Gaia Zucchi (attrice, showgirl e scrittrice)
Roma
9.6.2025
Intervista di Gianfranco
Gramola
“E’ tutta una vita che mi chiedevano di
scrivere una autobiografia, perché la mia è una vita piena di vicissitudini,
fatta di alti e di bassi, una vita anche molto sofferta, però il dolore mi ha
aiutata a creare tante cose belle e ora vorrei essere un po’ più serena”
Nata a Roma il 27 marzo del 1970, ha origini
aristocratiche da parte di madre. Ha un fratello e una sorella, Marco e Simona.
Il suo bisnonno era il generale Rodolfo Corselli, giornalista e saggista di arti
militari; mentre il nonno era il tenente del Regio Esercito Aldo Zucchi,
decorato alla memoria medaglia d'oro al valor militare. Si è diplomata in
recitazione al Centro Sperimentale di Cinematografia, allora diretto da Lina
Wertmüller, dove si è formata con docenti come Goliarda Sapienza e Attilio
Corsini, e ha anche conseguito la laurea in psicologia. Ha lavorato come
fotomodella e, successivamente, è stata interprete di fotoromanzi sulle riviste
Cioè e Lanciostory. Sono seguiti molti spot pubblicitari televisivi e
temporanee apparizioni come showgirl a Che tempo che fa, Scommettiamo che e
altre trasmissioni RAI. Nel 1995 è stata diretta da Tinto Brass nel film Fermo
posta Tinto Brass. Gaia Zucchi è stata attiva nel mondo dello spettacolo
soprattutto nell'ultimo decennio del XX secolo, avendo preso parte a numerosi
spettacoli teatrali, quali Voglia matta - Anni 60 di Attilio Corsini, e varie
produzioni cinematografiche e televisive. Nel 2023 ha pubblicato un libro
autobiografico divenuto presto un best seller, La vicina di Zeffirelli, in cui
è descritta l'amicizia da lei avuta con il regista Franco Zeffirelli, suo
mentore artistico. È stata sposata col produttore cinematografico Francesco
Papa. Dal matrimonio è nato Leonardo, anch'egli produttore. In seguito, Gaia
Zucchi ha avuto una relazione col produttore discografico Tullio Mattone. Dalla
relazione con l'imprenditore napoletano Massimo Mignano è nata, invece, la
figlia Mia.
Cinema
Plagio (1989) - Nessuno mi crede (1992) - Est
(1993) - Caso Wanderbit (1994) - Muccino Muccina (1994) - Peggio di così si
muore (1995) - Fermo posta Tinto Brass (1995) - Il cielo è sempre più blu
(1996) - Il tocco: la sfida (1997) - I volontari (1998) - Per sempre (2003) -
Carrozzelle felici (2003) - Rabbia in pugno (2012) - Come un fiore (2023) -
Jerry e Tom (2023)
Televisione
Papà prende moglie (1993) - La signora della
città (1996) - Tutti gli uomini sono uguali (1998) - Turbo (1999) - La Squadra
(2003) (serie televisiva Rai 3) - Carabinieri (2004-2005) (serie televisiva
Canale 5) - Distretto di polizia (2005) (serie televisiva Canale 5) - Camera Cafè
(2005) - Prenditi cura di Me (Reality 2022) (Otto Channel Tv)-
Teatro
La crisi del teatro (1994) - Marasade (1996)
- Voglia matta - anni 60 (1995 - 1997) - Gente
soprattutto matta (1997) - Voglia matta - anni 50 (1998) - Voglia matta di Roma
(1999) - La bottega del caffè (2000) - La giornata d'uno scrutatore (2003) -
Opere letterarie
La vicina di Zeffirelli, De Nigris, 2023. La
prefazione è stata scritta da Maria Giovanna Elmi.
Intervista
Mi racconti chi ti ha trasmesso la
passione per la recitazione?
