Gene Gnocchi (comico)      Fidenza (Parma) 1 maggio 2000

                  Intervista di Gianfranco Gramola

Un comico pigro

Gene Gnocchi, al secolo Eugenio Ghiozzi, è nato a Fidenza (Parma) l’1 marzo del 1955, quindi segno zodiacale Pesci. Sposato dall’83 con Gianna, sua coetanea, ha tre figli ( Ercole, Silvia e Marcello ).  E’ laureato in giurisprudenza però ha scelto la via dello spettacolo (TV e teatro) a quella dell’avvocato. Un giornalista l’ha definito…"Un comico stralunato e intelligente e anche uno scrittore raffinato e colto e inoltre un provinciale tutto  d’un pezzo".

Ha detto:

- Massimo Caputi si cambia in una cabina telefonica e quando esce abbottonandosi la camicia c'è sempre uno che gli urla:"Oh, Superman, perdiamo i capelli, eh?".

- Pippo Baudo non ha avuto bisogno dei comici per salvare lo Show: sa fare bene da solo, è astuto.

- Fare ridere spesso è un talento naturale. A volte può essere un'arte che si costruisce. Comunque per far ridere gli altri bisogna saper ridere di se stessi.

- Iva Zanicchi a RaiUno è una di quelle robe ... come la caduta del muro di Berlino.

- La password del computer? Quale password? Io non ho neanche la viacard o il telepass. Nulla di ciò che va troppo veloce mi entusiasma.

- Per tirare su il morale a Simona Ventura le mostravo la mia foto nudo e gli dicevo:" Prendi me che sono più bello di Bettarini".

- Conosco un ciclista di Rovigo così sfortunato che quando stava per battere il record dell'ora di Francesco Moser, è  scattata l'ora legale.

- Adoro fare scherzi. Un mio compagno di banco aveva un porro sulla mano e un giorno mi venne la brillante idea di levarglielo grattandolo energicamente fino ad aprirlo. Solo quando il sangue cominciò ad uscire copiosamente mi accorsi di aver combinato un pasticcio. Mi ricordo che lo portarono al pronto soccorso che piangeva.

Intervista

Gene Gnocchi è al bar con gli amici, nella  sua Fidenza. Lo raggiungo sul cellulare e parte la breve intervista.

Ricordi com’è stato l’impatto con Roma la prima volta che ci sei stato?

La prima volta proprio non me la ricordo, so che l’impatto è stato ottimo, perché Roma mi piace moltissimo, anche se faccio fatica a venirci perché sono abbastanza sedentario. Però è una città che adoro.

Il 2000 è l’anno del Giubileo. Ci verrai a Roma?

Non ho previsioni di venire a Roma quest’anno, anche perché sono abbastanza incasinato con il lavoro. Adesso sto preparando un lavoro teatrale. Comunque a Roma mi piace venirci non in occasioni come il Giubileo o altri grandi manifestazioni, ma quando c’è un po’ di tranquillità, quando c’è poca gente e quest’anno non mi sembra l’anno giusto.

So che sei una buona forchetta. Apprezzi la cucina della Capitale?

Tu sai che mia madre a Fidenza ha un ristorante e che cucina che è una meraviglia. Amo la cucina di mia madre ma anche quella romana. Di solito quando sono a Roma vado all’Aldrovandi Hotel e devo dire che mi sono sempre trovato molto bene. E’ un’ottima cucina quella romana e la mangio sempre volentieri, alla faccia del colesterolo. D’altronde a Roma o si mangia o che ci si viene a fare? Le diete sicuramente non fanno per me…

Sicuramente ci sarà un angolino a cui sei particolarmente legato, vero?

Legato particolarmente, no. Però quando vengo a Roma se non vado all’Aldrovandi, vado all’Hotel Locarno, che è  tipo un castello stile liberty, nella zona di piazza di Spagna. Quella è una zona che mi piace. Invece una zona a cui sono un po’ legato e che adoro veramente è sicuramente Villa Borghese, perché quando ho fatto il film “Piccioni” sono stato un mese intero a Roma e la mattina andavo a correre a Villa Borghese. E’ talmente bello quel parco, tutto verde, che mi è rimasto nel cuore.

Come vedi i romani attraverso pregi e difetti?

I romani devo dire che sono molto affabili e simpatici. Forse l’unico difetto è che per loro la giornata dura 24 ore, nel senso che sono sempre disposti a uscire e ad andare a divertirsi, ad andare fuori, mentre invece, alle volte, bisogna un po’ staccare la spina, no?

Provi qualcosa nel tornare a Roma?

La cosa curiosa è che Roma mi sorprende sempre. Nonostante tutte le città che ho visto, Roma, ogni volta che ci torno mi stupisce per la sua bellezza , per i suoi colori e per il suoi clima, oltre che per la sua cucina (risata). E’ una città incredibile, è una città sempre bella e che ti lascia ogni volta a bocca  aperta.

In un’intervista hai detto che quando sei fuori dalla tua Fidenza vivi male. E’ vero?

Non è proprio così. Volevo solo dire che lontano da casa mi mancano le mie abitudini, le mie comodità e soprattutto la mia famiglia, i miei amici che sono gli stessi di 30 anni fa.

Vivi la Roma by night?

Non è che la viva, anche perché di solito sono a Roma per lavoro e quindi sono solo riunioni o cose del genere. Preferisco stare a casa a riposarmi per affrontare la giornata successiva con più energia e lucidità.

Che progetti di lavoro hai?

L’anno prossimo, probabilmente, andrò in RAI, dove ho avuto una bella offerta e poi farò una tournée teatrale che inizierà ad ottobre e durerà fino ad aprile. Poi ho un sogno nel cassetto…

Quale?

Fare un film… Però scritto da me.

Una ultima curiosità… com’è nato il nome d’arte Gene Gnocchi?

Beh, Gene è il diminutivo del mio vero nome, di Eugenio. Mi chiamavano così anche da ragazzino. Gnocchi invece era il mio cognome d’arte che avevo prima di andare in TV, quando suonavo in un complessino rock demenziale.