Donatella Zaccagnini Romito (ingegnere, laurea in scienze alimentari e sex worker)                 Roma  1.6.2025

                                  Intervista di Gianfranco Gramola

“La generosità e la bontà d’animo sono il mio punto debole. Perché alle volte rischio di essere troppo buona con persone che non lo meritano o che meritano meno di quanto ricevono”

Contatti donatella.zaccagnini.romito@gmail.com

Mi chiamo Donatella Zaccagnini Romito, sono ingegnere regolarmente iscritta all’albo professionale e faccio gestione del patrimonio immobiliare proprio, di famiglia e per conto terzi. Ho una seconda laurea in scienze dell’alimentazione. Nell’ambito del food lavoro come consulente alimentare, influencer e accompagnatrice a cene ed eventi. Mi occupo di sex work e il lavoro dell’accompagnatrice inizialmente era un passatempo e un divertimento, con il tempo è diventato un vero e proprio lavoro in cui devi essere brava a fare tantissime cose… gli shooting come modella per vendere la tua immagine, una cultura universale per poter parlare ed avere un confronto con le persone che ti trovi di fronte, un portamento elegante ma alla mano allo stesso tempo! Nell’ambito dello spettacolo e dell’informazione ho partecipato a diversi videoclip musicali, a servizi delle Iene e sono stata più volte ospite della trasmissione radiofonica “La Zanzara” da Giuseppe Cruciani e David Parenzo. Nel 2025 ha dato alle stampe il libro “Segreti di una Escort di classe” (De Nigris Editori) dove la nota influencer ed escort, si racconta in prima persona e attraversa esperienze profonde tra eros, dolore, amore, rinascita e amicizie tradite.

Intervista

Donatella, hai dato alle stampe il tuo libro “Segreti di una escort di classe -  96.99.92.”. Cosa ti ha spinto a raccontanti, è stata un’esigenza o per avere più notorietà, più visibilità?

Erano un po’ di anni che maturavo questo desiderio e c’è stata anche tanta richiesta dall’esterno, perché più di una volta a delle cene, a degli eventi parlando si diceva: “Ma perché non scrivi un libro con tutte le avventure che hai avuto in questi anni a Roma e nelle varie città d’Italia? Sarebbe bello e interessante”. Ma io però avevo sempre questo freno della privacy, perché le avventure si, però non a tutti è cosa  gradita che vengano rese note. Quando si incontra una accompagnatrice spesso si vuole anche la privacy, la discretezza e io questa la garantisco, non è che vengo meno a questo impegno della privacy, soprattutto quando mi viene esplicitamente richiesto. Però nei salotti romani c’era questo desiderio di farmi raccontare un po’ di queste avventure. Questa idea del libro è nata durante una cena con Alessandro Cecchi Paone, eravamo nei pressi di Napoli, alla presentazione del suo libro “Raimondo di Sangro di Sansevero” (dialogo sull’immortalità), ero invitata da lui e dopo ci siamo intrattenuti a cena con tutti gli ospiti della presentazione e parlando è nata questa idea, insieme agli editori Armando De Nigris e la moglie Maria Antonietta Mormile. E’ nata l’idea di raccontare un po’ di storie romane con la garanzia della privacy e i dieci racconti sono stati leggermente romanzati e soprattutto i nomi non sono stati resi noti. Quindi storie vere, vissute a Roma e in giro per l’Italia.  

Nel tuo libro ti racconti in prima persona e attraversi esperienze profonde tra eros, dolore, amore, rinascita e amicizie tradite. Cosa intendi per amicizie tradite? Qualche amico ti ha deluso?