Io sono proprio nata attrice, io già nella
culla volevo fare questo. Scherzo (risata). Io sono stata fermata per la strada
perché ero ritenuta tanto bella, per partecipare ad un provino per la pubblicità
del tonno in vetro. Io ero minorenne, chiesero il permesso ai miei e subito mi
hanno presa e da lì ho iniziato a fare un sacco di fotoromanzi per la Lancio
Story e lavoravo come una pazza. Ad un certo punto tutti mi dicevano che
dovevo fare l’attrice perché ero stupenda, ero bellissima. Io ho
sempre adorato viaggiare, per me viaggiare era la più grande passione, la più
grande cultura. Puoi prendere tutte
le lauree che vuoi, ma se non viaggi non c’è niente da fare. Ho pensato
faccio l’attrice, giro il mondo, vengo considerata, guadagno un
sacco di soldi, vediamo se riesco anche a studiare, perché io sono una
perfezionista.
Hai delle lauree?
Sono laureata in psicologia, diplomata al
Centro Sperimentale di Cinematografia, quindi io sono una che ha studiato e
continua a studiare tantissimo. Perciò questo forse è il mio limite in questa
società. Ho fatto il provino al Centro Sperimentale, anche se mi avevano detto
che non mi avrebbero preso mai perché lì ci entrano solo i raccomandati. Io
non ho mai accettato compromessi, non sono mai stata l’amante di nessuno e
tutto quello che ho avuto e tutta farina del mio sacco.
Sarà poco, sarà tanto ma è tutto mio, è frutto dei miei sacrifici,
perché sono fatta così. Non ho un prezzo, non so vendermi, non so scendere a
compromessi ed è sempre stato tutto tanto difficile per me, troppo difficile,
soprattutto se sei una bella donna. Ma io ho fatto solo scelte per amore, quindi
ho rinunciato ad essere l’amante di personaggi importantissimi, di cui molte
attrici lo sono diventate. Mi dicevano: “Ma tu sputi nel piatto dove tutte
vorrebbero mangiare”. Tornando alla mia carriera, io facevo il provino per
Striscia la notizia e in contemporanea per il Centro Sperimentale, dove mi
dissero che non mi avrebbero preso
da nessuna delle due parti. Ok, però io faccio ugualmente i provini. Quindi mi
sono data da fare per i provini che sono durati un mese e mezzo per entrare al
Centro Sperimentale e per fare la velina a Striscia la notizia. Morale della
favola mi hanno presa tutte e due. Io non potevo crederci, urlavo dalla gioia ma
non potevo farlo in contemporanea, perché al Centro Sperimentale devi studiare
per 3 anni senza mai poter lavorare, hai la frequenza d’obbligo sia la
mattina, sia la sera, una borsa di studio e quindi io ho rinunciato, pagando una
penale, a Striscia la notizia, dove avrei dovuto fare la prima velina e sono
andata a studiare al Centro Sperimentale, la
cui direttrice era Lina Wertmuller, e dove ho incontrato la grandissima Goliarda
Sapienza, moglie di Citto Maselli, lei è
stata una mia grandissima amica di cui ora parlano bene tutti, ma che è stata
trattata male dal mondo, morta da sola, cadendo dalle scale, a Gaeta. Al Centro
Sperimentale poi ho incontrato il mio maestro Attilio Corsini e con lui sono
entrato nella compagnia Attori e Tecnici al teatro Vittoria, dove ho lavorato
per 20 anni e da lì mi sono appassionata terribilmente studiando molto e più
studiavo, più mi piaceva, più facevo esperienza e più mi appariva bello il
mio mestiere, perché tu puoi essere
tutti, e partendo dalla tua interiorità, puoi vivere mille vite. E quando te lo
fanno fare è meraviglioso, dico “te lo fanno fare” perché ora non arrivano
neanche i provini, è tutto un mondo di compromessi e raccomandati. Io non sono
stata raccomandata da nessuno, sono una donna incasinatissima, un’artista a
360 gradi, mi porto dietro un sacco di casini perché non sono furba, non sono
lungimirante e non penso al futuro.

Con quali attori di riferimento sei
cresciuta? Chi sono stati i tuoi idoli, i tuoi miti?
L’attrice più
brava in assoluto trovo che sia Meryl Streep, che è un mostro sacro di
recitazione. Non ho avuto mai dei miti, degli idoli, però ho l’ammirazione
per le attrici come la Streep. Sarò banale ma come attori però ti dico Al
Pacino, Robert De Niro, Clint Eastwood e mi piace Julia Roberts. Trovo
bravissima e meravigliosa Nicole Kidman. Questi sono artisti da cui posso solo
imparare. Come attori italiani mi piace molto Pierfrancesco Favino. Però io mi
ispiro molto ai miti d’oltreoceano.
