Chiara Squaglia (attrice, presentatrice e giornalista)   Milano 14.3.2025

                                Intervista di Gianfranco Gramola

“I miei genitori mi hanno ostacolato all’inizio, perché volevano che facessi l’architetto, ora però che hanno visto non ti dico che ce l’ho fatta, ma che ho avuto delle soddisfazioni e anche dei riconoscimenti, sono orgogliosi e questo mi rende molto felice”

Chiara Squaglia è nata a Lucca il 26 maggio 1982 sotto il segno dei gemelli, si è diplomata al liceo scientifico e si è poi iscritta alla facoltà di architettura, studiando parallelamente recitazione. Nel 2005 si è trasferita a Roma dove si è laureata con 110 e lode e dove ha conseguito un secondo diploma in recitazione. Dopo la laurea si è trasferita a Parigi, dove ha lavorato come architetto e come attrice teatrale. Nel 2008 è tornata in Italia per lavorare come inviata del telegiornale della Toscana, dove si è occupata di cronaca, sport e sociale. Dopo essersi iscritta all’albo dei giornalisti lavora in alcuni piccoli ruoli per le fiction della Rai: Enrico Mattei – L’uomo che guardava al futuro e Ho sposato uno sbirro 2. Nel 2010 si trasferisce a Milano dove presenta il meteo per la Mediaset e in radio. Durante questa esperienza lavorativa ha modo di collaborare con il colonnello Giuliacci. Nel 2013 inizia a lavorare per Radio Italia per la trasmissione Buone Nuove, dove interpreta la parodia di Agnese Landini, la moglie di Matteo Renzi. La sua imitazione, diventata famosa anche grazie a dei video da lei postati su Youtube, arriva a Striscia la Notizia nel 2014. Dal 2015 diventa una delle inviate donne per il noto giornale satirico, continuando a coltivare il proprio sogno di lavorare come attrice per il cinema.

Intervista

Com’è nata la passione per il mondo dello spettacolo?

Ho sentito questa attrazione inizialmente verso il mondo del cinema. A 21 anni ho frequentato una scuola di recitazione a Firenze mentre studiavo architettura e poi proprio perché volevo proseguire gli studi di recitazione cinematografica, mi sono trasferita a Roma, sia all’università che con la scuola e lì mi sono iscritta alla seconda scuola di recitazione che si chiamava “Ials”. Mi sono poi laureata in architettura con 110 e lode e contemporaneamente però studiavo anche recitazione, quindi lì è stato l’inizio della mia attrazione che mi ha fatto capire che la mia strada, il mio lavoro voleva essere quello dell’artista e non quello dell’architetto.

Alla domanda che fanno a tutti i bambini: “Cosa vuoi fare da grande?” tu cosa rispondevi?

Volevo fare prima la veterinaria, poi la stilista e poi mille altri mestieri. Però la stilista mi piaceva tanto e senza dubbio anche quello aveva a che fare con lo spettacolo, perché univo la passione per il disegno allo spettacolo, quindi era un po’ un incrocio tra le due cose. Però poi un po’ anche l’impronta famigliare mi imponeva di fare un certo percorso di studi, anche perché avevo sempre dei voti eccellenti, anche al liceo mi sono diplomata con il massimo dei voti e quindi mio papà giustamente diceva: “Ti pago gli studi ma devi impegnarti, perché sei brava, sei capace”. Quindi ho scelto la cosa che mi piaceva di più, disegnare le materie scientifiche che era architettura. Infatti anche lì sono uscita con i massimo dei voti, ero una secchiona. Sono sempre stata molto studiosa e anche molto lavoratrice, quindi alla fine quando si ha un metodo di studio, si ha anche un metodo nel lavoro. E studiare non è mai tempo sprecato. Il carattere poi centra, perché io sono molto costante in tutto ciò che faccio, sono ambiziosa e quando voglio fare una cosa, la faccio al top oppure non la faccio.   

Chi sono stati i tuoi idoli, i tuoi miti di riferimento?

Miti non ne ho, posso dirti che la mia passione erano tutti i film con Bud Spencer e Terence Hill. Io ero innamorata di Terence Hill perché era bellissimo e in più era simpaticissimo, faceva ridere. Bello, abbronzato, occhi azzurri…

Sei attrice, presentatrice e giornalista. In quale di queste professioni ti senti più a tuo agio?

