Luca Bassanese (cantautore e scrittore)                 21.6.2017

                                   Intervista di Gianfranco Gramola

E’ uscito il nuovo album di Luca Bassanese “Colpiscimi felicità”. Canzoni alla ricerca della felicità, nascosta tra le pieghe del quotidiano dove l’artista si mette a nudo e racconta momenti della sua vita privata. “La poesia su tutto è ciò che mi rende felice. Quando leggo la realtà attraverso la poesia, resto affascinato perché è la lente attraverso la quale si può decodificare ogni meraviglia del mondo pur restando immobili”

Il suo sito ufficiale è www.lucabassanese-officialsite.it per contatti Clarissa D’Avena info@redblue.it  

Luca Bassanese è nato a Vicenza nel 1975. Targa MEI 2015 (Meeting Etichette Indipendenti) come miglior artista di musica popolare, già Premio Recanati Musicultura e Attestato di Merito per l’impegno Civile (Premio Nazionale Marcello Torre), è un artista in sintonia con i movimenti ambientalisti e di impegno civile. Tra le sue collaborazioni con artisti nazionali e internazionali, l’Original Kocani Orkestar di Macedonia presente nel suo album “Al Mercato”, l’artista nord africano di etnia e cultura Berbera Bachir Charaf definito “la voce del deserto” nel brano “Il Futuro del Mondo”, l’artista satirico Antonio Cornacchione con il quale ha reinterpretato “Ho visto un re” in omaggio a Enzo Jannacci e Dario Fo. Nel suo ultimo album è presentela partecipazione di Jacopo Fo e del Coro delle Mondine di Bentivoglio. Luca Bassanese è considerato dalla critica di settore tra i più importanti nuovi esponenti della scena Folk Popolare Italiana. "C'è un mondo che si muove!" per citare uno dei manifesti in musica più conosciuti dell'artista oltre alla sua "Confini", "L'acqua in bottiglia", "Salta per l'indignazione" protagoniste negli ultimi anni delle battaglie civili e ancora oggi colonne sonore dei movimenti per l'acqua, per la terra, per la dignità dei Popoli. Un esempio moderno, attuale, di come la musica può divenire ancora strumento per raccontare un nuovo mondo possibile, non di protesta ma di proposta, elemento di discussione e confronto. Una musica quella di Bassanese utilizzata anche nelle scuole elementari, medie e superiori per trattare tematiche di estrema attualità come il femminicidio con "Canzone d'amore (contro la violenza sulle donne), l'inquinamento con "La leggenda del Pesce Petrolio" i beni comuni e la Costituzione con "Qui si fa l'Italia o si muore", il razzismo con "Una sera ho incontrato un razzista". Con un linguaggio originale e diretto, mai paternalistico o retorico dove la violenza nella parola è messa al bando per lasciare spazio all'allegoria, al ragionamento talvolta surreale su fatti concreti, portando così l'ascoltatore ad osservare gli eventi da angolature diverse fuori da ogni preconcetto.

Premi vinti

2004 - Con il brano Confini - Premio Recanati/Musicultura XV edizione – 2013  - Premio Vrban Eco-festival 2013 "per la sua continua ricerca e impegno attraverso la propria musica e scrittura alle tematiche di sostenibilità sociale ed ambientale" – 2013  - Attestato di Merito per l'Impegno Civile (Premio Nazionale "Marcello Torre") – 2015  - Premio miglior colonna sonora originale "Icilio Sadun" dedicato a Roberta Bartali  - 2015 - Targa MEI miglior artista per la salvaguardia della musica popolare italiana con particolare riferimento alle tematiche della sostenibilità ambientale, culturale e sociale.

Intervista

"Mi scuso in anticipo se tra le braccia della felicità il mio canto, nell’incedere dell’album, diviene un canto sociale, la felicità in fondo è anche la passione di un sogno condiviso con chi si ama e con il mondo racconta l’artista noto anche all’estero per la sua musica che da anni porta avanti temi del sociale.

Luca, com’è nata la passione per la musica, chi te l’ha trasmessa?

 

La passione è nata nelle ore passate a non trovare un modo per esprimere tutto me stesso, e poi la scoperta di un linguaggio, la musica con la quale potevo dire tutto ciò che pensavo e che penso ancora oggi. E quel linguaggio era già li, tra le mura domestiche, nell'armonica di mio padre, nei cantautori che mia madre ascoltava, era tutto li nelle frasi da bambino che infilavo dentro i muri e che poi son diventate canzoni.

 

Chi sono stati tuoi artisti di riferimento? A quale cantante ti ispiri?

