Barbara Pedrotti (conduttrice tv e speaker)        Giugno 2014

                                Intervista di Gianfranco Gramola

Ha iniziato raccontando le emozioni dello sport, prediligendo quello del ciclismo, la sua più grande passione. Oggi è su Italia 1 e Mediaset Premium

Il sito ufficiale di barbara è www.barbarapedrotti.it  

Una speaker frizzante che nonostante la popolarità è rimasta la stessa ragazza con i piedi ben saldi a terra, con la passione per lo sport e per le cose semplici e autentiche che sono e rimangono secondo lei la vera ricchezza della vita. “Un grazie – dice Barbara – anche a chi mi ha ostacolata, a chi mi  ha reso la strada più difficile…anche grazie a loro sono diventata più forte”. In questa nostra Italia sfiduciata c’è ancora tanta gente che si alza la mattina con la testa sulle spalle, che sa cosa devono fare, che ha voglia di migliorare e di fare bene il proprio lavoro. Una di queste è Barbara Pedrotti, una bella ragazza trentina, cresciuta in una famiglia dai valori veri, sani, che le hanno insegnato che gli affetti riscaldano la vita. Ma soprattutto è cresciuta a pane e Gazzetta, perché in famiglia lo sport è sempre stato uno degli argomenti preferiti.

Barbara, nata a Rovereto il 19 maggio del 1982 (Toro con ascendente Scorpione), si è avvicinata alla Tv in punta di piedi, con un pizzico di umiltà per poi continuare con determinazione e testardaggine, doti che l’hanno aiutata a superare le prime difficoltà che ha incontrato nel suo cammino professionale. Ha iniziato raccontando le emozioni dello sport, prediligendo quello del ciclismo, la sua più grande passione. Infatti lei è la I° speaker donna del ciclismo. La nostra Barbara oltre ad essere bella e simpatica, è anche infaticabile, basta leggere il suo curriculum per rendersene conto di quanto si è data da fare per accumulare esperienza. E continua a lavorare instancabilmente e a regalarci interviste e cronache entusiasmanti, con quel sorriso naturale e quei suoi occhi curiosi che continuano a credere nel miracolo dello sport.

Intervista

Com’è nata la tua passione per la Tv, per lo spettacolo?

Beh, più che per lo spettacolo direi per lo sport ? Sono nata in una famiglia nella quale lo sport l’ha sempre fatta da padrona e, viste le premesse, non potevo non averlo nel sangue… Ho sempre praticato molte discipline sportive e ne ho seguite, per quanto possibile, ancora di più. La passione ha poi cominciato ad andare a braccetto con la mia professione, permettendomi di diventare “la voce” degli eventi che fanno battere il cuore a tanti italiani (e non solo), di essere quel “trait d’union” tra il gesto sportivo e l’appassionato. Parlo di emozioni attraverso un lavoro per il quale ho lottato, vivo del mio sogno, ed in un momento storico nel quale purtroppo la nostra penisola vede moltissimi giovani a casa, senza lavoro, questo si, per tornare alla tua domanda, ha dello spettacolare!!

Qual è stata fino ad ora la tua più grande soddisfazione in ambito lavorativo?

Difficile fare una selezione. Ho cominciato da giovanissima e ogni piccolo passettino è stato vissuto come una conquista, sai, non è stato facile riuscire a sdoganare l’idea che anche il “gentilsesso” potesse intendersene di sport, una strada lunga quindi con qualche bella salita ma, fortunatamente, anche con delle grandi gioie. Se devo citare qualche evento sicuramente hanno lasciato un segno indelebile dentro il mio cuore i vari Giri d’Italia, i Campionati del Mondo, gli eventi presentati in giro per il mondo ma non dimentico certamente le corse che mi hanno vista crescere nella mia terra, da Speed Rock, al Trofeo Melinda, dal Giro al Sas alla 24h della Val Rendena e così via, anzi, se mi è permesso, coglierei l’occasione per ringraziare tutti quegli organizzatori che hanno creduto da subito in me: grazie di cuore! E poi c’è la storia più recente, quella legata al calcio. Grazie a bwin, attraverso il racconto delle statistiche e delle quote a loro legate, ho infatti potuto cominciare ad occuparmi anche di calcio, una disciplina che ancora mi mancava dal punto di vista professionale (anche se da buona italiana credo di averla nel dna).

A proposito di ringraziamenti a chi vorresti dire “grazie”?