Amicizie tradite intendo dire che purtroppo spesso, quando si da fiducia a delle persone, non sempre ti viene ricambiata con la stessa moneta. Io purtroppo nel corso della mia vita ho riscontrato più di un episodio in cui questa cosa è avvenuta, episodi  in cui davo molta fiducia a delle persone, tanto da fare dei grandi favori, da insegnare loro delle cose molto importanti, da ospitarli in casa mia per renderli quasi come sorelle e poi vedevo che non venivo ricambiata con la stessa moneta, anzi spesso l’invidia e il voler essere come me, uguale e me o più di me, quel dire: “Perché lei si e io no, che cos’ha lei più di me che io non posso, se lei lo ha fatto lo posso fare anch’io”. Magari è un percorso di vita che io ho fatto nel corso degli anni, non è solo mestiere del puro atto sessuale ma è un qualcosa in più, cioè avere un fascino, una cultura, il saper stare in mezzo alla gente, anche vendere in una certa maniera che non hanno tutte. Non è solo l’atto sessuale, ma anche l’ironia, di saper fare certe cose, con autoironia, con anche superiorità e dire “Tu pensa e dì quello che vuoi di me, io tanto  so chi sono”: Le altre questa cosa purtroppo non ce l’hanno e spesso non la capiscono neanche. Quindi nonostante io li tratti in un primo momento come sorelle poi succede un qualcosa…

Mi fai un esempio?

In questo libro racconto dell’incidente in cui sono stata coinvolta nel 2015, in cui ho visto un periodo buio della mia vita e lì ho veramente capito chi erano le persone che ci tenevano veramente a me e chi invece  stava con me solo per convenienza e appena c’è stato l’episodio dell’incidente, più di una persona che  io credevo fosse una mia amica, che stava con me perché credeva veramente in me, quella è stata l’occasione proprio per tentare di essere come me in un momento in cui io non c’ero. Un po’ come i pesciolini che stanno sotto lo squalo, si mangiano quello che lo squalo non riesce a mangiare o gli cade dalla bocca. Quando si è verificato questo incidente più di una persona che mi seguiva, mi portava le borse, mi portava la macchina e mi diceva: “Donatella, qualsiasi cosa di cui hai bisogno, te lo faccio”. Quando ho avuto l’incidente hanno pensato: “Questo finalmente è il momento giusto per prendermi quello che ha Donatella”, quindi i clienti, il giro di amicizie e altre cose in un momento in cui stavo male. Questa è una cosa che mi ha fatto ancora più male, perché non solo ho avuto il dolore e il dispiacere dell’incidente ma anche il vedere davanti ai miei occhi impotenti, che comunque ero su un letto d’ospedale quasi in fin di vita, quelle che erano le mie amicizie che in realtà non si sono reputate tale, si sono poi rivelate tutt’altro. E di questo ne parlo in un capitolo del libro.

Mi racconti del codice Ateco?

