Annalisa Chirico  (giornalista)                         Roma 28.11.2017

                                  Intervista di Gianfranco Gramola

Per me la scrittura è balsamo per l’anima. Un’esigenza prima che un lavoro. È aria, cibo, vita. 

La sua pagina facebook è https://www.facebook.com/AnnalisaChiricoOfficial/

Annalisa Chirico è nata nel 1986. Scrive per Panorama e cura il blog Politicamente scorretta. Ha scritto per le pagine politiche de "Il Giornale". Ha pubblicato "Condannati Preventivi... " (Rubbettino, 2012); "Segreto di Stato - Il caso Nicolò Pollari" (Mondadori, 2013); ''Siamo tutti puttane - Contro la dittatura del politicamente corretto'' (Marsilio, 2014); ''Confessioni di un anticonformista - Storia della mia vita'', l'unica biografia privata di Umberto Veronesi (Marsilio, 2015). Negli ultimi anni si è dedicata, anche per mezzo della scrittura, alla battaglia per una giustizia giusta, contro gli eccessi del sistema carcerario, a favore di un femminismo libertario e moderno. Il suo ultimo libro è: “Fino a prova contraria: Tra gogna e impunità, l'Italia della giustizia sommaria”

Intervista

Sei giornalista e scrittrice. Cos’è per te la scrittura?

Per me la scrittura è balsamo per l’anima. Un’esigenza prima che un lavoro. È aria, cibo,  vita. 

I tuoi genitori speravano un futuro diverso per te? Loro che lavoro fanno?

Mio padre è un ex militare, oggi in pensione. Sperava che mi laureassi in legge, fu lui a iscrivermi al test di ingresso alla Luiss Guido Carli. Io mi ero diplomata a pieni voti al liceo classico e avevo superato la preselezione per il collegio Sant’Anna di Pisa, volevo restare in Toscana perché mi ero infatuata di un pisano. Ma mio padre fu categorico: ti trasferirai nella capitale, devi vivere in una grande città, basta provincia. Mi adeguai docilmente, anche perché nel frattempo mi ero pure disamorata.

Il mondo della carta stampata era come te lo immaginavi o ti ha deluso?

È fatto di persone, e gli esseri umani suscitano delusione in coloro che si illudono. 

Quali sono le doti di un buon giornalista?

L’umiltà. Diffido dei colleghi che si ritengono latori di una verità rivelata. Il giornalismo obiettivo non esiste. Il punto di vista non è mai neutrale. Basta saperlo, e non prendersi troppo sul serio. E poi mantenersi curiosi e impertinenti: il mondo della cultura italiano soffre di conformismo. Io mi tengo alla larga dal “giornalista collettivo”.

Quando hai cominciato ad accarezzare il sogno di scrittore?

Non l’ho sognato, ho preso la carta e ho cominciato a scrivere. Frequentavo le scuole medie e mi dilettavo con le novelle.

Sul web ho letto questa notizia: “Tanti complimenti per il coraggio di Annalisa Chirico. Denunciando, nel saggio “Fino a prova contraria”,  gli abusi delle procure, la giornalista de Il Foglio rischia ben più della vita: ha messo in gioco la propria libertà”. Puoi commentare la notizia?  

Me l’ha dedicata Giuliano Cazzola. Diciamo che, se scrivessi di moda, avrei qualche grattacapo in meno.

Un paio di motivi per cui uno dovrebbe leggere il tuo ultimo libro?

Per aprire gli occhi sulla post giustizia a cui ci siamo assuefatti.  E poi c’è sempre un buon motivo per leggere un libro, di solito si disvela alla fine.

Quali sono i temi che ami approfondire?

 Io leggo di tutto e in modo vorace. Ho scritto di madonne e puttane, di giudici e criminali. Passo dall’alto al basso, dal serio al faceto, dal politicamente impegnato al socialmente debosciato. È la mia legittima difesa contro la noia. 

La cosa più cattiva che hanno detto o scritto su di te?

