Gianmarco Carroccia (Cantante e compositore)
Fondi (Latina) 21.3.2025
Intervista di Gianfranco
Gramola
“Perché Battisti piace così tanto?
Sicuramente perché nelle sue canzoni c’è molta verità. Innanzitutto la sua
bravura è stata quella di essere modernissimo all’epoca e quindi lo rende
totalmente attuale oggi”
Gianmarco Carroccia è nato a Fondi in
provincia di Latina il 10 Agosto del 1988 sotto il segno zodiacale del leone.
Appassionato di musica fin da bambino a soli 14 anni ha preso lezioni di
chitarra ed ha iniziato a scrivere le sue prime canzoni. Ha conseguito il
diploma all'Istituto Commerciale e nel 2011 si è laureato in Management e
Diritto d'Impresa ma negli anni di studio il cantautore ha preso parte anche
numerosi concorsi musicali importanti come il Tour Music Fest, il Festival di
Castrocaro e il Cantagiro. Gianmarco Carroccia è stato anche un alunno del
C.E.T. Music Centro Europeo di Toscolano, la scuola fondata e diretta da Mogol
dove si è diplomato come Autore di Testi. Nel 2007 pubblica una raccolta
contenente 10 brani scritti e composti da lui e intitolata “... Ispirazione
… Esternazione … Evoluzione” e nel 2014 l'artista ha dato inizio alla
collaborazione proprio con Mogol ed ha ottenuto un grande successo con lo
spettacolo Emozioni. Nel 2015 Carroccia ha poi firmato il suo primo contratto
discografico e nel 2016 ha pubblicato un singolo dal titolo Crudeltà d'Amore.
Intervista
Da alcuni anni
porti in giro lo spettacolo “Emozioni”, dedicato a Lucio Battisti. Mi
racconti com’è nata l’idea?
Questa idea è nata più di dieci anni fa
quando decisi di coinvolgere il maestro Mogol con l’intenzione di dare uno
spessore importante in questo concerto che non fosse un semplice tributo a Lucio
Battisti, ma qualcosa di più. E da lì mi è venuto in mente di fare questo
“concerto - racconto” dove si segue un percorso cronologico che va dalla metà
degli anni ’60 fino ad arrivare al 1980 e dove il maestro fa da narratore e
introducendo ogni singola canzone, raccontando i vari aneddoti, le varie
sfumature legate ad ogni brano.
Mettere in scena lo spettacolo può
considerarsi un omaggio a questo grande artista.
Si, assolutamente. Molti altri fanno per
altre opere, noi lo facciamo per diffondere la bellezza di queste canzoni nel
totale rispetto dell’artista e della sua opera, che è la cosa più
importante. Dopo i teatri, proseguiremo con la stagione estiva nelle piazze più
belle del nostro paese e anche nei teatri antichi all’aperto.
Com’è nata la tua passione per la
musica, Gianmarco?
Semplicemente fin da piccolo ho iniziato ad
ascoltare tanta musica, in particolare quella italiana e me ne sono innamorato
profondamente e ho anche iniziato a scrivere canzoni.
A parte Lucio Battisti, con quali altri
miti della musica sei cresciuto? Chi sono stati i tuoi idoli?
Io amo particolarmente Riccardo Cocciante,
Eros Ramazzotti, Francesco De Gregori, Antonello Venditti e più tardi ho
scoperto tutta la discografia di Claudio Baglioni, che ritengo uno degli autori
più bravi del nostro panorama musicale, una penna straordinaria. In particolare
apprezzo molto sia i cantautori più recenti che i cantautori degli anni '70.
I tuoi genitori ti hanno incoraggiato
nella tua scelta artistica o avevano in mente un futuro diverso per te?
Devo dire che mi hanno sempre appoggiato
totalmente, però allo stesso tempo mi dicevano di portare avanti gli studi come
poi ho fatto. Mi sono laureato parallelamente al mio percorso musicale e per
anni ho lavorato anche in uno studio. Poi alla fine la mia strada è stata
questa qui.
Chi per primo ha scoperto il tuo talento?
Io ho iniziato a cantare a 17 anni in un
laboratorio musicale che si faceva presso la mia scuola, spinto da un carissimo
amico che mi spinse ad avere più coraggio ad esibirmi, se no mai avrei
immaginato di cantare in pubblico. Poi da lì ho iniziato pian piano ed è stata
una cosa spontanea che è nata e cresciuta gradualmente.

