Riccardo
Miniggio (comico e cabarettista)
Busto Arsizio (Varese) 29.4.2026
Intervista di Gianfranco Gramola
“Con
Berlusconi ci davamo del “tu”. Lui era molto carismatico, era molto
simpatico ed era una persona capace, un grande imprenditore, uno bravo insomma.
Se ne intendeva di tutto, scenografie, coreografie”

Ric,
all’anagrafe Riccardo Miniggio, è nato a Torino il 31 dicembre 1935.
La
sua infanzia trascorse nel quartiere torinese di San Donato (con la
famiglia in via Cibrario); alla fine degli anni cinquanta poi, iniziò
a frequentare l'Ideal, un teatro di rivista situato nei pressi di piazza
Statuto, che anni dopo diventerà uno storico cinema cittadino; qui, iniziò ad
esibirsi come ballerino (fu infatti anche ballerino acrobatico di rock'n'roll) e
come imitatore di Jerry Lewis, conoscendo molti attori che lì si esibirono
con i loro spettacoli, ed entrando nella compagnia di Erminio Macario.Nel
1962, durante uno spettacolo come ballerino fantasista al teatro Maffei di Via
Principe Tommaso a Torino, conobbe un giovane Gian Fabio Bosco, un
attore cresciuto a Genova, reduce prima da recitazioni teatrali con sua
madre, Anna Caroli e suo padre Sergio Bosco (in arte Sergio Fosco), nella
compagnia di Gilberto Govi, poi, da solo, in quella di Gino Bramieri e,
in quel periodo, con quella di Mario Ferrero. Ne nacque un'amicizia e un
sodalizio artistico Il duo cominciò a recitare in esibizioni comiche prima nei
locali di Torino e Genova, poi, man mano in altre città, con il
soprannome di "Jerry e Fabio". Qualche anno più tardi, cambieranno il
nome del duo in Ric e Gian, raggiungendo i maggiori successi
professionali. Nel 1966 saranno chiamati a girare la loro prima pellicola, Ischia
operazione amore. Nello stesso periodo, Ric si trasferì prima a Milano,
poi a Busto Arsizio.Tuttavia, nel 1987 il duo Ric e Gian si
sciolse e, per anni, i due attori continuarono a lavorare separatamente. Dal 28
settembre 1992 al 26 febbraio 1994, Ric presentò la trasmissione televisiva Striscia
la notizia. Partecipò al programma Notte italiana durante
la stagione 1994-1995, al fianco di Carmen Russo ed Augusto
Martelli (132 puntate andate in onda su Italia 7). Nel 1997 poi, Ric
recitò al fianco di Sandra Mondaini e Raimondo Vianello nel
film Un matrimonio e un funerale della serie tv I
misteri di Cascina Vianello. Nel 2002 tornò a recitare insieme a Gian,
per poi separarsi definitivamente nel 2006, quattro anni prima della morte di Gian.
Il 6 novembre 2010 Ric apparve in una puntata di Striscia la notizia su Canale
5, al fianco di Greggio e Iacchetti. Nel cinema interpretò la
parte di un ballerino di Tango nel film Notte prima degli esami e
infine recitò in Box Office 3D, prodotto e girato da Ezio
Greggio.
Intervista
Lei ha
iniziato la sua carriera artistica con il ballo. Aveva qualche ballerino in
famiglia che le ha trasmesso questa passione?
No, nessun
ballerino. E’ nata andando a ballare con gli amici e mi piaceva così tanto
che mi sono appassionato. A quei tempi non c’erano le discoteche, c’erano le
balere o meglio sale da ballo e lì ho cominciato a ballare. A quei tempi ero
molto bravo ballando il rock and roll e il boogie woogie, poi ho un fatto un
quartetto acrobatico e ho cominciato così. Facevo anche l'imitazione di Jerry
Lewis.
Però poi ha iniziato a lavorare nello
spettacolo con il grande Macario. Che tipo era?
Era burbero però geniale. A quei tempi
erano tutti così i grandi artisti perché c'era una disciplina ferrea in
teatro. Era molto severo però da lui ho imparato molto. Ho lavorato con lui
nella commedia. "Una storia in blue jeans" dove recitava anche la
bravissima Valeria Fabrizi.
I suoi genitori che futuro avevano in
mente per lei?
Volevano farmi studiare da prete. Siccome
in famiglia c'era un prelato, speravano che facessi anch0ì'io il pfrete
(risata).
Che lavoro facevano i suoi genitori?
Il papà aveva un negozio di barbiere e la
mamma era casalinga.
Con quali
artisti di riferimento è cresciuto? Chi sono stati suoi miti, i suoi idoli?
Un po’
tutti i grandi artisti di quei tempi. In particolare il comico Tino Scotti. Lui
non dormiva la notte, aveva delle fisime e lui voleva vedere il sole. Poi Walter
Chiari un grandissimo amico. Aveva un talento straordinario. Con lui abbiamo
girato “Ischia, operazione amore”.

