Gaia Zucchi (attrice, showgirl e scrittrice)                Roma 9.6.2025

                                       Intervista di Gianfranco Gramola

“E’ tutta una vita che mi chiedevano di scrivere una autobiografia, perché la mia è una vita piena di vicissitudini, fatta di alti e di bassi, una vita anche molto sofferta, però il dolore mi ha aiutata a creare tante cose belle e ora vorrei essere un po’ più serena”

 

Il sito ufficiale dell’artista è www.gaiazucchi.com

Nata a Roma il 27 marzo del 1970, ha origini aristocratiche da parte di madre. Ha un fratello e una sorella, Marco e Simona. Il suo bisnonno era il generale Rodolfo Corselli, giornalista e saggista di arti militari; mentre il nonno era il tenente del Regio Esercito Aldo Zucchi, decorato alla memoria medaglia d'oro al valor militare. Si è diplomata in recitazione al Centro Sperimentale di Cinematografia, allora diretto da Lina Wertmüller, dove si è formata con docenti come Goliarda Sapienza e Attilio Corsini, e ha anche conseguito la laurea in psicologia. Ha lavorato come fotomodella e, successivamente, è stata interprete di fotoromanzi sulle riviste Cioè e Lanciostory. Sono seguiti molti spot pubblicitari televisivi e temporanee apparizioni come showgirl a Che tempo che fa, Scommettiamo che e altre trasmissioni RAI. Nel 1995 è stata diretta da Tinto Brass nel film Fermo posta Tinto Brass. Gaia Zucchi è stata attiva nel mondo dello spettacolo soprattutto nell'ultimo decennio del XX secolo, avendo preso parte a numerosi spettacoli teatrali, quali Voglia matta - Anni 60 di Attilio Corsini, e varie produzioni cinematografiche e televisive. Nel 2023 ha pubblicato un libro autobiografico divenuto presto un best seller, La vicina di Zeffirelli, in cui è descritta l'amicizia da lei avuta con il regista Franco Zeffirelli, suo mentore artistico. È stata sposata col produttore cinematografico Francesco Papa. Dal matrimonio è nato Leonardo, anch'egli produttore. In seguito, Gaia Zucchi ha avuto una relazione col produttore discografico Tullio Mattone. Dalla relazione con l'imprenditore napoletano Massimo Mignano è nata, invece, la figlia Mia.

Cinema​

Plagio (1989) - Nessuno mi crede (1992) - Est (1993) - Caso Wanderbit (1994) - Muccino Muccina (1994) - Peggio di così si muore (1995) - Fermo posta Tinto Brass (1995) - Il cielo è sempre più blu (1996) - Il tocco: la sfida (1997) - I volontari (1998) - Per sempre (2003) - Carrozzelle felici (2003) - Rabbia in pugno (2012) - Come un fiore (2023) - Jerry e Tom (2023) 

Televisione

Papà prende moglie (1993) - La signora della città (1996) - Tutti gli uomini sono uguali (1998) - Turbo (1999) - La Squadra (2003) (serie televisiva Rai 3) - Carabinieri (2004-2005) (serie televisiva Canale 5) - Distretto di polizia (2005) (serie televisiva Canale 5) - Camera Cafè (2005) - Prenditi cura di Me (Reality 2022) (Otto Channel Tv)-

Teatro​

La crisi del teatro (1994) - Marasade (1996) - Voglia matta - anni 60 (1995 - 1997) -  Gente soprattutto matta (1997) - Voglia matta - anni 50 (1998) - Voglia matta di Roma (1999) - La bottega del caffè (2000) - La giornata d'uno scrutatore (2003) -

Opere letterarie​

La vicina di Zeffirelli, De Nigris, 2023. La prefazione è stata scritta da Maria Giovanna Elmi.

Intervista

Mi racconti chi ti ha trasmesso la passione per la recitazione?

