Claudio Colica (attore e youtuber)                       Roma 21.7.2025

                               Intervista di Gianfranco Gramola          

“La mia ambizione è di continuare a fare quello che sto facendo e come lo sto facendo. Passioni? Da un paio di anni ho la passione del trekking, della montagna e poi c’è la grande passione nerd che mi accomuna a mia moglie”

Claudio Colica è nato a Roma il 5 dicembre 1988. Dopo essersi laureato in Scienze della comunicazione, si è dedicato insieme al fratello Fabrizio alla realizzazione di numerosi video comici su YouTube. Nel corso degli anni ha fatto innumerevoli collaborazioni e ha creato numerosi canali, tra cui Minimad (realizzato con Alessandro Meta), Vegan Chronicles (insieme ad Andrea Morabito), Le Coliche e Just For A Like. E’ vegano e ha due gatti, Simba e Loki. Inoltre è sposato con l’attrice Neva Leoni.

Intervista

Com’è nata la tua passione per la recitazione?

La passione è nata un po’ per gioco. Io ho cominciato tra i banchi di scuola, al liceo a fare spesso dei video amatoriali ai miei amici e rimontarli, con montaggi molto semplici. La mia prima passione però è stata quella per il montaggio, perché io nasco come montatore in realtà e ho cominciato a girarmi da solo i video che volevo montare e da lì è venuta da sé sia la passione per la scrittura che per la recitazione.

I tuoi genitori come hanno preso questa tua scelta artistica? Avevano in mente un futuro diverso per te?

Mio padre purtroppo ha fallito con entrambi i figli nel voler farci diventare avvocati e tifosi del Napoli. Tuttavia l’hanno presa molto bene perché è stato nostro padre a infonderci l’amore per la video camera, perché lui ci ha sempre cresciuti con questa video camera in mano e noi già da piccoli mettevamo facevamo delle scenette, delle imitazioni, abbiamo fatto anche una trasposizione video di una favola che ci raccontava nostra nonna prima di andare a dormire. Più di tanto non si possono lamentare, perché è anche un po’ colpa loro (risata).

Con quali attori di riferimento sei cresciuto?

Non ce n’è uno solo. Papà ci ha cresciuto con Totò e poi da lì sono venuti i vari Sordi, Verdone, De Sica, Aldo Giovanni e Giacomo e tanti altri.

Ti hai lavorato con Angela Finocchiaro e Christian De Sica. Chissà che emozione.

Un sogno. Per me è stata un’esperienza meravigliosa, un sogno che si avverava e loro sono stati veramente una mamma e un papà. Abbiamo fatto due film insieme e già dal primo c’era molto affiatamento, dal secondo con la squadra già rodata è stato veramente come stare in famiglia. Lavorare, pranzare come in famiglia. Anche Dharma è stata come una sorellina, quindi è stata veramente una piacevole passeggiata.

Com’è nata l’idea di “Le Coliche”, dove tu e tuo fratello Fabrizio fate dei video umoristici?

Il nome nasce dal nostro cognome di famiglia Colica, quindi è venuto da se. “Le Coliche” è nato appunto come dicevo prima, io e mio fratello Fabrizio abbiamo sempre avuto l’hobby di fare video, delle piccole scenette e cose simili e con l’avvento di You Tube abbiamo pensato di fare qualcosa anche noi. Era un periodo che stavano nascendo i primi you tuber. Poi Fabrizio è stato preso al Centro Sperimentale di Cinematografia, è stato cinque anni lì e non poteva dedicarsi ad altro. Nel frattempo ho cominciato ad aprire dei miei canali su You Tube e quando Fabrizio ha finito al Centro Sperimentale ci siamo ricongiunti e abbiamo dato vita al progetto che ci siamo promessi di fare.

I vostri video sono ispirati dalla vostra fantasia o li prendete dalla realtà?

