Mirella Banti (attrice e naturopata)
Roma 25.11.2025
Intervista
di Gianfranco Gramola
“Sono una naturopata e insegnante di
mindfulness, che è una pratica meditativa. Si rivolgono a me uomini soprattutto
donne e poi quando risolvono le loro problematiche mi portano anche i figli di
14/15 anni. Vengono anche uomini e
con loro faccio solamente la parte della fitoterapia, risolvere delle cause di
fastidi che dipendono sempre da una cattiva alimentazione, da un cattivo stile
di vita”

Mirella Banti, all’anagrafe Mirella
Bufalini, è nata a Marciana Marina (isola d’Elba). Arriva a Roma nei primi
anni ‘80 per iscriversi alla facoltà di lettere dopo il collegio frequentato
a Bergamo. Già fotomodella di prestigiosi brand, la pubblicano su Vogue ed è
la testimonial per "La Standa". A Roma continua a lavorare con servizi
fotografico e dopo breve tempo mentre prende un caffè da “Vanni”, la nota
il famoso press agent Enrico Lucherini che la vuole subito nella sua agenzia e
la lancia su tutti i giornali come sosia di Ava Gardner. Nel 1982 debutta al
cinema con un film di Dario Argento: “Tenebre” che diventa un cult in tutto
il mondo ed ancora la chiamano nelle manifestazioni del cinema di genere per
firmare centinaia di autografi. A seguire altri due film cult di cui
"Acapulco prima spiaggia a sinistra" con Gigi ed Andrea dove
interpreta "la tabaccaia". Un personaggio felliniano ancora oggi
iconico della commedia all’italiana. Tra le partecipazioni a film ricordiamo:
"La più bella del reame", e nella pellicola "Nucleo zero"
di Carlo Lizzani che va nella sezione 'critica al festival di Venezia e "il
Generale" di Luigi Magni con Kim Rossi Stuart e Franco Nero. Interpreta un
film con Alessandro Haber che va al festival di Taormina mei primi anni ‘90.
Poi è la volta dell'estero in una coproduzione franco-turca per il film
"White Fire"e “Wilde Tales" una coproduzione italo-americana.
Si cimenta nella fiction in "Addio e Ritorno," “La Signora della
città” “Angelo Nero" per Mediaset e "Due assi per un turbo"
per la Rai ed è guest star di episodi in "Casa Vianello" e"
nonno Felice". È anche conduttrice in vari festival in giro per l'Italia
come "Il premio Mia Martini'' e il "premio Efesto". Per la
pubblicità è testimonial della campagna stampa Telecom/Sip ed il suo volto
tempesta tutta l'Italia tra manifesti copertine di riviste, sui mezzi
pubblici...etc.. Si sposa con Augusto Gregorini a Las Vegas. Vive un matrimonio
un po’ movimentato, grandi viaggi per lavoro: lui importare imprenditore di
ventidue anni più grande di lei. Marito impeccabile, ma anche molto geloso.
Mirella comincia ad a sentirsi stretta in un rapporto scandito dai tempi di
lavoro e stile di vita dettato dalle esigenza del marito che seppure premuroso
non riesce a cogliere quel senso di disagio forse dovuto anche a età e
esperienze così diverse. Quindi comincia ad allontanarsi e a una cena di lavoro
conosce Pietro Valsecchi e Michele Placido. Con Pietro è amore a prima vista.
Nel frattempo Augusto con cui i rapporti erano ormai sfibrati, non desiste e
mette a sorvegliare Mirella delle guardie investigative. Addirittura una
governante assunta in casa si scopre dopo un mese circa che era una
investigatrice privata. Augusto non capiva perché Mirella s’era messa con uno
che non aveva nessun “partito, soldi e né un lavoro preciso”. Valsecchi da
attore poi si cimenta come produttore esecutivo e mentre vivevano una bellissima
storia d'amore, Mirella partecipa alla nascita crescita della casa di produzione
dove produce un film per la prima regia di Placido ed anche un film scritto
insieme e interpreto da Mirella. Arrivato il successo della casa di produzione,
la vita diviene frenetica e sfarzosa e anche in questa circostanza Mirella
cambia rotta e si allontana da questo mondo per abbracciare le arti dello
spirito da cui trae spunto per le sue poesie.