E’ vero che hai fatto l’investigatrice
per Tom Ponzi?
Verissimo. Quando in un periodo della mia
vita non sono riuscita a lavorare perché mi ero stancata di tutto questo
sistema, mi sono reinventata e ho fatto l’opposto, perché l’investigatrice
privata deve nascondersi, osservare tutto, deve essere piccola per non farsi
notare, quindi esattamente l’opposto del mio mestiere e devo dire la verità,
e non lo dico per presunzione, ma io tutto quello che faccio, riesco a farlo
benissimo. Questo perché ci metto il cuore e la passione e sono diventata
bravissima. Ho lavorato per Elio Petrone e poi per Tom Ponzi facendo
l’investigatrice privata per dieci anni ed è stata una bellissima esperienza.
Poi è nata la mia seconda figlia e ho dovuto lasciare perché era troppo
pericoloso come mestiere.
Quali erano i tuoi compiti come
investigatrice?
Risolvere i casi, scoprire tutto. C’erano
casi di corna, di droga, di matrimoni, di interessi economici. Li ho scoperti
tutti, ma la maggior parte erano casi di corna. Ci sono tantissimi cornuti e
cornute caro Gianfranco. Ricordo un vecchietto, che non scorderò mai,
che io dissi: “Ha 80 anni e passa, che vuole fare questo?”.
Cinema, teatro e TV. In quali di questi
ambienti ti senti più a tuo agio o pensi di dare il meglio?
Io essendo molto eclettica, se devo dire la
verità, facendo cinema mi sento a casa e strafelice
e così anche quando sono su un palcoscenico o quando sono in televisione. Mi
sento felicissima, basta che mi facciano recitare. Il cinema mi piace di più
perché resta anche dopo, resta nella memoria e ti senti più diva. Quindi
cinema al primo posto e poi teatro e televisione.

Tanti anni di carriera ti hanno resa
famosa. Come vivi la popolarità e come la gestisci?
Io la popolarità l’adoro e non condivido
quelli che dicono che non li piace, perché è bellissimo essere riconosciuto,
fare un autografo, fare la foto, un selfie. Sono soddisfazioni e la popolarità
io l’ho gestita benissimo, tranne ai
tempi quando ho fatto il film per Tinto Brass, che dovevo girare con le guardie
del corpo, perché i fan mi
identificavano in quel personaggio e mi volevano violentare, mi toccavano, mi
strattonavano nelle serate, perché all’epoca si facevano le serate.
Praticamente io andavo nel locale con le guardie del corpo e una volta mi hanno
tirata per i capelli e sono finita addirittura per terra, perché questi mi
volevano addirittura toccare. Anche oggi mi identificano come quella che ha
fatto il film con Tinto Brass, che poi io non sono per niente quel personaggio.
Io sono una donna semplice, sono molto materna, mi piace fare la mamma. Però
nella vita mi hanno sempre vista come un sex symbol solo perché mi hanno vista
in quel film e ho questa bocca, questo corpo, però io nella mia anima sono una
bambina.
Veniamo al tuo libro “La vicina di
Zeffirelli”. Com’è nata l’idea di scrivere questa autobiografia?
E’ tutta una vita che mi chiedevano di
scriverla perché la mia è una vita pazzesca che dovrei stare 10 ore al
telefono per raccontartela, oppure scrivere 10 libri. Perché è una vita piena
di vicissitudini, fatta di alti e di bassi, una vita anche molto sofferta, però
il dolore mi ha aiutata a creare tante cose belle, però ora vorrei essere un
po’ più serena. Quando è morta la mia mamma ho
avuto una batosta, perché eravamo una unica cosa. Uccisa all’improvviso da
una biopsia in un day hospital, quindi un’ingiustizia terribile e praticamente
mi sono sentita morire e ho dovuto affrontare un lutto terrificante. Poi un
trasloco della casa dove stava mia mamma, ho aiutato un fratello che non stava
bene, mi sono separata dopo 20 anni perché il mio ex non accettava che aiutassi
la mia famiglia d’origine e allora mi sono messa sul letto e ho detto
rivolgendomi a mia madre lassù: “Adesso che faccio della mia vita?”. Sentii
una voce che diceva “Scrivi” e questa vocina l’ho sentita proprio bene,
sarò matta o non sarò matta. Ho scritto questo libro, mi sono fatta dare
l’idea del titolo dal mio manager che cura la mia immagine da 35 anni, Walter
Garibaldi e il mio amico Alessandro Basso ha disegnato la copertina e ha cercato
di tirarmi fuori da tutta questa melma, da questo dolore, ma non immaginavo mai
tutto questo. Ora siamo arrivati alla 71esima presentazione e fra alcuni giorni
ritiro un altro premio. Mi hanno definita: “La scrittrice indipendente più
nota d’Italia”. Ho venduto più di dieci mila copie, è alla terza ristampa
e adesso penso al secondo libro. Non sono ancora pronta però.