Hanno scritto che somiglio a un cavallo e che ho le tette piccole, tutte cose verissime. Per il resto mi tengo il più possibile alla larga dalla cattiveria.

La nostra Tv è piena di programmi che parlano di delitti, di femminicidio, ecc … ,  che fanno grandi ascolti. Perché ai telespettatori piace tanto la cronaca nera?

Perché siamo angeli e demoni, vittime e carnefici. La spettacolarizzazione dell’omicidio svolge una funzione catartica, ci mette in pace con il foro oscuro della nostra coscienza. 

Sei un personaggio pubblico e la popolarità crea vantaggi e svantaggi. Tu hai mai avuto problemi di stalker o qualche ammiratore un po’ troppo invadente? Se si, come hai risolto?

Ho avuto dei problemi, e mi sono comportata come si usa in un paese civile. Sono andata in procura e ho sporto querela. La giustizia ha le sue regole e i suoi riti. Chi si affida alla giustizia tribale delle accuse a mezzo stampa, commette un atto violento. Per questo dico alle donne: denunciate, e fatelo nei tempi previsti dalla legge. Chi sceglie di tacere, deve tacere per sempre.   

Ad un giovane che vuole avvicinarsi al giornalismo, che consigli daresti?

Se non hai molta curiosità e molto talento, sei destinato a un ruolo di serie b. 

Com’è la tua giornata “tipo” e  con quale filosofia vivi la quotidianità?

Le mie giornate sono assorbite quasi interamente dal lavoro, specie in questo periodo. Sono impegnata nel book tour di “Fino a prova contraria” (www.finoaprovacontraria.it). Ad ogni modo, tra giornali e tv,  ogni giornata è diversa dall’altra.

Quanto conta nel tuo lavoro la fortuna?

Nella vita la buona sorte male non fa.

Hai un sassolino nelle scarpe che vorresti toglierti?

Zero sassi, solo petali di rose.

A chi vorresti dire grazie?

A chi sa starmi vicino, nonostante me.

A chi vorresti dire scusa?

Quando devo porgere delle scuse, non mi tiro indietro.   

Parliamo un po’ di Roma. Ti sei stabilita nella capitale molti anni fa. Come ricordi l’impatto?

Ricordo che tutto mi sembrava più grande, gli autobus, le piazze, i palazzi. Roma ti strega.

Quali sono state le tue abitazioni romane (in che zona hai abitato)

Ho frequentato la Luiss, perciò abitavo nei pressi dell’università. Poi mi sono trasferita per alcuni anni a Trastevere, oggi vivo nel centro storico, insieme a gabbiani e piccioni. Siamo una famiglia allargata.

Attualmente com’è il tuo rapporto con Roma?

Per lavoro, mi capita di viaggiare un bel po’. Milano è effervescenza pura, Firenze mi culla nella poesia, Roma ha il sapore del pane: sa di casa, di ristoro.

Il tuo rapporto con la cucina romana? Cosa ti piace e viceversa?

Io non mangio carne, e in generale non sono una persona golosa. Adoro il sushi, il sashimi, i fagioli di soia, le verdure bollite, i minestroni, che delizia. In compenso, apprezzo le bollicine.

C’è un angolino romano che ami particolarmente, in cui ami rifugiarti nei momenti liberi?

Si, e resta top secret.

Cosa ti manca di Roma quando sei via per lavoro?

Le luci sfocate dei lampioni, ed è subito sera.

Come trovi i romani (Pregi e difetti)?

Gente aperta, verace e sorridente. 

A parte il traffico e la sporcizia, cosa ti dà più fastidio di Roma?

Il traffico non lo soffro granché. Il problema è il senso generale di trascuratezza, l’immobilismo che genera impoverimento economico, culturale e sociale.

Un consiglio alla sindaca di Roma?

Un politico è onesto se è capace. Se il sindaco Raggi si accorgesse di non essere in grado di amministrare, dovrebbe considerare l’ipotesi di fare un passo indietro. Così onestà vorrebbe.