Francesca Gerosa (politico)                              Trento11.5.2026

                       Intervista di Gianfranco Gramola  

“I temi che mi stanno più a cuore sono la famiglia, l’educazione dei nostri giovani e il fatto che possano crescere all’interno delle nostre scuole con quello spirito critico che servirà loro poi nella vita”  

Gianfranco Gramola e Francesca Gerosa durante l'intervista.

Contatti gerosafdi@gmail.com

È nata a Trento il 3 marzo 1976, dove vive con suo marito, un figlio e una figlia. Diplomata al Liceo classico Arcivescovile di Trento, si è poi laureata presso l'Ateneo di Trento in Sociologia (indirizzo politico istituzionale) con il Prof. Sergio Fabbrini, con la tesi 'Condizioni e attori del cambiamento istituzionale: il passaggio dal primo al secondo Statuto di autonomia'. Dal punto di vista professionale, negli ultimi vent'anni si è occupata prevalentemente di attività legate al mondo immobiliare e dell'edilizia, quali mediazione, consulenza e sviluppo. Consigliere comunale di Trento dal 2009 al 2015, è stata membro della Commissione istruzione, università, formazione permanente e sport, della Commissione elettorale, Vicepresidente della Commissione politiche sociali, politiche della casa e pari opportunità, e membro del Consiglio delle Donne. Nel triennio 2019/2022 è stata Consigliere di amministrazione in Autostrada del Brennero S.p.A. e in alcune Società del Gruppo: Rail Traction Company S.p.A., S.T.R. S.p.A., INRAIL S.p.A., Autostrada Regionale Cispadana S.p.A. Ha fatto parte del Consiglio di amministrazione di Itea S.p.A. nell'anno 2020/2021 per poi diventarne la Presidente, carica ricoperta per due anni fino a inizio settembre 2023. È stata eletta a inizio 2023 nella Giunta nazionale di Federcasa, di cui era già membro del direttivo dal luglio 2021. È membro del Consiglio di amministrazione della Difesa Servizi S.p.A., società in house della Difesa, su nomina del Ministro della Difesa di concerto con il MEF. È stata eletta in Consiglio provinciale nella lista di Fratelli d'Italia, partito di cui è membro dell'assemblea nazionale e dei coordinamenti regionale e provinciale.

Intervista

Com’è nata la passione per la politica?

E’ nata con la consapevolezza che per cambiare le cose ti devi mettere in gioco, nelle cose ci devi entrare. Quindi mi sono avvicinata alla politica, nel senso ad essere attiva, già quando ero alle superiori, ma senza però un’appartenenza, cioè all’interno di un partito nelle giovanili, per poi invece attivarmi in modo più concreto con le elezioni comunali del 2009.

Prima di dedicarti alla politica hai fatto altri lavori?

Io mi dedico alla politica come lavoro solo da due anni e mezzo, perché bisogna ricordarsi che chi fa politica nelle amministrazioni comunque ha il proprio lavoro, ha la propria carriera, la propria crescita professionale e ti dedichi anche all’amministrazione pubblica, che non è il tuo lavoro. Io ho sempre lavorato nel mondo dell’immobiliare fino al novembre del 2023, più alcuni incarichi e ruoli all’interno di società pubbliche.

Come hanno preso questa scelta i tuoi genitori?

I miei genitori hanno sempre seguito con interesse, lo dico sorridendo, tutte le mie passioni. Io mi appassiono alle cose e alla vita in generale e diciamo che loro, essendo la loro figlia, vivono sempre con un po’ di dispiacere più che altro alcune dinamiche che mi hanno ruotato attorno in questi anni e diciamo che ho le spalle più grosse. Come mamma di un bambino li capisco e di alcune dinamiche ne soffrono.

Con quali valori sei cresciuta?

Sono cresciuta con i valori del rispetto, delle idee degli altri ma sempre con la convinzione che le proprie idee bisogna dirle senza timore. Sono cresciuta con l’importanza della famiglia, che per me è la mia isola felice, perché avere una famiglia solida non è un qualcosa che ti viene regalato, ma un qualcosa che contribuisce a far crescere nella sua solidità. Così hanno fatto i miei genitori e così cerco di fare anch’io.

La politica secondo te è più un mestiere o una vocazione?

La politica per me è una vocazione e io mi ritengo prestata alla politica per quello che sarà un periodo più o meno lungo, più o meno breve, a seconda dei punti di vista. Purtroppo c’è chi lo ritiene un punto d’arrivo ma certo non è il mio caso.

Con quali politici di riferimento sei cresciuta? Chi sono stati i tuoi miti, i tuoi maestri?