Cinema
Tenebre, regia di Dario Argento (1982) -
Acapulco, prima spiaggia... a sinistra, regia di Sergio Martino (1983) - State
buoni se potete, regia di Luigi Magni (1983) - Al bar dello sport, regia di
Francesco Massaro (1983) - La casa delle orchidee, regia di Derek Ford (1983) -
Vivre pour survivre, regia di Jean-Marie Pallardy (1984) - La più bella del
reame, regia di Cesare Ferrario (1989) - Top Model 2, regia di Pasquale Fanetti
(1990) - Appuntamento in nero, regia di Antonio Bonifacio (1990) – Mezza
estate, regia di Daniele Costantini (1991) - Nostalgia di un piccolo grande
amore, regia di Antonio Bonifacio (1991) - Favola crudele, regia di Roberto
Leoni (1991) - Il bar del cult, regia di Mirko Zullo – docufilm (2025) - se
stessa
Televisione
Nucleo zero, regia di Carlo Lizzani – film
TV (1984) - Due assi per un turbo – serie TV, episodio 1x12 (1987) - Il
generale, regia di Luigi Magni – miniserie TV (1987) - Addio e ritorno, regia
di Rodolfo Roberti – film TV (1995) - La signora della città, regia di Beppe
Cino – miniserie TV (1996) - Angelo nero, regia di Roberto Rocco – miniserie
TV (1998)
Intervista
Ciao Mirella, cosa stai preparando per
il 10 di dicembre?
Il 10 dicembre c’è una manifestazione che
si chiama “Luce” della Cappiello Design ed è un evento di grande classe,
dove ci sono artisti ma soprattutto le star siamo io e Donatella Pandimiglio,
che è una cantante straordinaria, dove presentiamo i nostri libri. Io presento
un libro di poesie. Devi sapere che scrivo poesie da quando avevo 8 anni, le
scrivevo per me o per mio padre. Le mie poesie sono piaciute ad un editore che
fa edizioni esoteriche, religiose e cose del genere e le mie poesie nascono
dalla preghiera e le ho raccolte in un libro.

Parliamo di cinema. Com’è nata la tua
passione per la recitazione? Hai artisti in famiglia?
Nessun artista, anzi ho avuto dei contrasti
in famiglia perché io da ragazzina ballavo, poi per un periodo ho fatto
ginnastica artistica e poi per un periodo volevo fare la ballerina, mi divertivo
anche a cantare. Mi ricordo che all’interno dell’oratorio c’era il
teatrino parrocchiale piccolissimo e io a 6 anni quando facevamo tutta la
preparazione per la comunione e la cresima, io mi inventavo degli spettacolini
ballati, recitati e facevo anche la scenografia e facevo anche delle scenette di
recitazione per cui diciamo che l’arte è stata sempre nel mio DNA,
contrariamente a ciò che era nella mia
famiglia, perché non c’era nessun artista e per loro fare l’artista non era
nessun mestiere. Fare l’attore o il pittore o tutto ciò che era arte, per
loro non era un lavoro, perché non era un lavoro sicuro, ma un lavoro precario.
Per cui quando a 16 anni ho deciso di fare l’attrice e la fotomodella, avevo
contro il volere di mio padre, invece mia madre un po’ di appoggiava. A 16
anni ho fatto la testimonial della Standa per l’autunno - inverno.
Com’è nato il tuo nome d’arte?
