Romana Liuzzo (giornalista)         Roma 27.4.2012

                                  Jntervista di Gianfranco Gramola

Una giornalista tenace, ambiziosa, secchiona e anche bella, che apprezza i complimenti, ma che ascolta anche le critiche, perché servono per crescere 

Per contattare la giornalista, la sua e-mail è romy.liuzzo@gmail.com  

Romana Liuzzo, capo servizio a Panorama, ha una rubrica sul settimanale dal titolo “La Roma di Romana”, mentre sul quotidiano Il Giornale, ha un trafiletto dal titolo:” Chiacchiere da Camera”. E’ sposata con Massimo Dell’Omo, grande inviato di Repubblica, ora in pensione.

Ha scritto (su Il Giornale)

- Il primo tepore della primavera invece di risvegliare i parlamentari sembra aver sortito l’effetto contrario. Giorni fa era stata la volta di Walter Tocci (Pd), sorpreso a sonnecchiare nella sala lettura. Ora la signora colta sul fatto è Giusi Servodio, veltroniana di mezza età che per la siesta ha scelto la stanza fumatori. Attenta Giusi, il fumo passivo fa male. (23.5.2012)

- Siamo quasi a giugno e le ciliegie non sono comparse alla buvette del ristorante.  In tempi di crisi i prezzi sono troppo alti, la spiegazione ufficiale. Però è abbondante la macedonia di frutta (fresca?) fatta con gli avanzi del giorno prima. Alla Camera, almeno a tavola, non si spreca niente. Riciclare è la parola d’ordine. Chissà che non venga applicata anche ai deputati.  (30.5.2012)

- Racconta un passante che in via degli Astalli, vicino piazza Venezia, subito dopo la cerimonia del 25 aprile all’altare della Patria, una Thesis abbia bloccato il traffico, già rallentato dalle chiusure di strade limitrofe, causa guasto improvviso. E chi è sceso dall’auto? Il presidente della Camera, Gianfranco Fini, che è velocemente salito sulla Bmw di scorta che lo seguiva. Anche i presidenti vanno in panne. (28.4.2012)

- Commenta un deputato in piazza del Parlamento:”Durante il Concertone del 1° maggio sono stati arrestati 52 spacciatori, 4 borseggiatori e 3 rapinatori. Un’altra quindicina di persone sono state denunciate. Eppure il segretario della Cgil, Susanna Camuso, per quel giorno, aveva invitato a non lavorare. Ancora una volta è stato punito chi ha voluto trasgredire alle direttive sindacali”.

- Il 12 marzo, Leoluca Orlando Cascio dichiarò:”Ma come ve lo devo dire, in arcaico o in fenicio, non mi candido”. Alla fine dello stesso mese disse:”Mi candido a sindaco di Palermo”.  Lunedì 30 aprile ha dichiarato:”Voglio rifare la città. Torno per entrare nella storia”. Renitente, prima; risoluto, dopo; epico, alla fine. Del resto lui è uno e trino: Leo, Luca e Orlando. Se poi ci si mette anche Cascio…

- Libero sfogo ai fumatori di ogni genere e grado. Dopo un inverno trascorso nel corridoio chiuso a loro dedicato, il cortile di Montecitorio si è di nuovo riempito di pipe, cubani e sigarette. Con i  loro legittimi proprietari. Immancabili Paolo Bonaiuti (Pdl), Alfonso Papa (Pdl), Pier Ferdinadno Casini (Udc) ed Enrico Gasbarra. C’è da dirlo: tutto fumo e niente arrosto. 

Intervista

Com’é nata la passione per il mestiere di giornalista?

E' stata una scelta abbastanza casuale dopo un corso alla Luiss. Una scelta dovuta soprattutto alla mia curiosità, dal momento che nessuno della mia famiglia era giornalista.

Quali sono stati i tuoi maestri?

Da tutti i “capi” che ho avuto, salvo eccezioni, ho imparato qualcosa. Ricordo con grande affetto il mio primo direttore, Eugenio Scalfari. Fu lui ad assumermi nell'88 a Repubblica. E il capo che mi ha fatto crescere di più: Giuseppe Cerasa. Sono ancora molto legata a lui anche se da otto anni lavoro a Panorama come capo servizio.

Qual’è stato l’incontro che ti ha cambiato la vita?

Quello con mio marito dal quale ho avuto un figlio che ora ha 17 anni.

Che futuro sognavano i tuoi genitori per te?

Mi sono resa indipendente molto presto. Se i miei genitori hanno sognato un futuro per me, non me lo hanno mai comunicato. Mi hanno lasciato libera. Sono sempre stata una con la testa sul collo. Una secchiona.

Che lavoro fanno i tuoi genitori?

Mia madre è in pensione e mio padre è stato fino all'anno scorso docente di ingegneria chimica alla Sapienza.

Romana Liuzzo con il marito

Cosa hai sacrificato per arrivare al successo?

Ho sacrificato molto del tempo che avrei  potuto dedicare a mio figlio quando era piccolo.

Com'è nato il tuo "Chiacchiere da Camera"?

Intuendo che se il cosiddetto gossip funzionava per i personaggi dello spettacolo, a maggior ragione avrebbe funzionato per quelli della politica.

Come trovi le notizie? Hai qualche gancio?