Non parlerei di miti e neanche di maestri, parlerei di persone che hanno dato un esempio con il loro agire trasparente e con la loro voglia di lavorare. Io in casa ho un esponente politico che è l’ingegner Crespi che era un esponente di spicco del partito liberale, ma una figura di riferimento c’è nella mia famiglia, l’ingegner Carlo Torzi, mio nonno materno, che ha sempre ricoperto ruoli importanti di volontario all’interno dell’Unione Commercio e Turismo. Da lui ho preso l’esempio di impegnarsi per migliorare la società. 

Quali sono i temi, gli argomenti che ti stanno più a cuore?

Sicuramente il tema della famiglia perché è all’interno della famiglia che poi nasce tutto, fino da quando si viene al mondo, perché è all’interno della famiglia che impari davvero l’importanza della responsabilità, dell’impegno e dei valori e sappiamo come oggi ci sia una crisi, una fragilità della famiglia all’interno della nostra societàche poi si ripercuote sulla società stessa. Quindi la famiglia, l’educazione dei nostri giovani e il loro benessere e il fatto che possano crescere all’interno delle nostre scuole con quello spirito critico che servirà loro poi nella vita.

Come può difendersi una donna vittima di violenza?

La donna intanto può difendersi se riusciamo a costruire una vera cultura del rispetto all’interno della nostra società e questa è una condizione fondamentale perché la prima arma che ha la donna per difendersi è la società che ha intorno che abbia la consapevolezza di cosa è giusto e cosa non lo è. Dico sempre alle ragazze che devono credere in se stesse, devono capire quanto valgono e devono valorizzarsi e questo vuol dire che devono avere il diritto di dire “no”senza doversi sentire in colpa e senza dover pensare che magari chi ha di fronte potrebbe risentirsi e quindi anche qui parliamo di cultura.

Non credi che la cronaca nera negli ultimi anni sia troppo spettacolarizzata in TV?

Da un lato serve parlarne perché è un punto di partenza per far capire che c’è un problema. Finché continuiamo a parlarne vuol dire che non si è fatto abbastanza. Dall’altra quindi dobbiamo pensare a quanto sia importate educare i futuri uomini di domani, che devono imparare il rispetto, devono imparare il senso del limite e devono capire che il fatto di essere respinti sia una cosa naturale, che fa parte della propria crescita e non deve essere vista come quella sconfitta che ti porta poi ad essere violento e aggressivo, fisicamente e verbalmente con i modi.

Hai lanciato l’idea degli psicologi a scuola: spiegati meglio.

Stiamo lavorando più che altro a reperire le risorse per un modello diverso, perché è vero che c’è lo sportello psicologico nelle scuole, noi anche in questa legislatura abbiamo investito su questo, ma non tutti i ragazzi hanno quella consapevolezza di avere la necessita di entrare attraverso la porta dello psicologo. Dobbiamo cogliere i segnali di disagio prima, camminando tra corridoi della scuola e per questo stiamo studiando all’ordine degli psicologi un modello più diffuso che vada oltre lo sportello, partendo già dalla scuola dell’infanzia. Quando parliamo della scuola dell’infanzia, però più che rivolgerci ai ragazzi che in quel caso sono bambini, si guarda alle necessità delle famiglie.

In politica ci sono tante donne. E’ un altro passo verso la parità?

E’ vero che ce ne sono molte più di prima, ma ce ne sono troppo poche e secondo me dobbiamo lavorare i tempi della politica che a volte sono troppo distesi e noi donne siamo abituate a guardare la nostra giornata come un sistema di incastri per riuscire a fare tante cose. A volte le donne vedono la politica come un qualcosa di poco efficace, come se fosse un po’ una perdita di tempo e che non ti porta niente.  Io posso dire invece che noi donne in politica sappiamo dare un valore aggiunto e insieme agli uomini, quindi non davanti, non indietro, ma insieme portare punti di vista e approcci diversi.

Tempo fa con il presidente Fugatti c’è stata un po’ di maretta per via degli orsi. Com’è la situazione ora?

In realtà questo risale al 2023. Diciamo che c’è stata maretta su altre dinamiche politiche, ma io vado avanti, mi soffermo sui temi, sto portando avanti nuove politiche per quelle che sono le deleghe che ho, che ho l’onore di ricoprire e quindi andiamo avanti. L’importante è riuscire a lavorare tutti e in politica bisogna riuscire a lavorare insieme nell’interesse in questo caso dei trentini. 

Disabilità e anziani. Altro tema importante.

