Licia Atzori (life coach)                   Bologna 6.6.2025

                       Intervista di Gianfranco Gramola

“Il mio merito è quello di aver condensato un metodo che riassume varie tecniche e di aver distillato il succo di anni di studi sul benessere e sulla felicità”

 

Il sito ufficiale di Licia Atzori è www.a-licia.it   email alisamjo3@gmail.com

Sono Licia, insegnante di scuola dell’infanzia, life coach ed operatrice olistica (riequilibrio psico-fisico attraverso il Reiki e il massaggio energetico). Ho maturato tali competenze in ambito educativo-didattico da poter offrire consulenze sulla genitorialità e sedute di auto-rieducazione sotto gli aspetti: relazionale, di gestione emotiva, energetico-salutistico, sul mindset, spirituali, professionali. Il mio metodo integrato si adatta a persone di tutte le età, a bambini e/o genitori, a coppie, a famiglie, team di lavoro. Ciò che amo di più è vedere riaccendersi lo sguardo ed il sorriso nelle persone che si rivolgono a me. Questa è la mia mission.

Aiutare le persone ad individuare uno stile di vita che li renda felici, realizzati e soddisfatti.

Il mio metodo

Il coaching integrato è un approccio dialogico che si intreccia a tecniche energetiche come il Reiki, il massaggio energetico, la visualizzazione creativa. Il suo scopo è di sostenere la persona da tutti i punti di vista mentale, emozionale, energetico-corporeo e spirituale. In un breve ciclo di sedute il coachee acquista chiarezza, equilibrio emotivo, nuova percezione di sé e dei suoi obiettivi ed anche la forza e la determinazione necessari a raggiungerli per conquistare un miglior stato di benessere.

Intervista

Com’è nata la decisone di fare la life coach?

Perché fin da quando ero piccola le persone si affidavano a me, mi raccontavano loro vicissitudini, i loro problemi in modo spontaneo e mi serviva però una metodologia, un sistema, nel mio caso, per proteggermi e non portarmi a casa quella che mi avevano raccontato. La decisione finale è nata perchè ho insegnato per tanti anni nella scuola dell’infanzia e mi sono resa conto che educare con i bambini senza includere i genitori era lavorare a metà. Dovevo essere “formata” per dare una mano ai genitori: spesso i consigli educativi dati, se pur adeguatissimi ( sulle regole, su come si comunica, ecc..) trovavano un adulto fragile e quindi il più bel consiglio non veniva poi messo in pratica, a volte con il risultato che il genitore si sentisse ancora più frustrato di prima perché incontrava appunto una sua difficoltà che, nonostante il consiglio, gli impediva di migliorare la situazione.

I tuoi genitori come hanno preso la tua scelta professionale?

I miei genitori non sono molto presenti nella mia vita. Mi hanno detto:” Fai quello che vuoi, basta che tu sia felice”.

Come ti sei formata e come ricordi la gavetta?

Mi sono formata come insegnante prima, quindi ho cominciato a studiare psicologia molto presto, alle scuole superiori e poi non ho mai finito perché è diventata la mia passione. Psicologia applicata: cosa ci succede dentro e quello che adesso si chiamano  neuroscienze (negli anni ’90 non si usava questa parola) e poi sempre di più integrando questo percorso con la spiritualità. C’è qualcosa dentro di noi che alle volte ci chiama, ci dice: “ Fai questo, fai quello”, è una vocina più saggia che non ci guida soltanto ad evitare le cose sbagliate, ma proprio ci traina verso esperienze che per noi sono decisive, fondamentali., che riguardano la nostra vera essenza, appunto. In questo senso anche la spiritualità è importante.

La tua oltre ad essere un lavoro può essere definita anche una missione?

Assolutamente si, prima una missione e poi un lavoro. anche perché tutta questa cosa di cui stiamo parlando, ha avuto inizio da me, dalla mia naturale propensione ad alleviare le sofferenze degli altri o a farli arrivare ad una soluzione dei loro problemi, dubbi, bocchi. Ma come ti dicevo mi sono dovuta preparare, superare io per prima certe barriere, formare, strutturare. Quindi non si può pensare di fare una professione del genere, come anche l’insegnante, senza che sia veramente una missione. Tanti pensano che la missione sia un lavoro, ma in realtà prima di tutto è uno stato dell’essere. La missione, è riconoscere che siamo nel posto giusto al momento giusto, è sentirsi bene, comodi, che cade a pennello essere in quello stato e fare di conseguenza una determinata attività che esprime quel mood, quell’energia, quel mindset. Tante volte lo spiego ai miei clienti che è come quella cosa che facciamo da bambini, che non ci costa fatica. Durante l’adolescenza si formano un sacco di infrastrutture per cui perdiamo questa “chiamata”.  Ma è il sogno dei bambini, per esempio, quello che ci faceva brillare gli occhi, magari però non corrisponde ad una professione precisa. Quando io ero bambina il life coach non esisteva; io comunque avevo le idee chiare perché volevo fare la maestra e una specie di psicologa perché volevo aiutare le persone a stare bene. Prima ti parlavo dei miei genitori che amo tantissimo, ma erano palesemente in difficoltà e quindi io ho pensato che avrei dovuto aiutare anche gli adulti ed i genitori.