In tutte. Mi trovo a mio agio con tutto ciò che riguarda la recitazione, la presentazione, il giornalismo, ma non il giornalista dietro ad un bancone, ma sul campo, a contatto con le persone. Ho presentato degli eventi e l’anno scorso ho presentato un evento molto prestigioso ad Agrigento che si chiamava “Il mandorlo in fiore”, che tra l’altro, quest’anno è la capitale della cultura. Eravamo nella Valle dei Templi ed è stato un evento molto impegnativo ma bellissimo, perché prima abbiamo fatto degli spettacoli in teatro e poi abbiamo fatto questa manifestazione nella Valle dei Templi, davanti ad una marea di persone. Io non sento questa ansia, la paura, la preoccupazione della performance, io sono felice, sono un pesce felice che sguazza nella sua acqua. Sono sempre molto felice, gioiosa quando faccio il mio lavoro, sia quando faccio l’inviata che quando presento degli eventi.

Il mondo dello spettacolo era come te lo immaginavi o hai avuto qualche delusione?

Io me lo immaginavo difficile ed è stato difficile. Però è anche stata la dimostrazione che quando uno vuole qualcosa veramente, la  ottiene. Grazie anche alla mia testa dura e anche al mio metodo di studi e di lavoro di cui ti dicevo prima. Io non essendo figlia d’arte, non avendo conoscenze devo ringraziare, non per ruffianeria, Antonio Ricci perché lui ha premiato la meritocrazia, cioè io che non ero nessuno, ho partecipato ad un concorso è sono stata scelta. Delusioni no, nel senso che le delusioni che ho avuto un po’ me le aspettavo, che ci fossero nel mondo dello spettacolo un po’ di amicizie, parentele, raccomandazioni, però per esempio prima di Striscia la notizia ho condotto anche un programma serale notturno su Winga TV, che era sulla roulette e anche lì sono stata scelta con un regolare provino, cioè ho fatto un provino, hanno scelto quattro ragazze tra cui me. Quindi devo dire che ho avuto esperienze negative ma anche esperienze positive in cui la scelta è stata davvero meritocratica.  

Il complimento più bello che hai ricevuto e da chi?

Ho ricevuto tantissimi complimenti, Gianfranco, tutti bellissimi perché ho la fortuna di incontrare tante anime belle sul mio cammino, un po’ anche perché, come si dice, le anime che vibrano sulla stesa frequenza, si attraggono e quindi io credo di aver dato anch’io il mio per poterle attrarre. Uno dei complimenti che mi è rimasto impresso è stato durante uno di quei incontri dove ti fanno fare un viaggio interiore, un cammino di conoscenza, di crescita personale dove piangi molto perché sono corsi dove lavori tanto in profondità su di te e uno sconosciuto mi si è avvicinato, dopo avermi osservato da lontano per un paio di giorni mi ha detto: “Tu sei molto di più di quello che la gente vede”. Quindi mi sono resa conto che lui, senza parlare con me, aveva percepito questo di me, da lontano, perché non era neanche seduto vicino a me. Mi ha detto questa cosa e io sono stata molto grata di ciò. Gli altri sono più banali, sono bellissimi ma il fatto che mi dicono che sono molto empatica, che sono molto solare e sensibile, che trasmetto molta solarità e gioia ed entusiasmo, perché io ci metto molto entusiasmo in tutto ciò che faccio, mi fanno molto piacere Mi fa strapiacere quando mi dicono che sono bella ma anche che sono capace, molto professionale per me è una grandissima soddisfazione, perché è un riconoscimento del mio lavoro, del mio impegno e anche dei miei sacrifici.   

I tuoi genitori cosa pensano della tua carriera artistica?

Adesso sono molto felici, ma all’inizio mi avevano ostacolato, non volevano assolutamente che facessi questo perché come avrai capito con tutti i 110 e lode mi dicevano: “Hai una specializzazione, sei brava, perché vai a fare un salto nel buio, nello spettacolo, che non ti da nulla di certo?”. Ho visto un video di Jim Carrey dove ha detto la stessa cosa che io ho sempre pensato profondamente, cioè che puoi fallire anche in ciò che sembra sicuro. Cioè io potevo fare anche l’architetto e avrei potuto   fallire, nel senso che non trovavo clienti, facevo la fame, ecc… ma allora tanto vale farlo in ciò che ami, perché almeno se cadi, hai la forza, la volontà, la passione per risollevarti e riprovarci, riprovarci e riprovarci, perché c’è l’amore per quello che fai che ti trascina, che ti da la forza. Se fai una cosa che non ti piace e cadi, pensi che era una cosa sicura e sono pure caduta e allora molli di colpo, perché non hai motivazioni per andare avanti. I miei genitori mi hanno ostacolato all’inizio perché volevano che facessi l’architetto, ora però che hanno visto non ti dico che ce l’ho fatta, ma che ho avuto delle soddisfazioni e anche dei riconoscimenti, sono orgogliosi e questo mi rende molto felice.  