 

Cerco costantemente di amplificare e radicalizzare un mio linguaggio partendo da quelli che sono stati i miei ascolti più coinvolgenti, da Fabrizio de Andrè a Manu Chao, a tutta la musica popolare che ho avuto modo di ascoltare.

 

Hai mai pensato ad un nome d’arte?

 

No, ho sempre voluto usare il mio nome perché il mio nome è la mia faccia, non creo distinzioni tra il mio percorso umano ed artistico. 

 

Cos’è per te la musica?

 

Un linguaggio attraverso il quale alcune persone si trovano meglio a comunicare i propri pensieri e sentimenti . Un linguaggio che non ha confini perché la parola a volte mente la musica invece no. 

 

 

Andrea Boccelli ha detto: “La musica addolcisce l’anima, la rende nobile”. Condividi?

 

Credo che la musica parli attraversando l'anima e il nostro corpo è uno strumento che ha la possibilità di esprimersi anche attraverso questo meraviglioso linguaggio. 

 

E’ uscito il tuo album “Colpiscimi felicità”. Cos’è per te la felicità, cosa ti rende felice?

 

La poesia su tutto è ciò che mi rende felice. Quando leggo la realtà attraverso la poesia, resto affascinato perché è la lente attraverso la quale si può decodificare ogni meraviglia del mondo pur restando immobili

 

La canzone più biografica dell’album?

 

"Gli anni '70 ed io che ti amo" è una canzone nata tra il dormiveglia e la realtà, un brano decisamente autobiografico.

 

La canzone a cui sei particolarmente legato?

 

"Canto sociale" è il brano che assieme a Stefano Florio mio coautore e produttore abbiamo voluto inserire nell'album per testimoniare le nostre intenzioni, il percorso umano e artistico fatto assieme fino ad oggi. 

 

La canzone più trasmessa nelle radio?

 

Al momento il singolo "Gli anni '70 ed io che ti amo"

 

In “Datemi un orto” descrivi il desiderio profondo di ritornare alla terra. Allora sei d’accordo con quello che da anni dice Mauro Corona, lo scrittore di Erto? 

 

Mauro Corona con le sue parole ci riporta alla terra come forma di resistenza moderna, sono pienamente d'accordo, l'intelligenza di molti giovani è quella di ritornare ad un contatto con la terra scambiandosi saperi tramite la rete in ogni parte del mondo. La tecnologia al vero servizio dell'uomo e non viceversa.

 

Qual è il messaggio che con le tue canzoni vuoi trasmettere?

 

Che nella vita vi sono molte angolazioni dalle quali puoi osservare la realtà, sta a noi coltivare quella colonna sonora interiore che ci porta a guardare il mondo con occhi capaci di osservare oltre la superficie.

 

La musica, secondo te, può essere anche una forma di preghiera?

 

Lo è da sempre, tutti noi quando ci emozioniamo attraverso una canzone è come se stessimo pregando. La musica crea una sorta di contatto tra il nostro corpo ed il nostro essere spirituale.

 

Per un cantautore quando arriva l’ispirazione, qual è il momento più fertile della giornata?

 

Non ci sono regole, l'unica cosa certa è che quello è il momento più felice della giornata!

 

 

Per le tue canzoni scrivi prima il testo o la musica?

 

A volte nascono assieme a volte separate, in quest'album ad esempio con Stefano Florio abbiamo cercato dì mantenere più intatta possibile la matrice dalla quale siamo partiti, l'ispirazione primaria, perché fosse tutto più autobiografico possibile anche nell'evocatività.

 

Ad un giovane che vuole avvicinarsi alla musica, che consigli vorresti dare?

 

Ci sono milioni di modi per avvicinarsi ma bisognerebbe prima di tutto capire qual è il motivo principale, e poi da lì iniziare un cammino prima di tutto umano.

 

Hai un sogno, un progetto che vorresti realizzare?

 

I sogni li ho sempre lasciati fuori dal cassetto e così mi sento in pace con me stesso sapendo che quello che faccio è tutto il possibile, nonostante i miei limiti, per le cose che amo veramente.

 

A chi vorresti dire grazie?

 

Per questo nuovo lavoro ringrazio in primis Stefano Florio mio coautore e produttore, la Buenaonda Etichetta Discografica e The Saifam Group per aver creduto in questo progetto, l'ufficio stampa Red&Blue che sta curando la promozione con cura e rispetto e tutti coloro che vi stanno partecipando con il loro carico di sentimenti ed emozioni condivise. Al pubblico che sta partecipando al #colpiscimifelicità tour dove incontrarsi di persona è sempre la felicità più grande.