Secondo te perché Battisti piace così
tanto?
Sicuramente perché sono canzoni dove c’è
molta verità. Innanzitutto la sua bravura è stata quella di essere
modernissimo all’epoca e quindi lo rende totalmente attuale oggi. Poi Mogol è
stato molto importante in questo sodalizio perché raccontava delle cose dove un
ascoltatore può ritrovarsi nei piccoli gesti di tutti i giorni, con semplicità
ma non banalità e questo credo sia la forza più grande.
C’è un brano di Battisti che, ogni
volta che lo canti, ti emoziona molto?
Più di uno, ma uno dei brani che sicuramente
amo interpretare maggiormente è “Anche per te” , un pezzo straordinario e
la melodia altrettanto bella e devo dire che è uno di quelli che amo cantare di
più. Ma ci sono molto pezzi che mi emozionano molto, perché sono tutti di una
bellezza unica.
Con quale criterio scegli la scaletta dei
brani da cantare?
E’ un percorso cronologico, dai brani di
metà anni ’60 fino agli anni ’80. Cerchiamo di mettere un brano per ogni
album, proprio in modo tale da far vedere l’evoluzione artistica che c’è
stata in questo cantante straordinario, poi ogni tanto inseriamo dei brani anche
un po’ di nicchia e ci rendiamo conto che sono brani conosciuti, tipo “Luci,
ah - Dove arriva quel cespuglio – Prendila così”, brani che sono stati
estratti come singoli ma sono molto amati e conosciuti dal grande pubblico.
Che emozioni provi a lavorare insieme a
Mogol, un pilastro della musica italiana?
Sicuramente un emozione grandissima e lo
ritengo un grandissimo privilegio e una grandissima fortuna. Quello che posso
dire è semplicemente grazie per tutto questo.
Quante ore al giorno dedichi alla musica?
Devo dire che ultimamente un po’ meno.
Prima ascoltavo molta più musica, negli ultimi anni, a causa anche dei numerosi
concerti che sono cresciuti e altri interessi da coltivare, un pochino meno, però
quando riesco a strappare del tempo dalla quotidianità, mi dedico all’ascolto
e anche alla scrittura di canzoni.

Parlando di scrittura, qual è il tuo
metodo? Prima il testo e poi la musica o viceversa?
Quando scrivo con il maestro sicuramente la
musica che gli sottopongo e poi lui fa il testo. A volte però mi è capitato di
scrivere delle canzoni di getto con il maestro e abbiamo scritto testo e melodia
insieme, a volte però è capitato che ho scritto prima il testo e poi la
musica. Quindi diciamo in base all’ispirazione, però in linea di massima
sempre prima la melodia e poi il testo.
C’è un momento della giornata più
fertile per scrivere le tue opere?
Sicuramente nel tardo pomeriggio e la sera,
quando c’è più silenzio e più tranquillità. Quello è un modo per potersi
guardare dentro e poi per poter esprimere quello che si sente.
Cosa ne pensi dei talent musicali?
Io non ho mai avuto modo di vederli, sono
anni che ci sono ma non saprei nemmeno definirli. Più che i talent io mi sento
di dire che è cambiato proprio il modo di fare discografia, dove non si da più
il tempo ad un artista di maturare e crescere, ma si vuole tutto e subito e
molto spesso tutto ciò poi si rivela come un fuoco di paglia. Questo è il
grande rammarico. Secondo me si dovrebbe cercare di coltivare un po’ di più
gli artisti, soprattutto di condividere insieme la musica, anche nella
registrazione con più musicisti, come si faceva un tempo, dove ognuno metteva
le proprie idee. Questo secondo me, si è un po’ perso. Ma io non mi permetto
di giudicare mai il lavoro di un collega perché so che dietro ad un artista ci
sono le proprie emozioni, le proprie sensazioni.
Quali sono le tue ambizioni?
Sicuramente continuare questo progetto che mi
sta dando tanto e cresce sempre di più, ma parallelamente vorrei portare al
grande pubblico anche delle nuove canzoni che spero possano essere recepite
positivamente.
Oltre al lavoro curi delle passioni nella
vita?
Vivo in mezzo agli aranci e quando sto a
casa, mi piace prendermi cura delle piante, amo tanto gli animali e mi piace
tanto l’architettura. Una passione che amo particolarmente.