Il codice Ateco 96.99.92. è un codice che già esiste da diversi anni in Europa ed è iniziato ad essere utilizzato operativamente in Italia a partire dal 1° aprile 2025 ed è un codice che contempla tutte le attività di organizzazione, anche di eventi, perché alla fine quando noi escort o accompagnatrici accompagniamo delle persone potenti, importanti a delle cene, svolgiamo anche dei servizi di organizzazione eventi. Il codice Ateco riprende proprio i servizi di incontri ad eventi simili che comprende attività connessi alla vita sociale, come attività di accompagnatrici o accompagnatori ed escort, di agenzie di incontri e addirittura agenzie matrimoniali. Ci sono delle agenzie che utilizzano questo codice Ateco per incontri finalizzati al matrimonio, quindi un po’ come i matrimoni combinati che avvenivano una volta. Poi si hanno anche la fornitura e l’organizzazione di servizi sessuali, quindi è una sfumatura che è compresa all’interno del codice Ateco 96.99.92. E’ una battaglia per la libertà perché io già tre anni fa nelle mie prime interviste, che si trovano on line all’interno del programma La Zanzara, gridavo questa esigenza che la professione di escort o accompagnatrice non rimanesse nell’ombra, cioè è una professione che deve essere riconosciuta come tale al cento per cento e nessuna si deve vergognare nel dire che fa la escort o che fa l’accompagnatrice, perché è un lavoro di pari nobiltà. Io sono ingegnere e delle volte mi vergogno di più nel dire che sono ingegnere piuttosto che la escort. Perché l’ingegnere è sottopagato, è sfruttato, sta dentro l’azienda 10 ore al giorno per 1500 euro al mese dopo che ha studiato 20 anni. Ci sono delle escort e delle accompagnatrici e anch’io, che 1500 euro le prendiamo con un aperitivo, una cena. Delle volte non bisogna vergognarsi, bisogna avere il coraggio di gridare i propri diritti, perché è un diritto essere riconosciuta professionalmente, non vivere nell’ombra. A Roma solo su un portale, uno dei maggiori che è www.escort-advisor.com , siamo più di otto mila escort iscritte, solo a Roma, che lavorano regolarmente in maniera pulita, perché una persona chiama un’altra persona consapevole del fatto che deve mettere la mano sul portafoglio. Quindi non ci sono scambio di cuoricini, di like, dei commenti che durano magari tre mesi e poi alla fine comunque ti chiedono i soldi. Non pensiamo che sui vari social facebook, instagram si incontrano tutti amici, amichetti perchè poi dopo tre mesi ti dicono : “Però voglio il regalo, la borsa,  le scarpe”. Allora non è la stessa cosa? Tante persone ragionano così. Io che devo mettermi a scrivere ad una persona un mese di messaggi, due mesi di cuoricini, tre mesi di chiamate per poi uscire e spendere mille euro di scarpe, 500 euro di cena, il regalo dopo cena, alla fine uno dice: “Contatto un accompagnatrice, almeno so quello che mi chiede”.  L’ho detto anche ad un’intervista a La Zanzara: “Donna che non paghi, cara te costa” oppure “La donna che paghi, è quella che costa di meno”, sono detti romani popolari che funzionano sempre. 

Pensi di dare un seguito al libro e raccontare altre storie?

In realtà nel libro ci sono già tante storie e ci sono anche tante foto di vari servizi fotografi e shooting che ho realizzato nel corso di questi anni e ti do un piccolo spoiler, anzi due. Il primo è che il libro verrà presentato a Roma il 2 luglio nella libreria Mondadori di via Piave che è un salotto prestigioso all’interno della Capitale, di Roma. Altro spoiler è che ho ricevuto più di una proposta di produzione per un film, quindi più che dare un seguito al libro, ci potrebbe essere un risvolto, che il libro si trasformi in qualcosa di cinematografico.

Oltre a scrivere e fare l’accompagnatrice, fai altro, curi delle passioni?

