Morena Rosini (cantante)     Roma 19.4.2004

                           Intervista di Gianfranco Gramola  

Voce storica dei Milk and Cooffe

Ecco un suo breve curriculum:

Nell’82 e nel 1989 ha partecipato, con i Milk and Cooffe, al Festival di Sanremo. (1999 ) Antagonista di Eleonora Giorgi nel film “ Yesterday “, regia di Marco Risi (figlio di Dino), per Canale 5. Film con Renzo Arbore e Roberto Benigni “ FFSS. Che mi hai portato a fare a Posillipo, se non mi vuoi più bene”. (2000) Protagonista del video musicale di Renato Zero “ I giardini che nessuno sa“. (2002-01) Conduttrice di special – interviste e back – stage per “ Rai International al Festival di Sanremo. (2002-01)  Opinionista e cantante per  Rai International, e ospite fissa nelle trasmissioni “Brava gente” e “La grande giostra dei gol”. (2003) Ospite in veste di cantante in “ Casa Rai Uno”. (2003) Ospite in veste di cantante con il suo gruppo a  “ Domenica In”. (2003) Opinionista musicale del Festival di Sanremo per “ Uno mattina “. (2003) Conduttrice della rubrica intrattenimento e spettacolo per “ Uno mattina Estate". (2004)  Conduttrice di una rubrica di intrattenimento e spettacolo a “ Uno mattina”. Ha partecipato a diverse puntate di “Casa Rai Uno” con Massimo Giletti, nel periodo sanremese, come opinionista.

Ha detto:

- E’ vero. Gli autori hanno capito che sono un tipo intraprendente e vulcanico e mi spediscono in luoghi curiosi.

- A Brad Pitt gli preparerei una cenetta semplice, ma speciale, fatta di bruschette ai pomodorini pachino e ostriche afrodisiache.

- Sono felice di fare l’inviata di Uno mattina nel bach - stage del Festival di Sanremo. Scoprirò gli umori dei cantanti un minuto prima del loro debutto e un minuto dopo la loro esibizione. Sarà come tornare indietro nel tempo, quando emozionata e un po’ smarrita intonai “Quando incontri l’amore”, un grande successo dei Milk and Cooffe.

Curiosità

- Ha fatto l'attrice protagonista per 10 anni di fotoromanzi per “Grand Hotel”, lavorando in coppia con grandi nomi dello spettacolo, come Michele Placido, Corinne Clery, Philipe Leroy, Sandra Milo, ecc…

- Ha fatto la modella di abiti, per le sorelle Fontana e la fotomodella per delle riviste specializzate.  

- Per la smisurata passione per il canto, ha lasciato il posto fisso in banca.

- A Roma ha aperto una scuola di danza e di canto: la “New Accademy

Intervista

Il nostro incontro è stato abbastanza comico. L’appuntamento per l’intervista è fissata in un bar  dell’Eur, solo che in quell’incrocio c’erano 3 bar. Sembrava una gag di un film comico. Io andavo in un bar e lei in un altro, finché poi ci siamo trovati. 

Dove hai passato l’infanzia, Morena?

L’ho passata in periferia, a San Giovanni, che è proprio nel centro di Roma. La ricordo bene, ma ci sono arrivata che avevo 10 anni, perché prima abitavo a Capena, che è un paesino vicino a Roma e lì ho vissuto proprio bene, perché ho vissuto la campagna e l’aria buona. Ho vissuto come tutti i bambini dovrebbero vivere, non in mezzo al cemento, ma a contatto con la natura. Io sono figlia unica e quindi avevo la possibilità di uscire spessissimo, perché abitando in un centro piccolo, ci conoscevamo tutti e non c’erano i pericoli che ci sono oggi. Avevo tanti amichetti della mia stessa età e giocavamo in questi piccoli spazi, nella campagna, vicino ai genitori, però eravamo liberi. Qui a Roma i bambini quando escono a fare una passeggiata si trovano in mezzo ai pericoli, con tutto ‘sto traffico e si mangiano tanto di quello smog che non ti dico. Io invece ho vissuto molto bene l’infanzia, anche perché ho avuto due genitori splendidi che mi hanno fatto vivere la mia età, sempre. Non sono mai stata più grande della mia età.

Com’è il tuo rapporto con Roma?

Roma la adoro. I romani sono stati i più grandi ed è stato un popolo che ha rivoluzionato il mondo. Quindi mi sento molto romana e anche molto guerriera. Adesso Roma è diventata un po' invivibile ma è la caratteristica di tutte le grandi città. Poi adesso, con il fatto di tutte quelle persone che vengono da fuori, giustamente noi ci dobbiamo integrare, però adesso sta diventando un overdose. Giustamente anche loro non sanno cosa fare, per cui tu ai semafori non ti puoi neanche fermare, perché trovi persone che vogliono venderti qualcosa o ti vogliono pulire i vetri della macchina. Adesso ci sono anche gli zingari, per cui viviamo in maniera disumana. Comunque io la sera esco e vado a fare una passeggiata in centro e trovo che Roma è sempre meravigliosa. Credo che sia la più bella città d’Italia e forse anche del mondo. A Parigi, Roma la chiamano la “Petit Confectour”, ossia una piccola delizia. Roma è bella, non c’è dubbio, Gianfranco.