Questo è segreto professionale. Di ganci, certo, ne servono e più di uno, Gianfranco.

Quando scrivi ti ispiri a qualche modello di giornalista?

Sono notizie brevi, talvolta, solo sfumature, nelle quali lo stile ha poco spazio. Sarei quindi presuntuosa (e forse farei dei danni al mio ispiratore) se affermassi che ho un modello.

So che hai ricevuto tanti complimenti. Mai una critica?

Facendo il bilancio penso che la bilancia sia in parità. Ma i complimenti si conservano più a lungo e le critiche servono per crescere.

Per te il giornalismo è istinto o mestiere?

Direi che è molto più il mestiere che si impara giorno per giorno.

Per te qual’é la penna più smagliante del giornalismo italiano?

Non so stabilire un primato assoluto, ma direi quasi tutte le firme de “Il Foglio”. E poi: Feltri, Battista, Pansa, lo stravagante Mughini, Veneziani. Magari mi dimentico qualcuno...Un posto a parte merita Eugenio Scalfari, per il quale nutro ancora grande affetto.

La più sincera?

Per onestà intellettuale e coerenza, sicuramente Giampaolo Pansa. Ha sempre detto e scritto ciò che pensava.

La più pungente?

Sicuramente Vittorio Feltri.

La virtù di un buon giornalista?

La tenacia.

Ci sono compromessi nel giornalismo italiano?

Credo che ci siano e non solo in Italia.

Hai mai pensato di firmarti con uno pseudonimo o un nomignolo?

No! Il mio lato narcisistico prova piacere nel leggere il mio nome e cognome sul giornale.

Una tua gaffe giornalistica?

Non gaffe, ma forzature sì.

Cosa significa per te scrivere?

E’, dopo gli affetti familiari, la ragione d’essere della giornata. Non so immaginarmela senza dover pensare a che cosa scrivere.

Romana Liuzzo con Guido Bertolaso

Com’è la tua giornata lavorativa “tipo”?

Alla ricerca di qualcosa di nuovo quando anche la mia rubrica, come ogni cosa, sarà invecchiata. Ho molte idee. Non mi vedo giornalista a vita.

Al di fuori del giornalismo, quali sono le tue passioni?

Gli animali. Ho due cani, due gatti, una decina di uccellini e vorrei impegnarmi di più contro la caccia e l'uso delle pellicce.

Alcune domande sulla tua città. Com’è il tuo rapporto con Roma?

Sono nata a Roma il 21 aprile del 66, nel giorno del Natale di Roma. E non a caso mi chiamo Romana. Amo la mia città, ma oggi non la trovo particolarmente vivibile: è caotica, sporca e poco sicura.

Quali sono state le tue abitazioni romane?

Abito da sempre in centro storico.

Com’è il tuo rapporto con la cucina romana? Cosa ti piace e viceversa?

Mi piace la buona cucina in generale. Ma amo i piatti semplici, non troppo elaborati. Adoro il pesce crudo.

Hai un locale, una trattoria preferita?

Ci sono tanti bei locali. Vado spesso all’Antica Pesa a Trastevere.

C’è un angolino romano che ami particolarmente? Se si, perché?

Più che un angolino c’è uno scorcio romano, la scalinata di Trinità dei Monti, vista all’alba. Colori unici.

Cosa ti manca di Roma quando sei lontana per lavoro?

Mio figlio Guido. Di Roma niente.

Come trovi i romani (pregi e difetti)?

Non si può generalizzare. Ci sono romani generosi ed educati. E romani cafoni, per usare un termine colorito. Così come in qualunque altra città italiana.

Un complimento (in romanesco) che i romani ti fanno spesso?

Non li ascolto di solito. Ne ricordo uno però:”Te manca solo la targa” (risata).

Qual'è il fascino di Roma, secondo te?

I colori, i profumi, il mix tra moderno e antico.

Cosa ti dà più fastidio di Roma, a parte il traffico?

L’inciviltà e la sporcizia. Multerei chi butta le cicche per terra, tanto per cominciare.

In quale Roma del passato ti sarebbe piaciuto vivere e nelle vesti di chi?

Fine ottocento. L’epoca di mia bisnonna Adelaide che mi ha insegnato il galateo. Come stare a tavola, la postura giusta: con i libri sotto le braccia e uno in testa, senza farli cadere. Nei panni di una donna comune di quei tempi. Mogli perfette, perfette casalinghe. Non sono femminista.

Come vivi la Roma by Night?

La vivo solo per lavoro. Altrimenti preferisco stare a casa, in centro, dove abito, con mio marito Massimo Dell’Omo (grande inviato di Repubblica in pensione), mio figlio Guido e i miei due cani: Maria e Mimì.

Nei momenti liberi in quale zona di Roma ami rifugiarti?

Sul litorale romano, nella mia piccola casetta sul mare a Fregene.

Per un’artista, uno scrittore, ecc... Roma, cosa rappresenta? E’ fonte di ispirazione o cosa?

Non sono né artista né scrittrice. Ormai basta essere esperti di cucina o di stupidaggini simili per fare un libro. Quando avrò qualcosa da dire e diventerò scrittrice oltre che giornalista ti saprò dire se Roma è stata fonte di ispirazione. Al momento è solo la mia bellissima città.