Enrica Bonaccorti (conduttrice radio e TV)
Roma 10.1.2025
Intervista di
Gianfranco Gramola
“La mia è stata una vita vissuta tutta di
lavoro e chiaramente ho sacrificato tanto la vita privata. Io avevo una bambina
che ho avuto quando avevo 24 anni e grazie a mia madre ho potuto continuare a
lavorare senza lasciare sola mia figlia”
Enrica Bonaccorti è nata a Savona il 18
Novembre 1949 da Ettore e Titti Bonaccorti. Inizia a lavorare molto presto perché
viene scelta dalla compagnia di Domenico Modugno e Paola Quattrini per la messa
in scena di Mi è cascata una ragazza nel piatto. In questo periodo si cimenta
anche nel comporre testi di canzoni, come Amara terra mia e La lontananza. La
sua carriera teatrale continuerà però frammentariamente, a causa prima della
nascita della figlia Verdiana (1974) e poi alla partecipazione al programma
radiofonico L'uomo della notte, insieme con il poeta Alfonso Gatto. In
televisione, recita negli sceneggiati Eleonora (1973), accanto a Giulietta
Masina, e L'amaro caso della baronessa di Carini (1975) di Daniele D'Anza. Nel
1975 sceneggia il film Cagliostro con il marito di allora Daniele Pettinari,
nell'estate del 1978 presenta il gioco a premi Il sesso forte, in tandem con il
conduttore Michele Gammino. Dai primi anni ’80 arriva la consacrazione
pubblica e il successo, prima con Italia Sera dal 1983 al 1985 e poi con Pronto,
chi gioca? dopo aver sostituito Raffaella Carrà. Passa poi a Fininvest e
conduce La giostra tra il 1987 e il 1988 e Ciao Enrica. Dal settembre 1988
conduce il quiz dedicato alle famiglie Cari genitori, che la riporta al successo
dopo le non esaltanti esperienze della precedente stagione televisiva, e che
presenta per tre edizioni. Nel 1991 è in diretta con la prima edizione di Non
è la Rai, nel 1992 è la presentatrice che dà la linea alla prima edizione del
TG5 delle ore 13, che segue Non è la Rai. Lascia la trasmissione affermando di
voler condurre un programma meno complicato e di stampo giornalistico e sempre
nel 1992 conduce, assieme a Red Ronnie, anche la kermesse musicale estiva Vota
la voce. Nel 1993 conduce in prima serata su Canale 5 i varietà Seratissima e
Canzoni spericolate, mentre nel 1995 passa su Rete 4 con la conduzione di Cuori
d'oro, insieme con Tiberio Timperi, e poi torna in Rai nel cast dell'edizione
1999-2000 de I fatti vostri su Rai 2, accanto a Massimo Giletti. Nel 1997 torna
in radio per condurre due edizioni della storica trasmissione Chiamate Roma 3131
su Rai Radio 2 che le fa vincere diversi premi ed è in questo periodo
editorialista per varie testate: per il mensile Noi donne, per il supplemento de
Il Corriere della sera, Sette, per il quale tiene la rubrica Il francobollo e
per il settimanale Oggi. Dal 2000 al 2006 è ospite fissa di Buona Domenica con
Maurizio Costanzo e parallelamente torna in teatro, facendosi apprezzare in
Venditori d'anime di Alberto Bassetti. Dal 5 novembre 2006 torna in Rai per
condurre su Rai Radio 1 il programma Ipocrity Correct. Negli anni seguenti fa
parte del cast degli opinionisti di molti talk show Rai e Mediaset come Domenica
Live (ma solamente durante la conduzione di Alessio Vinci nell'ottobre 2012),
Verdetto finale, La vita in diretta, Estate in diretta e Mattino Cinque. Nel
2017 è presente come opinionista alternativamente in Rai, a Storie italiane e
La vita in diretta e a Mediaset, a Mattino Cinque. Nella primavera 2019 è
opinionista fissa di Live - Non è la D'Urso, ruolo che continua a ricoprire
nell'autunno dello stesso anno. Nella stagione 2019-2020 torna dopo molti anni
alla guida di un programma quotidiano, con Ho qualcosa da dirti su TV8. Negli
ultimi anno è impegnata come opinionista in alcuni programmi TV.