Io sono proprio nata attrice, io già nella culla volevo fare questo. Scherzo (risata). Io sono stata fermata per la strada perché ero ritenuta tanto bella, per partecipare ad un provino per la pubblicità del tonno in vetro. Io ero minorenne, chiesero il permesso ai miei e subito mi hanno presa e da lì ho iniziato a fare un sacco di fotoromanzi per la Lancio Story e lavoravo come una pazza. Ad un certo punto tutti mi dicevano che  dovevo fare l’attrice perché ero stupenda, ero bellissima. Io ho sempre adorato viaggiare, per me viaggiare era la più grande passione, la più grande cultura.  Puoi prendere tutte le lauree che vuoi, ma se non viaggi non c’è niente da fare. Ho pensato faccio l’attrice, giro il mondo, vengo considerata, guadagno un  sacco di soldi, vediamo se riesco anche a studiare, perché io sono una perfezionista.

Hai delle lauree?

Sono laureata in psicologia, diplomata al Centro Sperimentale di Cinematografia, quindi io sono una che ha studiato e continua a studiare tantissimo. Perciò questo forse è il mio limite in questa società. Ho fatto il provino al Centro Sperimentale, anche se mi avevano detto che non mi avrebbero preso mai perché lì ci entrano solo i raccomandati. Io non ho mai accettato compromessi, non sono mai stata l’amante di nessuno e tutto quello che ho avuto e tutta farina del mio sacco.  Sarà poco, sarà tanto ma è tutto mio, è frutto dei miei sacrifici, perché sono fatta così. Non ho un prezzo, non so vendermi, non so scendere a compromessi ed è sempre stato tutto tanto difficile per me, troppo difficile, soprattutto se sei una bella donna. Ma io ho fatto solo scelte per amore, quindi ho rinunciato ad essere l’amante di personaggi importantissimi, di cui molte attrici lo sono diventate. Mi dicevano: “Ma tu sputi nel piatto dove tutte vorrebbero mangiare”. Tornando alla mia carriera, io facevo il provino per Striscia la notizia e in contemporanea per il Centro Sperimentale, dove mi dissero che non  mi avrebbero preso da nessuna delle due parti. Ok, però io faccio ugualmente i provini. Quindi mi sono data da fare per i provini che sono durati un mese e mezzo per entrare al Centro Sperimentale e per fare la velina a Striscia la notizia. Morale della favola mi hanno presa tutte e due. Io non potevo crederci, urlavo dalla gioia ma non potevo farlo in contemporanea, perché al Centro Sperimentale devi studiare per 3 anni senza mai poter lavorare, hai la frequenza d’obbligo sia la mattina, sia la sera, una borsa di studio e quindi io ho rinunciato, pagando una penale, a Striscia la notizia, dove avrei dovuto fare la prima velina e sono andata a studiare al Centro Sperimentale,  la cui direttrice era Lina Wertmuller, e dove ho incontrato la grandissima Goliarda Sapienza, moglie di Citto Maselli, lei  è stata una mia grandissima amica di cui ora parlano bene tutti, ma che è stata trattata male dal mondo, morta da sola, cadendo dalle scale, a Gaeta. Al Centro Sperimentale poi ho incontrato il mio maestro Attilio Corsini e con lui sono entrato nella compagnia Attori e Tecnici al teatro Vittoria, dove ho lavorato per 20 anni e da lì mi sono appassionata terribilmente studiando molto e più studiavo, più mi piaceva, più facevo esperienza e più mi appariva bello il mio mestiere, perché  tu puoi essere tutti, e partendo dalla tua interiorità, puoi vivere mille vite. E quando te lo fanno fare è meraviglioso, dico “te lo fanno fare” perché ora non arrivano neanche i provini, è tutto un mondo di compromessi e raccomandati. Io non sono stata raccomandata da nessuno, sono una donna incasinatissima, un’artista a 360 gradi, mi porto dietro un sacco di casini perché non sono furba, non sono lungimirante e non penso al futuro.

Con quali attori di riferimento sei cresciuta? Chi sono stati i tuoi idoli, i tuoi miti?

L’attrice  più brava in assoluto trovo che sia Meryl Streep, che è un mostro sacro di recitazione. Non ho avuto mai dei miti, degli idoli, però ho l’ammirazione per le attrici come la Streep. Sarò banale ma come attori però ti dico Al Pacino, Robert De Niro, Clint Eastwood e mi piace Julia Roberts. Trovo bravissima e meravigliosa Nicole Kidman. Questi sono artisti da cui posso solo imparare. Come attori italiani mi piace molto Pierfrancesco Favino. Però io mi ispiro molto ai miti d’oltreoceano.