Un angolino di Roma a cui sei legata?

Hai visto piazza Venezia? Lì vicino c’è una chiesetta, in un angolo, e se tu ci passi la sera, quando è buio, c’è uno strano gioco di luci che sembra veramente di stare un attimo fuori dal mondo e ogni volta che ci passo davanti mi meraviglio sempre. Quell’angolo lì mi piace moltissimo, ma non perché mi ricorda qualcosa, ma proprio a livello estetico.

Hai detto che i romani ti piacciono…

Si! In certe situazioni mi piacciono e in certe, no. Io sono romana, però sono milanese di testa,cioè amo la puntualità e amo il lavoro veloce. Invece i romani, no (risata). Perché dicono:"C’è il sole, è una bella giornata, facciamo domani, ecc…". Difatti, da Roma in giù, lavorativamente parlando, non mi piace, perché li sento troppo lenti. Io sono una di quelle che se ho un appuntamento alle 5, se alle 5 e 5 non ci sei, me ne vado, perché ho un altro appuntamento o perché ho da fare altre cose. Quindi velocità nelle cose, perché mi piace farne tante. A parte la televisione e il cinema, tutto il resto non sta qui a Roma, vedo la moda o la discografia. Qui a Roma anche il cinema è lento e la televisione ancora di più. Tutti rimandano a domani, facciamo domani, tante chiacchiere e chiacchiere. Invece i milanesi, intendo il nord, forse per una questione climatica, non so, parlano e fanno. Qui invece forse perché c’è un bel clima, c’è sempre il sole e allora il romano galoppa meno e preferisce andare a spasso o lavorare con molta calma.

Vivi la Roma by night?

Non la vivo molto perché dopo un po’ divento triste. Ogni tanto esco e vado a queste feste che vengono organizzate per delle occasioni particolari. Vado, ma poi torno a casa un po’ triste, perché è come se mi togliessero qualcosa. A queste feste vedo tante persone tristi, forse perché non hanno una famiglia o un qualcosa di suo molto importante e quindi che fa? Devono spendere il tempo così, lo devono buttare. Vedo un degrado in questo senso. Io vado a queste feste se è per una cosa importante, altrimenti le evito.

Per un’artista, Roma cosa rappresenta?

E’ un punto di arrivo per tanta gente, perché se tu calcoli per quelli della Sardegna o della Sicilia, Roma è importante. Arrivano qui e sicuramente succederà qualcosa. Qui c’è la Tv e il cinema. Il sogno di tanti. Per chi ci sta dentro Roma, è il problema.

Morena, com’è nata la passione per lo spettacolo?

In maniera stranissima. A parte che io sapevo fin da piccolissima che dovevo diventare qualcuno. Ho fatto la scuola, mi sono diplomata, mi stavo iscrivendo ad Economia e Commercio e all’ultimo anno di Ragioneria mi è arrivata una telefonata. Era la segretaria di Gianni Boncompagni che mi diceva di andare lì. Ho messo giù il telefono, perché ho pensato ad uno scherzo dei miei amici e che se quello era Gianni Boncompagni io ero Sofia Loren. Invece era vero, era stato dato il mio telefono e piacevo a delle persone. Quindi sono entrata in questo mondo, subito al Top e i miei produttori erano la Carrà e Boncompagni. La mia prima trasmissione è stata “Discoring”, quindi non ho fatto nessuna gavetta. Poi però la carriera me la sono sudata tutta, perché ho fatto la scuola di danza e quella di canto, per cui io e il mio gruppo eravamo preparatissimi. Poi all’estero ho fatto delle tournee, tipo Sud America, che sono state grandiose e ci alternavamo con i Queen. Ti rendi conto che a 15 anni, ci alternavamo con i mitici Quenn, quelli di Freddy Mercury? Per me era una cosa da svenimento, però facevamo botteghino lo stesso. Quindi sono nata cosi, per caso e me lo sentivo che dovevo essere qualcuno. Ho dei presentimenti, non so. E’ come adesso, ho la sensazione che devo fare un grande salto di qualità.

Hai delle percezioni?

Si! Lo sento dentro che devo fare qualcosa di grande. Io quando mi sento vulcanica, sento che quello che ho e che quello che faccio non mi basta.

Ma i tuoi genitori che futuro sognavano per te?