Alla mia famiglia in primis, e a chi è stato con me non solo nei momenti belli (sarebbe troppo facile) ma anche in quelli difficili, aiutandomi  a crescere rimanendo fedele ai miei principi. Un grazie va poi a chi mi ha aiutato a crescere professionalmente, dai colleghi, alle emittenti regionali (rttr all’inizio e poi per molti molti anni TrentinoTv), agli organizzatori di eventi e gare. Un ultimo grazie va anche a chi mi ha ostacolato, a chi mi ha reso la strada più difficile…anche grazie a loro sono diventata più forte…

Qualche sassolino che vorresti toglierti dalla scarpa mi sembra di capire…

Indubbiamente ci sono stati in passato degli atteggiamenti che non ho apprezzato; è brutto vedersi additare come quella che non sei, senza nemmeno aver occasione per replicare, raccontare la verità. Ci sono state le varie stagioni, come nella natura,  c’è stato il tempo del dolore, delle lacrime e della rabbia…ora invece è arrivato il tempo della consapevolezza, vivo serena senza augurare il male a nessuno, ma solo che ognuno a questo mondo abbia quello che si merita: a buon intenditore poche parole, no?

Hai dei rimpianti? Quali i pro e i contro della popolarità?

Non credo si possa parlare di rimpianti ma piuttosto di sacrifici. Certamente nulla arriva per caso e quindi in tutti questi anni non ho avuto modo, a differenza magari di molti miei coetanei, di fare quelle cose che tutte le ragazze fanno, dall’uscire per una pizza, a coltivare delle amicizie in maniera continuativa e quotidiana e così via… Lo so, sembrano sciocchezze ma quando si è sempre in giro come una trottola un po’ di “sana normalità”, quella che magari a volte annoia per capirci, ecco, quella manca. A volte mi fermo e guardo a quello che è stato dei miei ultimi 15 anni…ci vedo molte cose belle, molte soddisfazioni ma a volte anche alcuni vuoti lasciati da situazioni che non mi sono permessa di vivere, troppo concentrata come sono sempre stata sul mio lavoro.  Se ne è valsa la pena? Beh, dopotutto direi di si. Per continuare ora a rispondere alla tua domanda direi che la popolarità ha l’effetto di una lente di ingrandimento, se ti comporti bene hai un affetto che ti circonda di giorno in giorno sempre maggiore (penso ai social ad esempio) se invece ti comporti male hai ovviamente l’effetto contrario. Il brutto in tutto ciò è quando si creano delle “false verità”, situazione che purtroppo ho dovuto subire anch’io, quando si insinuano delle bugie e si sa che “a pensar male si fa sempre presto” e tutto d’un tratto quello che fai e quello che realmente sei non viene più visto e valutato con obiettività.

A proposito di popolarità tu sei molto attiva su facebook, twitter ed instagram dove hai un seguito incredibile; quale tra tutti il complimento più bello che hai ricevuto?

Bella domanda ma difficile darti una risposta. Effettivamente ho un rapporto veramente speciale con chi mi segue; rispondo a tutti loro, racconto di me, mi piace condividere con loro i momenti legati alla mia vita professionale ma anche quelli più personali, come tra veri amici insomma. Facile, per tornare al discorso legato ai complimenti, avere degli apprezzamenti legati all’estetica, non mi dispiacciono eh capiamoci, ma quello che mi fa più piacere è sicuramente leggere commenti legati alla mia competenza e alla mia semplicità. Per dirla con poche parole mi piace quando le persone che stanno dall’altra parte intravedono la “vera Barbara”, quella che, al di là del tacco a spillo, dell’abito elegante o del make up, è rimasta la stessa ragazza con i piedi ben saldi a terra, con la passione per lo sport e per le cose semplici e autentiche che sono e rimangono secondo me la vera ricchezza  della vita.

Raccomandazioni, compromessi e fortuna: quanto contano nel tuo lavoro?

Comincio dal fondo dicendoti che non credo nella fortuna…la fortuna uno se la crea rimboccandosi le maniche e facendo sacrifici, pensa un po’ alla vita dello sportivo, fatica e dedizione completa per raggiungere un obiettivo, per me vale la stessa regola. Raccomandazioni e compromessi? Visto quanto detto e vista la mia lunga lunghissima gavetta credo sia più che ovvio che queste due parole non fanno parte del mio linguaggio e tantomeno del mio modo di affrontare la vita. Se esistono? Per essere onesta fino in fondo non ne sono mai stata testimone in prima persona, certo che quando vedo delle persone “imbarazzanti” dal punto di vista professionale ricoprire dei ruoli molto importanti beh, un dubbio mi viene…

Adesso a cosa stai lavorando? Quali invece i tuoi prossimi progetti?

