Linda
Lorenzi (showgirl, illusionista e modella)
Castelnuovo Scrivia (Alessandria) 24.2.2026
Intervista di Gianfranco Gramola
“La
televisione che ho fatto io era tutta un’altra cosa. Adesso piangono tutti, se
non racconti una disgrazia non ti invitano”
Linda
Lorenzi, all’anagrafe Anna Chetta, è nata a Squinzano il 19 agosto 1960. Nata
in provincia di Lecce si è trasferita in giovane età ad Alessandria. Nel 1979 ha avviato la carriera di modella, per poi diventare
assistente di Tony
Binarelli e
imparare da lui le arti dell'illusionismo. Ha preso parte allo show di Antennatre La
bustarella, affiancando il conduttore Ettore
Andenna. Nel 1982 ha
conosciuto con il quale è apparsa in televisione con Gran Canal e Rally
canoro, sempre come assistente di Binarelli, e poi come valletta ne
l pranzo è servito, ruolo che ha ricoperto per quattro anni, prima di
cederlo a Cinzia Petrini. Nel 1985 ha affiancato il presentatore anche
in Buona
Domenica. Terminata l'esperienza nel mezzogiorno di Canale 5, nel 1986 ha
affiancato Marco
Predolin ne
Il gioco delle coppie e Cesare Cadeo in Fantasia, mentre nel 1987 è
entrata a far parte del cast di Colpo Grosso con Umberto Smaila, con
il ruolo di valletta e co-conduttrice. Ha poi continuato la sua carriera in
altre trasmissioni televisive come Sabato
al circo (dove si esibiva come maga), Bellezze
sulla neve, Calciomania e Festivalbar.
Intervista
Tu
hai iniziato come modella. Ma questo lavoro era una tua ambizione o è capitato
per caso?
Assolutamente
per caso, perché io lavoravo in fabbrica, era un’operaia in un calzaturificio
del mio paese. Antenna Tre Lombardia era una emittente che andava fortissima nel
1977/78 e c’era la trasmissione “La bustarella” condotta da Ettore Andenna,
che era una specie di “Giochi senza frontiere” in piccolo. Praticamente
c’erano delle squadre di vari paesi che si sfidavano in giochi vari, la
squadra del mio paese era riuscita a partecipare, però serviva una miss, perché
c’era anche una miss nella squadra. Io ero la più disinvolta e non mi facevo
problemi a farmi fotografare e quindi ho accettato di fare la miss e io e la
squadra abbiamo vinto la prima puntata, la seconda invece ho vinto come Miss ma
la squadra non ha vinto. Però in quell’occasione mi aveva notato Ettore
Andenna, conduttore de “La bustarella”, che stava facendo un altro programma
e mi ha chiesto se volevo fare la valletta nel suo nuovo programma. E da lì è
iniziato tutto, perché poi ho con conosciuto il manager di Tony Binarelli che
aveva bisogno di una assistente nuova perché la sua, Rossella Pasqualini, era
andata a Portobello e poi io da lì sono diventata l’assistente fissa e anche
storica di Tony Binarelli, perché poi con Binarelli abbiamo fatto tante cose.
Poi ho fatto il “Rally
canoro” lo spettacolo itinerante di Corrado dove nel cast c’era anche Tony
Binarelli e quindi di conseguenza c’ero anch’io e quando a Corrado è stato
proposto di fare “Il pranzo è servito”, gli serviva una valletta e lui mi
ha chiesto se volevo fare il provino. Feci
questo provino e poi mi scelse il figlio di Berlusconi, Piersilvio che
all’epoca era ancora un ragazzino.
I
tuoi genitori che futuro avevano in mente per te?
Operaia
in fabbrica, perché mio papà ha sempre fatto l’operaio e quindi per lui era
il massimo. Però io ho avuto questa opportunità e mi ricordo che ai miei
genitori dissi: “Guardate, con la liquidazione, che erano più o meno 300 mila
lire, ci provo, poi se non va torno al paese e un posto lo trovo sempre come
operaia”, perché all’epoca problemi di lavoro non ce n’erano. Mia mamma
era contentissima ed orgogliosissima, perché poi mi vedeva in televisione con
Corrado. Infatti lei è sempre stata la mia prima sostenitrice, insieme ad un
mio zio che mi ha aiutato tantissimo all’inizio e spesso mi dava i soldi per
il treno, perché non è che guadagnassi chissà che. Però loro due, mia mamma
e questo mio zio, erano assolutamente dalla mia parte, mentre mio padre non
l’ha mai accettato, mai. Non gli piaceva l’idea.

