e mio padre mi aveva appena regalato una bellissima Mini Morris rossa. Stavo tornando a casa dagli stabilimenti sulla Pontina. Pioveva a dirotto quando sono uscita dall’autostrada e ho imboccato l’uscita per Poli. La visibilità non era buona e quindi andavo piano. Ricordo di aver alzato il volume per ascoltare Lucio Battisti, di aver notato una pozzanghera e di aver accelerato convinta di poter attraversare senza problemi. Invece la macchina si e bloccata e dopo aver provato in vano a rimetterla in moto ricordo di aver visto l’acqua all’altezza dei pedali. A quei tempi non c’erano i telefonini, quindi ho dovuto aspettare che passasse qualcuno che conoscessi e che potesse avvertire Antonio, l’autista, di venirmi a prendere. Macchina nuova distrutta…

Il regalo più bello che hai ricevuto e da chi?

Mio padre stava girando Barabba e aveva comprato tantissimi animali per l’arca di Noè. Avevo una grande passione per i cavalli e sognavo di avere un cavallo tutto mio. Una sera mio padre mi diede una foto di un bellissimo cavallo arabo, un baio con una stella in fronte. “Ti piace?” mi chiese. “E’ bellissimo” risposi.  “E’ tuo!” Avevo 16 anni.

Hai dei complessi?

Sono timida e non mi piace il confronto.

Quanto ti influenza l’oroscopo nella vita quotidiana?

Mi diverto a leggerlo ogni tanto ma uso solo i messaggi positivi…

Hai un sogno nel cassetto?

Sempre! Fare il film tratto dal mio primo libro ed avere un talk show in Italia per ispirare le donne…

A chi vorresti dire grazie?

Sono molte le persone da ringraziare…comincerei con i miei genitori per avermi messo al mondo…il mio “Angelo” per  aver creduto in me quando io ancora non credevo in me stessa…e ringrazio Dio tutti i giorni per la mia vita…

A chi vorresti dire scusa?

Tutti i giorni chiedo scusa a me stessa per non aver avuto il coraggio di fare quello che volevo fare da ragazza… per aver scelto un uomo violento… e chiedo scusa ai miei figli…

Un domani come vorresti essere ricordata?

Vorrei essere ricordata per aver ispirato e aiutato  milioni di donne a riprendersi la vita.

Parliamo di Roma, Veronica. Che ricordi hai della tua infanzia romana?

Tanti!  Ricordo sopratutto gli odori…l’aroma del pane…del caffè…la bellezza delle strade…la luce al tramonto…il ponentino…I rumori…le bancarelle di fiori…mamma a Piazza di Spagna, a Via Frattina, e a Via del Babuino. I panini all’olio al Pincio e i te’ da Babington con mamma. Via Frattina con pochissima gente…la mia Mini Morris parcheggiata in una traversa di via Frattina… E poi le mattinate da Babington con le amiche dopo aver marinato la scuola…eravamo pazze perché mamma aveva un appartamento a Piazza di Spagna proprio davanti a Babington!

Come ricordi la Roma della tua gioventù?

Bella ma non bella come la vedo oggi che apprezzo tutto quello che prendevo per scontato da ragazza…mi ricordo la Piazza Di Spagna di allora… più tranquilla e non così affollata come oggi…

Quali scuole hai frequentato a Roma?

Ricordo la Montessori, una scuola a Piazza di Spagna che non c’é più e le suore di Nevers all’Eur.

Quali sono state le tue abitazioni romane e quando non sei in America, in che zona di Roma vivi?

Da ragazza ho sempre vissuto fuori Roma, all’Appia Antica, a Villa Catena vicino Poli, e poi per un periodo dopo sposata all’Eur. Adesso adoro vivere al centro…è  come vivere in un piccolo paese…ti conoscono tutti…il mio posto preferito è un piccolo attico con un grande terrazzo a Trastevere….lo affitto sempre…una delle mie più care amiche vive al piano di sotto…

Attualmente com’è il tuo rapporto con Roma?

Adesso è un vero rapporto d’amore…adoro Roma …la considero la più bella città del mondo….ogni volta che arrivo mi sento a casa.  Dopo tanti anni vissuti in America apprezzo tutto quello che da ragazza prendevo per scontato..

Com’è il tuo rapporto con la cucina romana? Cosa ti piace? Trattoria preferita?