Si, assolutamente. Come ho detto in varie interviste sono ingegnere, regolarmente iscritta all’ordine degli ingegneri di Roma, ho una laurea in ingegneria gestionale con un dottorato in ingegneria elettrica e sono abilitata come ingegnere industriale. Posso firmare e certificare tutti i tipi di impianti, ad esempio ho realizzato proprio all’interno dell’immobile in cui ricevo una stanza dedicata proprio agli ospiti, che io chiamo “La stanza degli ospiti”, un po’ come quella stanza del film “50 sfumature di grigio” o di rosso, che è il mio colore preferito, dove a parte ad avere toys, giochini con cui gli ospiti si divertono, all’interno di questa stanza, alle spalle del letto c’è una mini piscina idromassaggio di 15 metri quadri dove gli ospiti si possono intrattenere bevendo champagne, mangiando ostriche, facendo un aperitivo. Come ingegnere inoltre svolgo l’attività di gestione del patrimonio immobiliare, ho una serie di immobili di mia proprietà e di famiglia che gestisco direttamente, senza intermediari. Mi rivolgo agli agenti immobiliari solo ed esclusivamente per cercare eventuali inquilini, ma è tutto regolarmente registrato all’Agenzia delle Entrate e quindi ho questo patrimonio immobiliare di circa 10 milioni di euro che gestisco in maniera diretta. Questo per quanto riguarda l’attività di ingegneria. Inoltre sono Vice  Presidente all’interno dell’Ordine degli Ingegneri, la commissione di Project Management in ambito edile e architettura, quindi mensilmente ci riuniamo per organizzare seminari, incontri ed eventi all’interno dell’ordine degli ingegneri. Poi ho anche una seconda laurea in scienze dell’alimentazione che ho preso come cultura personale, l’ho presa quasi esclusivamente leggendo le etichette degli alimenti, prima di mangiare, uno si documenta su quello che sta mangiando oppure quando devi  scegliere il ristorante ti leggi tutta la presentazione del ristorante, del menù e inoltre i processi che avvengono all’interno del corpo. Sono sempre stata molto curiosa, quindi come vengono digeriti i cibi, come vengono assimilati, le varie intolleranze, le malattie che vengono a causa del cibo. Tutte queste cose hanno sempre suscitato in me molto interesse e nel periodo di convalescenza dal mio incidente, ho deciso di prendere questa seconda laurea per cultura e per passione personale e tra i vari argomenti che potevano essere di produzione del libro, un secondo argomento poteva essere proprio quello della cucina, dell’alimentazione. Quindi non escludo che ci sarà un secondo libro in seguito che parlerà proprio di cucina, di alimentazione e gastronomia, che è uno dei miei interessi principali, tanto che io ho partecipato a delle trasmissioni culinarie in cui ho pasticciato, ho realizzato dei dolci, in particolare dei biscottini per il mio compleanno, per i miei 40 anni. La trasmissione TV si chiama “Dolci, che passione”, dove abbiamo realizzato questi biscottini che poi sono stati distribuiti.

Che tipo di biscottini?

Biscottini personalizzati, con la mia foto e con scritto “Donatella 40”. I biscottini tra l’altro erano buonissimi, completamente commestibili e realizzati in ghiaccia reale e friabili, quindi un biscottino molto buono. A breve riavrò questa collaborazione,  quindi mi vedrete nuovamente ai fornelli. 

Ne approfitto per farti alcune domande per conoscerti meglio. Tre aggettivi per definirti?

Questa è una domanda bellissima. Il primo aggettivo è sincera con me stessa e con gli altri. Sono una delle poche persone che non nasconde la propria attività, nonostante io sia di origine dell’alta borghesia romana, che abbia due lauree e quindi potrei tranquillamente definirmi ingegnere o dottoressa, invece sono sincera con me stessa e con gli altri. Se una cosa la penso, la dico senza peli sulla lingua. Il secondo aggettivo, visto che sono sincera, sono molto permalosa, ma tanto permalosa. Sono permalosa, sono un po’ prima donna e se qualcosa non mi va giù o se mi fai qualcosa che non va bene, con me hai chiuso, punto ed è molto difficile tornare nelle mie grazie. Quindi è molto più semplice non farmi arrabbiare o non generare questo mio sentimento di permalosità piuttosto che poi riguadagnare la mia fiducia. Quindi  sincera, permalosa e l’altro aggettivo è generosa. Sono generosa, soprattutto prima dell’incidente ero una persona molto generosa, buona d’animo. La mia famiglia non ha conosciuto la necessità, perché venendo da una famiglia della nobiltà romana, non è che avevamo bisogno di lavorare, non abbiamo mai avuto delle ristrettezze economiche, a casa mia c’era sempre l’abbondanza e quando c’è l’abbondanza c’è anche la bontà d’animo, perché non avendo la necessità di lavorare, poi si diventa anche generosi. Però purtroppo questa generosità come racconto anche nel libro, non sempre paga. Allora ho dovuto mettere un pochino a freno questa mia generosità e adesso adotto un’altra strategia, prima donavo incondizionatamente, adesso prima ti do un pezzettino di biscotto e poi vedo quello che ricevo. Se non ricevo niente e vedo che tu continui a chiedere il biscotto senza dare niente e magari un pezzettino di biscotto ce l’hai, io dico: “Senti bello, o bella, tu vai per la tua strada e io per la mia”.