Come
sei arrivata a “Colpo Grosso” e che ricordo hai di Umberto Smaila?
Non so
se lo sai ma quel programma è stata un’idea di Silvio Berlusconi. Poi è
diventato un format negli altri paesi, perché poi è stato venduto in tutto il
mondo. Io in America, era il 1989 mi sembra, ero in una camera d’albergo a Los
Angeles, accendo il televisore e c’ero io con Smaila a Colpo Grosso, con i
sottotitoli ovviamente. Era un’idea di Berlusconi e siccome le reti Fininvest,
ora si chiamano Mediaset, avevano tantissima pubblicità e per utilizzare la
pubblicità che avevano in più, avevano pensato ad un programma di questo tipo.
No so come è venuta questa idea, ma è stata di Berlusconi. Io ho conosciuto
molto bene Berlusconi, un giorno mi telefona e mi dice: “Senti Linda, vorrei
cambiare la valletta perché quella che c’è non è molto simpatica, non piace
molto perché è molto rigida, molto impostata. Ti andrebbe di prendere il suo
posto, perché fisicamente ci stai dentro benissimo”. Io accettai. In quel
periodo io avevo comunque un contratto con la Fininvest, però mi avevano
prestata a Italia 7 che poi alla fine era una produzione indipendente che era a
Cinisello Balsamo. E così è nato Colpo Grosso che è il programma più bello
che ho fatto in assoluto. Più bello perché ci siamo divertiti, c’era un
clima sereno, non c’erano gelosie tra le ragazze, nessuna competizione, perché
ognuna aveva il suo ruolo, non c’era bisogno di essere gelosi. Io ero la
co-conduttrice, poi c’era Tiziana che era un po’ la ragazza frizzante che
faceva le battute spiritose, poi c’era Monique che era un po’ la spalla di
Umberto Smaila quando erano vicini ai giochi, alla roulette e poi c’erano le
ragazze Cin Cin. Ognuna di noi aveva il suo ruolo, poi io ero quella già
conosciuta perché avendo fatto “Il pranzo è servito” “Il gioco delle
coppie”“Fantasia” con Cesare Cadeo, poi avevo fatto anche “Azzurro” e
quindi ero un po’ più conosciuta delle altre ragazze. Umberto Smaila è stato
meraviglioso, mai una volta che l’ho visto teso perché magari mi dilungavo di
5 secondi. Con altri conduttori ho avuto questo problema. Mi guardavano male,
come dei falchi e io ero sempre molto tesa, imbarazzata nel senso che non sapevo
che cosa fare. Invece con Umberto non ci sono mai stati problemi.
Parlavi
prima di Tony Binarelli. E’ vero che è stato lui a suggerirti il tuo nome
d’arte?
Non
proprio, è stata una cosa che abbiamo deciso insieme. All’epoca si usava
avere dei nomi francesi tipo Jasmine e Corinne. A me il mio nome vero non
piaceva perché Anna Chetta erano troppo piatto e poi capitava che a scuola
diventasse “O Chetta” e veniva fuori ochetta, una piccola oca e quando ero
piccola, con le amiche si giocava a scambiarsi i nomi e io avevo sempre scelto
Linda. Ad un certo punto dico a Tony Binarelli: “Senti, io devo cambiare
questo nome perché il mio nome vero non mi piace, per questo lavoro che
probabilmente continuerò a fare”. Eravamo in viaggio verso Como, dovevamo
fare una serata lì, in macchina parlavamo di questi nomi francesi che sanno un
po’ di spogliarelliste. Poi io ho lavorato in due night però facevo dei
numeri di magia, non facevo lo strip. Passiamo davanti ad una gioielleria che
vendeva anche orologi e fuori c’era la targa Lorenz. Io dissi: “Tony, visto
che a me piace Linda come nome perché non mettiamo Lina Lorenz, non è
bello?”. E lui disse: “Si però Lorenz ricorda un po’ Loren, Sofia Loren.
Italianizziamolo con Linda Lorenzi” ed è nato così il mio nome d'arte.