E’ vero che fai molto bene le imitazioni di Maria Elena Boschi e della moglie di Matteo Renzi?

Si, della Boschi e di Agnese Renzi, che sono tutte e due toscane come me e devo dire che sono entrata a Striscia la notizia in un primo step proprio proponendo le imitazioni, perché le facevo su Radio Italia, quindi solo come voce. Io facevo la moglie di Matteo Renzi e uno dei due colleghi di radio faceva Matteo Renzi. Loro mi hanno chiamato quando Renzi era sindaco di Firenze, quindi tanti anni fa. Poi è diventato segretario di partito, dopo è diventato premier e quindi automaticamente sono diventata la first lady (risata). Quindi il personaggio ha avuto più risonanza, più clamore e io vedendo che questa cosa funzionava, volevo fare una cosa televisiva, però non sapevo come fare. Allora la prima volta mi sono messa davanti al computer e mi sono registrata da sola, mettendomi una parrucca nera comprata dai cinesi. Mi sono messa una collana di perle, gli orecchini di perle e ho detto: “Sono disperata, ora mio marito è diventato premier, come farà, già lo vedo poco” e ho fatto questa cosa e siccome non era conosciuta quando l’ho postata su you tube molti hanno pensato che fosse la vera Agnese Renzi e ha avuto un botto di visualizzazioni e ho avuto la conferma che funzionava. Allora ho chiamato un mio amico, Francesco, che ora è diventato il mio migliore amico e anche socio a Striscia la notizia nella produzione dei servizi e gli ho detto. “Voglio fare questa cosa, però ho bisogno della telecamera, di qualcuno che mi aiuti. Io metto i testi, perché anche a Radio Italia scrivevo i testi e mi metto a disposizione, però ho bisogno di qualcuno che mi riprenda. La voglio fare perché sento che funziona”. Questo mio amico mi ha detto: “Ok, ci sentiamo la settimana prossima”. Dopo mezzora mi richiama Francesco e mi fa: “Senti, penso che questa cosa che mi hai proposto, secondo me funziona davvero, possiamo vederci domani?” (risata) Ho accettato. Io in quel periodo facevo il Meteo Giuliacci, quindi mettevo la sveglia alle 6 per fare il Meteo Giuliacci, poi avevo il corso di formazioni per diventare croupier per quel programma di cui ti parlavo prima, quella sulla roulette e tornavo a casa verso le 7 di sera, quindi dopo 12 ore tornavo a casa e armata di parrucca fino alle 11 di sera abbiamo fatto questa cosa e io ero stremata. Però abbiamo confezionato questi quattro video che abbiamo sparato su you tube e ho visto che funzionavano. Ci sono poche cose che senti nella vita e quando le senti forte, non sbagli e io mi sentivo che dovevo proporre i miei video a Striscia la notizia e non riuscivo a parlare con nessuno, mi rimbalzano ovunque. Poi un mio amico toscano  mi ha dato l’email di Cristiano Militello, l’inviato di Striscia. Gli ho scritto e lui mi ha risposto dicendo di mandargli un paio di link dei miei video. Allora io fra questi video ne scelsi due e glieli mandai. Poco dopo mi chiamarono gli autori di Striscia, tra cui uno di Lucca come me e mi disse: “Guarda, Antonio Ricci vorrebbe fare una prova”, ho fatto la prova e da lì ho fatto otto puntate dove ho interpretato Agnese Renzi. Ho detto agli autori che io ho fatto anche l’inviata per il Tg regionale e che posso propormi come inviata. Loro mi hanno detto che al momento non cercavano inviati. Dopo un po’ vedo sul sito il bando “Cercasi nuovi inviati”. Allora ho cominciato a preparare la  puntata zero da proporre e l’ho proposta in gennaio o febbraio del 2005 mi pare, poi non ho saputo più nulla, e a luglio quando non ci pensavo neanche più, mi chiamano dicendo: “Guarda, Antonio Ricci fra i vari candidati ha scelto 5 persone tra cui te”. Io stavo per svenire perché non mi sembrava vero. Ricci era stato colpito dalle mie capacità e anche dal mio profilo perché il mio naso è sempre stato il mio cruccio, perché ce l’ho un po’ aquilino. E pensare che me lo volevo rifare, ora non lo posso rifare (risata).   

Come vengono ideati i tuoi servizi per Striscia? Dove trovi gli spunti?