Il tema dell’inclusione, pensando alla disabilità, è un tema tra le priorità anche di questa legislatura. Il benessere, inclusione e l’accessibilità noi lo stiamo affrontando con le mie deleghe sia nella scuola che nell’ambito della cultura. Per quanto riguarda la scuola adesso stiamo per varare il nuovo regolamento sui bisogni educativi e sull’inclusione. Adesso sono due i regolamenti ma noi ne facciamo uno unico, perché guardiamo la persona, i ragazzi a tutto tondo e considerandoli come tutti gli altri. Quindi non parleremo più di bisogni educativi speciali ma solo di bisogni educativi che valgono per tutti e su questo stiamo lavorando tanto anche come accessibilità nei luoghi della cultura. Gli anziani sono un grande tema, perché gli anziani sono un grande valore per le famiglie, per la nostra comunità, che devono essere sempre più valorizzati per la loro età e per via di una denatalità crescente. Un’età invece che si prolunga, ma la giunta sta facendo molto anche su questo.

Come politica pensi di essere più amata, invidiata o temuta?

Credo temuta perché forse dà fastidio avere qualcuno, soprattutto se è donna, che dice quello che pensa senza timore delle conseguenze e credo che questo spaventi ancora oggi. L’invidia c’è sempre e nella vita vale per tutti, qualsiasi lavoro si faccia. Per quanto riguarda amata io penso di essere anche stimata da molte persone. Questo me lo riconoscono quando vado in giro sul territorio e questo sicuramente ti da la forza di andare avanti anche nelle difficoltà. La stima delle persone ti dà sicuramente la carica e ti fa capire che sei sulla strada giusta. Vale di più la stima che tutto il resto, anche se io apprezzo molto anche le critiche. Non mi danno fastidio e le ascolto, mi interrogo e cerco di migliorarmi.

Quali sono ora le priorità, le tue prossime sfide?

La principale sfida, politicamente parlando è lavorare al radicamento sempre più capillare di Fratelli d’Italia sul territorio. Lo dico da presidente di Fratelli d’Italia del Trentino dopo il congresso che c’è stato il 29 di novembre, quindi far crescere il movimento all’insegna dell’impegno di Giorgia Meloni. Quindi il nostro prossimo obiettivo sono le politiche del 2027 e per questo stiamo lavorando proprio sulla capillarità, sulla rete tra territori, amministrazioni e dipartimenti tematici.

Come vedi l’operato di Giorgia Meloni?

E’ un operato eccellente, l’abbiamo visto anche dai dati di questi tre anni di governo, tutti gli indicatori ci raccontano di un governo che ha lavorato bene. I numeri non sono opinioni, i numeri sono il risultato delle azioni che sono state messe a termine da questo governo. E’ aumentata l’occupazione femminile, è diminuita la disoccupazione, ancora il governo sta investendo sul lavoro. E’ aumentata la spesa relativa alla sanità e abbiamo visto come lo spread è passato dal 233 punti base a 79 punti base. Adesso mi sembra che siamo a 80 punti. Abbiamo visto anche il deficit che siamo passati al 3,1 per cento, nel 2022 era a meno 8,1. Questi sono segnali che lei è riuscita con il suo carattere, lo studio e l’impegno a far tacere quelli che speravano nel fallimento del suo governo. E lei lo sta facendo anche con l’umiltà che tutti noi le riconosciamo.

Un pregio della Meloni che vorresti avere?

La forza di non mollare mai nonostante le tante difficoltà che incontriamo sul nostro cammino, ma per ora posso dire di avere anch’io questo pregio. 

Nel tuo futuro c’è spazio per un tuo libro?

Io ci penso da tanti anni, ma in questo momento non farei mai un libro che parla di me, un libro biografico perché voglio costruire ancora la mia personalità, la mia strada per poterla poi raccontare. Vorrei scrivere un libro di fantasia da leggere senza per forza parlare di me. Di me parlo sui social.

Ad un giovane che si avvicina alla politica, che consigli vorresti dare?

Noi abbiamo tanti giovani che si avvicinano alla politica, entrano nel nostro movimento partendo da Gioventù Nazionale, ragazzi che studiano, che si impegnano e a loro voglio dire di rimanere se stessi, perché è facilissimo quando entri nell’ambito della politica snaturarsi, magari per piacere agli altri. Se cominci a snaturarti per piacere agli altri sapendo che non potrai mai piacere a tutti, cambi e nel momento in cui cambi è il fallimento del tuo percorso. Quindi ai ragazzi consiglio di lavorare insieme, di studiare, di restare sé stessi e lavorare alla propria professione, perché quando sei giovane e fai politica non devi pensare che se poi hai un ruolo, quello possa essere per tutta la vita. Prima cresci come persona, cresci come professionista, ti crei il tuo lavoro e poi puoi fare politica perché è l’unico modo per restare liberi. Perché è il tuo lavoro che ti rende libero e non ti fa scendere a compromessi. In politica ci puoi stare ma puoi anche uscire ma devi avere anche una base solida su cui contare.