Mangio cose molto semplici, non mangio carne e non mi piacciono i cibi piccanti quindi non mangio i piatti forti romani.  Mangio tante verdure, adoro i carciofi alla giudea, la cicoria all’agro, gli ovuli, gli spaghetti alla checca senza aglio, la pizza bianca e le pesche gialle. La mia trattoria preferita è Da Augusto a Piazza De Renzi in Trastevere… 

C’è un angolino romano che ami particolarmente? Se si, perché?

Il Chiostro del Bramante. E’ un posto magico in cui regnano il silenzio e i gabbiani.  Ho scritto il mio secondo libro proprio lì…               

Nei momenti liberi in quale zona di Roma ami rifugiarti?

Il chiostro del Bramante, Da Gina, Il bar dell’Hotel Inghilterra, Piazza di Spagna o la casa della mia amica a Trastevere.  E poi adoro camminare lungo il Tevere la mattina presto…  

Cosa provi nel tornare a Roma dopo una lunga assenza?

La nostalgia e la sensazione di essere tornata a casa. Quando sono a Roma mi torna un entusiasmo e una gioia di vivere che non ho quando sono a Los Angeles…  

Cosa ti manca di Roma quando sei lontana per lavoro?

Le amiche…I miei posti preferiti…I rumori…gli odori…I tramonti….ed essere a casa..

Come trovi i romani (pregi e difetti)?

I Romani possono essere meravigliosi o molto maleducati…

Qual è il fascino di Roma, secondo te?

La luce…I colori…la vita…il cuore che ha questa città meravigliosa…

Cosa ti dà più fastidio di Roma?

La poca educazione sopratutto di chi guida, il poco rispetto per gli altri, la sporcizia per le strade e tutti i vandalismi sui palazzi e i portoni di Trastevere...

In quale Roma del passato ti sarebbe piaciuto vivere e nelle vesti di chi?

Le donne della Roma antica avevano pochi diritti ed erano sempre alla mercé del padre e dei mariti, quindi non mi sarebbe piaciuto essere donna in quel periodo. Ma se dovessi scegliere, vorrei essere Clelia. Questa è la sua leggenda: Roma ha appena trattato la pace con Porsenna, re di Chiusi, il quale chiese come ostaggio nove fanciulle. Fra queste vi era Clelia, una ragazza dallo spirito indomito. Ella, da fiera romana, incitò le altre a non sottomettersi al giogo etrusco e le convinse a fuggire. Dopo un lungo cammino durato tutta la notte, all'alba raggiunsero il fiume Tevere e quindi Roma era ormai vicina.  L'unico ponte sul Tevere, il Sublicio, fu distrutto quando Orazio Coclite aveva affrontato da solo le milizie di Porsenna. Alle ragazze non restava altro che attraversare il Tevere a nuoto. Incoraggiate da Clelia le ragazze si gettarono nelle acque gelide del fiume e lo attraversarono. Una sentinella le scorse, arrivò un ufficiale, che presa una tromba lanciò l'allarme. La sponda romana si riempì di soldati  pronti ad accogliere il nemico con le spade, quando tutti rimasero stupiti nel vedere emergere dalle acque del Tevere le fanciulle.  Esse spiegarono ai soldati di essere romane, prigioniere di Porsenna riuscite a fuggire. Furono portate davanti ai consoli, i quali con rammarico, diedero l'ordine di riportarle da Porsenna, per onorare i patti sottoscritti. Riconsegnate a Porsenna, questi volle sapere chi le avesse aiutate a fuggire, e Clelia con fierezza, ammise che la colpa era tutta sua, ed alla domanda se fosse pentita, rispose di no, anzi lo avrebbe rifatto. Porsenna, già colpito dalla lealtà dei romani, preferì alla fine mantenere la pace con Roma piuttosto che ostinarsi nel dare appoggio al re spodestato Tarquinio il Superbo. Restituì gli ostaggi e le terre fra Roma e Veio, una pace duratura si stabilì. Per le sue gesta vennero tributati a Clelia molti onori e nel Foro venne innalzata una statua  equestre dell'eroina, ancora visibile nella tarda Repubblica.

Un consiglio al sindaco per migliorare Roma?

Essere più rigido con i Romani che non rispettano le regole; alzare le multe e farle pagare. Mi piacerebbe vedere una Roma più pulita, meno affollata e più educata.