E’ vero che hai fatto l’investigatrice per Tom Ponzi?

Verissimo. Quando in un periodo della mia vita non sono riuscita a lavorare perché mi ero stancata di tutto questo sistema, mi sono reinventata e ho fatto l’opposto, perché l’investigatrice privata deve nascondersi, osservare tutto, deve essere piccola per non farsi notare, quindi esattamente l’opposto del mio mestiere e devo dire la verità, e non lo dico per presunzione, ma io tutto quello che faccio, riesco a farlo benissimo. Questo perché ci metto il cuore e la passione e sono diventata bravissima. Ho lavorato per Elio Petrone e poi per Tom Ponzi facendo l’investigatrice privata per dieci anni ed è stata una bellissima esperienza. Poi è nata la mia seconda figlia e ho dovuto lasciare perché era troppo pericoloso come mestiere.

Quali erano i tuoi compiti come investigatrice?

Risolvere i casi, scoprire tutto. C’erano casi di corna, di droga, di matrimoni, di interessi economici. Li ho scoperti tutti, ma la maggior parte erano casi di corna. Ci sono tantissimi cornuti e cornute caro Gianfranco. Ricordo un vecchietto, che non scorderò mai,  che io dissi: “Ha 80 anni e passa, che vuole fare questo?”.

Cinema, teatro e TV. In quali di questi ambienti ti senti più a tuo agio o pensi di dare il meglio?

Io essendo molto eclettica, se devo dire la verità, facendo cinema mi sento a casa e  strafelice e così anche quando sono su un palcoscenico o quando sono in televisione. Mi sento felicissima, basta che mi facciano recitare. Il cinema mi piace di più perché resta anche dopo, resta nella memoria e ti senti più diva. Quindi cinema al primo posto e poi teatro e televisione.

Tanti anni di carriera ti hanno resa famosa. Come vivi la popolarità e come la gestisci?

Io la popolarità l’adoro e non condivido quelli che dicono che non li piace, perché è bellissimo essere riconosciuto, fare un autografo, fare la foto, un selfie. Sono soddisfazioni e la popolarità io l’ho gestita benissimo, tranne  ai tempi quando ho fatto il film per Tinto Brass, che dovevo girare con le guardie del corpo, perché i fan  mi identificavano in quel personaggio e mi volevano violentare, mi toccavano, mi strattonavano nelle serate, perché all’epoca si facevano le serate. Praticamente io andavo nel locale con le guardie del corpo e una volta mi hanno tirata per i capelli e sono finita addirittura per terra, perché questi mi volevano addirittura toccare. Anche oggi mi identificano come quella che ha fatto il film con Tinto Brass, che poi io non sono per niente quel personaggio. Io sono una donna semplice, sono molto materna, mi piace fare la mamma. Però nella vita mi hanno sempre vista come un sex symbol solo perché mi hanno vista in quel film e ho questa bocca, questo corpo, però io nella mia anima sono una bambina.

Veniamo al tuo libro “La vicina di Zeffirelli”. Com’è nata l’idea di scrivere questa autobiografia?

E’ tutta una vita che mi chiedevano di scriverla perché la mia è una vita pazzesca che dovrei stare 10 ore al telefono per raccontartela, oppure scrivere 10 libri. Perché è una vita piena di vicissitudini, fatta di alti e di bassi, una vita anche molto sofferta, però il dolore mi ha aiutata a creare tante cose belle, però ora vorrei essere un po’ più serena. Quando è morta la mia mamma  ho avuto una batosta, perché eravamo una unica cosa. Uccisa all’improvviso da una biopsia in un day hospital, quindi un’ingiustizia terribile e praticamente mi sono sentita morire e ho dovuto affrontare un lutto terrificante. Poi un trasloco della casa dove stava mia mamma, ho aiutato un fratello che non stava bene, mi sono separata dopo 20 anni perché il mio ex non accettava che aiutassi la mia famiglia d’origine e allora mi sono messa sul letto e ho detto rivolgendomi a mia madre lassù: “Adesso che faccio della mia vita?”. Sentii una voce che diceva “Scrivi” e questa vocina l’ho sentita proprio bene, sarò matta o non sarò matta. Ho scritto questo libro, mi sono fatta dare l’idea del titolo dal mio manager che cura la mia immagine da 35 anni, Walter Garibaldi e il mio amico Alessandro Basso ha disegnato la copertina e ha cercato di tirarmi fuori da tutta questa melma, da questo dolore, ma non immaginavo mai tutto questo. Ora siamo arrivati alla 71esima presentazione e fra alcuni giorni ritiro un altro premio. Mi hanno definita: “La scrittrice indipendente più nota d’Italia”. Ho venduto più di dieci mila copie, è alla terza ristampa e adesso penso al secondo libro. Non sono ancora pronta però.