Si rivolgono a te uomini, donne o anche coppie?

Forse leggermente più donne, ma comunque anche molti uomini. Diciamo che stanno cominciando davvero a prendersi cura di sè, a volersi migliorare insomma e anche capire quali sono le proprie difficoltà e anche le proprie responsabilità nelle relazioni. Contrariamente a quanto di dice in giro, la mia esperienza da professionista vede l’uomo in una profonda introspezione e trasformazione .

Le coppie che vengono da te è perché hanno problemi di incompatibilità di carattere, problemi sotto le lenzuola o che altro?

Le coppie che si rivolgono a me vogliono risolvere dinamiche disfunzionali, difficoltà di comunicazione o incomprensioni profonde, talvolta recupero dopo un tradimento oppure un periodo di stop alla relazione. Oppure consulenze sull'educazione dei figli. Sul piano della sessualità invece si rivolgono più che altro persone singole, sia che abbiano una relazione fissa o meno. Mi è capitato addirittura una coppia che voleva affrontare questo argomento ma non sono mai venuti agli incontri insieme (solo separatamente). Un pubblico, maschile in prevalenza, che aiuto non soltanto col dialogo ma anche sostenendo il sistema energetico e scaricando la sfera emotiva. Diciamo che sulla sessualità incidono molti aspetti: culturale-ideologico,  autostima, stile di vita sano e benessere energetico, relazionale intimo. Nella maggior parte dei casi le persone hanno già usufruito di consulti medici e fatto esami ma non hanno trovato giovamento, proprio per la complessità della "problematica" sessuale. A volte sono le donne che mi parlano del problema del loro compagno e lo "mandano" da me con una sorta di scusa (dopo sta a me condurre il dialogo o il percorso dove c'è bisogno e dove l'assistito si vuole spingere) oppure viene un componente della coppia all'insaputa dell'altro. Questi dati rendono l'idea della difficoltà a parlare di intimità con chi viene condivisa, a volte per vergogna e per paura di ferire ma anche per  ignoranza, cioè per una mancanza di informazioni ed educazione in questo ambito. Mi chiedono: "E’ normale che io provi questo?" Oppure "Mi succede questo: cosa devo fare?". Oppure "Secondo Lei questa richiesta che vorrei fare/che mi ha fatto è lecita?". Molte persone, inoltre, portano come esperienza quella di non conoscere il proprio corpo, non sapere cosa esattamente piace e soprattutto di non guidare il partner al proprio piacere per paura di offenderlo o inibirlo. Diciamo che c'è da fare!

Siamo spesso “prigionieri” del giudizio degli altri. Come possiamo affrontare questa “ansia sociale”, con il menefreghismo?

Ti dico come ho fatto io. Prima ho cominciato a pensare che l’unico giudizio importante fosse il mio, quindi staccandomi da una visione della massa e riconoscendomi invece nelle cose che piacciono a me e nei miei valori. Questo è già un primo passaggio. Il secondo passaggio, rispetto alla spiritualità che ti dicevo prima, cioè se io mi riconosco che questa è la mia strada, la sento proprio dentro, il giudizio, mio degli altri non c’entra più, perché il giudizio è una cosa mentale, ideologica, culturale. Invece quando noi ci approcciamo alla spiritualità andiamo incontro all’anima, alla nostra essenza e lì non c’è più il logico e l’illogico. Io l’ho superata in questo modo. Il giudizio è uno dei primi temi che si trattano quando si comincia a lavorare su di sè, perché fa parte di prendersi proprio la responsabilità della propria vita. Tante volte noi ci nascondiamo dietro il giudizio che abbiamo ricevuto dagli altri dicendo: “I miei genitori mi hanno inculcato questo o quello”, quando sei adulto sono delle scuse. Noi possiamo sempre cambiare noi stessi, l’importante non è quello che ci hanno detto i genitori o le maestre da piccoli, è che noi continuiamo ad avallare quel giudizio, a crederci, a comportarci di conseguenza. quello è il punto. Quindi anziché continuare a dare forza a questi giudizi su di noi o da adulti dobbiamo cominciare invece a prendersi la responsabilità della nostra vita , dicendoci: “Bene, mi è successo questo, sono diventato così, adesso invece che cosa voglio fare della mia vita? Come voglio cambiarla?”.    