Il mio vero cognome è Mirella Bufalini. Il
cognome d’arte è nato perché quando sono arrivata a Roma per iscrivermi
all’accademia, mi avevano detto di andare al Bar Vanni, perché era un posto
dove si incontravano tante persone del cinema, una specie di ufficio. Allora con
un amico che mi fece un servizio fotografico la mattina, nel pomeriggio mi ha
accompagnato a prendere un tè da Vanni. Ad un certo punto mi si avvicina Rino
Petrosino, una persona magnifica, che poi mi fece un servizio fotografico che è
uscito su Amica. Lui mi disse: “ Senti, io sono seduto con uno dei più grandi
agenti, è un press agent e si chiama Enrico Lucherini”. E io dico: “E chi
è Enrico Lucherini?” e lui: “Lui cura i film di Zeffirelli e di molti altri
registi”. Siccome la sua attrice di preferenza degli anni ‘50/60 era Ava
Gardner e io le assomigliavo tantissimo, dopo avermi visto non mi ha mollato più.
Gli dissi che al momento stavo facendo delle piccole cose, ho fatto il book ed
Enrico Lucherini mi disse: “Ti metto nella mia scuderia, io ti voglio nella
mia agenzia a tutti i costi”. Io gli ho detto: “Guarda che io non ho neanche
il denaro da pagarmi un albergo qui a Roma” e lui mi ha dato una stanza a casa
sua. Dopo pochi giorni mi ha portato da Dario Argento e ho fatto il mio primo
film che era “Tenebre”.
Il tuo primo lavoro?
Prima ho fatto una cosa televisiva nel 1982
che si chiamava “Che si beve stasera?” con Pino Caruso, il
famoso comico siciliano e Lucherini in contemporanea mi ha portato da
tutti i registi che stavano facendo il casting
e mi portò appunto da Dario Argento che mi prese con riserva, perché ho
fatto delle lampade e mi sono presentata da lui abbronzata per sembrare più
bella. Quando la volta precedente l’avevo incontrato con Enrico ero bianca,
pallida, sono tornata a fare il provino e Dario mi fa: “Ma no, non la posso più
prendere così scura, mi si rovina la pellicola. E’ completamente abbronzata
non va bene per questo thriller”. Enrico incavolato con me, rivolgendosi a
Dario Argento gli disse: “Guarda, ha fatto un paio di lampade perché lei non
ha mai fatto cinema, non si è resa conto. Dagli un’altra possibilità”.
Dario Argento: “Vabbè Mirella, ti rivedo tra dieci giorni, però se sei
ancora abbronzata non ti prendo, nel frattempo guardo altre attrici”. Quando
siamo usciti fuori sai quante me ne ha dette Enrico Lucherini? Poi sono tornata
a casa a lavarmi con tutti i tipi di sapone e per fortuna dopo dieci giorni non
avevo più l’abbronzatura. Quando Dario mi ha visto ha detto: “Ecco, è lei
il volto che volevo. La prendo subito” e mi ha messo anche sul manifesto del
thriller. Mio padre era contrario alla carriera di
attrice e non gli piaceva neanche la persona che mi accompagnava ai
provini a Roma. Il mio accompagnatore era un pittore dove io posavo ogni tanto e
invece di farmi pagare le pose gli dicevo: “Mi accompagni a Roma per fare un
provino?”. Mio padre non amava questa persona, che si chiamava Peppone, che ha
fatto dei quadri bellissimi. Mio padre non mi voleva più vedere e non voleva
che usassi il suo cognome per fare il
lavoro di attrice, mentre mio fratello disse. “Adesso si chiama così il più
antico mestiere del mondo?”. Loro, 40 anni fa, vivevano in provincia e volendo
fare l’attrice li ho feriti enormemente. Io poi li ho capiti, perché mio papà
avrebbe voluto che finissi l’università per avere un lavoro sicuro. Mio
fratello si vergognava perché i suoi amici gli dicevano: “Tua sorella è un
pezzo di gnocca” e lui diventava una iena.
Mi diceva: “Quando vengono i miei amici in casa tu nasconditi in camera”.