Qual è il tuo punto debole? La generosità?

Si, è vero, la generosità e la bontà d’animo sono il mio punto debole. Perché alle volte rischio di essere troppo buona con persone che non lo meritano o che meritano meno di quanto ricevono.

Segui l’oroscopo?

Ho un’amica che scrive l’oroscopo sui giornali, ma io l’oroscopo non lo seguo tantissimo, anche se tante amiche ci credono e lo seguono. Loro indovinano subito il mio segno dicendo che sono di un segno con il carattere molto forte, cioè Ariete. Addirittura ho l’ascendente in Leone, due segni molto forti e quindi vengo identificata come un segno di fuoco.

Tu sei una bella donna. La dichiarazione d’amore più simpatica e divertente che hai avuto?

Ne ho avute tantissime, soprattutto da parte dei clienti. Io dico spesso che faccio questo lavoro perché mi piace essere corteggiata e facendo questo lavoro divento un po’ l’oggetto del desiderio. Ognuno dei miei clienti mi corteggia in maniera diversa, però non solo i clienti ma anche i miei amici. Ho tanti amici che mi trattano benissimo, come fossi una regina. Per i miei 40 anni ho ricevuto come regalo una macchina importante, una Porsche e quello è stato uno dei segni più grandi che ho avuto di corteggiamenti. Diciamo che un segno di corteggiamento evidente sono dei regali importanti, ma non solo perché delle volte bisogna guardare anche le piccole cose. Quindi anche un ragazzo che ti regala un mazzo di fuori, fa piacere. Però ne ho avuto veramente tanti, da mazzi di fiori a sorpresa, cene in posti bellissimi in ristoranti stellati. Recentemente sono andata a Torino per il Salone del Libro e finita  la giornata come sorpresa siamo andati in un ristorante stellato bellissimo, su un grattacielo di Torino, quello di Banca Intesa che è uno dei grattacieli più alti della città.

Ora sei single o il tuo cuore batte per qualcuno?

Diciamo che ufficialmente sono single, anche se ho diverse frequentazioni importanti che durano da diversi mesi. Ti do anche un piccolo spoiler Gianfranco. C’è un programma su Rai2 che riguarda proprio l’amore che è già stato registrato che andrà in onda in agosto e che svelerà se sono veramente single o se ho un amore in corso.

Tu in amore sei più cacciatore o lepre?

Io sono più lepre, perché a me piace essere corteggiata, seguita. Infatti il ragazzo che poi verrà svelato nel programma di Rai2 è un ragazzo che mi ha corteggiata molto in diverse maniere. Poi però quando matura il rapporto, mi piace essere un po’ dominatrice, quindi mi piace un po’ guidare il rapporto, però mi piace anche l’uomo che prende in mano la situazione. Diciamo che non sono semplice in amore.  

Televisione, radio, libri. Qual è il segreto del tuo successo? La simpatia, il talento, la bellezza?

Il segreto del mio successo è che riesco ad essere me stessa senza peli sulla lingua. La mia partecipazione a La Zanzara lo dimostra, non mi nascondo dietro ad un dito, dico tutto quello che penso e lo dico con orgoglio e portando avanti dei principi e dei  valori.

La popolarità crea vantaggi ma anche svantaggi. Hai mai avuto dei fan un po’ troppo invadenti, fastidiosi da farti preoccupare?

E’ vero, la popolarità crea vantaggi ma anche svantaggi, ma io riesco a gestirli abbastanza bene. Anche per questo svolgo dei servizi di accompagnatrice, perché una persona che vuole prendere un aperitivo con me, vuole fare una cena con me in maniera del tutto educata, ha questa possibilità, prende l’appuntamento e io se reputo che questa persona sia una persona affidabile e a modo, fissiamo l’appuntamento e si va a cena. Ovviamente per me è lavoro, quindi posso essere carina e a modo, perché è il mio modo di fare, però rientra sempre nel mio lavoro. Mi scrivono tre mila persone al giorno e le persone non possono pensare che io vado a fare l’aperitivo o vado a tutte le cene che mi invitano in maniera gratuita. Questo non è pensabile, non è possibile. Poi ci sono stati dei clienti, dei fan e amici che si sono innamorati di me, quindi oltre a prendere un appuntamento magari tre o quattro volte a settimana, cominciavano a farmi dei regali importanti e poi cominciavano a venire sotto casa spesso e questa è una cosa che fa venire meno la necessità di privacy.

