Giuseppina Torre (pianista e compositrice)
Milano 17.11.2025
Intervista di Gianfranco
Gramola
“Da sempre attenta a coniugare arte e
impegno, la pianista siciliana sceglie ancora una volta di mettersi in gioco in
prima persona, trasformando le note del suo pianoforte in un messaggio di forza
e consapevolezza, tanto da essere conosciuta come “la pianista con le scarpe
rosse”, simbolo del suo impegno contro la violenza sulle donne”
GIUSEPPINA TORRE si è contraddistinta negli
anni grazie alla sua musica, conquistando anche il pubblico americano. Una
carriera che ha le sue origini a Vittoria, provincia di Ragusa, dove la pianista
e compositrice è nata, cresciuta e ha intrapreso gli studi musicali. Negli
Stati Uniti si è aggiudicata numerosi premi: Los Angeles Music Awards
(“International Artist of the Year” e “International Solo Performer of the
Year”), Akademia Awards di Los Angeles (“Ambiental/Instrumental”) e 5th
I.M.E.A. Awards 2018. GIUSEPPINA TORRE si è esibita in Italia e
all’estero, suonando anche per Papa Francesco in occasione del Concerto
dell'Epifania (2014) e in Vaticano presso la Casina di Pio IV - Pontificia
Accademia delle Scienze alla presenza del Cardinale Lorenzo Baldisseri (2017).
Ha aperto il concerto de Il Volo all’Arena di Verona (24 settembre 2019) ed è
stata protagonista di prestigiose rassegne come Piano City Napoli (2020), Piano
City Milano (2021, 2025), Piano City Palermo (2022) e La Milanesiana di
Elisabetta Sgarbi (2022, 2024). Ha
pubblicato 3 album: “Il Silenzio Delle Stelle” (Sony Music Italia, 2015),
“Life Book” (Universal Music Italia, 2019) e “The Choice” (Sony Music
Italia, 2024). È autrice delle musiche del docu-film “Papa Francesco - La mia
Idea di Arte” (2018), distribuito in tutto il mondo nella versione che
contiene il CD con la soundtrack e il DVD del documentario, un viaggio
attraverso la galleria ideale del Pontefice tratto dall’omonimo libro scritto
da Papa Francesco (a cura della giornalista e scrittrice Tiziana Lupi). Il 3
maggio 2021, su segnalazione della Prefettura di Ragusa, le è stata conferita
dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella l’onorificenza di Cavaliere
dell’Ordine “Al Merito Della Repubblica Italiana”. Nel 2024 è stata
protagonista di un tour in Corea del Sud in occasione dei 140 anni delle
relazioni diplomatiche e culturali tra la Corea e l’Italia.
L’1 e il 3 marzo 2025 si è esibita per la prima volta in Australia.
Intervista
Giovedì 20 novembre sarai a Firenze
per partecipare all’evento “La Salute delle DONNE”, la campagna di
comunicazione sui crimini d’odio “IO NON ODIO”. Quale sarà il tuo ruolo
nella manifestazione?
Porterò la mia testimonianza di donna
vittima di violenza e la mia storia di rinascita che ho avuto grazie alla
musica.
Ho letto del tuo libro “Un PIANO per
RINASCERE. La mia storia dal vivo”. Cosa ti ha spinto a raccontarti?
Per me è stato catartico, perché è come se
mi fossi liberata da questo macigno che avevo dentro il mio cuore. Scriverlo è
stato un atto dovuto, in primis nei miei confronti, a me stessa e poi anche
perché, lo sto notando durante le mie diverse presentazioni del libro
attraverso i messaggi che continuano ad arrivarmi sui social, è di grande
aiuto, perché pone l’accento non solo sulle violenze fisica che è l’ultimo
passaggio del manipolatore, ma si parla moltissimo della violenza psicologica
che è una violenza che non è visibile. Quindi attraverso il mio racconto molte
donne innanzitutto si sentono incoraggiate, nel senso che non si sentono sole
perché si immedesimano in quella che è la mia storia e quindi mi raccontano
che stanno vivendo, o che stanno uscendo, o che hanno denunciato oppure che
hanno paura di denunciare. Quindi noto che c’è molta tensione e il fatto che
dopo la lettura del libro non si sentano sole queste donne, è per me un motivo
di orgoglio, perché parlarne è importante. Non bisogna parlarne soltanto nei
giorni intorno al 25 novembre, quando si celebra la giornata internazionale per
l’eliminazione della violenza contro le donne, ma bisogna parlarne sempre. Io
porto la mia testimonianza anche nelle scuole perché è proprio da lì che
bisogna iniziare a parlare, parlare con i ragazzi per far cogliere e codificare
gli strumenti per decodificare determinati comportamento e atteggiamenti. Questo
libro per me è una doppia soddisfazione innanzitutto per me che sono riuscita a
sfogarmi e a liberarmi e scrivere quella che è la mia verità, e poi anche
perché sto aiutando tante donne.
Parliamo della tua carriera. Com’è nata
la passione per la musica? Avevi musicisti in famiglia?