Un
tuo ricordo di Corrado e di Cesare Cadeo
Corrado
era un gran signore, anche Cesare. Però Corrado era un gran signore perché
quando abbiamo cominciato a registrare le prime puntate de “Il pranzo e
servito” da un cinema, che non era in uso a Montesacro, non c’era molto
spazio. Lo spazio del cinema, della sala era stato adibito a studio televisivo,
quindi dietro le quinte avevamo un camerino che serviva per lui e per me, poi
c’era una stanza per il trucco e parrucco e una stanza per la sartoria. Cosa
succedeva tutti i giorni? Facevamo quattro puntate al giorno, quindi per
cambiarsi bisognava correre. Allora ci trovavamo io e Corrado nello stesso
camerino e lui si girava sempre dall’altra parte, mai uno sguardo, mai una
parola fuori posto, niente di niente. Quindi per questo motivo ti dico che era
un gran signore, poi l’artista che era lo sappiamo tutti. Cesare Cadeo era
uguale. Non ho avuto lo stesso tipo di rapporto di dividere il camerino, però
siamo usciti tante volte insieme a cena, anche fuori dagli studi televisivi: Lui
mi aveva suggerito una dieta fantastica, perché ero dimagrita tantissimo e mi
era venuto un bel fisico, poi mi aveva consigliato il tipo di allenamento che
dovevo fare. Era una gran brava persona, ma poi molto a modo. Lui era proprio un
gentleman, anche come aspetto, sempre curato, vestito bene. Mi è dispiaciuto
molto quando è mancato perché poteva dare ancora tanto alla televisione.

Cosa
ti piace e non piace della TV di oggi?
Se devo
essere sincera niente, nel senso che la televisione che ho fatto io era tutta
un’altra cosa. Adesso piangono tutti, se non racconti una disgrazia non ti
invitano.
Perché
hai lasciato il mondo della televisione?
Dopo il
Festivalbar io avevo ancora un anno e mezzo di contratto, ma non mi avevano
fatto fare nulla, neanche delle ospitate. A quel punto ho pensato “Che
faccio?” Mio marito, che produceva pellicce e che ha lavorato per Gucci, anche
lui si era stancato perché poi le pelli avevano cominciato a produrle in Cina e
quindi il lavoro era calato molto. Avevamo degli amici a Milano, fra questi,
Arlati, che era il proprietario di un noto locale storico di Milano e la moglie
abitava a Ibiza perché aveva un problema di salute e doveva stare in una
località di mare. Gli Arlati avevano già una casa da anni e lui disse a mio
marito, che è milanese: “Ma perché non venite giù a Ibiza e aprite un
localino?”. Mio marito aveva un padre che era chef di scuola francese, quindi
molto bravo e mio marito andava spesso ad aiutarlo nei week end e comunque
cucinava, era bravo. Allora abbiamo deciso di affrontare questa nuova avventura,
siamo andati giù, abbiamo aperto un buon ristorantino sul porto di Sant’
Eularia e l’abbiamo chiamato Portofino, ben arredato e sembrava l’interno di
una barca.Lì ci siamo stati otto anni.
Ho
letto che hai posato per Playboy. L’hai fatto per soldi, per notorietà o per
narcisismo?
All’epoca
il direttore di Playboy era Gigi Reggi, che poi era diventato il responsabile
degli speciali di Mediaset e lì c’avevo messo una buona parola io con
Berlusconi, nel senso che Berlusconi mi aveva chiesto se conoscevo Gigi Reggi,
che tipo di persona era e io gli ho parlato bene di Gigi. Io l’avevo
conosciuto come una persona per bene, educata, una bella persona. Prima che
facessi“Il pranzo è servito” Gigi Reggi ha chiesto a Tony Binarelli se ero
disponibile e a Tony ha risposto: “Io non ho problemi se si deve spogliare,
però assolutamente no a pose erotiche, spinte e volgari”. Allora abbiamo
fatto questo servizio e tra l’altro il fotografo era Alessandro, il fratello
di Binarelli, quindi mi sentivo un po’ in famiglia. Poi c’era il truccatore
che era Alberto Tarallo, che avevo già conosciuto perché mi aveva truccata in
altre occasioni. Quindi ho superato un po’ l’imbarazzo di spogliarmi nuda,
perché ero con persone che conoscevo bene. La cosa curiosa è che all’epoca,
il fratello di Tony Binarelli ha dovuto firmare il servizio fotografico con uno
pseudonimo perché in quel momento lui lavorava per “Famiglia Cristiana”.