Di cosa hai bisogno per essere felice o meglio, cosa ti fa stare bene?

A me piacciono le cose di lusso, le cose belle però sono una persona che gode anche delle piccole cose, le cose semplici. Delle volte anche una passeggiata  nel centro della città, sui sampietrini di Roma mi rende felice. Un tramonto visto dalla terrazza del Pincio o dalla chiesa di Trinità dei Monti mi fa stare bene, vedere nel cielo i colori di Roma. Delle volte anche una gita fuori porta o dove ci siamo incontrati a Trento, Gianfranco. C’era un paesaggio bellissimo, un cielo e in quella giornata c’era un sole bellissimo che rifletteva il verde delle montagne. Io sono una persona che apprezza anche le piccole cose. Poi mi fa stare bene la mia famiglia, mio papà, mia  mamma e il mio cagnolino. Prima avevo due cagnolini, ma la mia cagnolina Tiffany  è morta pochi giorni fa ed è rimasto solamente il mio cagnolino Dolce che ha 13 anni. Spero che viva più a lungo possibile perché è una creatura che mi rende felice, è come una persona per me, come se fosse un figlio. E’ stato trattato dai miei genitori proprio come se fosse un figlio.

A proposito di figli, hai mai pensato di metter su famiglia e avere dei figli?

Io in realtà c’ho pensato più di una volta, però come si dice a Roma, manca la materia prima (risata). Nonostante avessi avuto diverse frequentazioni, non tantissime ma poche e importanti, però vedo sempre quel qualcosa che manca che mi fa pensare di non essere sicura di mettere al mondo un figlio. Secondo me i figli sono una cosa importante su cui bisognerebbe riflettere molto, perché per mettere al mondo un figlio ci vogliono tutte le carte in regola, delle situazioni stabili, di valori, di famiglia, di rispetto, di fiducia e altri valori che vanno trasmessi al bambino, altrimenti, come dico sempre uno fa una scelta di vita, rimane single oppure rimane in coppia senza mettere al mondo dei figli. Mettere al mondo dei figli è una responsabilità e come tale va trattata.  

Se ti chiamassero in un reality, ci andresti?

Mi è sempre piaciuta l’idea del reality perché mi piace mettermi in gioco. Mi piace farmi vedere per come sono realmente a 360 gradi. Tra le mie idee c’è quella di manifestarmi come una persona vera che dice tutto ciò che pensa e penso che nel reality questo si possa vedere, perché tenendo una persona sotto l’occhio delle telecamere per tanto tempo si vede realmente come si comporta e le idee che ha. Quindi mi piacerebbe partecipare ad un reality proprio per dimostrare che le idee e i valori che diffondo sono valori in cui credo e ci metto sempre la faccia, soprattutto che è una cosa che in questo mondo purtroppo sta diventando sempre più rara. 

Quale ti piacerebbe?

Mi piacerebbe “L’isola dei famosi” perché è un reality in cui ci si mette in gioco, si sta a dura prova e quindi nelle difficoltà esce sempre la persona vera ed escono anche i rapporti veri. Nelle difficoltà si stringono rapporti di amicizia più veri, più sentiti. La stessa cosa per quanto riguarda l’amore e tutte le altre tipologie di rapporto. L’isola dei famosi è un reality che mi piace molto ma parteciperei volentieri anche al “Grande Fratello” perché comunque è un’esperienza piacevole, perché stare dentro una casa con altre persone, condividere la vita quotidiana è un’esperienza che mi piacerebbe fare. Un altro reality che mi piace è “Pechino Express”, un reality molto faticoso in cui si viaggia, si esplora la natura, il mondo e ci si mette a dura prova.