Cosa ti ha colpito del maestro Zeffirelli?
Di Zeffirelli mi ha colpito il suo talento,
la passione nel metterci tutto se stesso nel suo lavoro, quindi la sua creatività
e il suo dire ciò che pensava a tutti quanti. Artista a 360 gradi, se gli stavi
simpatico era tutto a posto, se gli stavi antipatico potevi anche scomparire.
Altro suo talento era l’attorniarsi di grandi star internazionali e il suo
grande amore per gli animali. Nella sua villa
ho conosciuto Cher, Maggie Smith, Jeremy Irons, Judy Dench e tanti altri.
A casa sua mangiavano prima i cani e
poi le star. Suonava la campanella nella villa e io mi fiondavo perché era
l’ora di mangiare e lui ci faceva aspettare tutti, anche le star
internazionali, perché prima dovevano mangiare i suoi cani. Quindi aveva questa
sorta di ironia. Il mio libro è tutto ironico e io trovo che l’ironia è una
delle forme maggiori di intelligenza. Quanto mi faceva ridere questa cosa dei
cani e immagina crescere con queste star. Poi io nella villa ci andavo con Sofia
Loren, Claudia Cardinale e Armani. Nella villa accanto avevo quella di Gina
Lollobrigida e crescere con tutte queste star ti fa capire che la popolarità
che abbiamo noi è nulla, che non siamo nessuno e quindi quelli che si danno le
arie, sono ridicoli. Zeffirelli mi diceva: “Sai chi si da delle arie? Quelli
che non contano niente”. Mi sono presa tutti questi insegnamenti e alla fine
mi sono sentita sempre piccolina, ancora vado a fare i miei provini, ancora vado
a fare le mie presentazioni e spesso mi dicono: “Ma tu non
te la tiri?”. “Ma che me la tiro a fa? Dopo che me la sono tirata che
cosa ho ottenuto?”. “Perché le star sono inavvicinabili” mi hanno detto.
Ma questi sono concetti demodè, concetti che a me non interessano e io voglio
essere così, come mi ha cresciuto mia mamma, perché vengo da una famiglia
aristocratica, di veri signori, veri nell’anima, molto ricchi che poi abbiamo
perso tutto. Io sono nipote di un generale del Corpo d’Armata, per farti
capire, mio nonno medaglia al valore e io sono cresciuta un po’ sopra le righe
perché questi erano tutti pieni di regole, però con molta umiltà e molta
semplicità. Per esempio mia nonna, le persone che venivano a lavorare da noi,
le trattava benissimo e mi diceva: “Ricordati sempre che loro sono meglio di
noi, sono solo stati meno fortunati”. Quindi sono cresciuta con questi
principi, con questi valori che mi sono sempre
portata dietro. Sono sempre alla difesa delle persone più deboli, più
fragili, quelle che soffrono di più, per le persone che hanno di meno. Vorrei
tutto un altro mondo Gianfranco, perché questo mondo dove viviamo è un posto
brutto, non mi piace e le persone a volte sono crudeli. Ho una casa occupata da
4 anni, mi hanno rubato la macchina, mi stanno succedendo un sacco di casini.
Che ricordi hai delle vacanze con il
maestro Zeffirelli? Aveva la villa a Capri o Positano?
Non era Capri ma Positano. Lui aveva una
villa meravigliosa a Positano e io invece ce l’avevo a Capri, anzi ne avevo
due. Il maestro ci invitava spesso nella sua villa, c’è anche la foto nel mio
libro e ti rendi conto quanto era bella. Quelli erano i periodi più belli della
mia vita, spensierati, piena di sogni, in mezzo al mare, era tutto fantastico.