Ricordo che per quel servizio mi avevano pagato anche bene, avevo preso 3
milioni di vecchie lire che non era poco. Io non ero ancora conosciuta, non
avevo ancora fatto “Il pranzo è servito”. Ricordo che il giorno in cui mi
avevano comunicato che sarebbe uscito, io avevo detto a mio padre: “Guarda che
in settimana su Playboy mi hanno fatto un servizio. Te lo dico già prima che
vengano i tuoi colleghi di lavoro a dirti che hanno visto tua figlia su
Playboy”. Lui l’aveva presa malissimo, però la mia vita era cominciata in
un altro modo, perciò era giusto che decidessi io. Io non ho mai fatto nulla
per disonorare i miei genitori, però per mio padre io dovevo diventare
un’operaia specializzata.

Se
ti chiamassero per un reality, ci andresti?
“L’isola
dei famosi” non la potrei fare. Celeste Laudisio, che è stato il regista di
“Colpo Grosso”, me l’aveva già proposto tanti anni fa di fare un provino
per l’Isola dei famosi. Però io all’epoca avevo dei problemi con mia mamma
che non stava bene. Poi dal 2017 in poi non potevo accettare per via
dell’intervento che ho fatto al cuore. Siccome io prendo sette pastiglie al
giorno, io devo mangiare. Non posso mangiare il pesciolino o un pugno di riso.
Poi tra l’altro, se tu hai una patologia, lo devi dire e l’assicurazione non
paga se stai male. Quindi l’Isola è da escludere. “Il Grande Fratello”,
so che il mio manager Piero Melissano aveva proposto anche il mio nome ma non ho
ancora avuto nessuna risposta.
Quali
sono le tue ambizioni, come vivi la quotidianità?
Faccio
una vita molto semplice, perché intanto non vivo più a Milano, quindi non
faccio più vita mondana. All’epoca andavo alle feste, alle inaugurazioni e
frequentavo la Milano by night, anche perché poi si incontravano le persone con
cui potevi lavorare, il regista o il produttore e quindi erano occasioni per
incontri di lavoro. Dopo essere andata a Ibiza io sono cambiata completamente
perché là Linda Lorenzi è stata messa da parte per otto anni, Linda non
c’era più ma c’era Anna Chetta, il mio vero nome. Anna e Linda ci sono
sempre perché sono due caratteri diversi anche se sono la stessa persona, però
Anna a Ibiza aveva messo Linda in panchina, perché Anna faceva un lavoro
completamente diverso. Io abituata poi dopo tanti anni a Ibiza frequentavo tanti
artisti, però erano scultori, musicisti, anche Jade Jagger, la figlia di Mick
Jagger e ci trovavamo spesso in qualche festa, ma erano artisti diversi non
erano personaggi famosi della televisione o del cinema. Io ho imparato tante
cose da queste persone, proprio come filosofia di vita. Come uscivo di casa
avevo gli hippy, quindi figurati, ho fatto una vita a Ibiza meravigliosa e
rimpiango quel periodo. Una volta tornata qui, al paese, dove ho vissuto fino ai
18 anni, non c’è molto da fare, allora mi dedico al volontariato e mi occupo
di animali che hanno bisogno, cose così. Poi cerco di fare delle cose manuali,
tipo uncinetto. Ogni tanto capita che vado a presentare qualche serata, però
non c’è più quella vita mondana di una volta. Ora sto scrivendo un libro
sulla mia vita dove ci saranno delle cose interessanti.
Hai
dei rimpianti?
No,
anche perché quando ho deciso di lasciare il mondo della televisione c’ho
pensato bene. Adesso che vivo nel mio paese, un po’ di brio mi piacerebbe,
quindi se mi invitano come ospite a Roma in un programma, vado volentieri perché
esco un po’, vedo facce nuove, perché degli amici me li sono fatti tutti in
zona ormai. Qualche volta vado a delle mostre perché ho amici pittori e
scultori che mi invitano. Faccio questo tipo di vita mondana però non dico
proprio locale, ma non come quando abitavo a Milano, era tutto diverso, però
non mi dispiace perché sono molto più tranquilla, scelgo quello che voglio
fare, decido quello che voglio fare e non ho più questo incubo che devo andare
in giro sempre truccata, ben pettinata, vestita bene perché altrimenti la gente
dice che in televisione sembro diversa, in televisione sei più bella. In
televisione c’è il trucco di un professionista, le luci e quindi è ovvio che
una persona è diversa, a meno che non hai 20 anni. Quindi mi sono levata un
peso e vado in giro tranquillamente, senza trucco, vestita bene, però non ho
l’ansia perché non devo avere l’ultima borsa di Gucci perché devo andare a
quella festa a fare pubbliche relazioni e quindi serve per l’immagine. No, a
Ibiza andavo a comperare al mercatino degli hippy, tutte cose bellissime.