Gli spunti possono avere varie origini che sono sia segnalazioni che arrivano a “Sos Gabibbo”, quindi alla redazione centrale, sia segnalazioni che mi arrivano sui miei profili social, dove c’è il numero per le segnalazioni. Oppure a volte tramite amicizie oppure tramite intuizioni personali. A volte pensi: “Io voglio indagare su questa cosa” e a volte non trovi nulla di interessante e a volte ho visto giusto. Per esempio, ricordi quando 4 anni fa avevano messo i sacchettini di plastica a pagamento per la frutta e verdura? Costavano un centesimo e io compravo un peperone solo e ci attaccavo l’etichetta con il prezzo sopra il peperone, senza prendere il sacchetto e mi sono accorta che mi veniva addebitato un centesimo. Allora mi sono detta: “Perché devo dare un centesimo anche quando non lo utilizzi?”. Avevo avuto questa intuizione di provare nelle volte successive e magari prendevo un’arancia e ci attaccavo l’etichetta sopra e vedevo che veniva sempre addebitato un centesimo e mi sono detta: “Se tutte le persone che non usano il sacchettino ma a cui viene addebitato un centesimo, moltiplicato per tutte le persone, per tutta la giornata, per tutti i supermercati d’Italia, sono un sacco di soldi”. Ho fatto questo servizio che ha fatto il boom di ascolti e questo perché vai a colpire le persone nella spesa alimentare, che è un bene di primissima necessità. Per farti un esempio di intuizione che puoi avere nella vita quotidiana.

L’inviata di Striscia Rajae Bezzaz è stata presa a calci e pugni durante un servizio, altri tuoi colleghi vengono malmenati mentre lavorano. A te è mai successo di essere aggredita?  

Malmenata da farmi male, no. Circa sette anni fa, ho fatto un servizio su Miss Mondo in Toscana, circa sette anni fa, e volevo parlare con il patron della manifestazione, che era quello che truffava le selezioni, cioè che faceva vincere la ragazza che voleva lui, che era quella che portava a cena e che lui ovviamente sperava in altro. Quando sono andata a fare l’assalto, l’ho beccato in un ristorante e lui è rimasto tranquillo ma il proprietario del ristorante che ha visto le telecamere, ha perso la testa. Aveva gli occhi iniettati di sangue e ho capito che si stava mettendo male. Allora ho cominciato a tranquillizzarlo, ma lui ha iniziato ad aggredire il cameramen che tra l’altro era un ragazzino di 20 anni. Io mi mettevo in mezzo tra il cameramen e il ristoratore dicendo di prendersela con me che sono l’inviata e lui: “No, io le donne non le tocco”. Praticamente il cameramen e il regista si sono feriti, poi lui ha detto: “Ora vi rinchiudo qui e da qui non uscite vivi se non mi date quello che avete girato”. Noi avevamo il girato su due schedine, gli abbiamo dato una schedina, fingendo che fosse l’unica, lui ha preso la schedina e noi ci siamo allontanati a gambe levate prima che questo capisca l’inganno. Però lì ce la siamo vista veramente brutta perché il proprietario era veramente fuori controllo. Quella è stata una situazione pericolosa, poi anche il primo anno che ho fatto un servizio sugli spacciatori in una pineta, di notte. Riconosco di aver avuto delle grandi palle. Ora quelle cose le fa tutte Brumotti. Però era il mio primo anno, inesperta mi sono infilata nella pineta, di notte, da sola con un figurante e la telecamera a luci infrarosse. Se ci vedevano poteva succedere un dramma. 

Ho letto che per solidarietà sei una sostenitrice dell’accademia dello sport. Com’è nata questa decisione?

L’accademia dello sport di Osvaldo Bresciani dici? Io sono molto amica della figlia del patron, Emanuela e quindi quando c’è da fare la madrina in qualche partita della nazionale artisti, dove il ricavato va tutto in beneficenza, io vado volentieri per fare un’opera di bene e dico sempre di “fare del bene, divertendoci”. Poi è anche un occasione per vedere gli amici, per stare in compagnia, per divertirci, per fare conoscere nuove realtà e quindi lo faccio sempre volentieri, ovviamente compatibilmente con i miei ritmi abbastanza serrati. 

Qual è il tuo tallone d’Achille?

Non lo so. Quello che ho imparato da questi viaggi interiori, di cui ti dicevo prima, è che bisogna imparare a riconoscere i propri punti deboli, di lavorarci, di accettarli e anche di dirli senza paura. Il mio tallone d’Achille non so cosa dirti, di  sicuro ce l’ho, ma non mi viene in mente niente.

Come affronti il 2025, con serenità o preoccupazione?