Era molto geloso e invidioso perché ero di un bellezza esorbitante. Sono stata
Miss di tutto e quando d’estate camminavo con gli shorts, avvenivano proprio
degli incidenti, dei tamponamenti,
non sto scherzando. Io mi divertivo come una pazza e mia madre non mi voleva far
uscire di casa, a meno che non mi mettessi delle palandrane enormi, larghe e
degli occhialacci. Enrico Lucherini, saputo questa storia, disse: “Mirella,
forse è il caso che cambiamo il cognome. Da qui in avanti ti chiamerai Mirella
Banti”. Con i miei poi abbiamo fatto pace. Questi sono stati i miei inizi nel
cinema, poi ho preso parte del film “Acapulco, prima spiaggia sinistra” con
Gigi e Andrea, dove il mio personaggio è diventato iconico. Mi chiamano
spessissimo a fare serate dove firmo migliaia di autografi. Hanno chiamato me e
Andrea Roncato a Cesenatico per i 40 anni di “Acapulco, prima spiaggia a
sinistra” e in quell’occasione ho
firmato più di mille autografi, perché ed è ancora un film molto visto. Ho
firmato autografi a ragazzi di 20 anni che per i loro genitori era un cult. Un
ragazzo che avrà avuto 25 anni mi disse: “Mio padre mi ha fatto vedere questo
film e quando sono triste io lo guardo e mi faccio mille risate”. Adesso hanno
fatto un docu-film che si chiama “Il bar del cult” che sono tutte interviste
ai personaggi iconici della commedia all’italiana degli anni ‘80/90. Di
donne intervistavano solo me e Carmen Russo, poi Enrico Vanzina, Carlo Verdone,
Gigi e Andrea, Pippo Franco, Sergio Martino che era il regista cult della
commedia all’italiana. Per cui mi ha fatto piacere partecipare anche a questo
film che è uscito durante il festival del cinema di Roma ma era fuori concorso.

Quali sono le tue ambizioni?
Io sto preparando uno spettacolo teatrale,
ancora non posso dirti tantissimo. Questo spettacolo debuttò dieci giorni prima
della pandemia e dopo ci chiusero tutti in casa e quello spettacolo non
l’abbiamo più ripreso. Il regista dello spettacolo era Alfredo Saitto ed è
venuto a mancare due mesi fa. Noi abbiamo aspettato lui per carineria, perché
era uno spettacolo suo. In suo onore abbiamo ripreso il suo spettacolo teatrale,
con della musica dal vivo, che è molto bello, c’è Marco Vannozzi che è il
bassista di Antonello Venditti e ci sono altri due musicisti di altissimo
livello. Io e Francesco Gusmitta un eccezionale attore di teatro, che farà
anche la regia, siamo i protagonisti di questo spettacolo teatrale e dove io
interpreto personaggi femminili storici. Questo è
quello che stiamo facendo adesso, poi io sto per scrivere un libro, perché
la mia vita è un po’ particolare,
però io quando sono arrivata a Roma ho avuto tanto successo ma c’è stato un
periodo della mia vita in cui non ho più lavorato, mi è stato proibito perché
ho detto tanti “No” e immagina chi Gianfranco, e così mi hanno tagliato
completamente. Io sono andata in crisi, avevo addirittura dei problemi
all’intestino che non riuscivo a risolvere, sono andata da diversi
gastroenterologici, dolori pazzeschi che mi portavano al pronto soccorso,
attacchi di panico e cose così. A quel punto andai in analisi perché ho dovuto
fermarmi per qualche anno, sono andata in psicoanalisi a vedere com’era la
situazione, poi fui salvata da un professore molto conosciuto che era il Prof.