Non avevo musicisti in famiglia però avevo i
miei genitori che erano appassionati di musica,
soprattutto papà e quindi con la musica è stato un colpo di fulmine, perché
mi fu regalato un pianoforte giocattolo e da quel momento in poi questo
giocattolo mi ha stregato perché è diventato il mio compagno di giochi e poi
il mio compagno di vita.

I tuoi genitori ti hanno incoraggiato in
questa scelta artistica o avevano in mente un futuro diverso per te?
Si, mi hanno incoraggiata sia nei momenti
belli che nei momenti meno belli perché la vita dell’artista è costellata di
momenti in cui vorresti mollare, vorresti lasciar perdere. Loro mi hanno
incoraggiato sin da quando ho iniziato a suonare il pianoforte ed erano molto
orgogliosi di me.
Con quali musicisti di riferimento sei
cresciuta?
I miei miti sono di provenienza classica.
Musicalmente i miei miti sono due compositori che sono Johann Sebastian Bach e
Wolfgang Amadeus Mozart. Adoro questi compositori, poi ovviamente io sono una
persona molto curiosa che ascolta tutti i generi
musicali, però per quanto riguarda la composizione classica i miei idoli
sono Bach e Mozart.
Hai suonato in Italia ma anche
all’estero. Dove hai trovato il pubblico più attento, più caloroso?
Un pubblico molto attento è stato quello
coreano, con loro bisogna soltanto creare un feeling emotivo e poi si lasciano
andare. Quindi dietro ad una apparente freddezza c’è molta passione e
attenzione verso la musica e verso l’artista, verso il mestiere
dell’artista, cosa che non provo ad esempio qui in Italia. Il pubblico
statunitense è molto caloroso. Sono stata il mese scorso a Belgrado e lì ho
trovato un’accoglienza e un’attenzione verso la mia musica che mi ha
veramente colpita. Proprio quel senso reverenziale per la musica che io ho
suonato, che è un repertorio inedito perché suono
quello che io compongo. Quindi molta curiosità e ho trovato un ambiente
molto attento e persone curiose di ascoltare e desiderose di conoscere e poi
molti apprezzamenti e lì c’è
molta attenzione per tutto ciò che è arte, che viene supportata e organizzano
molto eventi. Quindi una città culturalmente molto vivace.
Tu sei anche compositrice. L’ambiente
che ti circonda è fonte di ispirazione per te?
Si, perché io vivo e scrivo di ciò che
vedono i miei occhi e quello che sente il mio cuore. Io attingo dalla realtà e
in musica ho anche raccontato la mia storia attraverso i vari dischi che ho
pubblicato dove c’è il mio percorso non solo artistico ma anche di persona in
quanto essere.
Dopo una esibizione temi più il giudizio
del pubblico o della critica?
Non per essere presuntuosa, però se mi
si fa una critica costruttiva io l’accetto in
pieno. Io penso che bisogna suonare e mettere in mostra la propria arte
senza temere il giudizio del pubblico né della critica, perché è ovvio che
non si può piacere a tutti. Quindi io ho intrapreso il mio percorso consapevole
che sarei stata criticata dagli ascoltatori e dalla critica, ma dal pubblico non
ho mai trovato un ambiente ostile. Nei concerti ho sempre trovato un pubblico
accogliente che ha amato e che si è documentato prima di venire ad ascoltarmi.
Chi viene ad ascoltarmi è un pubblico consapevole di quello che è la mia
musica.

Tu hai suonato davanti a Papa Francesco.
Come hai vissuto quell’esperienza?
E’ stata molto emozionante. Papa Francesco
lo considero il mio Papa del cuore perché è stato importante non solo perché
ho avuto l’onore di esibirmi durante il concerto dell’Epifania ma ho avuto
anche la possibilità di poter scrivere la colonna sonora su un docu-film che
era tratto da un suo libro e le sue parole, lette in un periodo particolare
della mia vita, sono state per me salvifiche e io l’ho considerato un faro di
saggezza, perché attraverso la sua immensa cultura e il suo essere umano, ti
metteva a tuo agio e non faceva pesare che lui era un Papa.. Lui si poneva
sempre alla pari con noi fedeli. Avendo avuto questa possibilità, per me che è
stata un’immensa gioia, un grande onore.
Hai ricevuto parecchi premi. Ce n’è uno
a cui tieni in modo particolare?
Forse sono stati i primi due Awards che ho
vinto, perché sono stati non dico la consacrazione ma mi hanno dato la carica
per continuare nel mio percorso che avevo intrapreso. Poi il premio per me non
è mai un punto di arrivo ma un punto di partenza.
Quali sono ora le tue ambizioni?
Le mie ambizioni sono quelle di continuare a
proseguire la mia carriera che ho intrapreso e continuare a fare musica, a
vivere di musica. Non è scontato perché sappiamo bene che in questo mondo in
continuo cambiamento, soprattutto l’arte è diventata un mezzo di fruizione
molto veloce, molto rapido.