Hai dei complessi?

Mi reputo una persona molto piacevole, molto carina, quindi non ho dei complessi molto particolari. Mi piace un po’ tutto di me, mi piacciono i capelli, gli occhi, il naso, le labbra, il sorriso, le mani, i piedi, ho le gambe fine. Se proprio volessi cambiare qualcosa di me, forse mi regalerei una decina di centimetri di altezza. Però non ho complessi né fisici, né di carattere e nemmeno di cultura, perché ho sempre raggiunto tutti gli obiettivi che volevo. Ci sono delle persone anche molto carine, però hanno dei complessi perché non sanno parlare, oppure non sanno stare in pubblico, o non si sanno comportare. Io fortunatamente anche per l’estrazione sociale da cui provengo sono sempre stata in contatto con persone dell’alta società, quindi penso di sapermi comportare un po’ in tutte le situazioni e di sapermi esprimere in maniera corretta e quindi non ho grandi complessi né fisici né di rapporti inter  personali.

Una tua ossessione?

Diciamo che una ossessione che ho è quello di non essere mai abbastanza, quindi ho standard molto alti, molto elevati e ho sempre paura che quello che sono non sia mai abbastanza in relazione non tanto agli altri, perché mi rendo conto che su tante cose di essere notevolmente superiore alle altre persone, delle volte nell’aspetto fisico sia in quello culturale ed economico. Però è proprio una sfida con me stessa. Io tutti i giorni ad esempio devo guadagnare, anche se sto bene economicamente e potrei vivere tranquillamente per sette vite senza lavorare, però io tutti i giorni ho degli standard molto alti per cui devo lavorare e devo guadagnare. Questa è la mia ossessione e la riconosco. Altre ossessione sono quelle che devo sempre fare, devo migliorarmi, devo fare delle cose che mi portano ogni giorno ad essere migliore del giorno precedente.

Fai beneficenza?

Tutti i giorni allo stato italiano faccio beneficenza pagando le tasse e questa è l’unica beneficenza che faccio. Sono sincera, non sono ipocrita, non lo sono mai stata, non mi piace molto fare beneficenza perché penso che tutti siamo nati con due braccia, due gambe, una testa e quindi ognuno è messo in condizione nella vita di guadagnare. Non mi piace regalare niente a nessuno a titolo gratuito senza che gli altri facciano nulla. Mi piace che le persone si guadagnino quello che hanno come ho sempre fatto io nella vita, un motivo per cui non faccio beneficenza, anche se riconosco che ci sono delle situazioni estreme in cui ci sono effettivamente delle persone che ne hanno bisogno, ad esempio malati o bambini in difficoltà. Però, un’altra cosa in cui sono molto sincera, non credo molto nelle associazioni che si prendono cura di fare beneficenza, un motivo per cui non faccio molta beneficenza. Sono stata in Africa con i miei genitori e siamo tornati a casa praticamente senza valige, perché sia io che mio padre e mia mamma abbiamo regalato tutto quello che avevamo portato, dai vestiti ai soldi. Ed è stata una delle esperienze molto toccanti perché vedere dei bambini di 5 anni che ti strappano le caramelle dalle mani sia a me che a mia mamma, oppure che hanno le lacrime agli occhi perché vogliono la pasta italiana, ti mette in una condizione che daresti loro tutto quello che hai, e così è stato. Poi vedi anche che non fanno nulla per migliorare la loro situazione, cioè trascorrono le loro giornate sdraiati al sole senza fare nulla, invece noi torniamo a casa e lavoriamo sodo. Quindi questi sono i motivi per cui vengo frenata molto dal fare beneficenza, perché tutto quello che si ha, una persona se lo deve meritare. E comunque quotidianamente, come ti dicevo prima, faccio beneficenza allo stato italiano  pagando regolarmente le tasse all’agenzia delle entrate.