Per promuovere la tua professione utilizzi più il tuo sito, i social o ti affidi al  passaparola dei tuoi clienti? 

In realtà ho entrambe le cose ma sicuramente mi affido al passaparola. La pubblicità di un cliente che si è trovato bene avendo fatto un percorso, è sempre la cosa vincente, anche perché l’interlocutore si può immedesimare di più. E’ difficile intuire quello che può essere un percorso d’aiuto. Mentre i benefici di un massaggio posono essere evidenti o sdoganati perché è esperienza pratica e concreta di molti, quando invece si parla di lavorare su di se, c’è proprio la nebbia. Spessissimo le persone non conoscono i propri bisogni, vengono qui per un motivo e invece alla fine alla radice è un’altra. Quindi sicuramente il passaparola è quello che può aiutare di più anche a mettere a fuoco. Ad esempio qualcuno davanti ad una confidenza di un amico può suggerire: “Ma perché non provi a fare questo? Io conosco questa persona che a me ha aiutato in questo e in quello, magari può aiutare anche te”.

Come life coach fai anche dei corsi per diventare life coach?

No, al momento no. I corsi che faccio sono relativi a delle tematiche specifiche, quindi la comunicazione, le relazioni, come si fa a crescere dal punto di vista spirituale, cioè passare dalla mente logico-razionale all’ascolto dell’intuito nella propria vita, come funziona il nostro sistema energetico, come si gestiscono le emozioni. A volte tutte queste emozioni, chiamiamole scomode, essendo comunque energia, rimangono intrappolate dentro il nostro campo energetico (per morale, ideologia, incapacità espressiva…). Avrai sentito parlare del chakra e dell’aura, è il nostro campo energetico. qualsiasi oggetto/essere vivente ha un campo energetico, di conseguenza se questo rimane bloccato, è molto difficile promuovere dentro di noi la salute o un cambiamento.

Ho letto che hai scritto il libro: “Pronto soccorso in amore” . Com’è nata l’idea?

Avevo un blog all’epoca in cui si parlava della crescita in generale. Poi ad un certo punto mi sono messa a scrivere diversi articoli che riguardavano la coppia e il mio compagno mi ha detto: “Perché non li raccogli tutti, anziché scriverli in modo estemporaneo?”. Alla fine è nato il libro, che praticamente vuole essere sia un manuale ma soprattutto uno stimolo. Io, come accade anche nel mio studio, cerco sempre di utilizzare l’ironia, che salva da tutte le situazioni. Lavorare su se stessi è una cosa impegnativa e soprattutto affinché non scatti il giudizio, anziché non scatti l’ansia oppure la pesantezza davanti ai propri limiti, anziché non scatti la guerra interiore tra una parte che vuole rimanere così e l’altra che vuole cambiare, l’ironia  può, alleggerendo, prendendosi in giro, rendere possibile e talvolta pioacevole l’introspezione.

(Una divertente raccolta di consigli personalizzati per Lui e per Lei per gestire in modo efficace la vita di coppia e affrontare al meglio situazioni di emergenza emotiva)  

Anche tu sei sottoposta a delle recensioni. Hai mai avuto dei clienti insoddisfatti?

No, in realtà no. E’ sempre andata bene, anzi spesso mi mandano persone come dicevo, il passaparola. Diciamo che svolgo percorsi cuciti su misura, quindi se c’è qualcosa che non va, viene risolta man mano. Quando la metodologia è flessibile, è difficile che ci sia una insoddisfazione del cliente.

Quali sono ora le tue ambizioni?

Continuare le tematiche di insegnamento e da settembre con un collega, partiremo con un’accademia, un corso di un anno che mette insieme le sue competenze in naturopatia, quindi che prendono dentro anche il corpo, e le mie per considerare fino alla mente, le emozioni, come ci influenzano anche il nostro campo energetico, le relazioni, i luoghi che frequentiamo, la missione dell’anima, ecc… Vogliamo dare una visione proprio di insieme a tutto ciò che ci riguarda, a tutto ciò che ci compone, perché spesso si fanno troppi corsi molto settoriali. Abbiamo definito questo approccio “Naturosofia Evolutiva” e nel corso insegnamo il nostro metodo integrato. Abbiamo chiamato questo corso “Accademia Fiore” proprio perché gli aspetti che costituiscono noi e la nostra vita possono essere paragonate alla corolla di un fiore nella quale c’è un petalo più importante dell’altro e sono tutti sinergici. Il nostro studio a Bologna si chiama “Sinergie Corpo & Anima”.