Cosa ti ha colpito del maestro Zeffirelli?

Di Zeffirelli mi ha colpito il suo talento, la passione nel metterci tutto se stesso nel suo lavoro, quindi la sua creatività e il suo dire ciò che pensava a tutti quanti. Artista a 360 gradi, se gli stavi simpatico era tutto a posto, se gli stavi antipatico potevi anche scomparire. Altro suo talento era l’attorniarsi di grandi star internazionali e il suo grande amore per gli animali. Nella sua villa  ho conosciuto Cher, Maggie Smith, Jeremy Irons, Judy Dench e tanti altri. A casa sua mangiavano prima  i cani e poi le star. Suonava la campanella nella villa e io mi fiondavo perché era l’ora di mangiare e lui ci faceva aspettare tutti, anche le star internazionali, perché prima dovevano mangiare i suoi cani. Quindi aveva questa sorta di ironia. Il mio libro è tutto ironico e io trovo che l’ironia è una delle forme maggiori di intelligenza. Quanto mi faceva ridere questa cosa dei cani e immagina crescere con queste star. Poi io nella villa ci andavo con Sofia Loren, Claudia Cardinale e Armani. Nella villa accanto avevo quella di Gina Lollobrigida e crescere con tutte queste star ti fa capire che la popolarità che abbiamo noi è nulla, che non siamo nessuno e quindi quelli che si danno le arie, sono ridicoli. Zeffirelli mi diceva: “Sai chi si da delle arie? Quelli che non contano niente”. Mi sono presa tutti questi insegnamenti e alla fine mi sono sentita sempre piccolina, ancora vado a fare i miei provini, ancora vado a fare le mie presentazioni e spesso mi dicono: “Ma tu non  te la tiri?”. “Ma che me la tiro a fa? Dopo che me la sono tirata che cosa ho ottenuto?”. “Perché le star sono inavvicinabili” mi hanno detto. Ma questi sono concetti demodè, concetti che a me non interessano e io voglio essere così, come mi ha cresciuto mia mamma, perché vengo da una famiglia aristocratica, di veri signori, veri nell’anima, molto ricchi che poi abbiamo perso tutto. Io sono nipote di un generale del Corpo d’Armata, per farti capire, mio nonno medaglia al valore e io sono cresciuta un po’ sopra le righe perché questi erano tutti pieni di regole, però con molta umiltà e molta semplicità. Per esempio mia nonna, le persone che venivano a lavorare da noi, le trattava benissimo e mi diceva: “Ricordati sempre che loro sono meglio di noi, sono solo stati meno fortunati”. Quindi sono cresciuta con questi principi, con questi valori che mi sono sempre  portata dietro. Sono sempre alla difesa delle persone più deboli, più fragili, quelle che soffrono di più, per le persone che hanno di meno. Vorrei tutto un altro mondo Gianfranco, perché questo mondo dove viviamo è un posto brutto, non mi piace e le persone a volte sono crudeli. Ho una casa occupata da 4 anni, mi hanno rubato la macchina, mi stanno succedendo un sacco di casini.

Che ricordi hai delle vacanze con il maestro Zeffirelli? Aveva la villa a Capri o Positano?   