Ha detto:
- Chirurgia estetica? Per carità, già ho
fatto una stupidaggine 40 anni fa quando mi sono ridotta il seno perché mi
imbarazzava.
- Io invidio tanto chi può sostenersi con la
fede, in fondo sono un’atea invidiosa di chi ha fede in Dio.
- Da quando ho 19 anni mi mantengo da sola,
non ho mai avuto un uomo importante o ricco accanto. La mia forza è sempre
stata mia madre, al vertice di un triangolo d’amore, lei, io e la mia bambina
Verdiana.
- Non mi sono mai posta dei traguardi. Sono
sempre stata fiera della mia indipendenza, anche da ragazza. Adesso però mi
voglio più bene, mi apprezzo di più.
Curiosità
- Il suo vero nome è Enrica Maria Silvia
Adele Bonaccorti.
- Ha raccontato di soffrire di prosopagnosia,
malattia che non le permette di riconoscere i volti e di ricordarli.
- Nel 1965, mentre risiedeva a Sassari,
partecipò ai campionati regionali di atletica vincendo la medaglia d’argento
nel lancio del disco.
- Ha pubblicato 4 libri: La pecora rossa
(2007) - L'uomo immobile (2010) - Il condominio (2019) - Condominio addio!
(2022).
Intervista
Lavorare era un suo sogno o è capitato
per caso?
Fin da piccola io volevo sia scrivere che
recitare in teatro. Erano queste le mie volontà.
Come ricorda gli inizi e le prime
difficoltà?
Io ho avuto molta fortuna all’inizio perché
sono entrata in una compagnia di teatro. Stavo assistendo alle prove e
un’attrice si era fatta male e non poteva più fare lo spettacolo e io mi sono
proposta alzando la mano come si faceva a scuola dicendo: “Posso provarci
io?”. Mi hanno fatto un provino e mi hanno presa. Così ho iniziato a fare
quello che volevo fare, contrariamente all’università che facevo. Avevo 19
anni.

I suoi genitori l’hanno incoraggiata o
avevano in mente un futuro diverso per lei?
Erano piuttosto scettici. Io volevo già fare
l’accademia d’arte drammatica, ma mamma mi ha detto: “No, prima devi
prendere la laurea”. Invece ho cominciato a lavorare direttamente e non credo
che i miei genitori a quell’età fossero contenti che i propri figli
intraprendessero una professione artistica. Poi dopo sono stati contenti quando
hanno visto i miei primi risultati.
Chi sono stati i suoi maestri televisivi,
i suoi miti di riferimento?
Io guardavo molto la televisione fin da
piccola e quando vedevo gli sceneggiati, rifacevo le battute, le recitavo e
dicevo a mia madre: “Io le avrei fatte così”. Oppure guardavo i grandi come
Pippo Baudo e Raffaella Carrà, che sono persone che ho sempre seguito con stima
e rispetto.
Lei fra le colleghe ha trovato più
competizione o complicità e amicizia?
Non ho trovato né uno né l’altro perché
io sono sempre stata abbastanza da sola nello spettacolo, non è che ho fatto
parte di un clan, non ho mai avuto frequentazioni importanti o frequentato
salotti, per cui non ho sentito più di tanto l’unione di un gruppo, però io
singolarmente sono molto affezionata a moltissimi artisti con cui ho lavorato.
Cos'ha sacrificato per arrivare al
successo?
La mia è stata una vita vissuta tutta per il
lavoro e chiaramente ho sacrificato tanto alla vita privata. Io avevo una
bambina che ho avuto quando avevo 24 anni e grazie a mia madre ho potuto
continuare a lavorare senza lasciare sola mia figlia.