Ora se vai lì, una stanza costa 10 mila euro al giorno. In quel posto ho
passato tutta la gravidanza del mio primo figlio, Leonardo, quando ero
innamorata, felice e piena di speranze. Ho dei ricordi bellissimi, con tutte
queste star, mangiavo divinamente, nuotavo, ero amata e chi lo sapeva quello che
mi sarebbe successo nella vita?

È vero che hai in mente di scrivere un
libro su Gina Lollobrigida, altra tua vicina di casa?
Le notizie corrono Gianfranco. Me l’hanno
chiesto tutti un secondo libro e io mi stupisco ancora che sabato sarò a
Fiumicino a fare un’altra presentazione del mio libro “La vicina di
Zeffirelli”. Continuano a chiamarmi e i giornali parlano ancora del mio libro
dopo due anni, quindi è tanta roba. E’ vero del libro su Gina Lollobrigida,
però con quello sorprenderò tutti i miei lettori, perché lo farò sempre a
racconti, ma non sarà il seguito de
“La vicina di Zeffirelli”, ma sarà tutta un’altra storia. Racconterò il
mio rapporto con Gina, quello che succedeva sull’Appia Antica, alla ricerca di
un “pollo di Bresse” (lasciamo un po’ di suspense). Sarà una cosa molto
originale perché bisogna stupire le persone. Nei miei libri voglio raccontare
anche le fragilità, voglio parlare di religione, voglio parlare della morte,
dell’amicizia, dell’amore, non solo quello che ho fatto io. Per quello c’è
wikipedia. Il successo di questo libro è stato proprio la semplicità e tutti i
sentimenti di cui parlo, per arrivare nel cuore delle persone e tutti mi hanno
detto: “E’ successo anche a me”. Poi mi sono stati d’aiuto le fotografie
dei fotografi a livello internazionale, che mi hanno donato e in più io sono
tutta vera. Vai a trovare adesso un’attrice tutta naturale, sono tutte finte.
Io mi tengo le tette calate, però so’ le mie, mi tengo la bocca mia, le rughe
mie perché non ho questo mito dell’immortalità, piuttosto di non diventare
ridicola. Io sto uscendo per andare alla presentazione del libro di Alessandro
Cecchi Paone, con le ciabatte, perché “non me ne po’ fregà de meno”. Io
sono così, Gianfranco.
Tu sei nata a Roma. Che ricordi hai della
tua infanzia romana?
Io sono un misto, è vero che sono nata a
Roma, però ho girato tantissimo,
perché mia mamma è nata ad Arezzo, mio nonno era di Firenze e tutta la mia
famiglia da parte di mamma era di Palermo e poi avevamo questa casa a Capri. I
miei ricordi sono che Roma era bellissima, sono cresciuta senza un papà, con
mia nonna, mia mamma, con un fratello e una sorella, pieni di difficoltà, però
pieni di amore, di principi, di sani valori. Stavamo sempre insieme e mia mamma
non ci ha mai fatto mancare nulla. Mia mamma stava sempre in giro, lavorava
tantissimo e io stavo sempre con mia nonna. Poi andavo in questa scuola di suore
che mi facevano un sacco di cattiverie, perché mi mettevano spesso in
punizione, anche perché fin da ragazzina facevo la star (risata). Da ragazzina
ero terribile, mi mettevo a ballare e mi facevo pagare, vendevo le fotografie e
quando mi hanno scoperto mi volevano menare. Ero tremenda ma buona. Ti ricordi
Carlo Massarini, il giornalista e conduttore radio/tv? Io vivevo nel residence
Primavera, dove abitava anche lui. Io prendevo mia sorella e andavo in giro a
chiedere una donazione perché lei aveva un male incurabile e Carlo Massarini,
ci diede un sacco di soldi, non me
lo scorderò mai. Poi ci avevo preso gusto e mia mamma quando l’ha scoperto mi
ha messo in punizione per una settimana. Io facevo ‘ste cose. Poi mi ero
costruita una capanna sotto casa e vi stavo per un paio di giorni e mia mamma
era preoccupata non vedendomi. Però sono cresciuta con questa mamma
meravigliosa e una nonna fantastica.
C’è un angolo di Roma a cui sei molto
legata?