Non questo. Forse un futuro da ragioniera. Poi mio padre stava al Ministero dell’Aeronautica, quindi molto militare come concetto e quando ha visto quello che facevo gli ha preso un colpo, perché le donne di spettacolo, per lui o meglio, per la mentalità di allora, erano giudicate tutte delle poco di buono. Mi disse:” Ma sei scema?”. Poi non solo, io allora avevo un posto fisso in banca, qui a viale dell’Università, al Ministero dell’aeronautica. Io ho rifiutato e gli ho detto:” Io non posso timbrare il cartellino tutta la vita, papà. E’ come uccidermi!”. Io ho bisogno di fantasia e di stimoli a costo che mangio di meno perché magari la sicurezza non ce l’ho, perché dipende tutto dalle mie forze e dalle mie qualità. Perché quando sei autonomo, ti alzi la mattina e crei, altrimenti lo stipendio non ti arriva alla fine del mese. Comunque io la mia scelta l’ho fatta e adesso sono contenta così.

A chi vuole entrare nel mondo dello spettacolo che consiglio vorresti dargli?

Se questa “vocazione” la senti dentro e la ami in maniera smisurata, allora riesci ad affrontare tutto. Questo sembra un lavoro facile, dove tutto è bello e buono, invece c’è una cattiveria estrema. Per cui può capitare di andare dalle stelle alle stalle. Perché se tu non ami tanto questo lavoro e non hai un equilibrio psichico forte, rischi di uscire fuori malamente e quindi in un modo o nell’altro rischi di rovinarti la vita. Tu devi sentirtelo dentro l’amore per l’arte e soprattutto credere nelle tue capacità. A quel punto vai avanti, perché è giusto e nonostante tutto è anche bello come lavoro, perché è creativo e stimola la mente, ti senti vivo continuamente. Però se lo vuoi fare solamente perché ti vuoi far vedere, perché vuoi il soldo, lascia perdere. Chi pensa soltanto al soldo, facendo questo lavoro, lo fa male, perché l’arte, prima di dare qualcosa agli altri, te lo devi dare a te. Se tu prendi soldi e dentro di te non senti nulla, non vuol dire fare arte ed è meglio cambiare lavoro. Ci sono lavoro in cui guadagni molti più soldi. In questo lavoro vai a momenti, in certo guadagno bene ed in certi momenti non porti a casa nulla, c’è questa alternanza. Io sono convinta che devi stare bene tu, dentro e allora, anche se non prendi 1000 lire, hai ugualmente carica. Il mio consiglio è quello di pensarci bene, prima di affrontare questa avventura. Pensarci bene e chiedersi:” Ma io, questo lavoro, lo amo veramente o lo faccio solamente per fare soldi?”.

Quali sono i tuoi hobby?

Quando non lavoro ho una scuola di danza e di canto, la “New Accademy” che è una scuola completa e abbiamo tanti ragazzi a cui stiamo dando insegnamenti, cioè quello che abbiamo imparato noi. Per cui, quando non lavoro, sono abbastanza impegnata con la scuola. Poi mi piace anche dormire (risata).

Hai mai fatto delle gaffes?

Tante, tante. Sai, a volte sono talmente sincera e lo sono anche con gli occhi, nel senso che si vede in faccia quando ho un espressione particolare, per cui, che so, il fatto di prendere in giro delle persone, quando le vedo in giro, quelle persone un po’ strane. Mi si legge in faccia perché sono un libro aperto, capito? Sono cose imbarazzanti per loro ma anche per me.

Quali sono le tue ambizioni?

Diventare una numero uno. Ci devo riuscire, altrimenti non ne vale la pena. Ognuno nel proprio lavoro deve cercare di riuscire ad essere il migliore e di sentirsi realizzato bene, altrimenti uno sta male e non esce più dalla mediocrità.

Hai mai pensato a scrivere un libro autobiografico?

Lo sto facendo. Sono a buon punto.

Cosa ne pensi della battaglia contro il fumo?

Io fumo un pacchetto al giorno e mi sento abbastanza reclusa, perché in ogni posto che vai non puoi fumare. E’ giusto, per carità, io sono d’accordo perché fa malissimo. Sono io la prima a dire:” Mi recluto intelligente, invece sono una deficiente”, perché fumando mi faccio del male a me stessa. Però non capisco perché non le levano allora le sigarette, dai tabaccai, dai bar, ecc… Magari per una settimana diamo i numeri, ma poi siamo contenti perché si guadagna in salute. E’ una droga ed una volta che entri in questo vizio, come ne esci? Se trovi come comprarti le sigarette, come ne esci?

Il tuo rapporto con la Fede?