Devo ammettere che anche quest’anno non sono mancate le soddisfazioni. Come ti anticipavo poc’anzi, per tutta la durata del campionato di Serie A, quindi da fine agosto fino allo scorso 18 maggio, ho presentato, a ridosso di ciascuna partita e durante gli intervalli, una finestra su Mediaset Premium dedicata alle statistiche e alle quote di bwin, una bellissima esperienza che mi ha permesso di entrare nelle case di tutti gli italiani parlando delle sport nazionale per antonomasia, il calcio appunto. Sono stata poi ospite a Tiki Taka, su Italia 1, per parlare anche in questo caso della mia visione del mondo del pallone e della situazione a poche settimane dalla fine del campionto. Qualche giorno fa ho poi presentato per la UEFA la finale di Europa League: che emozione!! Davanti a me invece un’estate bella ricca di appuntamenti con già uno sguardo a quella che sarà la prossima stagione televisiva. Ancora tanto sport quindi all’orizzonte da intervallare con un po’ di sano relax nella mia terra.

Quale a questo proposito il tuo rapporto con il Trentino?

Il Trentino per me significa casa, nella più bella delle accezioni. Quando si è sempre tra un albergo e l’altro, sempre con la valigia in mano le cose che più mancano sono quelle con le quali sei cresciuto: la propria famiglia, i propri spazi, nel mio caso il verde della nostra regione, l’aria pulita e così via… Amo la mia terra e per questo motivo, nonostante le evidenti difficoltà logistiche, continuo a vivere dove sono nata, circondata da trentini doc dai quali ho imparato l’importanza delle cose concrete, della parola data, dell’essere sempre con i piedi ben inchiodati a terra…caratteristiche che porto sempre con me e che di certo servono anche nel mio lavoro (che di “montate”, come dico io, ce ne sono abbastanza).

Conosciamoci meglio. Un tuo portafortuna? Collezioni? Hobby? Il tuo motto?

Andiamo con ordine ? Non so se si possa chiamare “portafortuna” ma di certo è un oggetto dal quale non mi separo mai; è un piccolo rosario che ho comperato all’interno della St. Patrick’s Cathedral di New York, un dono che ho voluto fare alle mie nonne, e da quando una delle due è mancata è entrato nel mio portafoglio e da lì non si toglie per nessun motivo. Non ho invece collezioni particolari anche se vista la mia passione per le scarpe e per le biciclette credo prima o poi dovrò scappare di casa: sono ovunque!! Hobby? Sono ripetitiva lo so…ma ancora una volta devo dire lo sport. Dal ciclismo alla corsa, dal nuoto all’arrampicata e così via ah, aspetta, dimenticavo e poi la buona cucina! Amo cucinare e si sa, dopo una giornata di sport, tutto è concesso ! Tante le frasi che mi piacciono, ma una su tutte credo definisca la mia vita e la scelta del mio percorso professionale ed è: “to high places by narrow roads”, la scelta di una strada stretta, senza scorciatoie, che però porta in alto, là dove la vista è migliore…ed io spero ciò valga anche per me. 

E il tuo rapporto con la fede?

Con un aggettivo direi “personale”. Credo in Dio, capiamoci, prego e cerco di seguire i dettami della nostra religione ma non sono d’accordo con tutto quello che dice la Chiesa. Amo rivolgermi a Dio a modo mio, senza l’utilizzo di preghiere “preconfezionate” che spesso vengono ripetute a memoria senza nemmeno porre attenzione al contenuto. Sono stata a Medjugorje ed è stato incredibile, un’esperienza che difficilmente si scorda ma ciò non significa che creda in tutto ciò che ha il profumo della religione. Non credo a chi parla dell’importanza delle piccole cose e che dice d’essere vicino ai bisognosi ostentando però croci d’oro e gioielli brillanti, non credo alla chiusura verso alcuni temi (vedi l’utilizzo di anticoncezionali) o al distacco nel confronto del mondo gay. Credo nell’amore che domina le cose, nel bisogno di far del bene, credo fondamentalmente in tutto quello che Papa Francesco (con la sua croce in ferro) sta facendo, riuscendo ad avvicinare tanti tantissimi giovani che, magari per gli scandali che hanno coinvolto la Chiesa, magari per una condotta troppo asettica dei vertici del cattolicesimo negli ultimi anni si erano allontanati dal contesto religioso. Un uomo incredibile, un modello da imitare.

Un tuo sogno nel cassetto?

Tanti, forse troppi, ma fra tutti quello di poter continuare ad avere la fortuna di svegliarmi con il sorriso e di addormentarmi stanca morta ma felice.