Lei ha conosciuto molti artisti. Mi
racconta come ha conosciuto l’indimenticabile Domenico Modugno e come è nata
la vostra collaborazione?
Ho
conosciuto Domenico Modugno che ero appena ventenne e fra di noi si creò un
forte legame. Eravamo in tournée a Cuneo e gli avevo confidato che scrivevo
poesie e racconti e dopo aver ascoltato il testo de “La lontananza”, mi
abbracciò entusiasta e al mio testo lui ci mese la musica e fu un successone.
Modugno era un uomo di grande fascino, affettuoso e molto generoso.
Se le dico piazza Navona cosa le viene in
mente?
Mi ricorda una gioventù spensierata, quella
di una che aveva 20 anni. Piazza Navona io la chiamavo il mio ufficio a cielo
aperto (risata). Andavamo al bar e ci si incontrava tutti. Al bar
incontravi Renato Zero ed è lì che è cominciata la nostra bella
amicizia che dura tuttora e ricordo la nostra passione per lo spettacolo.
Facevamo spettacolini di cabaret e io accompagnavo Renato con la macchina di mia
madre e fingevo di essere il suo manager.
Oltre al talento, quanto ha contato nella
sua carriera la fortuna?
Completamente tutto. Io credo che ci sia
gente con un grande talento a casa a fare altro perché non riesce a fare nulla,
perché la fortuna, in generale ma soprattutto in questo lavoro, conta davvero
tanto. Devi avere il senso di quello che ti succede e magari cavalcare la cosa
al momento giusto.

Com’è cambiata la televisione dai suoi
inizi ad oggi? E’ peggiorata o migliorata?
Secondo me è peggiorata. Mi piaceva di più
la televisione che facevo io, però bisogna
adattarsi ai tempi. Io sono molto severa sul linguaggio, perché io la
chiamo educazione. Quando siamo in televisione e quindi parliamo a tantissime
persone, quello che diciamo, come lo
diciamo e anche come ci muoviamo, l’atteggiamento, la postura, sono cose che
poi restano, non per noi ma per le persone che ci guardano. Per cui io sento
molto una parola in questo lavoro che è “responsabilità”. Io ho molta
responsabilità rispetto al pubblico e la responsabilità bisogna sentirla e
metterla in pratica.
Cosa guarda in TV?
Io guardo un po’ tutto in tv perché la
televisione mi fa molta compagnia. Mi piacciono molto tutte le gare che siano di
canzoni, di ballo o di cucina. Poi ci sono alcuni
programmi che amo seguire, come quello di Corrado Augias e Alessandro Barbero,
questi personaggi che sanno cosa dire e insegnarci. Io assorbo tanto da loro.
Lei ha posato per Playboy. L’ha fatto
per vanità, per soldi o per la notorietà?
Solo per denaro e all’epoca, stiamo
parlando degli anni ’70, posare per Playboy non è che la foto faceva
curriculum. Mi pagarono 2 milioni di lire. Quando l’ho fatto io, lo facevano
anche Orietta Berti, Sabina Ciuffini, Ornella Vanoni, Iva Zanicchi e Raffaella
Carrà ed erano tutte foto che magari accanto avevano un corsivo di Arbasino o
di Umberto Eco, perché stiamo parlando di Playboy che era un fatto di
intelletto e le nostre foto nude, rispetto ad adesso, erano più castigate. Al
giorno d’oggi basta andare sulle spiagge e vedi donne che sono molto più
nude.
Il suo rapporto con la Fede?
Nessun rapporto, penso che basti un
bell’intento, un bel proposito che è quello di essere buoni con tutti. Si
sono fatte tante guerre in nome della fede.
Lei ha conosciuto papa Wojtyla. Che
impressione le ha fatto?
Si, ho incontrato papa Wojtyla. Sono stata
ricevuta da lui ed è stato meraviglioso. Mi ha fatto una bellissima
impressione.