Io sono credente, non praticante. Vado a Natale, Pasqua e le feste comandate. Per pigrizia sicuramente, però io credo che ognuno di noi ha un suo Dio e che lo può trovare in ogni angolo. Quindi il fatto di andare nella sua casa ed onorarlo, si, è carino, però sai che i preti a volte, si allontanano perché vedi in giro certa robaccia. Allora uno fa un salto in chiesa anche quando non c’è la messa. Il rapporto con la fede deve essere più spirituale che materiale, secondo me. Vedo in giro della gente che va a messa per abitudine, non  perché ne sente l’esigenza o il bisogno. Io non ci vado per abitudine.

Hai dei complessi?

Ci sono dei giorni che mi guardo e mi piaccio tanto e dei giorni che mi sputerei in faccia, ma questo credo sia una cosa in generale. Se sto male dentro mi vedo brutta fuori e viceversa. Complessi grossi non ne ho. Mi alterno da come mi alzo. Io poi sono molto meteoropatica e poi sono dei gemelli, inoltre l’oroscopo mi influenza da morire. Però se c’è il sole, sono molto più allegra e viceversa se piove mi sento un po’ più triste.

La cosa più brutta che hanno detto su di te?

Io ho avuto tantissime proposte interessanti nella mia vita, però non ho mai voluto accettare compromessi. Sia in Italia, che all’estero. C’è stato qualcuno che mi ha detto:” Tu hai un grosso limite in questo lavoro” e questo produttore mi ha fatto una richiesta, penso che tu immagini cosa ed io gli ho risposto:” Ma va al diavolo te e tutto il tuo lavoro”. Però effettivamente loro governano è il fatto di approfittarne mi dà fastidio. Vedi, sono passati non dalla qualità, ma ad altre cose. Io voglio essere superata dalla gente brava, non da quella raccomandata e allora sto a casa volentieri. Ma quando vedi che le qualità di uno che sta in Tv non ci sono, ma è lì solo perché ha accettato compromessi, allora questo non mi va giù.

Come vivi il successo, Morena?

Bene, mi piace tanto (risata). Crea molti vantaggi e nessun svantaggio. Ma tu credi ancora a quelli che dicono che il successo ti ruba la privacy? E’ una cosa che fa ridere i polli. Io quelli non li reputo artisti, per me sono persone che stanno nel mondo dello spettacolo perché sono vanitosi. Poi può capitare che un giorno sei nervoso e che ti dà fastidio quando ti riprendono o ti fotografano. Comunque il successo è una cosa che mi piace e poi questo lavoro lo fai per la gente ed è alla gente che devo il tuo successo, oltre per le tue capacità e quindi i propri fans vanno trattati molto bene.

Hai un sogno nel cassetto?

Si! Diventare una numero uno (risata). Sempre quello.

A chi vorresti dire “grazie”?

Prima di tutto ai miei genitori che mi hanno dato questa testa e che non mi hanno mai ostacolato, mi sono sempre stati vicini senza soffocarmi. La famiglia è importante. Se tu cresci bene, sei una persona equilibrata e il merito è anche di come sei cresciuto i primi anni della tua vita, dentro casa. Quindi non grazie a me, perché anche l’aspetto fisico è grazie a loro, ai miei genitori che mi hanno cresciuto bene e mi hanno dato lo  spazio necessario per svilupparmi senza essere né oppressa, né lasciata troppo sola. Sai, quell’equilibrio che hai quando ti senti sempre protetta, perché sapevo che i miei genitori c’erano sempre e con grande forza. Volavo come una matta e mi dicevano vai, sfogati e quando sei stanca hai una spalla su cui riposare.

Hai mai pensato ad un nome d’arte?

No! Perché ho un nome talmente bello, Morena, perché cambiarlo? Adesso lo usano di più, però ai miei tempi era un nome abbastanza raro. Nel mio gruppo tutti hanno cambiato nome, nessuno ha il suo nome, quello vero. Ci vediamo ancora e spesso facciamo delle serate, anche se è, televisivamente parlando, un momento brutto, perché è tutto un karaoke vivente per cui noi non ci possiamo andare. O segui i 10 letti, che ti dicevo prima, dove i pezzi grossi possono farci i loro porci comodi, o vieni usata malamente in mezzo a tutti questi matti. Quindi siamo a casa.

A parte il libro e la palestra, hai altri progetti?

Mi piacerebbe condurre una trasmissione un po’ matta, un po’ strana. A me piace molto Simona Ventura. Io mi sento come lei, ho un certo bio-ritmo dentro e non mi piace la conduzione classica. Una cosettina dove potermi sperimentare e se valgo, poi vedremo… sono convinta di si. E’ come la conduzione di questo special a Uno mattina. All’inizio hanno detto che facevano una prova e poi invece, all’interno della conduzione, sono diventata la numero uno, perché i servizi miei sono quelli che piacciono di più, perché sono i più simpatici e i più curiosi. Io non sto lì a guardare come sto io, faccio il servizio e mi diverto e se mi diverto io, è tranquillo che ti diverti anche tu.