Adolfo Panfili, il padre della medicina orto molecolare in Italia. Lui mi fece
un’alimentazione disintossicante, poi mi diede dei prodotti omeopatici,
naturali della fitoterapia e dopo tre settimane non avevo più niente. Erano due
anni che andavo in giro a destra e a manca per questi problemi. Mi sono
innamorata di questa disciplina medica e visto che in quel periodo non
potevo fare l’attrice, ho chiesto al professore delle informazioni e lui:
“Guarda Mirella, per fare questa cosa non serve diventare medico. Mi ha
suggerito un’università privata svizzera, che c’è anche in Italia, dove
fanno tre anni più uno, poi gli esami e la tesi. Io avevo fatto appunto un
percorso naturopatico di tre settimane che mi ha rimesso a posto ed ero di una
felicità e mi sono detta: “Io nella vita voglio fare questo”. Per cui mi
son iscritta a questa università, mi sono appassionata in una maniera che non
puoi immaginare e ho cominciato subito a lavorare pur avendo dentro di me una
parte triste, perché recitare, scrivere poesie e recitare poesie sono una parte
fondamentale della mia vita. Però mettendomi a studiare una materia che mi
interessava molto, questo per me è stata la salvezza. Se non succedeva quella
cosa dei “no” che ti dicevo prima, mai avrei avuto il mal di pancia, mai
avrei avuto modo di conoscere il prof. Panfili. A volte dalle cose negative ci
possono essere delle opportunità se prese con una certa apertura mentale e così
è stato, dopo di che il mio medico di base mi ha dato una stanza da lui, ho
cominciato da lui e i primi pazienti me li ha mandati lui. Poi ho aperto un mio
studio medico che si chiamava ”Studio Medico S. Ildegarda” e l’ho avuto
per 15 anni, dove c’era anche l’agopuntura e lavoravo in tandem con i
medici.
Naturopatia o omeopatia si assomigliano?
Si assomigliano nel senso che non sono
riconosciute dal punto di vista sanitario. Nel senso che molta della medicina
ufficiale dice che l’omeopatia è acqua e la naturopatia pure. La naturopatia
è un percorso a tre livelli, cioè fisico, mentale e spirituale e guarda la
persona nel suo insieme. Questa cosa mi è piaciuta tantissimo, che poi avendo
fatto tantissima analisi su me stessa, riuscivo a comprendere di più le
persone. Per cui ho fatto questo
percorso a fianco della medicina allopatica, quella classica lavorando con altri
medici. La parte naturopatica è una parte non allopatica, perché l’allopatia
lavora sul sintomo mentre la naturopatia lavora sulla causa. Per cui è molto
bello perché è complementare alla medicina allopatica, quella tradizionale.
E’ molto interessante ed è basata molto sull’alimentazione, sullo stile di
vita. Noi siamo quello che mangiamo e Ippocrate diceva una cosa che ti dice
cos’è la naturopatia: “Fa che la medicina sia il tuo cibo e il cibo la tua
medicina”. Già a quei tempi aveva capito questo, per cui io sono una
educatrice e poi sono anche un insegnante di mindfulness, che è una pratica
meditativa.

A te si rivolgono più gli uomini, le
donne, giovani o meno giovani?
Vengono da me soprattutto donne e poi quando
risolvono le loro problematiche mi portano anche i figli di 14/15 anni. Vengono
anche uomini e con loro faccio
solamente la parte della fitoterapia, risolvere delle cause di fastidi che
dipendono sempre da una cattiva alimentazione, da un cattivo stile di vita, non
fanno sport, non si muovono. Cerco di educarli anche a fare uno sport e cerco di
motivarli. Sono una motivatrice e il naturopata fa tutte queste cose. Gli obesi
non li prendo e non li potrei prendere perché le persone che hanno più di 15
chili magari hanno delle patologie importanti ed è meglio che vadano dal
dietologo oppure dal nutrizionista o dal biologo
che non è un medico però specializzato anche in obesità. E’ venuta una
ragazza adesso che avrà avuto 33 anni che è andata da tutti i dermatologi
possibili perché gli è venuto tutto un rossore sul viso, che è un eczema.