Non era Capri ma Positano. Lui aveva una villa meravigliosa a Positano e io invece ce l’avevo a Capri, anzi ne avevo due. Il maestro ci invitava spesso nella sua villa, c’è anche la foto nel mio libro e ti rendi conto quanto era bella. Quelli erano i periodi più belli della mia vita, spensierati, piena di sogni, in mezzo al mare, era tutto fantastico. Ora se vai lì, una stanza costa 10 mila euro al giorno. In quel posto ho passato tutta la gravidanza del mio primo figlio, Leonardo, quando ero innamorata, felice e piena di speranze. Ho dei ricordi bellissimi, con tutte queste star, mangiavo divinamente, nuotavo, ero amata e chi lo sapeva quello che mi sarebbe successo nella vita?

È vero che hai in mente di scrivere un libro su Gina Lollobrigida, altra tua vicina di casa?

Le notizie corrono Gianfranco. Me l’hanno chiesto tutti un secondo libro e io mi stupisco ancora che sabato sarò a Fiumicino a fare un’altra presentazione del mio libro “La vicina di Zeffirelli”. Continuano a chiamarmi e i giornali parlano ancora del mio libro dopo due anni, quindi è tanta roba. E’ vero del libro su Gina Lollobrigida, però con quello sorprenderò tutti i miei lettori, perché lo farò sempre a racconti, ma non sarà il seguito  de “La vicina di Zeffirelli”, ma sarà tutta un’altra storia. Racconterò il mio rapporto con Gina, quello che succedeva sull’Appia Antica, alla ricerca di un “pollo di Bresse” (lasciamo un po’ di suspense). Sarà una cosa molto originale perché bisogna stupire le persone. Nei miei libri voglio raccontare anche le fragilità, voglio parlare di religione, voglio parlare della morte, dell’amicizia, dell’amore, non solo quello che ho fatto io. Per quello c’è wikipedia. Il successo di questo libro è stato proprio la semplicità e tutti i sentimenti di cui parlo, per arrivare nel cuore delle persone e tutti mi hanno detto: “E’ successo anche a me”. Poi mi sono stati d’aiuto le fotografie dei fotografi a livello internazionale, che mi hanno donato e in più io sono tutta vera. Vai a trovare adesso un’attrice tutta naturale, sono tutte finte. Io mi tengo le tette calate, però so’ le mie, mi tengo la bocca mia, le rughe mie perché non ho questo mito dell’immortalità, piuttosto di non diventare ridicola. Io sto uscendo per andare alla presentazione del libro di Alessandro Cecchi Paone, con le ciabatte, perché “non me ne po’ fregà de meno”. Io sono così, Gianfranco.

Tu sei nata a Roma. Che ricordi hai della tua infanzia romana?

Io sono un misto, è vero che sono nata a Roma, però  ho girato tantissimo, perché mia mamma è nata ad Arezzo, mio nonno era di Firenze e tutta la mia famiglia da parte di mamma era di Palermo e poi avevamo questa casa a Capri. I miei ricordi sono che Roma era bellissima, sono cresciuta senza un papà, con mia nonna, mia mamma, con un fratello e una sorella, pieni di difficoltà, però pieni di amore, di principi, di sani valori. Stavamo sempre insieme e mia mamma non ci ha mai fatto mancare nulla. Mia mamma stava sempre in giro, lavorava tantissimo e io stavo sempre con mia nonna. Poi andavo in questa scuola di suore che mi facevano un sacco di cattiverie, perché mi mettevano spesso in punizione, anche perché fin da ragazzina facevo la star (risata). Da ragazzina ero terribile, mi mettevo a ballare e mi facevo pagare, vendevo le fotografie e quando mi hanno scoperto mi volevano menare. Ero tremenda ma buona. Ti ricordi Carlo Massarini, il giornalista e conduttore radio/tv? Io vivevo nel residence Primavera, dove abitava anche lui. Io prendevo mia sorella e andavo in giro a chiedere una donazione perché lei aveva un male incurabile e Carlo Massarini, ci diede  un sacco di soldi, non me lo scorderò mai. Poi ci avevo preso gusto e mia mamma quando l’ha scoperto mi ha messo in punizione per una settimana. Io facevo ‘ste cose. Poi mi ero costruita una capanna sotto casa e vi stavo per un paio di giorni e mia mamma era preoccupata non vedendomi. Però sono cresciuta con questa mamma meravigliosa e una nonna fantastica.

C’è un angolo di Roma a cui sei molto legata?

