Lino Patruno  (musicista)    Roma 20. 12. 2002    

                        Intervista di Gianfranco Gramola

Cinquanta anni di jazz

Lino inizia la sua carriera artistica nelle prime jazz band di Milano, negli anni ’50. Nel ’64, insieme a Roberto Brivio, Gianni Magni e Nanni Svampa costituisce il complessino dei “Gufi” che si esibiscono nelle cantine milanesi facendo cabaret e poi nei teatri portando in giro i loro spettacoli per tutta Italia. Nel ’69 il gruppo si scioglie ma lui continua l’attività teatrale lavorando per la Rai, prendendo parte a centinaia di trasmissioni. Nel frattempo torna ad occuparsi di jazz realizzando una serie di dischi e di programmi televisivi con alcuni fra i più grandi interpreti della storia del jazz, da Albert Nicholaus a Joe Venuti, da Bill Coleman a W. Manone, ed Eddie Miller, Tony Scott Kenny Davern, ecc… Partecipa inoltre a Portobello, l’indimenticabile trasmissione condotta dal bravo Enzo Tortora e poi ancora tanta TV e Festival di musica jazz. Lino Patruno vive a Roma e si occupa anche di cinema (è membro della Giuria del David di Donatello) e della direzione artistica del festival del jazz di San Marino e di Crotone. Nel 2001, il re del jazz italiano ha ricevuto l’investitura di Accademico della Musica conferitogli dall’Accademia Europea per le Relazioni Economiche e Culturali. Per chi vuol ascoltare la sua musica lo si può trovare tutti i lunedì al New Orleans Cafè di Roma (0642014785) dove si esibisce nel suo repertorio legato alla musica jazz.

Ha detto:

- Mi sembra giusto continuare a fare l’avvocato difensore di un genere musicale che adoro e che ormai si ascolta solo in pochi locali.

- Oggi mi sono trasferito a Roma e quando torno a Milano non ritrovo la mia città: tutto è più banale.

- Musicalmente la Rai ha sbaraccato tutte le orchestre, quelle classiche e quelle di musica leggera. Ora trionfano le pianoline, quelle dei bambini di 12 anni.

Curiosità

- Oltre ad essere un musicista è anche cabarettista, conduttore, attore, direttore artistico e scrittore.

- Il suo sito ufficiale è www.linopatruno.it   

Intervista

Tu sei calabrese. Pensavo fossi romano

No!  Io sono nato a Crotone. La mia famiglia si  trasferì a Roma nell’immediato dopoguerra tra il 1946 e il 1947. Mio padre lavorava per conto di una società chimica e da Tarquinia fu trasferito nella sede di Roma portando con sé la sua famiglia. Poi da Roma nel 1948 ci trasferimmo a Milano dove rimasi fino al 1990 e infine  mi trasferii a Roma dopo aver scritto assieme a Pupi Avati la sceneggiatura del film “Bix” che poi girammo negli Stati Uniti.

Quali sono state le tue abitazioni romane?

A Roma mi stabilii dapprima in via Colli della Farnesina, in seguito in via Courmayeur che è una traversa di via Cortina d’Ampezzo. 

Come ti sembra Roma? 

Al contrario di Milano, Roma è una città allegra e alla sera succede sempre qualcosa di divertente. 

Com’è il tuo rapporto con la Capitale ?

Con Roma ho un rapporto di odio e di amore; amore per la città e per i miei amici  attori e musicisti che ci vivono; odio per i cialtroni e i “sola” che nella capitale non sono pochi.

C’è una zona di Roma che ami in particolare?

Lo Zodiaco: sia per il panorama straordinario, sia perché mi ricorda la scena di un film a cui presi parte. Si trattava di “Delitto a Porta Romana” con Tomas Milian per la regia di Bruno Corbucci.  

Cosa provi nel tornare a Roma dopo un’assenza?

Mi accorgo che Roma mi manca quando ne resto lontano per alcuni giorni.

Nei momenti liberi in quale zona di Roma ami rifugiarti?

Quando  proprio non ho da fare (e capita di rado) più che in un angolino romano, amo rifugiarmi a Fregene e passeggiare sulla riva del mare per distendermi.

Ma Roma, secondo te, è la città più bella del mondo?

Di città belle nel mondo ce ne sono tante; diciamo che Roma è fra le più belle. In ogni caso, per quanto riguarda la storia, è la più importante del mondo.

Come vivi la Roma by night?

Vado spesso a teatro, alle proiezioni del David di Donatello (faccio parte della Giuria), frequento i jazz club e spesso sono a cena fuori... Detesto i pub, i piano-bar e le discoteche per il tipo di musica che trasmettono. E’ semplicemente orribile! 

Cosa ti dà fastidio di Roma?

La cialtroneria degli automobilisti soprattutto, i proprietari di cani che inzozzano le strade senza pulire e quelli che buttano in terra le cartacce e la maleducazione.

Com’è nata la tua passione per la musica?

La mia passione è per il jazz, non per la musica in generale. Ho avuto modo di ascoltare un disco di jazz negli anni ’50 e da allora la mia vita è cambiata. Il Jazz è la cosa più importante della mia vita.

Ma i tuoi genitori non è che sognavano un futuro diverso per te?

I miei avrebbero voluto fare di me un impiegato modello ma dopo i miei primi successi si ricredettero.

Qual è stata la tua più grande soddisfazione in campo artistico?

L’incisione di dischi assieme ad alcuni grandi maestri della storia del Jazz (Joe Venuti, Bud Freeman, Teddy Wilson, Wild Bill Davison, Billy Butterfield,ecc…).

E la tua più gran delusione ?

Quella di assistere a un peggioramento continuo dei mezzi di comunicazione a partire dalla televisione i cui programmi sono semplicemente demenziali e offensivi.

Quali erano i tuoi miti da ragazzo?

Louis Armstrong, Bix Beiderbecke, Frank Sinatra, Bing Crosby, Errol Flynn, Randolph Scott… 

Tu hai fatto anche teatro e cabaret. C’è qualche collega che ti è rimasto nel cuore?

Tutti quelli che non ci sono più Gian Maria Volontè, Enrico Mario Salerno, Vittorio Gassman, personaggi straordinari ai quali ero molto legato.

Attualmente suoni al New Orleans Cafè. Ti occupi anche di altre cose?

Suono, compongo musiche per teatro e per film, faccio concertini e festival, incido dischi e ascolto molta buona musica (jazz s’intende).

Per un musicista Roma dà tante possibilità per emergere e per esprimersi secondo te?

I musicisti sono emarginati dalla televisione e fanno molta fatica a venir fuori. Di musica ce n’è sempre meno e penso che tra 20 anni purtroppo non ci sarà proprio più.

C’è un consiglio che vorresti dare ai giovani musicisti che vogliono avventurarsi nel mondo delle sette note?

Di andarsene dall’Italia che premia soltanto la stupidità televisiva, le tette e i culi delle bonone.

Quali sono i tuoi hobby, Lino?

I miei hobby sono il mio lavoro: il jazz, il cinema, il teatro.

Che rapporto hai con la Fede?  

Diciamo che sono credente ma non professante. 

E con il denaro?

Detesto il denaro, non  mi piace. Purtroppo serve.