Infatti il dermatologo ha fatto la sua diagnosi, poi le ha dato creme su creme e
alla fine è venuta da me disperata, perché da me vengono sempre quando non
sanno più cosa fare (risata). Io le ho fatto fare il prelievo per le
intolleranze alimentari ed era intollerante all’olio d’oliva. Di solito sono
tutti intolleranti ai latticini o al glutine. Io le ho sostituito l’olio
d’oliva per tre settimane con dell’olio di riso, perché l’olio di soia è
molto infiammatorio, e le ho fatto una disintossicazione del fegato e
l’intestino, ho pulito i parassiti, ho pulito l’intestino da candidosi, dai
funghi, dai miceti che purtroppo abbiamo tutti e non puliamo mai. Tutto questo
usando tutto cose naturali che si prendono in farmacia, e si chiama fitoterapia.
Poi dopo faccio anche la disintossicazione del sistema linfatico e anche della
pelle automaticamente, perché la pelle è un organo preposto alla
disintossicazione. Infatti quando noi sudiamo, va bene perché buttiamo fuori le
tossine. A questa ragazza ho suggerito anche di fare qualche bagno turco. Ora è
di una contentezza che non puoi immaginare. Noi non siamo contro la medicina
d’urgenza, anzi perché se ci vuole l’antibiotico io vado di corsa a
prenderlo. E’ molto complementare all’altro tipo di medicina, è molto bella
perché guardo anche la parte emotiva della persona e sono diventata anche
insegnante di mindfulness perché ho
visto che le persone che mangiano compulsivamente, voracemente, insegno loro a
mangiare, come adoperare le posate tra un boccone e l’altro, masticare dalle
quaranta alle sessanta volte e insegno quello che dovrebbero insegnare alle
scuole elementari. Io insegno che la prima digestione inizia in bocca e
chiaramente devo aspettare anche che la persona sia pronta e già al telefono
dico alle persone che se vengono da
me per fare una dieta, io non sono una dietologa. Se vengono da me per fare un
approccio olistico perché volete essere educati, dobbiamo pensare al fisico,
allo sport e a che tipo di sport è adatto ad ogni persona. Per cui la
meditazione mindfulness, che è stata resa nota dal biologo e medico americano
Jon Kabat-Zinn, che ha reso occidentale la meditazione quella che era del Tibet,
del Dalai Lama, l’ha resa proprio scientifica. Le persone che mangiano
compulsivamente si è scoperto che mangiano così per anestetizzare l’ansia,
per anestetizzare la paura, la stanchezza, per tirarsi su, come anti depressivo,
quindi usano il cibo come una droga. Con la meditazione in otto sezioni io come
insegnante di mindfulness, insegno
questo e serve proprio a tornare al momento presente. Quello che mi piace molto
è insegnare la meditazione. Facendo questo mestiere mi posso permettere anche
di fare un po’ di teatro, di andare in giro per l’Italia a presentare il mio
libro e mi posso permettere anche di fare delle pose in una fiction.
Come usi il tempo libero?
Io faccio molto sport e molta meditazione.
Sono molto fortunata perché vicino a dove abito ho un parco meraviglioso, per
cui se non piove proprio a dirotto tutte le mattine mi sveglio presto e faccio
una passeggiata dove incontro le pecore e le anatre e si chiama parco monte
Ciocci. Mi faccio 45 minuti di passeggiata a passo svelto, poi una volta a
settimana faccio yoga, perché fa molto bene soprattutto per i legamenti. Poi
scrivo poesie, vado al cinema, vado a teatro. Due giorni fa sono andata a vedere
uno spettacolo di Alessandro Haber. Io ho fatto un film con Alessandro Haber ed
Ennio Fantastichini. Io sono single per cui ho tanti amici. Mi piace molto
ricevere a casa mia gli amici e ho fatto in una parte della mia terrazza “Il
giardino d’inverno”. E’ tipo una veranda ed è diventato un punto di
meeting con gli artisti, per cui una volta al mese ci organizziamo per un’apericena
e magari parliamo di un libro oppure parliamo di poesie, oppure viene Marco
Vannozzi con una chitarra e cantiamo. E’ molto bello e mi piace moltissimo.
Una volta al mese è diventato il punto di ritrovo, un appuntamento dove invito
vari artisti e si passa una serata divertente.