La zona è la mia, la Cassia, dove sono nata,
poi mi sono trasferita sull’Appia Antica, quindi l’Appia è l’angolo di
Roma preferito, lì ci ho vissuto 15 anni. Poi mio nonno ha la piazza di monte
Mario dedicata a lui e la via Aldo Zucchi sempre a monte Mario e un’altra via
a Firenze.
Nel tuo cuore però c’è anche Napoli
vero?
Ti ho detto che sono una girandolona.
Viaggiare è la cosa più bella del mondo. Mi sono trasferita a Napoli 15 anni
fa, perché ho una figlia con un napoletano. I napoletani sono terribili. Mia
figlia è nata a Roma però è cresciuta e vive a Napoli. Quindi io mi barcameno
tra Roma e Napoli. Però di Napoli mi piace molto questo modo di risolvere i
problemi, di risolvere tutto, però tendono sempre a “fotterti” detto alla
napoletana. E’ una cosa innata in loro quello di fotterti, infatti la macchina
dove me l’hanno rubata? A Napoli. I napoletani sono molto simpatici, ma se
possono ti fregano. Questa mentalità è una scuola di vita a Napoli.

Tornado a Roma, per un artista, cosa
rappresenta?
E’ meglio che cambi mestiere (risata). Se
vuoi fare l’attore Roma è il posto giusto,
se non il migliore dove cominciare, come adesso anche Napoli. Mentre
Milano per la moda e la pubblicità. Roma rappresenta la possibilità di
incontrare tantissimi registi, tantissime personalità del settore e di
frequentare scuole di recitazione e le migliori scuole di recitazione, tra cui
la mia, sono il Centro Sperimentale e l’Accademia
Silvio D’amico che stanno a Roma. Lì sono usciti tantissimi attori.
Queste sono le migliori scuole d’Italia e di cui sono orgogliosa di farne
parte. Nel mio biennio sono usciti Filippo Nigro, Paola Minaccioni, Marta
Zoffoli che stavano tutti in classe con me. Io penso che se tu credi in qualche
cosa, nessuno ti dice di non farlo, perché se ci credi i sogni si avverano.
Quando ho scritto questo libro ho subito pensato che sarebbe diventato un best
seller. La gente diceva: “Questa è pazza”. Se uno ci crede fortemente i
sogni si realizzano. E questo vale per tutti. Il mio libro lo definiscono anche
di formazione, è un libro di speranza, soprattutto anche per le donne di 50
anni, che vengono definite finite. E io dico loro: “Vedete, io mi sono rimessa
in gioco, sono caduta e mi sono rialzata”. Per 15 anni il mio ex mi ha
impedito di lavorare e quindi mi ha devastato la carriera quando ce l’avevo
all’apice e io per la mia famiglia ho rinunciato.
Quali sono ora le tue ambizioni Gaia?
Ne ho ancora tante, ancora sto all’inizio,
nonostante l’età (risata). Innanzitutto devo realizzare il film de “La
vicina di Zeffirelli”, poi ne voglio fare una serie televisiva e questo mi
sembra già tanto. Poi lo porterò a teatro e scriverò il mio secondo libro.
Poi vorrei fare qualcosa che resti nella storia e vorrei prendere dei premi
importanti, voglio arrivare anche all’estero e voglio ritirare l’Oscar a 90
anni, come Jessica Tandy, ricordi? Quindi io sto ancora all’inizio e tutto
quello che ho fatto finora, è niente. Bisogna sempre guardare avanti e cercare
sempre di realizzare tanta roba.
Sei una sognatrice?
Se mi tolgono i sogni Gianfranco, non mi alzo
più dal letto.
Senza sogni non vale la pena vivere diceva
uno scrittore.
Bravo. Non vale la pena di vivere e io
voglio vivere perché la vita è l’unica che abbiamo e per quanto sia
difficile è meravigliosa, e i sogni però aiutano tanto. Ricordati le mie
parole, realizzerò il film tratto
dal mio libro e poi la serie televisiva. Quindi, hai voja a lavorà. Adesso
girerò un corto sulla mia vita, che mi hanno chiesto di fare, però essendo
sulla mia vita, posso recitare poco perché vogliono fare me da giovane.
Ti ringrazio Gaia per il tempo che mi hai
dedicato. Sei stata molto simpatica.
Sono stata me stessa, senza filtri, come il
mio solito.