Entrambe, perché se ho degli obiettivi che non si concretizzano subito, sono un po’ ansiosa e quindi preoccupata. Però sono anche serena perché è un periodo della mia vita in cui ho riconquistato la serenità dopo un periodo in cui mi è mancata. Quindi diciamo che la preoccupazione fa parte del gioco. Ecco, se devo dire il mio tallone d’Achille è che faccio fatica a dormire perché ho il cervello che mi va a mille. Quindi il mio tallone d’Achille fisico è il sonno (risata).

Sei fidanzata? Il tuo cuore batte per qualcuno?

Gianfranco, non farmi domande sulla mia vita privata perché non ti rispondo (risata).

Dicevi prima che per lavoro giri molto l’Italia e spesso sei a Roma. Com’è il tuo rapporto con la Città Eterna?

Io ho fatto a Roma l’università e mi sono laureata alla Sapienza e ho fatto la scuola di recitazione. Per me sono stati anni bellissimi ma se dovessi scegliere di viverci, non ci vivrei, perché è troppo caotica. C’è un traffico pazzesco, poi io mi muovevo con i mezzi perché non avevo la macchina, quindi dovevo prendere prima l’autobus e poi cambiare e prendere il tram  e quindi attese anche di 50 minuti o di più. A volte ci mettevo due ore per andare all’Università. Io amo molto Roma perché ha un fascino unico e poi rappresenta un po’ l’inizio della mia passione per il cinema, anche se poi è iniziata a Firenze. Quindi la amo per starci quei tre giorni, ma tantissimo, mi piace e poi le persone sono molto simpatiche, socievoli e alla mano, però sinceramente non ci vivrei. Mentre a Milano ho trovato la mia dimensione perché è la grande città che ti offre tutti i vantaggi della grande città a livello professionale e sociale, di varietà e di apertura culturale. Di milanesi ce ne sono proprio pochi, perché c’è gente che viene da tutte le parti ed è una città più vivibile e più ordinata, più pulita, ti muovi meglio.

C’è un angolo di Roma a cui sei affezionata?

No, a me piace tornare nel posto dove era la mia casina, perché vi ho vissuto per tre anni ed era molto sfigata perché  era tra la Nomentana e la ferrovia. Quindi quando passava il treno, tremava tutta la casa e sembravano le comiche. Ero in una camera che era divisa in due da un armadio e una porta di compensato, quindi era una mezza stanza. Eravamo quattro ragazze e io con un’altra ragazza avevamo questo armadio che ci divideva, le altre due ragazze avevano delle camere bellissime. Noi che  eravamo le ultime due ragazze arrivate, avevamo la camera sfigata. Io avevo la porta d’entrata di compensato e lei a soffietto, quindi ogni volta che lei apriva, vibrava tutto. Le altre due ragazze avevano un bagno enorme, con la vasca enorme, noi avevamo un bagno piccolissimo, con la doccia con la tendina. Però nonostante questo io quando vado a Roma voglio passare di lì. A quei tempi non c’era internet, non c’era il wi-fi e dovevo scendere in quei call center gestiti dagli stranieri.

La cucina romana ti ha conquistata?   

Io a quei tempi non avevo una lira, quindi non mangiavo mai fuori (risata). Non avevo un soldo, andavo all’Università e non andavo neanche al McDonald, ma cucinavo qualcosa in casa.

Il tuo piatto forte qual è?

Non voglio essere immodesta, ma cucino tutto bene (risata). L’unica cosa che non so cucinare sono i dolci, però con i primi e i secondi me la cavo alla grande. Cucino molto bene i primi di pesce, oppure con il parmigiano, con i legumi ma poi io vario molto. Però cucinare mi riesce molto bene e poi cucino veloce, perché non ho tanto tempo, però riesco in pochi minuti a fare dei piatti sfiziosi, i più naturali possibile perché ci tengo molto alla salute, alla linea.

A chi vorresti dire grazie?

Prima di tutto ai miei genitori, perché nonostante che all’inizio mi abbiano ostacolato, non mi hanno fatto mai mancare il loro sostegno. Mio papà poteva dirmi: “Vabbè, non fai quello che ti dico io, te la paghi da sola l’appartamento, la scuola e ti arrangi”. Il mio papà ostacolandomi mi ha reso ancora più sicura, ancora più determinata nel raggiungere quello che io desideravo, perché pur avendo il suo ostacolo io sono andata avanti e mi ha fatto capire quanto io volessi davvero  quella cosa.  Professionalmente invece devo ringraziare Antonio Ricci perché mi ha dato l’occasione per il momento della mia vita, poi è vero che non si finisce mai di crescere, però mi ha fatto davvero realizzare il mio sogno.