Quelli che funzionano di più sono quasi tutti presi dalla realtà, da cose che ci succedono o che succedono ai nostri amici, ai nostri parenti E’ difficile che partoriamo un video dalla totale fantasia, c’è sempre uno spunto reale da cui partiamo che poi viene ampliato con argomenti un po’ più surreali e comici. Però secondo me per fare un buon video è prendere spunto dalla realtà dei fatti.

Ho letto che con tuo fratello avete scritto il libro “Come il mal di pancia”. Cosa vi ha spinto a scriverlo?

Ci scrisse Mondadori chiedendoci se avevamo una storia da mettere su carta e lì ci siamo chiesti come sarebbe stato scrivere un libro a quattro mani. Io e mio fratello poi abbiamo un modo di raccontare le cose molto diverse tra noi. Allora abbiamo deciso di scrivere dei grandi temi della vita, uno dal punto di vista mio e uno dal punto di vista suo. Quindi il libro si suddivide in capitoli, c’è l’amore dal punto di vista di Claudio e dal punto di vista di Fabrizio, c’è il lavoro  dal punto di vista di Claudio e dal punto di vista di Fabrizio, c’è l’amicizia dal punto di vista di Claudio e dal punto di vista di Fabrizio, ecc ... Quindi raccontiamo la nostra vita sotto lo stesso schema ma in punti di vista e modi di scrivere diversi. Un racconto brillante e pungente con l’intenzione di far ridere, certo, ma anche riflettere su cosa vuol dire essere fratelli. Fratelli così diversi.

Quali sono le tue ambizioni e i tuoi progetti?

Io dico sempre che sto vivendo le mie ambizioni, mi reputo abbastanza fortunato da dire che sto facendo quello che voglio fare, sto realizzando i miei piccoli obiettivi. La mia ambizione in realtà è di continuare a fare quello che sto facendo e come lo sto facendo.

Oltre al lavoro curi delle passioni nella vita?

Da un paio di anni ho la passione del trekking, della montagna e poi c’è la grande passione nerd che mi accomuna a mia moglie che è in giochi di ruolo, serie tv, film e cinema.

La tua squadra del cuore?

Non ce l’ho. Né Roma, né Lazio, né Napoli come vorrebbe mio padre.

Com’è il rapporto con la tua città, con Roma?

Come tutti i romani c’è un rapporto di amore e odio, ci lamentiamo tanto di Roma e dei suoi problemi, ma non la cambieremo con un’altra città al mondo. Poi è spunto di quasi tutti i nostri video, senza Roma probabilmente non esisterebbero Le Coliche e non esisterei io come comico. E’ una continua fonte di spunti e di gag che sono molto più surreali di quanto uno si immagina.

Quali sono i quartieri a cui sei molto legato?

Io sono cresciuto a ponte Milvio, quindi Roma nord, ora sono a Monteverde ma non sono mai stato troppo legato ad un quartiere. Indubbiamente quando entro a Vigna Clara e a ponte Milvio c’è quel senso di nostalgia nel vedere quelle vie dove sei cresciuto. Io poi avevo tutte le scuole sotto casa sia le scuole elementari che le medie e il liceo. Quindi per me era tutto là, poi però intorno ai 20 anni ho cominciato a fare amicizia anche con persone di altri quartieri e ho scoperto che c’era un mondo intorno al mio quartiere. Ma non mi sono mai legato tanto al quartiere.

La romanità nel tuo lavoro è stato un vantaggio?

Si, la romanità è stato un vantaggio. Il romanesco è anche un dialetto molto simpatico.

La cucina romana ti piace?

Io sono vegano da parecchi anni, quindi mi piaceva  tanto la carbonara, la matriciana e ora mi diverto a mangiarle in versione vegana. Poi ci sono tutti quei piatti come i carciofi alla romana, le pennette all’arrabbiata, la cicoria ripassata, quelle sono romane e vegane di loro.

Un paio di consigli da dare al sindaco di Roma?

Di mettere un po’ più di alberi, perché sta facendo tante belle cose che mi piacciono. Però tanto cemento e pochi alberi.