La zona è la mia, la Cassia, dove sono nata, poi mi sono trasferita sull’Appia Antica, quindi l’Appia è l’angolo di Roma preferito, lì ci ho vissuto 15 anni. Poi mio nonno ha la piazza di monte Mario dedicata a lui e la via Aldo Zucchi sempre a monte Mario e un’altra via a Firenze.

Nel tuo cuore però c’è anche Napoli vero?

Ti ho detto che sono una girandolona. Viaggiare è la cosa più bella del mondo. Mi sono trasferita a Napoli 15 anni fa, perché ho una figlia con un napoletano. I napoletani sono terribili. Mia figlia è nata a Roma però è cresciuta e vive a Napoli. Quindi io mi barcameno tra Roma e Napoli. Però di Napoli mi piace molto questo modo di risolvere i problemi, di risolvere tutto, però tendono sempre a “fotterti” detto alla napoletana. E’ una cosa innata in loro quello di fotterti, infatti la macchina dove me l’hanno rubata? A Napoli. I napoletani sono molto simpatici, ma se possono ti fregano. Questa mentalità è una scuola di vita a Napoli.

Tornado a Roma, per un artista, cosa rappresenta?

E’ meglio che cambi mestiere (risata). Se vuoi fare l’attore Roma è il posto giusto,  se non il migliore dove cominciare, come adesso anche Napoli. Mentre Milano per la moda e la pubblicità. Roma rappresenta la possibilità di incontrare tantissimi registi, tantissime personalità del settore e di frequentare scuole di recitazione e le migliori scuole di recitazione, tra cui la mia, sono il Centro Sperimentale e l’Accademia  Silvio D’amico che stanno a Roma. Lì sono usciti tantissimi attori. Queste sono le migliori scuole d’Italia e di cui sono orgogliosa di farne parte. Nel mio biennio sono usciti Filippo Nigro, Paola Minaccioni, Marta Zoffoli che stavano tutti in classe con me. Io penso che se tu credi in qualche cosa, nessuno ti dice di non farlo, perché se ci credi i sogni si avverano. Quando ho scritto questo libro ho subito pensato che sarebbe diventato un best seller. La gente diceva: “Questa è pazza”. Se uno ci crede fortemente i sogni si realizzano. E questo vale per tutti. Il mio libro lo definiscono anche di formazione, è un libro di speranza, soprattutto anche per le donne di 50 anni, che vengono definite finite. E io dico loro: “Vedete, io mi sono rimessa in gioco, sono caduta e mi sono rialzata”. Per 15 anni il mio ex mi ha impedito di lavorare e quindi mi ha devastato la carriera quando ce l’avevo all’apice e io per la mia famiglia ho rinunciato.

Quali sono ora le tue ambizioni Gaia?

Ne ho ancora tante, ancora sto all’inizio, nonostante l’età (risata). Innanzitutto devo realizzare il film de “La vicina di Zeffirelli”, poi ne voglio fare una serie televisiva e questo mi sembra già tanto. Poi lo porterò a teatro e scriverò il mio secondo libro. Poi vorrei fare qualcosa che resti nella storia e vorrei prendere dei premi importanti, voglio arrivare anche all’estero e voglio ritirare l’Oscar a 90 anni, come Jessica Tandy, ricordi? Quindi io sto ancora all’inizio e tutto quello che ho fatto finora, è niente. Bisogna sempre guardare avanti e cercare sempre di realizzare tanta roba.

Sei una sognatrice?

Se mi tolgono i sogni Gianfranco, non mi alzo più dal letto.

Senza sogni non vale la pena vivere diceva uno scrittore.

Bravo. Non vale la pena di vivere e io voglio vivere perché la vita è l’unica che abbiamo e per quanto sia difficile è meravigliosa, e i sogni però aiutano tanto. Ricordati le mie parole, realizzerò  il film tratto dal mio libro e poi la serie televisiva. Quindi, hai voja a lavorà. Adesso girerò un corto sulla mia vita, che mi hanno chiesto di fare, però essendo sulla mia vita, posso recitare poco perché vogliono fare me da giovane.

Ti ringrazio Gaia per il tempo che mi hai dedicato. Sei stata molto simpatica.

Sono stata me stessa, senza filtri, come il mio solito.