Lei ha
conosciuto il suo partner artistico Gian e chi ha deciso di mettervi insieme?
In uno
stabile di Torino, il Maffei, a quei tempi capitanato da Mario Ferrero, io
ballavo e Ric era la spalla di Ferrero. Lì ci siamo conosciuti e ci siamo messi
insieme per un motivo specifico: la fame (risata). A quei tempi ci chiamavamo
“Gerry e Fabio” e più avanti “Ric e Gian”. Noi due siamo stati i primi
a mettersi insieme e a fare le sale da ballo con l’esibizione comica. Abbiamo
iniziato così e da lì è partita la nostra carriera che è stata molto
brillante.
Ho
letto che voi due avete scoperto tanti talenti. Un paio di nomi?
La cantante
Donatella Rettore,in trasmissione la chiamavamo Rettoir, poi Paola Perego che
lavorò con noi in “Ric e Gian graffiti”, ma abbiamo scoperto e lanciato
anche altri artisti.
Sono
state riconoscenti?
Si, molto.
Non perdono occasione di ricordarci di noi quando è il caso e questo m ifa
piacere.
Nel
mondo dello spettacolo c’è meritocrazia o vanno avanti solo i raccomandati?
Una volta
come adesso i raccomandati ci sono sempre stati e in tutti i settori. Se avevi
la tessera del partito comunista in tasca, lavoravi. Io non l’ho mai avuta e
ho lavorato ugualmente. A quei tempi era un po’ così, ma mi sembra che non è
cambiato molto.
Avete
lavorati con tante belle donne. Lei dei due era considerato il playboy. Si è
mai invaghito di qualche artista?
No, non è
mai successo. Ho fatto pazzie per le donne e ne ho avuto tante. Ho guadagnato
molti soldi ma ne ho speso molti con le donne.
Ha
conosciuto anche Silvio Berlusconi.
Con
Berlusconi ci davamo del “tu” e io e Gian avevano fatto nascere Italia 1.
Lui era molto carismatico ed era molto simpatico.
Un
aneddoto divertente?
Di Berlusconi
tutto era divertente ed era una persona capace, un grande imprenditore, uno
bravo insomma. Se ne intendeva di tutto, scenografie, coreografie. Lui guardava
ogni cosa e devo dire che era eccezionale sotto questo punto di vista. Lui aveva
cominciato a cantare sulle navi da crociera e Fedele Confalonieri lo
accompagnava al pianoforte e quindi aveva questo grande amore per il mondo dello
spettacolo in modo spasmodico. Quindi curava tutti i particolari.
Fra
tanti artisti con cui ha lavorato c’è anche Ezio Greggio, vero?
Abbiamo avuto
un rapporto ottimo e ci sentiamo ancora oggi. Ogni tanto vado a cena da lui, è
un personaggio, un amicone. E’ uguale a come lo si vede in televisione. È
molto divertente e devo dire che lavorare con lui è stata l’esperienza più
bella della mia vita. Lui mi ha voluto Striscia la notizia ed è stato un
periodo in cui mi sono divertito molto.
Paolo
Villaggio com’era?
Era un
cialtrone, però anche lì è cominciata l’amicizia e come ha avuto successo,
l’amicizia si è troncata. Però lui era geniale.
Qual è
stato il segreto del successo della coppia Ric e Gian?
Come faccio a
dirlo? Forse la simpatia, la naturalezza e poi non abbiamo mai detto una
parolaccia. Eravamo per le famiglie, la Rai ci ha dato tanto a noi due abbiamo
mantenuto quel modo di fare spettacolo.
Avete
mai detto di no a qualche spettacolo o qualche ospitata?
No, io penso
di averli fatti tutti gli spettacoli che hanno fatto in Italia. Non abbiamo mai
rifiutato nessun invito o partecipazione.
Com’era
il vostro rapporto con i fan?
Bello e
quanti complimenti abbiamo avuto. I complimenti più frequenti erano: “Quando
mi avete fatto ridere”.
Fra
tante donne con cui avete lavorato c’è anche Edwige Fenech.
La Fenech è
stata una bella compagnona, persona semplice, molto alla mano e sempre
sorridente.
Cosa
guarda ora in tv e com’è cambiata rispetto ai suoi tempi?
La
televisione dei giorni nostri è brutta, perché non c’è riciclo. Io guardo
qualche filmati su you tube e in tv guardo programmi di cucina, documentari e il
programma di Paolo Del Debbio “Dritto e rovescio” su rete 4.

La coppia Ric e Gian
Ho
letto che è anche cantante.
Ho cantato
molte canzoni, ma non ne ho scritte neanche una.
Lei ha mai
pensato di pubblicare una sua biografia?
Me l’hanno
chiesto una marea di persone, non l’ho mai fatto perché lì ci vorrebbe uno
bravo nel raccontare tutta la storia, un bravo giornalista. Magari più avanti,
chissà.
Oltre
al lavoro, ha qualche passione?
A parte il
biliardo, una passione ereditata da mio papà che per dieci anni ha gestito una
sala da biliardo a Legnano, ho la passione per le macchine. Ne ho avute
tantissime, tutte di grossa cilindrata. Avrò fatto il giro del mondo almeno
dieci volte, perché con le serate, con gli spettacoli, con il teatro giravo
molto. Abbiamo lavorato tanti e quindila macchina era un complemento importante.
Ora lei ha
90 anni compiuti. Di cosa ha bisogna per essere felice?
Io sono
bisnonno e ho una moglie che è adorabile.
E’ una
brava cuoca?
Si,
bravissima in tutto. Sono stato molto fortunato.